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Lunedì, 19 Giugno 2017 11:45

L'INTERVISTA ETTORE MESSINA

Bellissima, suggestiva e ricca di spunti, l'intervista ad Ettore Messina, l'attuale coach della Nazionale Italiana. Alla vigilia del ritiro in Sardegna e degli Europei di fine Agosto, Messina si gode qualche giorno di riposo dopo la lunghissima stagione con i San Antonio Spurs, prima di rifuttarsi nel mondo europeo con gli azzurri. In questa intervista ha voluto parlare di futuro, di presente e di eticità, tre parole fondamentali nella carriera di un allenatore.

Ettore Messina, pronto per la sua ultima avventura alla guida dell'Italia?: "Io sono pronto, confido che lo sia anche la squadra. Il mio compito sarà fare in modo che lo siamo tutti insieme, fiduciosi e compatti."

Cosa è mancato un anno fa al Preolimpico?: "Non l'impegno. Ma è mancata quella coesione, quella determinazione che ti fa fare quel passo avanti, il salto di qualità che in una partita secca fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta."

Traduzione tecnica?: "Più che tecnica, mentale: determinazione significa autodisciplina, significa vincere con una grande difesa, aiutandosi in campo, segnando i canestri importanti quando è il momento."

Brucia ancora la sconfitta con la Croazia?: "Tantissimo, è una scimmia che non mi sono mai tolto. E non me la toglierò. Non credo a quelli che dicono che un ricordo del genere puoi metterlo via. È lì, sempre."

Che Nazionale sarà la prossima?: "Prima di tutto devo verificare come stanno gli infortunati, Hackett, Pascolo, Baldi Rossi. Poi non ci sono alternative al partire con sana umiltà e sano realismo. Di buono c'è che tutti i giocatori vengono volentieri in Nazionale, dimostrando attaccamento alla maglia azzurra."

Quasi tutti. Bargnani ha comunicato che non ci sarà, forse prevedendo un suo taglio...: "Con Andrea ci eravamo parlati, mi ha detto che dopo una stagione piena di problemi e di infortuni voleva prendersi l'estate per rimettersi a posto. Poi c'è stata una fuga di notizie...."

E dalla fuga di notizie è uscita anche l'esclusione di Alessandro Gentile.: "Calma. La lista non è fatta, ci sto ancora pensando. Parlerò con Gentile e deciderò."

Diplomatico. Ma la fuga di notizie ha coinvolto anche lei: come pensa reagirà la squadra sapendo di avere un coach. in uscita e un vice che di sicuro non lo sostituirà?: "Non sarà un alibi, se è quello che volete sapere. La situazione è analoga a quella vissuta nel '97, quando siamo andati all'Europeo con il mio successore designato Boscia Tanjevic ospite della spedizione, tra persone civili le cose funzionano sempre. E poi se dovessimo cercare un alibi vorrebbe dire che avremmo perso, e una chiacchiera in più non farebbe alcuna differenza."

Dovesse accadere, si consolerebbe proseguendo l'avventura a San Antonio. Altri due anni di contratto da assistente agli Spurs.: "Mi ha fatto molto piacere. Percepisci subito se non tira aria, e invece a San Antonio mi sento voluto. Non hanno aspettato un istante: c'è un nuovo contratto che l'aspetta, deve firmarlo."

Immaginava che questa offerta l'avrebbe allontanata dalla Nazionale?: "Speravo di no ma temevo di sì. Sono già due estati che gli Spurs mi concedono di allontanarmi, ma l'attività di una franchigia non finisce con il termine del campionato. C'è l'open gym, c'è il preseason, e con Popovich sempre più impegnato con la Nazionale Usa era inevitabile che mi chiedessero una presenza maggiore."

Come valuta la stagione degli Spurs?: "Molto positivamente. Siamo arrivati alla finale di conference pur avendo perso un pilastro come Tim Duncan."

Poi c'è stato l'infortunio di Kawhi Leonard: "Che forse non avrebbe cambiato l'esito della serie con Golden State, ma di sicuro l'avrebbe resa più equilibrata."

Sta seguendo i playoff italiani?: "Naturalmente. Per il momento sono ancora il ct. della Nazionale italiana."

Come valuta la finale Venezia-Trento?: "Molto bene."

C'è chi dice che è basket di basso profilo...: "Io rispondo che è bello vedere in finale due quadre che hanno struttura organizzativa, che non rivoluzionano il progetto e che hanno creduto nei loro allenatori."

È un messaggio subliminale per Milano?: "No, è una constatazione. Ho trovato questa stessa mentalità alla Virtus. E penso che Petrucci mi prese come ct. ad appena 33 anni, se non mi avesse protetto e consentito di lavorare al meglio probabilmente oggi non sarei dove sono."

In Italia le grandi città stentano.: "E allora? Nella Nba le due città più importanti, New York e Los Angeles, è da tempo che non brillano, ma nessuno si sogna di dire che il basket Usa fa schifo. E l'Italia è anche la patria di Varese, Cantù, Pesaro, Caserta, Siena... Milano e Roma non vincono? Ce ne faremo una ragione."

Ha parlato della Virtus: a Bologna l'hanno accolta con una standing ovation di 10 minuti. Se l'aspettava?: "Mi ha commosso. Mi sono sentito ancora parte di un ambiente in missione, e gran parte del merito è di Alberto Bucci. Ho fatto selfie con ragazzini che non mi conoscevano ma dicevano: mamma e papà mi hanno parlato di lei... Meraviglioso. Il senso di appartenenza è tutto."

Parla di appartenenza. Da tifoso del Milan...: "...sono depresso. Mi dispiace che Donnarumma non sia rimasto, avrebbe potuto rimanere e poi andare al Real a 24-25 anni. Non mi interessa dare colpe, penso si sia persa un'occasione. Per noi milanisti è un brutto colpo."

Questo da tifoso. Da uomo di sport, invece?: "Da uomo che vive di sport capisco che quella del procuratore è una figura importante. Quello che fa la differenza è 0 livello di etica."

Lei con i procuratori ha rapporti.: "Inevitabilmente. Quello che non amo è che un giocatore ti faccia domande e aspetti risposte attraverso il procuratore. Preferisco parlare faccia a faccia con un ragazzo."

Lei è cittadino del mondo. Definisca con una parola i Paesi dove ha lavorato.: "Stati Uniti: efficienza. Russia, al Cska: senso di appartenenza. Spagna, al Real: nobiltà."

E l'Italia?: "In Italia si sminuisce quello che si fa. Un esempio? Pensiamo che Venezia-Trento sia una finale minore, io la reputo un'opportunità."

Che cosa farà tra due anni?: " Non ne ho idea. Due anni sono diventati un tempo lunghissimo. Diventerò capo allenatore nella Nba? E una possibilità su cui non ho controllo. Mio figlio cresce: studierà negli Usa? In Europa? Non lo so. Potrei tornare in Europa, potrei allenare una Nazionale a tempo pieno, chi lo sa. Per ora so che cosa farò tra due mesi: lavorerò per fare un bell'Europeo con l'Italia."

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