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Lunedì, 16 Gennaio 2017 21:31

Il ricordo di ... Sandro Gamba

Europei di basket: Budapest ’55 e Sofia ’57

Sandro Gamba è nato a Milano, il 3 giugno del 1932. Il suo primo contatto con il basket avvenne a 13 anni, e fu un destino avverso a procurarlo: colpito involontariamente da un proiettile mentre giocava a pallone per strada (25 aprile ’45, scontri tra partigiani e fascisti), ne uscì con una mano malconcia, e un ufficiale americano gli suggerì - vedendolo poi col braccio al collo - che la maniera migliore per riacquistarne l’uso era di prendere proprio un pallone da basket (quello americano però!), sentirne la superficie ruvida al tatto, poi schiaffeggiarlo, quindi provare a palleggiare... A 19 anni conquistava lo scudetto con l’Olimpia Borletti Milano, il primo di una lunga serie di dieci quasi consecutivi (dal ’53 al ’60, l’epopea di Cesare Rubini allenatore e delle “scarpette rosse”). In Nazionale fece il suo ingresso già nel ’51 con Van Zandt (una rappresentativa giovanile); poi fu Tracuzzi a inserirlo nella rosa della prima squadra, ma la prima partecipazione a una manifestazione ufficiale avvenne con McGregor (Europei del ’55 a Budapest, seguiti il mese dopo dai Giochi del Mediterraneo di Barcellona); con Paratore, infine, disputò in maglia azzurra gli Europei del ’57 a Sofia e, da capitano, le Olimpiadi del ’60 a Roma. Chiuse la carriera di giocatore con la seconda squadra di Milano, All’Onestà; due campionati, fino al ’65, stesso anno in cui ha iniziato la sua lunga militanza da allenatore, di club e di Nazionale.

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Domenica, 08 Gennaio 2017 18:36

Il ricordo di … Giancarlo Sarti, Sofia 1957

Il ricordo di ... Giancarlo Sarti, Europei di basket: Sofia 1957

Giancarlo Sarti è nato il 22 aprile 1936, a Pontremoli, in provincia di Massa-Carrara, città quest’ultima dove cominciò a muovere i suoi primi passi da cestista. A 19 anni esordì in serie A nella vicina Livorno, e qui venne notato prima da McGregor e poi da Paratore, che lo confermò nel giro della Nazionale. Alto 1 e 90, era un’ala (alta per quei tempi) dotata di tecnica e di temperamento. Dopo una breve parentesi a Bologna, con la Fortitudo, raggiunse la sua affermazione a Cantù (sponsor Levissima, poi Oransoda), dove rimase otto stagioni, con ben cinque quarti posti. A Udine chiuse la sua lunga carriera di giocatore (a 35 anni), e aprì quella (altrettanto lunga) di general manager, culminata con la conquista dello scudetto a Caserta nel ’91.

Pubblicato in Estero
Domenica, 08 Gennaio 2017 18:31

Europei di basket: Sofia 1957

Primi passi dell’era-Paratore

Non c’era pace per la Nazionale azzurra. Nel senso che la guida tecnica cambiava volto con ritmo, a dir poco, frenetico. Proprio i campionati europei sembravano scandire questo continuo avvicendarsi sulla panchina. Van Zandt nel ’51, Tracuzzi nel ’53, McGregor nel ’55 (senza contare gli intermezzi fugaci di Marinelli, Penzo e Ferrero); ed ecco, nel ’57, il quarto cambio in altrettante edizioni. Incarico affidato a Nello Paratore, promosso da vice a primo allenatore secondo un disegno che per lui, probabilmente, era stato già tracciato dal momento in cui aveva lasciato la terra d’Egitto per piantare radici in quella dei suoi progenitori.

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Sabato, 07 Gennaio 2017 17:55

Il ricordo di … Sandro Riminucci

Europei di basket: Mosca '53 e Budapest '55

Sandro Riminucci è nato a Tavoleto (in provincia di Pesaro) il 26 giugno del 1935. Esempio di precocità cestistica, nel ’52 conquistò il titolo italiano juniores con la Victoria Benelli Pesaro, e nell’ottobre dello stesso anno Tracuzzi gli fece vestire la maglia della Nazionale: aveva 17 anni, non era ancora arrivato l’esordio in prima squadra! Giocò in serie A, a Pesaro, fino al ’56, poi il passaggio a Milano, dove divenne uno degli artefici del grande mito delle “scarpette rosse”, portando nella bacheca dell’Olimpia (sponsorizzata Simmenthal) ben nove scudetti, più una Coppa dei Campioni. Ala di 1,87, era amatissimo dal pubblico per la sua fantasia di gioco, il tiro in elevazione, le entrate acrobatiche, che gli valsero il soprannome di “Angelo biondo”. In Nazionale disputò due Europei (Mosca ’53 e Budapest ’55), più le Olimpiadi di Roma ’60 e il Mondiale in Brasile nel ’63. Vive attualmente in Romagna, dove lo abbiamo raggiunto, risvegliando in lui il piacere di rivivere quei fantastici anni.

