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Venerdì, 04 Novembre 2016 15:20

Quindici anni di BasketNet

Superbasket ci ha dedicato un'intervista sul numero 25 di Ottobre 2016 per i 15 anni di BasketNet.it. Ve la riportiamo in versione integrale.

LANCIATO NELL’ORMAI LONTANO 2001, È STATO IL PRIMO PORTALE DI BASKET IN ITALIA MA RESTA PIÙ CHE MAI SULLA CRESTA DELL’ONDA. 25 MILIONI DI VISITATORI UNICI DEL SITO DALLA NASCITA AD OGGI. E TANTI PROGETTI PER IL FUTURO.

Sabato, 09 Luglio 2016 22:13

Fuori dalle Olimpiadi! di M. Martiri

Non c’è che dire, molta amarezza per la sconfitta della Nazionale targata Messina, che si sperava potesse portarci alle Olimpiadi: la Croazia vince il preolimpico di Torino 84-78.
Questa volta non possiamo trovare scuse riguardante la conduzione tecnica, Messina è stato chiamato per mettere i giocatori con le spalle al muro, ma non è bastato.

Stiamo leggendo in queste ultime ore tantissimi commenti sul Preolimpico che sta cominciando a Torino e tutti sono rivolti alla speranza di un risultato positivo della nostra nazionale.

Lunedì, 20 Giugno 2016 06:36

La notte delle sorprese!! di M. Martiri

Ebbene si questa passata è stata una notte piena di sorprese: dalla vittoria politica dei 5 stelle a quella di Cleveland su Golden State fino a quella, di qualche ora prima, della Fortitudo Bo in gara tre contro Brescia per la finale di A2.
Di politica qui non parliamo quindi partiamo dalla vittoria in parte sorprendete di Lebron James e compagni sul campo dei GSW in gara sette della finale NBA per 89-93.

Ormai siamo ad un passo dalla chiusura dei campionati, dai più importanti a livello mondiale a quelli giovanili italiani, e non manca certo l’interesse per questi ultimi incontri, aspettando fiduciosi la nazionale italiana con il preolimpico di Torino.

Ormai siamo in dirittura d’arrivo per le finali playoff dei campionati che più ci interessano da vicino, NBA, Lega A, A2 e Serie B, cerchiamo di capire cosa può succedere.

Nella NBA la sfida tra Golden State e Cavs si è completamente riaperta dopo la schiacciante vittoria in gara tre di Lebron & C. che hanno avuto una reazione elettrizzante dopo le prime due deludenti gare. Una migliore difesa e un attacco tornato a livelli di eccellenza, con i trentelli di Irving e dello stesso Lebron oltre al risveglio di Smith, hanno minato le certezze di Curry e compagni i quali hanno fatto un passo indietro rispetto alle prime due gare. Questa volta la panchina non ha aiutato la squadra di Kerr a sopperire alla serata no dei suoi fari K. Thompson e Curry e la difesa non è stata altrettanto efficace come nei primi due incontri, quindi i Cavs hanno avuto vita facile con le loro scorribande a tutto campo.
Adesso la serie si prolunga almeno fino a gara 5 ma la sensazione è che si possa arrivare a gara sette visto che ancora non si vede un “padrone” nelle sfide fin qui viste.

Più o meno stesso andamento per la finale del campionato di Lega A tra Milano e Reggio Emilia: dopo le prime due gare gli emiliani sembravano fuori dai giochi non solo per il 2 a 0 ma anche perché la sfortuna sembrava essersi accanita contro di loro per gli infortuni di Aradori e S. Gentile. Con le rotazioni così ridotte sembrava impossibile per la squadra di coach Menetti riuscire a ribaltare la situazione. Invece le due gare casalinghe ci hanno restituito una Reggio ancora incerottata ma con il morale alle stelle che ha messo sul campo tutte le energie a sua disposizione ed è riuscita così a pareggiare la serie. Milano dal canto suo ha dimostrato ancora qualche limite caratteriale e un gioco di squadra ancora troppo affidato ai singoli più che ad un gioco corale anche se negli ultimi secondi di gara due, proprio grazie a delle soluzioni individuali, aveva rimesso in discussione il risultato portandosi sul -1.
Milano ha più talento e fisico ma Reggio, fino a ciò che abbiamo visto oggi, gioca meglio e sfrutta al massimo le caratteristiche dei suoi giocatori: due stili a confronto che fanno pensare ad una serie da sette partite anche se l’EA7 si può accendere da un momento all’altro e allora per la Grissin Bon potrebbero essere dolori.

