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Il neo acquisto della The Flexx Pistoia si chiama Marcus Kennedy, ala-centro di 200 centimetri proveniente da Dallas; è stato Coach Larry Brown, allenatore pluridecorato in Nba, che dal 2012 al 2016 ha allenato all'Università Metodista del Sud a Dallas proprio Kennedy, ha formare cesticamamente il giocatore classe 1991. L' annuncio dell'ingaggio è arrivato a sorpresa dal Pistoia, dopo una trattativa che, a quanto pare, è scivolata via molto più agile e veloce di quella che da un mese deve portare a Pistoia i due ex Cremona, Gaspardo e Mian. Kennedy è reduce dalle Summer League Nba con la maglia dei Detroit Pistons: classe 1991, nonostante i 26 anni da compiere il prossimo 3 agosto, Kennedy è praticamente esordiente per l'Europa visto che quella che doveva essere la sua prima esperienza fuori dagli Stati Uniti, è durata meno di un mese, l'anno scorso in Turchia al Yesilgiresun.

Pubblicato in Lega A
Mercoledì, 12 Luglio 2017 09:22

Bernardi saluta Trento: c'è l'NCAA

La finale scudetto, l'esame di maturità, la convocazione in nazionale Under 20 e da ultimo la chiamata di un college americano per giocare l'anno prossimo nella prestigiosa NCAA: il tutto in meno di un mese. In uno spazio di tempo così breve il giovane talento cestistico trentino Andrea Bernardi ha condensato più emozioni di quelle che altre persone vivono in un'intera esistenza. Dalla prossima stagione il ventenne playmaker dell'Aquila Trento si trasferirà negli Stati Uniti per frequentare il college e giocare nel campionato universitario americano, precisamente nel college di Marist (Stato di NewYork), che gli ha offerto una borsa di studio:

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Giovedì, 01 Giugno 2017 14:03

Nella prossima stagione Lorela Cubaj in NCAA

Notizie di poche ore fa: Lorela Cubaj, giocatrice della Nazionale Italiana e che quest'anno ha giocato con la maglia di Venezia, ha deciso di lasciare il basket italiano per tentare l'avventura in NCAA. Con questo comunicato, l'Umana Reyer da l'addio alla giocatrice e la ringrazia per i momenti passati insieme:

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Mercoledì, 05 Aprile 2017 12:44

Riccardo Foils, l'olbiese a Gonzaga

Viene da Olbia, ha 30 anni e ha regalato al basket italiano un risultato di cui andare orgogliosi. No, questa volta non è Gigi Datome, ma colui che fu il suo “gemello” prima nella città natale, nel Santa Croce campione d’Italia Cadetti, e poi brevemente nelle giovanili di Siena. Riccardo Fois, infatti, ha vissuto le Final Four NCAA di Phoenix sulla panchina di Gonzaga, dove è vice allenatore di Mark Few. Di seguito vi propongo un bellissimo articolo scritto da "L'Unione Sarda", Cagliari, che elogia e si coccola, uno dei protagonisti della fantastica annata di Gonzaga.
Era la tarda primavera del 2002, quindici anni fa: la Santa Croce Olbia vinceva lo scudetto allievi. Una roba mai successa prima in Sardegna, ma era solo l'inizio: perché di quella squadra, allenata da Topone Pasini, facevano parte due giocatori, allora poco più che quindicenni, che avrebbero ottenuto ben altri risultati. E nessuno, all'epoca, avrebbe potuto immaginarlo. Uno è il grande Gigi Datome, capitano della Nazionale, due stagioni nella Nba (a Detroit e Boston), una delle ali più forti di tutta l'Europa, attualmente in forza al Fenerbahce Istanbul. L'altro è invece Riccardo Fois, che proprio nella notte tra lunedì a martedì ha disputato (perdendola di una manciata di punti contro la favoritissima Nurth Carolina) la finalissima del campionato Ncaa, la lega delle università americane, un appuntamento per certi versi ancor più prestigioso della stessa Nba perché quella partita è stata seguita, nello stadio del football di Phoenix, da oltre 70.000 spettatori. Fois, classe 1987 come Datome, è il vice allenatore di Gonzaga nello Stato di Washington, sull'Oceano Pacifico. Ha scelto dopo il liceo di studiare negli Stati Uniti dove ha intrapreso subito la carriera di coach. Appena all'inizio della sua avventura negli Stati Uniti disse: "Il mio sogno è arrivare a fare il capo allenatore nella Nba". Sembra un sogno ma i sogni, chi ha giocato nella Santa Croce campione d'Italia allievi, sa come realizzarli".

