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Venerdì, 26 Maggio 2017 15:47

Milano-Trento dopo gara1: i nostri appunti

CINQUE NOTE SU MILANO

  • Grande festa al Forum, più di diecimila biglietti venduti, magliette in regalo per un palazzetto tutto colorato di bianco. Poi le squadre scendono in campo. E la squadra con la divisa bianca ce l’ha... Trento.
  • L'Olimpia comincia con cinque tiri sbagliati, una stoppata subita e una palla persa. Poi però raggiunge il massimo vantaggio a inizio secondo quarto: +11. Perderà di 10. 
  • Appena 4 punti nei primi 7’ dell’ultimo quarto per l'Ea7. In quello stesso periodo Hogue ne segna 10. I 66 punti biancorossi sono il minimo al Forum. Il precedente record negativo erano 76. Contro chi? Ehm, Trento… 
  • Radulijca con le valigie. Quelle vere e non stiamo scherzando. Domani è atteso in Slovenia.
  • Repesa ai giornalisti: “Anche con Capo abbiamo perso gara 1, eppure il turno lo abbiamo passato noi”. 

CINQUE NOTE SU TRENTO:

  • Il primo parziale della partita è 9-2 Ea7, che poi diventa 15-4. Trento comincia con Craft molle come una Philadelphia che spara a salve, 0 assist e 1 palla persa. Pessima anche la partenza di Hogue: pasticcia, nessun rimbalzo e -11 di plus/minus. Sarà l’Mvp
  • Gomes è l’unico a segnare dalla lunga distanza. 
  • Buscaglia dà mille consigli a Lechtaler. I due parlano tantissimo in panchina. Anche perché il lungo trentino non gioca mai.
  • Hogue dominante sotto canestro. 23 punti è massimo stagionale. Oh, se Milano avesse Radulijca…
  • “Se ci dà fiducia aver vinto gara 1 in vista di gara 2 -complimenti a chi ha fatto la domanda ndr- ? Ci danno più fiducia i 25 punti subiti negli ultimi due quarti”. Maurizio Buscaglia dixit

Giacomo Iacomino

Pubblicato in Lega A
Lunedì, 22 Maggio 2017 13:13

Serie A: semifinali vicine... Ma le altre?

Venezia, Avellino e Trento pronte a spodestare Milano dal trono d'Italia. In attesa dell'inizio delle semifinali, diamo un'occhiata ai movimenti delle altre squadre la cui stagione 2016-17, ormai, è archiviata. 

GRISSIN BON REGGIO EMILIA: quasi certa la partecipazione all'Eurocup nella prossima stagione. L'eliminazione contro Avellino brucia ancora, come ha detto il patron Landi: "Abbiamo fallito il nostro obiettivo" mentre Riccardo Cervi ha rincarato la dose: "Non eravamo pronti. E io, reduce dagli infortuni, ho dovuto alternarmi in allenamento con Wright e Reynolds, situazione che di sicuro non ha accelerato il mio recupero". Menetti non rimarrà, si parla di Bucchi anche se alcuni tifosi hanno già lanciato l'hashtag: #noabucchidal momento che il coach bolognese è reduce da due stagioni negative, due anni fa a Brindisi non raggiunse i playoff, quest'annata invece si è conclusa prematuramente con l'esonero a Pesaro. Oltre a lui, girano i nomi di Esposito, Banchi e Pancotto. La sensazione però è che possa arrivare, dal prossimo anno, una drastica riduzione del budget. Si riparte da Frosini Direttore Sportivo, già al lavoro per riportare Mussini dagli States. Si valuteranno eventuali offerte (Milano?) a Della Valle (contratto fino al 2019) e a Polonara (Venezia in pole position, per una coppia tutta italiana sotto canestro assieme a Biligha), mentre Aradori, con Vitali probabilmente il miglior giocatore italiano quest'anno, rimane l'obiettivo numero 1 di Sassari: il sogno del giocatore però sarebbe tornare all'estero, per giocare l'Eurolega. Anche De Nicolao è stato chiaro: "Non so se resterò a Reggio". Possibile la conferma di Reynolds, piace Burns di Brescia mentre Wright andrà via. 

