top trasparente                                           top trasparente

banner superbasket 25

basketcoach basketball store sito allenatori basket

 
 Al Barclays center di Brooklyn nello stato di New York va in scena la semifinale fra North Carolina e Duke della Atlantic Coast Conference. La vittoria di questa partita avrebbe portato una delle due compagini a giocarsi il titolo di conference e quindi anche un accesso diretto alla march madness senza passare per il selection Sunday che si terrà entro questa settimana. Un’inchiesta sui social media prima della partita da parte della piattaforma digitale della NCAA dava come vincitrice praticamente certa(con un 65% di possibilità) North Carolina su Duke in virtù di quello che si è visto durante la regular season: North Carolina ha chiuso infatti alla prima posizione di conference con 14 vittorie e 4 sconfitte, mentre Duke si è piazzata al 5 posto con 11 vittorie e 7 sconfitte. 
Però una semifinale è una partita secca dove vince non chi ha giocato meglio durante la stagione, ma chi ha più grinta e voglia in quel preciso momento; in più aggiungetevi il fatto che queste due franchigie hanno fatto la storia della Tobacco Road Rivalry e che quindi tra di loro non scorra proprio buon sangue e il gioco è fatto: il risultato può essere qualunque.
 Già prima della palla a due le possibilità di vittoria dei Tar Heels sembrano salire vertiginosamente quando coach K presenta la lista coi suoi giocatori per quel match: solo 8, contro i 14 di North Carolina. Quindi ai Blue Devils viene chiesto fin dall'inizio un impegno particolare in quanto le rotazioni sono ridotte (considerate poi il fatto che il centro Bolden vede il campo per solo un minuto). 
La partita sembra scritta: North Carolina vincente. 
I primi venti minuti sono la concretizzazione pura dei pronostici: coach Alford può contare su una panchina lunga e cerca di mettere tutti in ritmo con una serie di cambi, mentre dall'altra parte coach K punta quasi sempre sullo stesso quintetto lasciando pochi minuti di riposo ai suoi primi violini. Risultato? Primo tempo finisce 49-42 per i signori provenienti da Wilmington, trascinati da un incredibile Isaiah Hicks e da un implacabile Kennedy Meeks (entrambi chiuderann a quota 19 punti).
Coach K deve cambiare qualcosa o per i suoi sarà una disfatta clamorosa e ciò potrebbe anche portare via possibili voti in vista del selection Sunday e quindi anche il biglietto per la march madness. 
Al rientro in campo i Blue Devils tengono fede al loro nome: infatti sembrano impossessati da un demone interno (demone alla greca per intenderci) e giocano una pallacanestro alla coach K. Una pallacanestro tanto essenziale quanto efficace: difesa forte e azione in transizione se possibile, o comunque da svolgersi nei primi 15 secondi. 
Dall'altra parte i giocatori in canotta blu a righine bianche sui lati rimangono sbalorditi da tanto agonismo, da tanta ferocia e non riescono quasi mai a trovare né una via sicura per spezzare i raddoppi sul portatore né un buon tiro. 
Qualcosa sta cambiando e a 10:21 dalla fine Luke Kennard subisce fallo mentre sta andando al tiro con conseguenti due tiri liberi: il primo va a segno e il secondo fa sentire solo il rumore della retina. Un boato da una parte del pubblico che si risveglia e che capisce che il momento è cruciale. 63-63. La rimonta è completata e l'inerzia della gara si è completamente spostata a favore di Duke. Ora i ragazzi di coach K hanno 10 minuti e 21 secondi per provare a vincere una partita che date le circostanze sembrava persa dopo il primo periodo di gioco. 
Il tempo rimanente continua sulla falsa riga della prima metà del secondo periodo: Duke indemoniata segna, prende rimbalzi sia offensivi che difensivi, scivola, stoppa, ruba la palla, costringe a tiri difficili e allo scadere. Non c'è nulla da fare: i Tar Heels sono definitivamente fuori partita nonostante ci sia qualcuno che ancora lotta per rimanere aggrappato ai Blue Devils. 
La sirena riecheggia nel palazzetto e segna la fine della partita, il punteggio è di 93-83 in favore di Duke in virtù di un secondo tempo finito 51-34. 
La rimonta è completata e i ragazzi di coach K possono puntare ancora a staccare un biglietto di sola andata per la march madness senza passare dal Selection Sunday, dove invece molto probabilmente North Carolina sarà selezionata dalla giuria per partecipare alla fase finale del torneo NCAA. 
A questa incredibile rimonta (in 7 contro 14 e sotto di 9 punti) partecipano tutti e in particolare: Jayson Tatum, MVP of the match, con 7 rimbalzi, 2 assist, 2 palle recuperate, 3 palle perse e 24 punti con un 8/15 dal campo. A lui dà una grande mano Luke Kennard coi suoi 20 punti in 39 minuti che arrivano grazie a un 4/7 da due, un 2/2 da oltre l'arco e un 10/10 a cronometro fermo che dimostra tutta la sua freddezza nelle situazioni importanti. 
Duke fa l’impensabile: ribalta i pronostici, ribalta la partita e continua nella lotta per la vittoria del titolo di Conference. Chissà se riuscirà a portarselo a casa. 
 