Il campionato di A2 è quello che proposto le sorprese maggiori: le due squadre arrivate in semifinale come peggio classificate nella stagione regolare, Fortitudo Bo e Brescia, hanno sovvertito i pronostici e sono arrivate a contendersi il passaggio in Lega A, andando a strappare una partita in casa del’avversario.
Bologna ha eliminato Treviso, sorprendendola in gara 1 al Palaverde, e resistendo al ritorno della squadra di Pillastrini che in gara due aveva reagito infliggendo alla Fortitudo un -45 che lasciava presagire una fine diversa della serie. Ma in gara tre e gara quattro Lamma e compagni, senza Flowers infortunato e fuori per la stagione, hanno fatto l’impossibile portando a casa la finale con due partite fatte di energia e difesa che hanno messo in confusione i trevigiani i quali non hanno giocato la loro pallacanestro pulita e corale vista durante la stagione regolare.
Brescia dal canto suo si è presa la finale andando a vincere gare cinque a Scafati dimostrando che l’innesto di Moss è stato veramente efficace per alzare il tasso tecnico della squadra, che non sembra avere grossi punti deboli e parte come favorita per la vittoria finale vista anche la panchina più lunga rispetto ai bolognesi.
Anche se Brescia, come abbiamo detto, è sulla carta la favorita, il gruppo allenato da Boniciolli ha dimostrato un carattere sopra la media e non ci sorprenderemmo se i pronostici fossero ribaltati.

Per ultimo uno sguardo anche alle final four di serie B, che si terranno in questo fine settimana a Montecatini, e che vedranno di fronte le quattro squadre uscite vincenti dai playoff dei rispettivi gironi: Apu Udine, Eurobasket Roma, Pallacanestro Forli e Montegranaro. Tre di queste squadre saliranno in A2 quindi assisteremo a quattro partite, semifinali e finali, molto intense e visto anche l’ottimo livello delle squadre, non è facile trovare le favorite per il salto di categoria.

Un finale di stagione da non perdere che ci regalerà sicuramente emozioni in attesa dell’evento clou delle qualificazioni per le Olimpiadi di Rio 2016 che faranno di Torino la capitale del basket il prossimo luglio.

Sono state simili come andamento le prime gara uno della finale NBA e del campionato italiano: difesa e gioco di squadra.
Golden State ha avuto sette giocatori in doppia cifra e, notiziona, i più prolifici non sono stati Curry e Thompson, l’EA7 ha avuto quattro giocatori in doppia cifra. Difesa tosta e molto aggressiva per GSW sui Cavs che non sono riusciti a fare canestro in continuità e hanno subito molto l’intimidazione di Igoudala e compagni.

LE FINALI SI AVVICINANO: GIOCO E GIOCATORI

Scritto da

Siamo ormai ad un passo dall’inizio dalla finale NBA GSW-Cavs, questa notte, e dalla prima partita di finale del campionato italiano tra Milano e Reggio Emilia venerdì sera, facciamo qualche considerazione sull’aspetto tecnico di queste partite.
La polemica di questi ultimi tempi è se il gioco di Golden State fosse “educativo” per i ragazzi visto l’utilizzo sfrenato del tiro da tre, con Curry e Thompson principali protagonisti. Credo che sia sbagliato proporre questo tipo di polemica perché il gioco nella NBA è spettacolo oltre la tiro da tre di GS abbiamo l’esasperazione degli isolamenti per aprire il campo agli uno contro uno dei migliori giocatori (Lebron James su tutti), tutto è votato alla ricerca di situazioni al limite per fare della partita un vero e proprio show. Questo per creare rumore intorno a giocatori e squadre con l’obiettivo di vendere al meglio il prodotto NBA in tutto il mondo.