BANCO SARDEGNA SASSARI: il presidente Sardara ha già messo le basi. Si riparte da Stipcevic, Sacchetti, Devecchi e soprattutto Pasquini. Dunque coach confermato, e anche uno zoccolo duro nello spogliatoio presente ormai da anni. Sicura la partenza di Savanovic, si lavora per riconfermare Lacey che potrebbe avere però molte proposte. L'obiettivo numero uno è Aradori. Il presidente infine annuncia: "Da quest'inverno inizieranno i lavori di ristrutturazione del Palaserradimigni, anche se il grosso verrà fatto la prossima estate".

THE FLEXX PISTOIA: ancora grande l'entusiasmo per la stagione, sostanzialmente i toscani sono reduci da tre annate super su quattro dopo la promozione.  El Diablo vuole restare anche se non gli dispiacerebbe un'esperienza all'estero (Spagna e college Usa le opzioni), capitan Antonutti gli fa eco: "Penso di poter parlare a nome di molti dicendo che siamo in tanti a voler restare". Anche Maltinti si dichiara ottimista (per una volta!) sui rinnovi. Sarà che è al vaglio la possibilità di partecipare alla Champions League motivo in più per convincere Esposito a restare, e soprattutto a resistere alle sirene italiane provenienti da Reggio e Torino.

BETALAND CAPO D'ORLANDO: meraviglioso il video in cui i giocatori trascorrono l'alba in spiaggia dopo la gara 4 giocata contro Milano, con Drake Diener che suona la chitarra. Primo obiettivo annunciato: i lavori al PalaFantozzi. De Carlo è confermato, come Berzins (biennale) e Stojanovic (triennale) che ha dovuto saltare i playoff per infortunio. Probabile il ritiro di Nicevic e gli addii di Delas, Tepic e Iannuzzi (lo vuole Avellino). Ivanovic tornerà all'Aek, possibile che Laquintana (ha ancora due anni di contratto) venga ceduto in prestito con promozione come secondo play del giovane ungherese Ihring. Proposta di rinnovo già pronta per Diener, si lavora anche per confermare Archie, votato Mvp della stagione siciliana.

GERMANI BRESCIA: annata spettacolare per Luca Vitali e compagni. Proprio il rinnovo del play è l'obiettivo numero 1 per la Leonessa e ci sono le condizioni per trovare un accordo: Luca si è trovato benissimo alla Leonessa e anche Vitali jr sarebbe pronto a restare. Il massimo sarebbe confermare anche Landry Mvp del campionato ("ma non faremo aste" ha detto la presidente Bragaglio") da schierare accanto a David Moss che ha un altro anno di contratto. Il sogno è Marco Cusin, da affiancare a Vitali per riproporre l'asse vincente che si è visto per due anni a Cremona (ma i due non avevano litigato??). A breve la riconferma di Santoro come Gm e Andrea Diana come coach. Anche Burns, prossimo a vestire la maglia azzurra, è un obiettivo ma ci sarebbe da battere la concorrenza di Reggio Emilia.

OPENJOBMETIS VARESE: si riparte dalla triade Bulgheroni-Coldebella-Caja più Alexander Avramovic. Si lavora per il rinnovo di capitan Ferrero ma al momento le parti sembrano lontane stesso discorso vale per Pellè che però sogna la Nba. Bulleri potrebbe far parte dello staff tecnico dell'Artiglio, un nuovo contratto sarebbe già stato offerto ad Anosike. Eyenga, che ha esordito col botto a Malaga, ha dichiarato di voler tornare a Varese ma ovviamente occorrerà valutare le richieste del giocatore, destinate a salire se dovesse fare bene in Spagna. Si fanno già anche i primi nomi nuovi per la prossima stagione: Adam Smith di Roseto e Niccolò Di Vico di Biella, entrambe le squadre di serie A2.