Davide Maggioni 
Pubblicato in Estero

Ci siamo , siamo ufficialmente a Marzo e quindi tutto il mondo collegiale americano entra in un clima e in uno status a dir poco demoniaco (sempre nel senso greco del termine, ovvero di un’energia particolare che ti invade e ti porta a fare cose superiori e fuori dai tuoi limiti umani): signori questa è la march madness, o meglio queste sono gli ultimi giorni di attesa e preparazione alla fase finale del torneo NCAA che partirà il 14 di questo mese.  Così nella notte si sono disputate alcune partite e una di queste può essere un possibile match da final four. 

Infatti al Cameron Indoor Stadium in quel di Durham, North Carolina si sono sfidate Florida State e Duke; le due squadre arrivavano da buone prestazioni e si sono presentate alla palla a due nel migliore dei modi: grintose e con tanta voglia di vincere.  Sia coach Krzyzewski sia coach Hamilton hanno chiesto ai loro ragazzi di fare una grande prestazione al di là della vittoria per dare una spallata all’avversario e presentarsi alla fase finale del torneo universitario come una testa di serie. I Blue Devils si presentano alla sfida con un record di 22 vittorie e 7 sconfitte, mentre dall’altra parte del campo si schierano fiduciosi delle loro prestazioni stagionali (23-7) i Seminoles. 

Il primo tempo vede due minipartite al suo interno: nella prima infatti le due franchigie si studiano e nessuna riesce a scappare dall’altra, anzi ci sono una serie di sorpassi e controsorpassi; nella seconda, dopo il classico timeout televisivo,  i ragazzi di coach Krzyzewski fanno tutto ciò che gli viene chiesto e in particolare giocare di squadra in attacco e difendere forti nella propria metà campo. Il risultato? Parziale di 20-11 in poco più di otto minuti e mezzo di gioco dopo i due tiri liberi messi a segno dalla point guard Luke Kennard. Oltre al sophomore, partecipano alla festa del momento anche Jayson Tatum con una serie di canestri a buon fine e assist regalati e Amile Jefferson con due jump shot da far vedere alla Ghirada e in qualsiasi palestra dove si insegna basket. La partita dopo i primi venti minuti non solo sembra incanalata sulla strada della vittoria per Duke, ma sembra addirittura finita come ci mostrano bene i musi lunghi dei giocatori di Florida State. 