Martedì, 31 Maggio 2016 10:29

Marco Martiri, nuovo direttore BN

Il primo editoriale è un po’ come il primo giorno di scuola, tanta emozione perché non sai cosa succederà, chi incontrerai. Anche se da 10 anni sono direttore responsabile di Basketcoach.net, queste sensazioni le sento tutte prima di tutto perché la platea di Basketnet è ben più vasta di quella di Basketcoach e poi perché già so che non sarà possibile accontentare tutti, addetti ai lavori, tifosi o semplici lettori. Cercherò comunque di fare del mio meglio, anche se fare meglio di Raffaele Baldini, che mi ha preceduto, non sarà facile.

L’amico Enrico Petrucci, Editore di Basketnet, mi ha chiesto di prendere in mano il timone del sito in un momento di crescita per la testata e questo sicuramente mi investe di una grande responsabilità ma è anche di grande stimolo. Cercherò di essere meno invadente possibile lasciando lo spazio alle notizie che la faranno da padrone e ad opinionisti ben più importanti di me.

Il momento per il basket è caldo: finale NBA alle porte, tra Golden State e Cleveland, finale del campionato italiano, tra Milano e Reggio Emilia, finali nazionali giovanili in sequenza, cercando di intravedere nei giovani cestisti che vi parteciperanno i futuri campioni per la nazionale, il preolimpico di Torino e, speriamo, le Olimpiadi di Rio; poi i finali dei campionati di A2 e di B, il mercato giocatori e allenatori che già impazza e...... tanto altro! Per cui notizie da leggere ce ne saranno tante.

Non resta che augurare buona lettura a tutti!

Marco Martiri

Siamo arrivati a fine maggio e, come preannunciato dal Direttore qualche tempo fa, Raffaele Baldini lascia BasketNet.it. Ho gia' ringraziato Raffaele in privato per il suo grande lavoro fatto in questi 3 anni, e' nata un'amicizia importante, abbiamo condiviso tante avventure in giro per l'Italia e ci siamo divertiti. Ora Raffaele nel futuro prossimo si dedicherà alla nuova società di eventi e servizi alle imprese di cui e' socio (la Sport&Development) e continuerà a scrivere sul suo blog. Sicuramente le nostre strade si incroceranno ancora, nel frattempo gli auguro un grande "in bocca al lupo".

Lunedì, 30 Maggio 2016 04:15

Falli... antisportivi! di Raffaele Baldini

Giornalismo o stampa di regime?
Premetto che giornalisticamente le schermaglie da play off mi aggradano non poco. Anche sottili giochi psicologici li contemplo come parte integrante di una meravigliosa partita a scacchi, tanto tanto più coinvolgente. Reggio Emilia e Avellino hanno dato vita sul parquet ad una serie infinita, fatta da situazioni tattiche, ma soprattutto emotive di grande impatto; protagonisti diversi e scelte tecniche che hanno calamitato l’attenzione degli appassionati, molto più che nello scontro fra Milano e Venezia. Diverso è il discorso su quello che si è letto fra giornali, siti e messaggi social: il trionfo del campanile nei suoi aspetti più grevi, totalmente deragliati da quelli che sono i binari di una minima obiettività sindacale, inclini ad urlare ineducatamente più forte degli avversari. Insomma il giornalismo nell’accezione peggiore, peraltro inconsciamente responsabile di atti incivili (tutto sommato ancora sotto controllo) da parte del pubblico; si chiedono garanzie per gara 7? Certo, e da domani si cominci a monitorare anche sulla stampa...