ENEL BRINDISI: prima di pensare ad allenatore e giocatori la società deve fare il punto sul main sponsor e sul palazzetto. Le riserve dovrebbero sciogliersi a fine mese. Molto dipenderà dalla permanenza o meno di Enel, il cui contratto scade il 30 giugno. Sacchetti è confermato anche per il prossimo anno ma è il sogno della Fiat Torino, che ha buone argomentazioni per convincerlo se non dovesse arrivare Banchi (operazione possibile ma difficile). Per quanto riguarda il roster si riparte da capitan Cardillo, Blas Mezicek e Daniel Donzelli, unici ad aver firmato contratti pluriennali. Certa la partenza di M'Baye su cui Milano avrebbe già messo le mani.

FIAT TORINO: "all-in" su Banchi, che avrebbe chiesto un ruolo di allenatore e manager e il cui costo, si sa, è molto alto. Il presidente Antonio Forni però sogna in grande, avrebbe in serbo un grosso colpo proveniente dagli States e vuole giocare una coppa europea, sarebbe al vaglio infatti la richiesta di una wild card per l'Eurocup. Se l'ex tecnico di Milano e Siena non dovesse arrivare, i nomi alternativi sono Esposito, Sacchetti e Pancotto. Oltre a Vitucci, che aveva firmato un triennale, via anche il general manager Atripaldi, scelte che potrebbero determinare l'allontanamento anche di Deron Washington e Jamil Wilson, proprio i due Usa su cui l'Auxilium vorrebbe puntare maggiormente per la prossima stagione. Si tratta però di una rivoluzione che, a quanto sembra, non sarebbe gradita al main sponsor Fiat: secondo i quotidiano La Stampa trattasi di movimenti che mirano soprattutto a dare un ruolo a Francesco Forni, 23 anni, figlio del presidente, da affiancare a Marco De Benedetto, 34 anni, Team Manager, Scout e futuro Gm della società. Due figure giovani ma che potrebbero non avere la giusta esperienza per prendere già in mano le redini della società.

MIA RED OCTOBER CANTU': resta Recalcati anche se con Gerasimenko mai dire mai. La società ha rinnovato Parrillo per due anni che va ad affiancarsi così a David Cournooh, si seguono Raphael Gaspardo della Vanoli e Niccolò Di Vico di Biella. Baparapè è un buon prospetto, sicure le partenze di Johnson in cerca di un top club, Pilepic, Acker, Darden, Dowdell e Calathes: gli americani e il greco non hanno fatto il giro finale del palazzetto l'ultima partita giocata in casa, atteggiamento rimproverato da capitan Callahan che potrebbe appendere le scarpe al chiodo. Inoltre si lavora per una squadra satellite da iscrivere in serie C da mettere in mano a Bolshakov, che ha traghettato la squadra da Kurtinaitis a Recalcati. Chissà che in questa squadra non ci vada a giocare pure Dmitri... 

JUVE CASERTA: inutile girarci attorno. Se il proprietario Raffaele lavazzi non troverà un socio forte (disponibilità a restare col 20% massimo delle quote) metterà in vendita il titolo. "Inizierò a vagliare le proposte dal 22 maggio" ha detto Iavazzi. Quindi dovrebbe farlo a partire da oggi, anche in virtù della fumata nera nell'incontro con il presidente del Benevento Calcio Oreste Vigorito. Il titolo farebbe gola a molte società di A2, ma solo sulla carta perché poi ci sono da ereditare anche i debiti della società campana, e si tratta di diversi milioni d euro. In attesa di evoluzioni c'è Cremona, che sogna il ripescaggio e parlerà con Luca Dalmonte per la panchina.

CONSULTINVEST PESARO: si volta pagina ma senza fretta. L'idea è di confermare Spiro Leka che però è in partenza per New York, passerà un mese con la sua famiglia (la figlia vive negli States). Le alternative potrebbero essere Griccioli (Siena) e Pancotto mentre per i rinnovi dei giocatori sarebbe già in corso la trattativa per confermare Rotnei Clarke. Da verificare la situazione di Giulio Gazzotti, capitano ma col contratto in scadenza. Sicuramente il suo contributo è stato apprezzato da società e tifosi, interessante la sua recente intervista al Corriere Adriatico in cui ha dichiarato: "Non ero d'accordo con la formula del 3+4+5 scelta da coach Bucchi, e penso che la società fosse d'accordo con me".