Coach Hamilton non ci sta: si può perdere in casa dei Blue Devils, ma solo dopo aver lasciato in campo anche l’anima. Allora nell’intervallo tiene i giocatori quasi per quindici minuti negli spogliatoi dove, come consuetudine, non li sgrida ma li sprona a fare ciò che sanno: giocare a basket. La ripresa del gioco lascia ammutolito il pubblico del Cameron Indoor Stadium che fino a quel momento aveva sospinto i suoi beniamini verso la vittoria; i Seminoles, dopo che Duke ha messo un altro miniparziale di 5-0, fanno ciò che coach Hamilton ha chiesto durante l’intervallo: giocano di squadra in attacco, cavalcando i mismatch fisici grazie all’uso sistematico di pick n roll, e abbassano le gambe in difesa e raddoppiano il portatore di palla. Però Kennard, Tatum e Jackson prendono in mano la squadra e si mettono a distanza di sicurezza (14 punti di vantaggio) a 8 minuti e 20 secondi dalla fine; vantaggio che dovrebbe permettere una gestione semplice e sicura della pratica. Timeout coach Hamilton e ultima richiesta ai suoi: giocate a basket come sapete e divertitevi. Mai poche parole furono così efficaci: nel tempo rimanente è uno show dei Seminoles che riescono a mettere un parziale di 16-9 con cui si riportano a meno 8 a 40 secondi dalla fine. Inizia quindi la tattica di fallo e ripartenza veloce, ma Luke Kennard prima e Franck Jackson poi sono freddi a cronometro fermo e spengono le speranze di una rimuntada che sembrava clamorosa. Duke vince così per 75-70 fra le mura amiche contro Florida State e ne eguaglia il record. 

Una cosa è certa: dal 14 ne vedremo delle belle. 

Davide Maggioni 

Pubblicato in Estero
Sembra che Gonzaga sia destinata a fare grandi cose quest'anno o perlomeno le aspettative di tutta la cittadina di Spokane siano alte sè non altissime. I bulldogs di coach Mark Few stanno disputando finora la stagione perfetta con 21 vittorie e 0 sconfitte il che li proietta come favoriti assoluti, o quasi, verso la march of madness. Da queste parti non si vedevano numeri del genere da quando piazzava record su record un certo John Stockton. La partita della notte li ha visti impegnati in trasferta sul campo del Pepperdine che nulla ha potuto nei confronti dei Bulldogs Che hanno portato a casa l’ennesima vittoria col punteggio di 96-49. Una partita ancora una volta mai in discussione per i Bulldogs che riescono fin dalle prime fasi a imporre il loro gioco senza alcuna difficoltà: da una parte una difesa asfissiante che costringa al tiro da tre o a tiri forzati da due l’attacco di Pepperdine, dall'altra un attacco che attraverso la circolazione veloce della palla e un uso sistematico dei pick n roll riesce a portare a tiri facili e veloci. Ora Gonzaga si avvia alla prossima partita contro BYU che avrà l'arduo compito di infliggere la prima sconfitta stagionale ai Bulldogs, se questo sia effettivamente possibile. 
Vera sfida della notte è quella che vede opporsi Kansas a Kentucky sul campo di questi ultimi; vediamo qui affrontarsi due che potrebbero darsi battaglia anche alla march of madness in virtù della loro forza e della loro posizione nel ranking totale, rispettivamente numero 2 e numero 4. I Jayhawks arrivano da una brutta sconfitta maturata sul campo di West Virginia e quindi sono vogliosi subito di rifarsi, affidandosi soprattutto a quello che potrebbe essere il giocatore dell'anno: Frank Mason III; dall’altra parte i Wildcats arrivano dal momento peggiore della stagione dovuto a due sconfitte consecutive, l'ultima conto Tennessee. Il match fa vedere