 

 

Marco Mugnaini

 

 

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Mercoledì, 05 Aprile 2017 09:12

North Carolina vince il suo 6° titolo NCAA

Quando arrivi per due anni consecutivi alla finalissima nel torneo più folle e sorprendente che ci sia, non è un caso. Vuol dire che hai talento, determinazione e, forse, meriti più di chiunque altro la vittoria. E questa volta, per North Carolina, non c'è stato nessun Kris Jenkins a sbarrare la strada con un canestro allo scadere, come successo nella scorsa stagione contro la Villanova di Ryan Arcidiacono. Ad un anno di distanza North Carolina di coach Roy Williams si prende la sua rivincita laureandosi campione dell'Ncaa. Nella finalissima in scena All'University of Phoenix Stadium di Glendale, in Arizona, i Tar Heels hanno sconfitto 71-65 Gonzaga conquistando il sesto titolo della loro storia. Joel Berry II, giocatore di North Carolina, a fine partita ha lasciato queste dichiarazioni: "Abbiamo avuto una seconda chance dopo la beffa dello scorso anno, questa volta non potevamo fallire". E anche coach Roy Williams ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Adesso non saremo più quelli che hanno buttato al vento una finale. Lasciate in pace i miei ragazzi. Non sopporto che la gente questioni sulla mia integrità, che è la cosa a cui tengo di più". Vanno fatti tantissimi complimenti anche a Gonzaga, per la magnifica stagione disputata: gli Zags hanno avuto una stagione memorabile, perdendo solo due partite e raccogliendo consensi ovunque, grazie anche al lavoro tutto italiano di Riccardo Fois - nativo di Olbia, da tre anni assistant coach - e del gruppo di Chartside, che si occupa delle statistiche e dello scouting : "È stata un avventura incredibile, bellissima nella sua normalità - ha scritto Fois sul proprio profilo Facebook - So che ne è valsa la pena perché è difficile non essersi emozionati per questi ragazzi e la loro storia e l'unica cosa triste è che per alcuni di loro non ci sarà l'occasione di rifarsi". (TuttoSport)


E' stata una gara non bella, non tecnicamente eccelsa, ma molto equilibrata fin dalla palla a due. Il protagonista della partita Joel Berry II, eletto MVP delle final four a fine partita, segnando 22 punti sui 71 totali di North Carolina. Come riporta "Il Giornale di Brescia", Berry è stato uno dei pochi a trovare la via canestro con continuità: perché guardando le statistiche risulta evidente come la pressione della finalissima sul parquet dell'Università di Phoenix (più di 70.000 tifosi sugli spalti), si sia fatta sentire sui compagni di squadra. Il match è risultato spezzettato a causa di una terna troppo severa. Oltre al +7 toccato per due volte da Gonzaga nel primo tempo (seguito da un rapido recupero di North Carolina), le due squadre sono sempre rimaste a contatto. Si è arrivati agli ultimi 30 secondi con North Carolina in vantaggio 66-65: l'eroe, a questo punto, non è stato Berry, ma il nativo del North Carolina Kennedy Meeks: con un rimbalzo e una stoppata che ha lanciato Jackson in campo aperto ha sigillato il 71-65 per i Tar Heals.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

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Domenica, 02 Aprile 2017 09:07

I'ts final four: Zags vs North Carolina

I Gonzaga Bulldogs già avevano fatto un miracolo raggiungendo per la prima volta nella storia della loro università le final four, ora ne fanno un altro battendo South Carolina e approdando alla finale che si giocherà il 3 aprile sempre a Phoenix. La partita finisce sul punteggio di 77-73 per i Bulldogs che avevano già archiviato la pratica nella prima frazione di gioco grazie a un parziale complessivo di 45-36 che gli ha permesso di gestire il vantaggio nella ripresa quando gli avversari hanno tentato di rientrare. Non si può dire che i Gamecocks non ci abbiano provato, ma forse lo hanno fatto solo troppo tardi subendo l'approccio alla palla a due molto più aggressivo e deciso dei giocatori di Gonzaga; in ogni caso da ricordare rimane il fatto che South Carolina abbia mandato ben quattro giocatori in doppia cifra: Notice con 10 punti, Silva con 13, Thornwell con 15 - e forse proprio lui, il miglior giocatore della SEC conference è mancato più di tutti nel momento decisivo- e Dozier con 17 punti. Gli Zags rispondono anche loro con quattro giocatori in doppia cifra di cui uno è l'MVP of the match: Mathews realizza 12 punti, Karnowski 13 punti, Collins 14 punti e 13 rimbalzi realizzando così una doppia doppia, e William-Goss mette a referto 5 rimbalzi, 6 assist e 23 punti con cui guida i suoi compagni alla vittoria. 