VANOLI CREMONA: detto di Dalmonte, per la panchina si fanno i nomi anche di Ciani (Agrigento) e Menetti, quest'ultimo potrebbe avere senso se la Vanoli dovesse essere ripescata in Serie A. Da non escludere a priori anche una soluzione "in casa" con Max Baldiraghi, che da tre anni riesce a fare miracoli con la Pallacanestro Crema in serie B (gli ultimi due anni ai playoff con un budget solido ma molto ridotto). La società riparte da Andrea Conti general Manager, che però potrà far poco per trattenere Biligha, conteso da Venezia e Sassari, con i lagunari in vantaggio -per alcuni avrebbero già trovato l'accordo-. Gaspardo piace a Cantù, il giocatore ha dichiarato che rimarrebbe a Cremona ma solo se dovesse esserci il ripescaggio. Ci sono buone chances di confermare Wojciechowski, interessante l'intervista di capitan Mian alla Provincia di Cremona in cui ha esternato grande apprezzamento nei confronti della società. Nel frattempo, la Vanoli si gode i buoni risultati del settore giovanile. L'Under 16 parteciperà alle finali nazionali di Vasto: si tratta del risultato più importante mai raggiunto dal vivaio lombardo.

Giacomo Iacomino

 

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Martedì, 09 Maggio 2017 07:59

Vanoli: esonerato Paolo Lepore

CREMONA - Sette vittorie, dodici sconfitte. Non abbastanza per la salvezza. Dalla prossima stagione Vanoli Cremona in serie A2, ma non con Paolo Lepore capo allenatore. "Desideriamo ringraziare sentitamente Paolo -fa sapere la società in una nota questa mattina- dal 2008 vera e propria risorsa per lo staff tecnico del club. A lui vanno i più calorosi e sinceri in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera".

Divorzio ufficiale dunque, almeno così sembra anche se, va detto, la nota non parla nè di licenziamento nè di risoluzione del contratto (scade nel 2019), ma semplicemente di Lepore "sollevato dall'incarico". D'altra parte già le parole usate ieri in conferenza stampa proprio dall'ormai ex coach Vanoli, dopo l'inutile vittoria contro Reggio all'ultima giornata di campionato, avevano il sapore di addio: "Ringrazio il presidente, che mi è sempre stato vicino, ma ora ho bisogno di staccare la spina". Classe 1977, nato ad Avellino ma cresciuto a Crema, Lepore aveva preso il posto di Cesare Pancotto alla guida di Cremona dopo l'undicesima giornata di campionato giocata a Brescia: "Forse la partita piu' brutta degli ultimi quattro anni" aveva commentato il tecnico marchigiano, un pesantissimo ko contro la Leonessa (95-66 con l'ex capitano Luca Vitali autore di 18 assist, record di sempre in serie A) che aveva convinto la dirigenza a un cambiamento della guida tecnica.

"Il tecnico giusto per allenare questi giocatori è Paolo" aveva detto in conferenza stampa il General Manager Andrea Conti. "Abbiamo visto e scelto questi giocatori insieme per caratteristiche e risorse, e Paolo rappresenta la logica conseguenza della nostra programmazione societaria". Ma l'inizio è complicato: esordio contro la fortissima Avellino e poi a Desio contro Cantù, dove la squadra spreca un solido vantaggio mantenuto in tutta la durata della partita, per poi soccombere all'ultimo giro di orologio dopo una grande rimonta brianzola. Un epilogo, questo, che diventerà la fotografia dell'intera stagione per la squadra lombarda, capace di dominare a tratti le avversarie ma mai capace di amministrare i vantaggi e di mantenere i nervi saldi nel momento cruciale delle partite.