L’equivoco Alessandro Gentile
Non ne verremo mai fuori. Alessandro Gentile non è solo un giocatore ma un investimento, non è solo un esterno dell’EA7 ma è anche un “draftato” che ha fatto una scelta verso Milano, non è solo una pedina a disposizione di Repesa, ma un talento predestinato superiore alla norma. E quindi? Quindi si materializza un equivoco vestito in maglia Olimpia con il n.5. Il suo è un carattere che non contempla gli acciacchi o lo stato di forma, che non accetta compromessi e men che meno la panchina, la sua pallacanestro ha una matrice...aggressiva. “Non mi avrete mai come volete voi...” è il manifesto di Alessandro Gentile, per cui scordatevi il minutaggio da complemento e una pallacanestro frenata; è più facile lasciare fuori rosa il figlio del grande Nando che vederlo allineato al volere del popolo baskettaro, soprattutto quello milanese. Prendere o lasciare.

Non se ne può più dei balletti...
E’ una personale considerazione, quindi son pronto ad attirarmi le ire di stuoli di ragazzini inferociti: non posso più vedere quei balletti imbarazzanti fra compagni di squadra prima di sfide decisive nella NBA. Portati all’eccesso dal duo Westbrook-Payne, sono diventati un crescendo di “scimmiottamenti”, forse in nome della gioia di giocare a pallacanestro. Avrò il sangue latino, non sarò abituato e forse vivo con l’immagine traslata di un ipotetico Obradovic che si vede fare i balletti dai suoi giocatori prima del match... fatto sta che lo trovo eccessivo. Che sia chiaro, dopo l’espressione sul campo è di tutt’altro stampo (e proprio Westbrook ne è degna rappresentazione), ma come tutte in tutte le cose l’equilibrio è la miglior cosa. Viva l’ “esuberanza duncaniana”!

Me ne vado per davvero...
Ultimo giorno di scuola. Come già anticipato saluto (per ora) Basketnet.it con la serenità di aver dato tutto. Questo “tutto” può essere infinitesimale, poco o comunque non all’altezza? Sarò dispiaciuto ma avrò la coscienza pulita di averlo fatto eticamente con rispetto verso tutti i lettori. L’avventura è stata unica, coinvolgente e appassionante, la pallacanestro vissuta da questa “postazione” è un caleidoscopio di situazioni, TUTTE interessanti. Non preoccupatevi, la malattia ce l’ho ancora ed in fase acuta, scrivere di basket per me è un esigenza fisiologica che non posso omettere, lo farò intanto dal blog www.cinquealto.com, poi chissà...
Ciao a tutti!

Raffaele Baldini

Questo lo sostenevo poco più di un anno fa (ovviamente su Basketnet.it), quando alla guida della Nazionale c’era Simone Pianigiani...

Tendo a sposare la teoria petersoniana in merito a “scoppole” sportive: meglio vincere di poco per non rilassare le teste dei vincenti e generare troppa rabbia nei perdenti, che inebriarsi di quaranta e passa punti di scarto. La teoria contraria potrebbe sostenere che una lezione demolisce le certezze altrui... plausibile, ma meno impattante quando si torna fra le mura amiche.

Domenica, 22 Maggio 2016 14:46

Incongruenze... di Raffaele Baldini

Guardo la serie A, la serie A2, i play off e tante micro/macro situazione incistate nel magico mondo sportivo italiano. Considerazioni e domande mi salgono alla mente come fisiologiche ricerche esistenziali, ovviamente senza una risposta esaustiva. Provo a sintetizzarle:

La finalissima, il sogno turco di Gigi Datome (e di 20 milioni di abitanti) contro la forza del CSKA. Palla a due a Berlino in un’atmosfera unica, l’ultima vera massima competizione europea al suo massimo, prima della scissione voluta dalla FIBA.

Lunedì, 09 Maggio 2016 04:04

Arrivederci Basketnet, grazie di tutto!

Un percorso, un ciclo, a prescindere dal tracciato, giunge sempre al capolinea. Ed io, dopo aver marciato con una immeritata carica di Direttore sulle spalle, sento l’esigenza di pormi una linea del traguardo (fine maggio 2016 ndr.), di chiudere, alle mie condizioni, una grandissima avventura.