Ad aspettarli ci saranno i Tar Heels di North Carolina che per il secondo anno consecutivo raggiunge la finale del torneo NCAA. I ragazzi di Roy Williams, che l'anno precedente erano stati beffati da una tripla sullo scadere di Villanova che così aveva vinto il titolo nazionale, vincono la partita con un solo punto di scarto per 77-76. Il vantaggio è stato maturato nel primo tempo alla fine del quale i Tar Heels erano in vantaggio di un solo possesso pieno; il gap di tre punti è stato incrementato nella seconda metà di gara tanto che a poco più di tre minuti dalla fine grazie ai liberi di Jackson North Carolina si trovava sul 74-67. Da questo momento in poi si assiste al mantenimento dello status quo fino a cinquantasette secondi quando Theo Pinson con due liberi andati a segno ridà ai suoi un vantaggio di due possessi sul 77-71. Da qui in poi segnano solo i Ducks e sembra che i Tar Heels non sappiano più giocare a pallacanestro: prima Tyler Dorsey realizza una tripla che dimezza le distanze, poi Keith Smith -dopo che i Tar Heels perdono palla su un rimbalzo offensivo- realizza un jump show da due punti che porta i Ducks a una sola lunghezza di distanza a 6 secondi dalla fine. Immediato fallo di Dorsey che manda in lunetta Meeks per due liberi. Il primo danza sul ferro per poi uscire, il secondo è un capolavoro di tattica: Meeks tira letteralmente una tabellata in modo non solo da far passare più tempo possibile, ma anche di prendere il rimbalzo da parte di Pinson che scarica subito palla a Joel Berry II al quale viene fatto fallo. Altri due liberi. Ancora una volta il primo danza sul ferro per poi uscire e allora perché quando mancano quattro secondi non ripetere l'operazione di prima? Niente lo impedisce, tabellata di Berry II e rimbalzo offensivo di Meeks che chiude definitivamente la pratica e manda North Carolina a cercare la sua rivincita personale rispetto all'anno passato. Per i Ducks, oltre alla buona partita in generale, sono da salvare le prestazioni di Ennis e Dorsey che rispettivamente mettono a referto 18 e 21 punti guidando i loro verso la rimonta poi fallita; i Tar Heels rispondono con i 22 punti di Jackson e i 25 punti, a cui vanno aggiunti 14 rimbalzi compreso quello finale, di Meeks che è MVP of the match. 

Ora non ci resta che aspettare il 3 aprile quando il titolo nazionale sarà assegnato, speriamo solo che I Bulldogs e i Tar Heels ci sappiano far divertire. 

Davide Maggioni

Pubblicato in Lega A
 
Nella notte si sono disputate le ultime due finali regionali che hanno visto opporsi sul campo South Carolina contro Florida, e North Carolina contro Kentucky. 
Pubblicato in Lega A
Nella notte si è giocata la finale di Midwest allo Sprint Center di Kansas City fra Oregon e Kansas in una partita che i botteghini delle scommesse davano come molto equilibrata e leggermente in favore di Kansas. Ancora una volta gli esperti sbagliano, perché è Oregon a vincere e quindi a staccare un biglietto per le final four. Per i Ducks questo è un avvenimento a dir poco eccezionale ed importante perché era dal 1939 che non raggiungevano l'ultima fase del torneo NCAA e perché lo fanno vincendo entrambi i tempi e archiviando così la pratica col punteggio di 74-60. Partita in discussione solo nei primi minuti e già poi indirizzata sui giusti binari quando nell'ultimo minuto del primo periodo Oregon mette un parziale di 8-0 che poi subito replica ad inizio ripresa con un altro favorevole da 11-4 che spezza definitivamente le gambe a Kansas e i suoi tentativi di rimonta. A questa impresa hanno contribuito in maniera particolare Dillion Brooks coi suoi 5 rimbalzi, 4 assist e 17 punti in 37 minuti e soprattutto Tyler Dorsey che ha messo a referto 5 rimbalzi, 1 assist, 1 palla recuperata e 27 punti (con un 9/13 da due, un 6/10 da tre e un 3/4 dalla lunetta) in quasi 35 minuti di gioco. Unica nota positiva della serata per i Jayhawks rimane la prestazione solida e oramai solita di Frank Mason III che prende 4 rimbalzi, confeziona 4 assist e segna 21 punti con il 8/20 da due, il 2/8 da oltre l'arco e il 3/3 a cronometro fermo; questa volta Mason forse ha accentrato troppo su se stesso il gioco della squadra (1/3 dei tentativi della squadra sono suoi)  prendendosi tiri anche molto forzati come dimostrano le sue percentuali. 
 