Le successive vittorie contro Varese e Reggio non bastano: seguono tre ko di fila, a Brindisi e al Palaradi contro Trento la Vanoli segna 59 punti, minimo stagionale toccato in due gare consecutive. Non era mai successo. Contro Torino arriva la scossa tanto attesa. Record di sempre in attacco: 117 punti, che restituiscono un entusiasmo che sembrava ormai smarrito. Anche Venezia cade al Palaradi, Cremona non è più ultima e si intravede il sereno. Ma tre sconfitte consecutive in casa, da dove inevitabilmente passa la salvezza, si rivelano letali: prima contro Capo d'Orlando, poi contro Sassari dove si ripete il finale visto a Desio e poi infine contro Brescia, ancora lei, dopo aver causato l'esonero di Pancotto, la squadra del grande ex Luca Vitali fa un nuovo sgambetto alla Vanoli, che manda in fumo la grande impresa portata a casa contro Pesaro all'Adriatic Arena sette giorni prima. La retrocessione diventa quasi certa e viene messa "in ghiaccio" dal ko contro Varese allenata da un altro ex, Attilio Caja.

Non mancano le polemiche: in due interviste separate, proprio Vitali e Marco Cusin, in estate lasciati andare un po' a sorpresa dalla Vanoli nonostante avessero ancora un anno di contratto, rilasciano dichiarazioni che sembrano attaccare indirettamente proprio Paolo Lepore, evidentemente considerato uno dei maggiori responsabili del loro allontamento. E' Aldo Vanoli in prima persona a provare a gettare acqua sul fuoco, prendendosi ogni responsabilità per tutte le decisioni prese durante la stagione. Ma dopo l'ultima giornata, anche Lepore è pronto a dire la sua: "Si può criticare l'allenatore ma bisogna sempre rispettare l'uomo". Nel frattempo la squadra ha cambiato pelle: dopo Harris e Carlino al posto di Omar Thomas e Gabe York, se ne sono andati Holloway e Amato: al loro posto Johnson-Odom e Ibarra. Una rivoluzione quasi necessariam ma che non basterà.

"Sono distrutto e mi prendo la responsabilità di questa stagione, non auguro neanche al mio peggio nemico di allenare per una settimana una squadra già retrocessa" conclude l'ormai ex allenatore della Vanoli. Che aggiunge: "Cosa mi ha detto il presidente dopo il ko di Varese? Ci siamo detti tante cose, ma ricordo che lui mi dice sempre che esistono soltanto soluzioni e mai problemi". A Cremona Lepore ha tagliato traguardi importanti, sia a livello personale con la chiamata nello staff della Nazionale Sperimentale dal 2013 al 2015, e di squadra, con la promozione in Serie A, due partecipazioni alle Final Eight di Coppa Italia e la prima storica qualificazione ai playoff del 2016 da assistente allenatore.

Giacomo Iacomino

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CREMONA - Se sette giorni fa la salvezza sembrava a un passo, oggi appare un miraggio. Cremona spreca la grande vittoria ottenuta a Pesaro nello scontro diretto ottenuta settimana scorsa, perde in casa contro Brescia (terzo ko consecutivo al Palaradi) e torna ultima in classifica a 4 giornate dalla fine staccata di due dalla Consultinvest che ruggisce a Brindisi vincendo di uno dopo un tempo supplementare. Proprio la Leonessa, presieduta dal cremonese Matteo Bonetti e trascinata dal grande ex Luca Vitali, autore di 19 punti e 9 assist forse una delle sue migliori prestazioni della stagione, rischia di essere l’avversaria ammazza campionato della Vanoli.

