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Vittorio Ferracini è nato a Pordenone, l’8 novembre del 1951. Già a 16 anni venne reclutato dalle giovanili dell’Olimpia Milano, ma la sua affermazione in prima squadra arrivò qualche anno più tardi, dopo essere andato in prestito al Petrarca Padova e alla Virtus Bologna (che lo avrebbe volentieri trattenuto). In dieci stagioni con l’Olimpia ha conquistato una Coppa Italia e uno scudetto (con le sigle, rispettivamente, Cinzano e Billy), oltre al record del maggior numero di rimbalzi offensivi nella storia della società, di cui divenne un vero beniamino, col nomignolo “Toio”. Giocò ad alti livelli fino a 36 anni, dopo aver messo la sua esperienza al servizio della Benetton Treviso e della Fortitudo Bologna. Centro di 2 e 05, era un gran combattente in campo, con ottime capacità di difensore e di piazzamento a rimbalzo; e col tempo affinò anche il suo tiro dalla media distanza. A farlo esordire in Nazionale, agli Europei del ’73, fu Giancarlo Primo che lo riconfermò nelle successive quattro edizioni; nel suo considerevole curriculum azzurro, anche un Mondiale e un altro Europeo nell’era di Gamba.

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Carlo Recalcati è nato a Milano, l’11 settembre 1945. Cominciò a giocare a basket a 13 anni, nel campetto di un istituto che si trovava proprio sotto casa, ma già a 15 dovette smettere per... motivi di lavoro, essendo stato assunto come apprendista alla Radiomarelli. Fu Gianni Corsolini a portarlo a Cantù, due anni dopo, e da lì cominciò la lunga epopea con la maglia della squadra brianzola: ben 17 stagioni, con due scudetti, tre Coppe Korac, tre Coppe delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. Col suo 1,83 aveva iniziato la carriera da play-maker, poi si spostò al ruolo di guardia, e da lì sprigionò la sua attitudine al tiro dalla distanza (veloce, preciso, imprevedibile), potremmo dire modello jugoslavo, anche se il nomignolo che gli è rimasto appioppato, “Charly”, richiamava più gli stranieri americani. Esordio in Nazionale nel maggio del 1967, in un torneo preparatorio ai Mondiali in Uruguay; Paratore lo portò poi agli Europei di quell’anno e alle Olimpiadi di Città del Messico dell’anno dopo. Tra i pochi a essere confermati nel passaggio all’era di Primo, partecipò ad altri tre Europei, a un Mondiale e a una Olimpiade, con l’intermezzo di un periodo di tre anni senza convocazioni. Avrebbe poi intrapreso una lunghissima carriera di allenatore, di club e di Nazionale (ma di questo avremo modo di parlare in seguito...).

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Ivan Bisson è nato il 21 aprile 1946, a Macerata, città che lasciò a quindici anni, per trasferirsi a Teramo, dove mosse i primi passi cestistici. A 19 anni il grande salto a Varese, con una gavetta in squadre minori (e una parentesi a Udine, con la Snaidero), prima di dare il via alla sua lunga serie di successi con la grande Ignis, poi Mobilgirgi: 5 scudetti, 4 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali. Ala di due metri, aveva ottime doti di tiratore da fuori e di veloce contropiedista, ma si faceva valere anche nel gioco sotto canestro. Esordio in Nazionale sperimentale con Paratore, in Nazionale maggiore con Giancarlo Primo nel ’69; da allora, quattro partecipazioni agli Europei, una al Mondiale e due alle Olimpiadi. Abbandonata l’attività agonistica, è stato per due anni presidente del Varese Calcio. Attualmente vive a Roseto degli Abruzzi.

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Martedì, 14 Marzo 2017 10:37

Europei di basket: Belgrado 1975

Bronzo in casa dei nuovi mostri!

Era il grande momento della Jugoslavia! Protagonista assoluta, perché tornava a ospitare il Campionato Europeo dopo avere conquistato il primo oro nella precedente edizione di Barcellona. Un paese al centro dell’attenzione, una squadra favorita dai pronostici. Da quelle parti il basket (kosarka in lingua slava) era vissuto come un autentico fenomeno di stato. Basti pensare all’obbligo istituzionale di costruire un campo all’aperto e una palestra in ogni nuovo isolato di case; o anche solo alle visite – rituali e non proprio di cortesia – che il capo del governo, il Maresciallo Tito, riservava alla Nazionale in ritiro, prima di ogni manifestazione importante. In quel giugno del 1975, c’erano davvero tutte le premesse affinché il “grande momento” si trasformasse in mera esaltazione.

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Giuseppe “Pino” Brumatti è nato a Gorizia il 19 novembre 1948. Con la maglia del Simmenthal fu uno degli artefici della conquista dello scudetto nella stagione ’71-’72; a Milano si aggiudicò anche tre volte la Coppa delle Coppe e una volta la Coppa Italia. Guardia di 1,90, aveva nel tiro (dalla lunga e dalla media distanza) la sua arma più efficace, tanto che fu il primo italiano a superare il limite dei 7000 punti. Ha vestito la maglia della Nazionale partecipando a due Europei e a due Olimpiadi. In campionato ha giocato anche – e sempre da protagonista – a Torino, a Reggio Emilia, a Verona, per chiudere a Siena già quarantenne, e intraprendere poi la carriera di dirigente. Il 21 gennaio del 2011, all’età di 62 anni, a causa di un improvviso malore nella sua Gorizia, è mancato all’affetto dei suoi cari e di tutti gli appassionati italiani di basket.