subito ottime cose e si dimostra equilibrato come ci si aspettava, nonché molto sentito anche dai giocatori in campo: nel primo periodo di gioco riescono a prevalere i padroni di casa che si impongono per 32-27 grazie a una grande prestazione di Willis che nel complesso arriverà a 18 punti e 6 rimbalzi. Nella ripresa è però tutta un'altra storia soprattutto perché i Jayhawks, e in particolare Frank Mason III, decidono che è giunto il momento di vincerla. Entrano in campo con una cattiveria agonistica che è già tipica dell’ultima fase del torneo e si impongono nella seconda frazione di gioco col punteggio di 52-41 che gli permette di vincere una partita difficile su un campo veramente arduo per 79-73. Continua il periodo nero della stagione dei Wildcats che hanno trovato forse l’avversario peggiore per rialzare la testa. 
Gli sconfitti della final dell'anno scorso affrontano fuori casa Miami e si preparano a vincere per candidarsi seriamente non a un posto al torneo che prenderà piede da marzo in poi, ma piuttosto a un posto nelle final four. I Tar Heels di North Carolina arrivano da sette vittorie consecutive e quindi dal loro momento di forma assoluta al Bank United Center di Coral Glabes (Florida) dove gli aspettano fiduciosi gli Hurricanes che hanno vinto l'ultima partita in trasferta convincendo. Subito le cose si mettono bene per i padroni di casa che vincono il primo periodo per 39-22 creando un gap che sembra quasi impossibile da colmare per come sta giocando North Carolina. Il discorso di coach Williams serve a rivitalizzare i suoi che entrano nel secondo tempo con la giusta cattiveria agonistica e grinta tanto da costringere Larranaga ad usare quasi subito uno dei suoi timeout per rimettere la partita sui binari giusti. Gli Hurricanes danno retta al loro coach e si rimettono a difendere in maniera quasi perfetta come nella prima frazione di gioco perdendo il secondo tempo di solo due punti, ma vincendo la partita col punteggio di 77-62. Unica vera nota positiva per North Carolina sono i 21 punti in 33 minuti della point guard Jackson a cui però risponde Bruce Brown con 30 punti in 34 minuti. 
Duke invece si reca sul campo difficile della Wake Forest che potrebbe sfruttare il fattore campo, decisivo fino ad ora nella stagione dei Demon Deacons, per raggiungere in classifica proprio i Blue Devils che affidano le speranze di vittorie oltre che alla franchigia anche ad un singolo: Luke Kennard. Quella a cui assistono i tifosi è una partita a due facce: nel primo tempo domina la Wake Forest che riesce ad imporsi per 42-32 soprattutto grazie alla prestazione di John Collins che chiuderà il match con 20 punti in 22 minuti con un eccellente 7/10 dal campo e un 6/9 ai liberi. All'intervallo quindi  sembra che possano vincere i padroni di casa abbastanza agevolmente grazie al gap di dieci punti maturati nel primo periodo; coach Krzyzewski non ci sta e decide che è giunto il momento di giocare per davvero come i suoi sanno fare. I Blue Devils iniziano a piegare le gambe in difesa, dove le cose gli girano bene obbligando gli avversari a tiri forzati o dal perimetro (non proprio la specialità di Wake Forest), e in attacco ad affidarsi quasi completamente a Luke Kennard che sfodera un’altra prestazione da maestro (34 punti in 33 minuti con 11/14 da due, 6/6 da tre6/10 a cronometro fermo a cui vanno aggiunti 4 rimbalzi e altrettanti assist). Il risultato del secondo tempo vede Duke imporsi per 53-41 tanto che i Blue Devils vincono la partita col punteggio di 85-83. 
 