L'altra finale giocata nella notte è stata quella fra Gonzaga e Xavier valida per il titolo di West e andata in scena nella splendida cornice dello SAP Center di San Jose (California). Come nella partita fra Oregon e Kansas, anche qui il risultato finale parla chiaro: infatti finisce 83-59 per i Bulldogs che non lasciano alcuna possibilità di entrare in partita ai loro avversari e si prendono ciò che ci si aspettava dopo l'incredibile regular season fatta, ovvero un accesso facile e non troppo sudato alle final four. Fin da subito Gonzaga mette le cose in chiaro vincendo il primo tempo per 49-39 e poi ripetendosi nel secondo col punteggio di 34-20 dove soprattutto ha fatto vedere che, se vogliono, i ragazzi di coach Mark Few sanno anche sacrificarsi e piegare le gambe. Il momento chiave della partita non è tanto una giocata, ma il pregame dove i Bulldogs vengono caricati a mille dal loro staff tecnico in toto: infatti fin dalla palla a due il quintetto base, ma anche chi è subentrato a pratica in corso, sembra avere qualcosa in più rispetto agli avversari a cui non concedono mai di mettere in discussione la partita e l'accesso alle final four. 
MVP of the match, nonché top scorer, è Nigel Williams-Goss che nei 37 minuti concessi dal coach segna 23 punti conditi da 8 rimbalzi, 4 assist, 2 palle recuperate e 1 stoppata. Come lui manca la doppia doppia per soli due rimbalzi anche un altro giocatore dei Bulldogs, Jonathan Williams che mette a referto in 33 minuti 1 assist, 2 palle rubate, 3 stoppate e 19 punti con 2/8 a cronometro fermo, 1/1 dall'arco e 8/12 da due. 
 
Ora bisogna vedere a chi andranno gli ultimi due inviti per il ballo più bello e più importante del college, questi sono in palio fra Florida ed East Carolina, e fra North Carolina e Kentucky. 
 
Dopo ci saranno solo le final four, e tutto il mondo le attende con trepidazione da più di un anno. 
 