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Luigi Serafini è nato a Formigine, in provincia di Modena, il 17 giugno 1951. Fino a quasi 16 anni non aveva mai preso un pallone di basket in mano (piuttosto lavorava in fabbrica), ma la sua statura si era già bene avviata a raggiungere la quota di 2 metri e 10. Non passava inosservato, insomma. Fu Nino Calebotta, il primo gigante del basket italiano, a notarlo; o meglio, glielo segnalò il medico condotto di Casinalbo (la frazione in cui Luigi abitava), un giorno in cui Calebotta, che si era dedicato alla professione di informatore farmaceutico, gli aveva fatto visita. Il giovane Serafini si ritrovò di colpo nella casa della Virtus Bologna, e lì bruciò le tappe recuperando il tempo perduto. Nove stagioni con le “V” nere, vincendo una Coppa Italia e uno scudetto; poi altre nove stagioni, in giro per Milano, Venezia, Fabriano e Firenze. Pivot dotato di buona tecnica, faceva sentire la sua presenza sia in difesa che in attacco, dove esibiva il suo tipico “passo e uncino”. In Nazionale la sua carriera si è protratta per quasi tutto il decennio degli anni settanta, durante l’era Primo, con quattro Europei, due Olimpiadi e un Mondiale.

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Marino Zanatta è nato l’8 febbraio del 1947 a Milano, città dove ha giocato a basket con la squadra sponsorizzata All’Onestà, fino a 24 anni. Ala di 1,98, la sua lunga serie di successi arrivò col trasferimento a Varese, dove in sette stagioni conquistò quattro scudetti, quattro Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Era una risorsa per gli allenatori, che lo potevano impiegare in vari ruoli in campo; buon tiratore dalla lunga distanza, ottimo difensore, sia a uomo che a zona. Con la maglia della Nazionale ha totalizzato 170 presenze, disputando ben quattro Europei (due volte medaglia di bronzo), un Mondiale e due Olimpiadi (Monaco ’72 e Montreal ’76), tutte manifestazioni con Giancarlo Primo allenatore. Intrapresa la carriera di dirigente, è stato general manager e poi presidente della Pallacanestro Varese.

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Martedì, 07 Marzo 2017 12:04

Europei di basket: Barcellona 1973

La prima caduta degli Dei sovietici!

Che qualcosa avesse cominciato a stravolgere il mondo cestistico, lo si era già capito dal sorprendente esito delle Olimpiadi di Monaco dell’anno prima, quando l’Unione Sovietica aveva per la prima volta tolto agli Stati Uniti il predominio assoluto nella manifestazione, seppure al termine di una contestatissima finale. Quel che forse non ci si aspettava è che al diciottesimo appuntamento con i Campionati Europei, di scena in Spagna nell’autunno del ’73, fosse proprio il colosso URSS a impersonare la vittima di questo cambiamento, lasciando non solo la medaglia d’oro alla Jugoslavia – dopo averla conquistata ininterrottamente per otto edizioni e dieci volte in dodici partecipazioni – ma anche la piazza d’onore alla squadra di casa, che di medaglia non aveva mai vinto neanche quella di legno!

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Renzo Bariviera è nato a Cimadolmo, in provincia di Treviso, il 16 febbraio del 1949. Cresciuto cestisticamente a Conegliano e a Padova, cominciò nel ’69 la sua prima avventura con l’Olimpia Milano, conquistando uno scudetto e due Coppe delle Coppe in sei stagioni; dopo una parentesi a Forlì e a Ozzano, ritorno ai grandi successi con Cantù: altro scudetto, altre due Coppe delle coppe, ma anche due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Poi la seconda avventura milanese, in tempo per conquistare ancora due scudetti e una Coppa Korac. Ala di 2 metri, fisico atletico, è stato un jolly, in grado di eccellere in vari ruoli in campo; buon realizzatore, col suo tiro in penetrazione o in gancio, si è dimostrato anche un altrettanto valido difensore, soprattutto ai rimbalzi. Il suo percorso in Nazionale è quasi coinciso con quello di Giancarlo Primo, dal ’69 al ’78, con 5 Europei, 2 Mondiali e 2 Olimpiadi; occupa il sesto posto nella graduatoria delle presenze (210), il quinto per punti realizzati (2193).

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Giovedì, 02 Marzo 2017 21:20

Essen 1971: Il ricordo di… Dino Meneghin

Dino Meneghin è nato ad Alano di Piave, in provincia di Belluno, il 18 gennaio del 1950. Trasferitosi con la famiglia a Varese, cominciò qui a giocare a basket, avendo come suo primo allenatore Nico Messina, che lo fece maturare innanzitutto dal punto di vista atletico. La tecnica la affinò con Gianni Asti, prima, e con Vittorio Tracuzzi, poi, che lo fece esordire in prima squadra, nell’Ignis, all’età di 16 anni. Da allora una serie quasi ininterrotta di successi e di titoli, ottenuti sia nelle quindici stagioni varesine che nelle successive nove con la maglia dell’Olimpia Milano: in totale, 12 scudetti, 7 Coppe dei Campioni, 4 Coppe Intercontinentali, 1 coppa Korac, 2 Coppe delle Coppe, 6 Coppe Italia.

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