Davide Maggioni 
 
Pubblicato in Estero
Nella ACC Conference Duke è chiamata a difendere le mura amiche dall’assalto di NC State che è alla ricerca di una vittoria su questo campo che manca da un paio di anni. La sfida si dimostra entusiasmante e ben equilibrata: nel primo periodo di gioco sono i padroni di casa a condurre per 44-38, mentre nella seconda metà gli ospiti riescono a recuperare e a vincere la partita col punteggio finale di 84-82. 
Il  freshman, Dennis Smith Jr. che gioca da point guard e che sta guidando la squadra nella classifica punti e assist, riesce a piazzare un’altra ottima prestazione, anche a livello difensivo: infatti è lui a strappare la palla del possibile pareggio dalle mani di Duke a due secondi dalla fine e così a consegnare la vittoria ai suoi compagni. Inoltre riesce anche a mettere a segno 32 punti nei 33 minuti che gli vengono concessi: una partita praticamente perfetta. Nota positiva per Duke sono i soliti 20 punti di Luke Kennard che così conferma la sua media stagionale; i ragazzi di coach  
Krzyzewski devono riuscire però ad imparare a gestire il vantaggio accumulato in vista della march of madness. 
Grande match nella Big 12 quello che vede la TCU impegnata sul parquet avversario di Oklahoma State; i cowboys sono alla ricerca della seconda vittoria consecutiva nella Conference che manca dal 2015 e con la quale potrebbero staccare Texas University e lasciarla da sola nel fondo classifica. 
La partita si chiude sul punteggio di 89-76 per i padroni di casa che così riescono in parte a rilanciarsi in classifica portandosi a sole due vittorie di distanza dalle prime posizioni, e a prepararsi la meglio per la difficile trasferta sul campo di Arkansas. MVP della gara è il sophomore Evans che realizza ben 27 punti per i casalinghi, contribuendo così in maniera decisiva alla vittoria e mettendosi in luce. 
Nella Horizon Conference la franchigia di Green Bay è alla ricerca di una vittoria per poter agganciare alla testa della classifica Valparaiso; ad opporsi c'è Cleveland State che oramai lotta solo per salvare la faccia. I ragazzi di coach Darner, che tra l'altro giocano fra le mura  amiche, riescono a vincere la partita grazie al punteggio di 83-73 maturato soprattutto nel corso del secondo tempo. Questa è una vittoria che vede il gioco di squadra prevalere su quello dei singoli, perché se è vero che MVP del match è grazie ai suoi 28 punti la guardia degli ospiti Edwards; è anche vero che dall’altro lato ci sono ben 3 giocatori sopra i 15 punti. 
Nella MEAC conference si assiste ancora allo strapotere degli eagles di N.C. Central che spazzano via dal campo gli avversari della Howard University col punteggio di 74-39. Imbarazzanti a dir poco le percentuali degli avversari che da due riescono a mettere solo 15 tentativi su 53, mentre da oltre l'arco chiudono la gara con un 6.30% (1/16). Gli Eagles invece riescono a fare il loro gioco anche a livello offensivo, come dimostrano sia le percentuali sia i 24 punti della guardia Cole. 
Lo scontro più interessante della Metro Atlantic è quello fra Rider e St.. Peter’s che vince, 56-51, in rimonta e così esce da un periodo nero che la vedeva sconfitta per due volte consecutive; grazie alla vittoria inoltre torna in quelle posizioni di alta classifica che le competono e che un momento decisamente no le aveva fatto abbandonare. I ragazzi della St. Peter’s riescono a rimontare nel secondo tempo il gap di 9 punti che la Rider aveva inflitto durante la prima metà di gioco; una delle poche note positive degli ospiti è la doppia doppia di Carey che chiude con 10 rimbalzi e 11 punti. 
La notte NCAA si chiude con la sfida fra Gonzaga e Portland a casa di quest'ultima nella West Coast Conference; da tenere d'occhio la point guard degli ospiti Goss, mentre per i padroni di casa Taylor che deve dimostrare di non aver avuto solo un acuto nell'ultima partita e di meritarsi fiducia dal coach e dai compagni. Inoltre Portland ha il dente avvelenato perché nelle ultime sette volte che questi due squadre Gonzaga ha sempre vinto e per la maggior parte delle volte senza nemmeno troppa difficoltà. La partita si chiude a favore degli ospiti sul punteggio finale di 83-64 grazie al quale Gonzaga rimane l'unico team a non aver mai visto una sconfitta nella prima divisione della NCAA. I due pupilli delle due squadre non rispondo alla grande prestazione che ci si aspettava da loro: però mente  Goss non scende nemmeno in campo per un problema accusato durante il riscaldamento, Taylor chiude la sua gara con soli due punti in 24 minuti non dando continuità a quanto id buono fatto vedere nelle partite precedenti. Gonzaga per sopperire alla mancanza del uso uomo migliore allora si affida a tutta la franchigia che risponde bene come ci fanno vedere i 4 ragazzi che sfornano almeno una doppia cifra a livello di punti segnati. 
Chi riuscirà a fermare Gonzaga? 
 