E così anche la nobiltà virtussina conosce l’onta della retrocessione sul campo. Una fine “chiamata” dai nefasti segnali di una stagione drammatica: dall’addio di Villalta (o un “si accomodi” qual dir si voglia), alle sfighe dell’organico (Allan Ray praticamente non pervenuto), passando per una gestione dei momenti cruciali un po’ rivedibile.

La cerchia per i papabili alla guida della Legabasket si restringe, ma si arricchisce di nomi nuovi. E’ ventilata ieri la possibile new-entry “sponsorizzata” dal Presidente di Trento Luigi Longhi: Mauro Fabris, attuale guida alla Lega Volley femminile, parlamentare per due legislature e Presidente del Consorzio Venezia Nuova.

È circolata la voce nei giorni scorsi di un interessamento convinto di Pesaro per l'allenatore marchigiano Cesare Pancotto, protagonista di una stagione strepitosa con la Vanoli Cremona. Si parlava addirittura di un triennale proposto per un New-deal pesarese, non più affannoso e improntato alla salvezza, ma con velleità importanti.

Fra incontri diplomatici per allineare club, Lega e FIP (con tanti nulla di fatto) e lavorio continuo per strutturare la nuova Lega, con Bianchi traghettatore “amministrativo”, la soap opera tutta italiana non smette di scrivere nuovi capitoli.

Ci sono storie di ricatti e minacce europee, diatribe intellettuali sulla crisi d’identità del basket italiano, imploso sotto i colpi di un mercato esterofilo di convenienza e privo di reale progettualità. E poi ci sono le storie ai margini, fuori dai riflettori e cariche di significati, in quella riserva indiana per romantici.

Grandi movimenti, strategie e candidati, ormai il dado è tratto (o quasi). Le indiscrezioni provenienti dai corridoi delle stanze dei bottoni parlano di un uomo solo al comando per guidare la Legabasket: Massimo Righi.

Anticipo subito che non sarà un pezzo strappalacrime, sarà senz’altro un omaggio (sincero ndr.) ad un grandissimo campione, forse il più vicino per caratteristiche a Michael Jordan (accostamento fra fuoriclasse che odio, ma che servirà in seguito).

C’è tensione nell’aria, materializzata in varie forme e di diversa entità. La Procura Federale, con l’inchiesta sui diritti d’immagine che ha coinvolto 9 società della serie A (partendo dal calcio), sta scuotendo la pallacanestro italiana. Il tutto va letto in un quadro normativo varato dalla Comtec nel mese di Gennaio 2016, sulla stregua del “caso Siena”.

Qualcuno si preoccupa, qualcuno dissimula, qualcun altro s’arrabbia...ma c’è un assunto che allinea tutti: quando in Italia si muovono le procure, c’è sicuramente un motivo nettamente più grande dei presupposti iniziali.

Metà società di serie A nel mirino della procura?
Un’esondazione, la pallacanestro italiana è attraversata dalla più violenta “piena” della storia, che si trascina dietro detriti sempre più grossi, distruggendo quel fragile ma orgoglioso villaggio che attrae una fetta considerevole di appassionati.

Ci sono giocatori che prescindono dal risultato o dal tipo di partita; sono quegli attori, non per forza nel ruolo di protagonisti, che catturano l’attenzione dello spettatore per personalità, presenza scenica e naturalezza d’espressione. Amedeo Della Valle è tutto questo, un dinoccolato “Nerd” riccioluto che porta a spasso mezza Milano segnando 28 punti, tirando 9/14 dal campo, realizzando 6 triple alla Steph Curry.

E’ sempre una posizione privilegiata quella di chi scrive con il senno di poi, ma la debacle milanese di coppa proprio non è razionalmente capibile. Ci sta una partita scivolata di mano negli ultimi minuti (vedi gara 1 in terra trentina), ci sta pure un leggero calo di forma in un momento della stagione che necessita la ricarica per il rush finale, non ci sta un’arrendevolezza totale mixata alla totale assenza di idee.

Voglio una pallacanestro povera, voglio restare nello sport di nicchia

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la storia degli europei di pallacanestro

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