Davide Maggioni 
 
Pubblicato in Coppe
 
Nella notte sono state disputate le altre partite delle sweet sixteeen che hanno comunicato al mondo le restanti quattro elite eight che si sfideranno per ottenere un posto nelle final four di Phoenix. 
Ad East South Carolina supera agilmente e senza troppe difficoltà Baylor col punteggio finale di 70-50; i Gamecocks mettono un altro tassello e si avvicinano sempre più all'obiettivo finale, ovvero le final four, battendo Baylor in una partita con un solo padrone fin dal primo tempo. Infatti dopo i primi dodici minuti in cui vi erano stati sorpassi e controsorpassi, i ragazzi di South Carolina decidono che è giunto il momento di fare sul serio e infilano un parziale di 22-7 che gli consente di dover solamente gestire il vantaggio accumulato per il resto della pratica. Per i Bears le notizie buone sono davvero poche e quasi inesistenti: infatti da salvare rimane solo la prestazione – di una singola voce che grida nel deserto più completo- di Jonhathan Motley che chiude a 18 punti (unico dei suoi ad andare in doppia cifra in tale statistica) e 9 rimbalzi. Mentre dall’altra parte i Gamecocks mandano in doppia cifra ben quattro giocatori, uno dei quali è anche top scorer con 24 punti; si tratta di Sindarius Thormwell che già aveva trascinato i suoi nelle precedenti partite e nella regular season. 
South Carolina affronterà il 26 marzo a New York Florida che ha sconfitto Wisconsin solamente dopo il primo overtime per 84-83. I Gators nella notte sono riusciti a ribaltare il pronostico (venivano dati vincenti con solo il 36% di possibilità) e ad eliminare la seed number two dal torneo, ovvero i Badgers che dunque, dopo SMU e Villanova, rappresentano la terza inaspettata eliminazione della march madness. La partita è delle più avvincenti e cambia padrone in continuazione: infatti se nel primo tempo Florida, guidata dalla incredibile prestazione di KeVaughn Allen che sarà sia top scorer sia MVP of the match in virtù dei suoi 35 punti, va in vantaggio di due punti. Nella ripresa Wisconsin fa di tutto per non far scappare gli avversari e ci riesce fino a quando a 1:41 si trova sotto di otto punti dopo i tiri liberi messi a segno da Kasey Hill. A questo punto la partita ha un solo padrone: infatti nei restanti minuti i Badgers non solo riescono ad andare velocemente a segno, come fanno con la tripla di Koenig e lo jump shot da dentro l'area di Happ, ma anche a difendere forte senza commettere fallo. A sei secondi dalla fine Wisconsin recupera palla e subito coach Gard chiama il timeout per disegnare l'ultimo tiro che per agguantare il pareggio dovrà essere da tre punti; detto fatto. Finito il timeout in soli quattro secondi i suoi ragazzi riescono a liberare Zak Showalter per un buon tiro da oltre l’arco che si insacca e concede il pareggio 72-72 a due secondi dal termine. Si va al primo overtime. Da qui ne escono vincitori i Gators grazie a una giocata sulla sirena di Chris Chiozza che col cronometro quasi a zero riesce a far partire un tiro dolcissimo dalle sue mani da oltre il perimetro dell'area che viaggia verso il canestro e trova il fondo della retina. Tre punti. 84-83 e Gators in finale di East. 
North Carolina invece supera agevolmente Butler vincendo la partita nel primo tempo e gestendo poi il vantaggio nel secondo senza mai lasciare una possibilità di rientro concreta agli avversari: infatti dopo i primi venti minuti i Tar Heels conducono per 52-36 e quindi accumulano un gap di 16 punti che poi gestiscono saggiamente nella ripresa che viene vinta dai Bulldogs per 44-40, risultato con cui riescono solamente a rendere meno amara la sconfitta. Il momento chiave è però nel secondo tempo quando con 16 minuti e 13 secondi ancora da giocare North Carolina si porta sul massimo vantaggio di più 18 grazie a un canestro di Berry che non lascia alcuna speranza di recupero agli avversari.  La facile vittoria dei Tar Heels è stata possibile grazie alle prestazioni offensive di Luke Maye che chiude a 16 punti e 12 rimbalzi, Justin Jackson che mette a referto21 punti e 5 assist e Joel Berry che è top scorer e MVP of the match grazie ai suoi 26 punti in 35 minuti. 
Ad aspettarli al varco, a Memphis il 26 marzo, ci sarà la corazzata di Kentucky che nella notte italiana si è sbarazzata di Lonzo Ball & company (alla faccia di tutto ciò che dice papà LaVar, I cui discorsi forse hanno influenzato la prestazione sia del figlio che dell'intera squadra). Partita mai in discussione con i Wildcats che prima vincono di tre punti il primo tempo e poi dilagano nel secondo che si chiude sul punteggio di 50-42 in virtù del quale la partita finisce 86-75 per Kentucky. La pratica e stata chiusa dal sottomano di De’Aron Fox a poco più di quattro minuti e mezzo dalla fine quando il punteggio era sul 61-73 in favore dei Wildcats che hanno ottenuto il pass per la finale di Memphis grazie alle prestazioni di Malik Monk che chiude a 21 punti (vincendo i confronto diretto con Lonzo Ball che ne mette solamente 10), e soprattutto di De’Aron Fox che mette a referto in 36 minuti 3 rimbalzi, 4 assist, 2 palle rubate e 39 punti. 
 
Attenzione signori e signore perché nei prossimi giorni si decide chi andrà alle final four, quindi non perdetevi nulla. 
 