Davide Maggioni 
 
Pubblicato in Estero
La Temple University of Texas si reca fra le mura nemiche della SMU per cercare una vittoria che riaccenderebbe alcune speranze per salvare la stagione e candidarsi a una delle squadre scelte dai tecnici per partecipare alla march of madness. Però la partita si conclude col risultato di 65-79 per i padroni di casa che consolidano la loro posizione in classifica; da notare il fatto che la prestazione di Ojeleye, uno che potrebbe benissimo rientrare nei primi dieci draftati per l'anno prossimo, sia stata ancora una volta nella media dal punto di vista realizzativo grazie ai suoi 19 punti in 38 minuti. 
Nella ACC assistiamo invece alla già scritta vittoria di Duke contro la Georgia Tech col punteggio di 110-57 in favore delle canotte azzurre: MVP of the match è il freshman dei Blue Devils Tatum che mette a segno 19 punti. Lo scontro fra Virginia Tech e NC state finisce con la vittoria dei padroni di casa grazie al punteggio di 104-78 a cui hanno contribuito in maniera determinante i 27 punti di Smith; si decide invece all’overtime lo scontro tra Virginia e Pittsburgh con la vittoria di questi ultimi per 88-76: a guidare alla vittoria i Panthers non è il solito Young, che comunque conclude con un bottino di 19 punti, ma Jamel Artis che grazie al suo 6/7 da oltre l'arco riesce a realizzare ben 24 punti. 
Fra le quattro partite disputate per la Atlantic 10 conference la più prestigiosa è quella che vede contrapporsi VCU e Duquesne: la vittoria è portata a casa dagli ospiti col punteggio di 94-87; highest point man a pari merito sono Williams e Lewis con ben 23 punti a testa. Ma la partita viene decisa a favore di VCU grazie anche alle prestazioni di Cox, 18 punti, e Tilman, 16 punti. 
La big 12 conference vede le due squadre favorite alla vittoria incontrare alcuni problemi tanto che Oklahoma State viene sconfitta da Texas per 82-79, e  Baylor vince solo alla fine 65-63 grazie ai due punti allo scadere di Lecomte dopo il timeout chiamato dal coach dei Bears; rimane da notare la doppia doppia della forward dei Bears Motley dovuta a 13 punti e 12 rimbalzi (è la quinta della stagione e la terza in fila; attenzione a questo ragazzo che sta iniziando a carburare).  
La vittoria di Villanova sui Butler veniva confermata al 63% dal sondaggio fatto dalla NCAA; ancora una volta i pronostici si sono rivelati sbagliati in quanto hanno vinto i Butler per 66-58 rispondendo alla prestazione dei singoli (in particolare ai 23 punti di Brunson) con il gioco di squadra come dimostrano gli 8 assist e con l’intensità che li porta a collezionare ben 27 rimbalzi. Nonostante i 17 punti di  Ponds dei Red Storm, coi quali fa vedere quanto di buono già dimostrato la settimana precedente (freshman of the week gli è stato riconosciuto per la terza voltala scorsa settimana), i suoi compagni del St. John’s non riescono a superare la Creighton che si impone per 85-72: importante ai fini della vittoria per i Bluejays è la prestazione di Patton che mette a referto 25 punti, 9 rimbalzi e 4 assist andando vicinissimo alla sua quarta doppia doppia della stagione. 
La sfida fra i Rutgers e Michigan State vede contrapporsi la point guard Williams e il forward Ward che stanno facendo bene fino ad ora; però mentre Ward riesce a mettere a referto i soliti 15 punti a cui vanno sommati in modo particolare i 24 della point guard Harris, Williams stecca completamente la partita tanto che nei 16 minuti a disposizione riesce a segnare solo un canestro da due. Così la vittoria va a Michigan State col risultato di 93-65. 
Molto più divertente è invece la partita della stessa Big Ten conference fra Penn State e Michigan: gli ospiti conducono 54-40 con 12 minuti scarsi sul cronometro, ma qui inizia la rimonta di Michigan:  i Wolverines sospinti dal pubblico, nonostante il roster ridotto a causa degli infortuni che ne minano la stagione dall’inizio, completano la rimonta e col parziale in 12 minuti di 32-19 portano a casa la vittoria. 
Altra sfida fra due giocatori più che fra due franchigie è quella della SEC conference che vede darsi battaglia sul campo Georgia e South Carolina. I protagonisti più attesi erano per i padroni di casa Thornwell, mentre per gli ospiti Maten; i due praticamente si equivalgono dal momento che Thornwell mette a referto 19 punti, solo uno in più di Maten. L’ago della bilancia viene fatto dai 24 punti di Dozier che regala così la vittoria ai suoi compagni della South Carolina (67-61). 
 
 
Davide Maggioni 
Pubblicato in Estero

la storia degli europei di pallacanestro

mental2

playersprofile

Cerca

SB COP FB 30

aquista ebook basketcoach

TOP100 2016 300bn

editoriale direttore basketnet

basketcoach website link

Le news del giorno

Prev Next

logo

Our website is protected by DMC Firewall!