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Gianfranco Sardagna è nato a Gorizia, il 28 maggio 1935. Iniziò a giocare nella sua città, per poi trasferirsi a Venezia, dove vestì la maglia della gloriosa Reyer, che allora militava in serie A. Lo prelevò da là Jim McGregor, che nella sua Nazionale voleva atleti come lui: alto 1,90, aveva una grande elevazione, si adattava al ruolo di ala e di pivot. L’Europeo del ’55, a Budapest, restò l’unico da lui disputato. Ci furono poi due partecipazioni olimpiche (Roma ’60 e Tokyo ’64), che lo videro tra i protagonisti. Subito dopo Budapest emigrò a Bologna, nelle file della Motomorini; poi nel ’57 il grande salto a Milano, in forza al Simmenthal, squadra con la quale conquistò ben quattro scudetti. A Bologna ci fu ancora un intermezzo di due anni, con la Virtus, poi il ritorno definitivo e la conclusione della carriera nella Fortitudo.

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Lunedì, 02 Gennaio 2017 15:15

Europei di basket: Budapest 1955

Jim McGregor nella morsa dell’Est

Il momento magico dell’Ungheria arrivò quando tutti se lo aspettavano. Era da qualche anno che il basket magiaro si era assestato ai vertici continentali, e il secondo posto negli Europei del ’53 alle spalle del colosso URSS (seppure con la complicità di una subdola differenza canestri), aveva legittimato le sue ambizioni. Giocare in casa nella edizione successiva si presentava come un’occasione talmente favorevole da immaginare che difficilmente si sarebbe ripresentata in seguito. E di fatto restò unica... Solo che per essere davvero magico, quel momento, c’era bisogno dell’aiuto di qualche strana congiuntura, che in quella circostanza si concretò nella inconcepibile altalena della Cecoslovacchia, in grado di bastonare sia URSS che Ungheria nel girone finale, ma anche di uscire sconfitta da due partite nelle quali, secondo i pronostici, avrebbe dovuto passeggiare.

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Lunedì, 19 Dicembre 2016 13:54

Mosca 1953. Il ricordo di … Stelio Posar

Stelio Posar, nato a Trieste il 25 febbraio 1933, è cresciuto cestisticamente nel prolifico vivaio della Ginnastica Triestina. Play-maker di ruolo, all’età di 20 anni venne notato da Vittorio Tracuzzi, che aveva bisogno di ringiovanire la Nazionale in vista degli Europei del ’53 a Mosca. Fu quello il primo di tre Europei consecutivi ai quali Posar prese parte (lo ritroveremo a Budapest ’55 e a Sofia ’57). Nel campionato italiano si trasferì presto a Livorno, e là praticamente rimase fino alla fine della sua carriera, con un intermezzo di due stagioni (dal ’57 al ’59) a Bologna nelle file della Fortitudo. Smise di giocare a 35 anni, e intraprese poi l’attività di istruttore, sempre a Livorno, città nella quale tuttora vive.

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Martedì, 06 Dicembre 2016 15:28

Il ricordo di … Giorgio Bongiovanni

Europei di basket: Parigi 1951

Giorgio Bongiovanni è nato a Bologna, il 4 marzo del 1926. E’ stato una dei primi grandi giocatori del Gira Bologna, un club fondato nel 1945, come nuova sezione di una polisportiva che era nata seguendo la passione per il ciclismo (Gira non è altro che l’iniziale del cognome di Costante Girardengo). Approdato in serie A nel ’48, il Gira fu per un decennio la seconda squadra bolognese dopo la Virtus Minganti. Nel campionato ’53-’54, con Bongiovanni nella doppia veste di giocatore-allenatore, la squadra riuscì a precedere i cugini al secondo posto (dietro la Borletti Milano). In maglia azzurra Bongiovanni ha disputato due campionati europei (Parigi ’51 e Mosca ’53), la prima edizione dei Giochi del Mediterraneo (nel ’51 in Egitto, vincendo il bronzo) e l’Olimpiade di Helsinki del ’52. Sposato con Franca Ronchetti (ex cestista azzurra, nonché sorella minore della più nota Liliana), Giorgio Bongiovanni vive a Torino, e a 90 anni compiuti è il nostro primo testimone nella storia degli Europei maschili di basket.

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Martedì, 29 Novembre 2016 11:59

Europei di basket: Parigi 1951

AMULETI E PROGRESSI DI VAN ZANDT!

«Parigi, o cara...» ... Da quando, nel gennaio del ’48, la Nazionale italiana aveva battuto quella francese nella sua capitale – si trattava di una amichevole ma fece tanto scalpore –, tornare nella «più romantica città del globo» le procurava sempre uno stato di eccitazione e di ottimismo. La traccia di quella fortunata trasferta era addirittura rimasta, sotto forma di simbolo ricamato, sui bianchi pantaloncini della divisa da gioco: si trattava di una... carota, come quella che il tecnico Van Zandt vide su un marciapiede, appena la comitiva uscì dalla stazione ferroviaria della Gare de Lyon, e che si affrettò a raccogliere convinto che fosse il portafortuna per vincere contro ogni pronostico – come in realtà poi avvenne – la sfida di quella fredda sera d’inverno.

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Giovedì, 15 Dicembre 2016 15:41

Europei di basket: Mosca 1953

TRAC SETTIMO, MA SENZA IMBROGLI

Ne successero di tutti i colori, a Mosca, in occasione della ottava edizione dell’Eurobasket, che l’Unione Sovietica si era finalmente decisa a ospitare, dopo avere già rinunciato al diritto quattro anni prima. Colori sul campo, sotto forma di combine, ostruzionismo, trucchi di gioco (o di non gioco), tutte cose che risultarono davvero inaccettabili. Al punto da indurre la FIBA a pensare di cambiare le regole.

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la storia degli europei di pallacanestro

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