Davide Maggioni 
 
Pubblicato in Estero
Venerdì, 24 Marzo 2017 07:18

E siamo già alle Elite Eight

 
Nella notte si sono decise quelle che sono le prime finaliste, e in particolare quelle che si sfideranno a Kansas City il 25 marzo per il Midwest title e quelle che invece scenderanno in campo a San Jose per il titolo a West. 
Nel primo caso troviamo l'Università di Kansas che sfiderà quella di Oregon, mentre nel secondo Gonzaga affronterà Xavier. 
Unica vittoria netta è stata quella di Kansas su Purdue che infatti si impone in due tempi col punteggio di 98-66 senza essere mai davvero messa in difficoltà dagli avversari; fin da subito le cose girano bene per i Jayhawks che entrano in campo davvero decisi e vincono il primo periodo di 7 punti per poi dilagare nel secondo (51-26). Purdue aveva provato a recuperare ad inizio secondo tempo e in parte ci era riuscita poiché a poco più di 15 minuti dalla fine si era riportata a meno due; poi però una tripla di Graham ha aperto un terrificante parziale di 19-5 in favore dei Jayhawks che così sono scappati via definitivamente verso la vittoria. 
La fuga decisiva per Kansas è stata guidata da Frank Mason e Devonte’ Graham che chiudono entrambi a quota 26 punti; ma MVP of the match rimane la point guard Mason che ai suoi 16 punti ha aggiunto 7 rimbalzi, 7 assist e 1 palla rubata in 35 minuti. 
In finale troveranno i ragazzi di Oregon che hanno vinto una partita molto tirata contro Michigan di un solo punto per 69-68. Il canestro decisivo viene segnato a 1 minuto e 7 secondi dalla sirena finale da Tyler Dorsey con uno jump shot da due punti che concede la vittoria ai suoi e di conseguenza la possibilità di continuare a ballare. Lo stesso Tyler Dorsey Sara anche top scorer per la sua squadra e MVP of the match grazie ai suoi 20 punti (pareggiati dall'altra parte da Derrick Walton), 3 rimbalzi, 2 assist e 2 palle recuperate. Ma la vera giocata decisiva del match è arrivata da uno di Michigan: infatti con ancora 15 secondi rimanenti sul cronometro Dylan Ennis che sbaglia un tiro libero che avrebbe portato i suoi al pareggio e così la partita ai supplementari. 
A West invece per accedere alle elite eight Gonzaga ha sconfitto per 61-58 West Virginia grazie a due giocate nel finale: infatti a 56 secondi dal termine arriva una tripla di Jordan Matthews che concede il sorpasso ai Bulldogs e un vantaggio di due punti, poi Silas Melson a 38 secondi dalla sirena mette a segno un tiro libero su due che dà il vantaggio definitivo di tre punti ai suoi (nei restanti secondi ci sono due tiri da tre punti sbagliati dai Mountaineers che non riescono ad agguantare il pareggio). 
I Bulldogs mostrano ancora una volta come il gioco di squadra riesca ad andare oltre al talento dei singoli: infatti se da un lato i Mountaineers hanno il top scorer del match grazie ai 21 punti di Carter (quello che ha sbagliato le due triple del pareggio), dall’altro Gonzaga chiude con ben 4 giocatori sopra i 10 punti. 
A San Jose oltre a Gonzaga ci arriva Xavier che, dopo essere stata in svantaggio di tre dopo i primi venti minuti di gioco, ribalta la situazione e batte Arizona col punteggio di 73-71. Un’altra partita tiratissima che si decide nel finale grazie alla giocata di Sean O’Mara che segna un facile appoggio da sotto dopo aver ricevuto l'assist di Trevon Bluiett a 44 secondi dal termine. Nello spazio rimanente, più che sufficiente per la rimonta di Arizona, la difesa dei Musketeers non concede nessun tiro facile agli avversari e così riesce a rendere il proprio canestro inviolato nei secondi decisivi e a portarsi a casa la partita. 
Alla finale di West Xavier ci è stata condotta dalla point guard Trevon Bluiett, che oltre a servire il pallone decisivo a un suo compagno messo in una posizione evidentemente migliore, chiude la sua partita con 2 rimbalzi, 2 assist, 1 palla rubata e ben 25 punti (arrivati con un 9/17 da due, un 3/8 da tre e un 4/4- cronometro fermo) in 36 minuti. 
 
Stanotte invece si sfideranno le restanti sweet sixteen per andare a terminare con le ultime quattro finaliste i posti disponibili nelle elite eight. 
 
 
Davide Maggioni 
Pubblicato in Estero
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