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L'assemblea di Lega Basket svolta ieri a Bologna ha stabilito le linee guida per la commercializzazione dei diritti audiovisivi in vista del varo del bando prossimo venturo per il triennio 2017-2020. In vendita, oltre alle dirette nazionali che con ogni probabilità resteranno ad appannaggio di Rai e Sky nelle modalità attuali, ci saranno anche i diritti per lo streaming, ma per lo sviluppo della web Tv che la Lega Basket valutava di lanciare producendo da sé le partite per proporre una formula stile "League Pass" NBA sembra però troppo tardi. Il progetto potrebbe essere un'alternativa, e non un complemento, alle dirette nazionali se si trovasse un investitore esterno; se tra i 4 pacchetti allestiti resterà invenduta la parte streaming, si tornerà alla situazione attuale nella quale i costi di produzione delle partite che non vanno in diretta su Rai e Sky sono interamente a carico delle società. Nessun accenno al tema caldo della riforma dei campionati, che sarà la parte principale del progetto che la Lega Basket presenterà entro luglio alla FIP, ma la stragrande maggioranza dei club di serie A sembra comunque indirizzata verso la conferma del passaggio dalle attuali 16 a 18 squadre, discusso quando la FIP ha ufficializzato il raddoppio delle promozioni dalla A2 al campionato professionistico, che dovrebbe andare a regime entro la stagione 2019-20. (La Provincia, Varese)

 

 

 

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Cremona rimane imbattuta a Pesaro, dove non perde da 4 anni, mantiene i nervi saldi forse per la prima volta in stagione nei minuti finali e porta a casa la partita più importante della stagione, dopo averne perse tante, forse troppe negli ultimi secondi. Troppe, non abbastanza però per decretarne la retrocessione. Non per ora perlomeno. Nel senso che ultima in classifica adesso è Pesaro, agganciata a 14 punti proprio dai lombardi. Sfortunata la squadra padrona di casa che perde Nnoko per infortunio nel terzo quarto, bravo fino a quel momento a complicare la vita a Biligha, di fatto escludendolo dalla partita. Sfortunata, perché nei minuti conclusivi Ceron sbaglia liberissimo sotto canestro un appoggio che avrebbe riaperto i giochi, producendo invece un fallo di frustrazione di Jasaitis che manda in lunetta la Vanoli, imprecisa per tutta la gara ai tiri liberi (8 su 15) tranne che nel finale.
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Domenica, 02 Aprile 2017 09:07

I'ts final four: Zags vs North Carolina

I Gonzaga Bulldogs già avevano fatto un miracolo raggiungendo per la prima volta nella storia della loro università le final four, ora ne fanno un altro battendo South Carolina e approdando alla finale che si giocherà il 3 aprile sempre a Phoenix. La partita finisce sul punteggio di 77-73 per i Bulldogs che avevano già archiviato la pratica nella prima frazione di gioco grazie a un parziale complessivo di 45-36 che gli ha permesso di gestire il vantaggio nella ripresa quando gli avversari hanno tentato di rientrare. Non si può dire che i Gamecocks non ci abbiano provato, ma forse lo hanno fatto solo troppo tardi subendo l'approccio alla palla a due molto più aggressivo e deciso dei giocatori di Gonzaga; in ogni caso da ricordare rimane il fatto che South Carolina abbia mandato ben quattro giocatori in doppia cifra: Notice con 10 punti, Silva con 13, Thornwell con 15 - e forse proprio lui, il miglior giocatore della SEC conference è mancato più di tutti nel momento decisivo- e Dozier con 17 punti. Gli Zags rispondono anche loro con quattro giocatori in doppia cifra di cui uno è l'MVP of the match: Mathews realizza 12 punti, Karnowski 13 punti, Collins 14 punti e 13 rimbalzi realizzando così una doppia doppia, e William-Goss mette a referto 5 rimbalzi, 6 assist e 23 punti con cui guida i suoi compagni alla vittoria. 

Ad aspettarli ci saranno i Tar Heels di North Carolina che per il secondo anno consecutivo raggiunge la finale del torneo NCAA. I ragazzi di Roy Williams, che l'anno precedente erano stati beffati da una tripla sullo scadere di Villanova che così aveva vinto il titolo nazionale, vincono la partita con un solo punto di scarto per 77-76. Il vantaggio è stato maturato nel primo tempo alla fine del quale i Tar Heels erano in vantaggio di un solo possesso pieno; il gap di tre punti è stato incrementato nella seconda metà di gara tanto che a poco più di tre minuti dalla fine grazie ai liberi di Jackson North Carolina si trovava sul 74-67. Da questo momento in poi si assiste al mantenimento dello status quo fino a cinquantasette secondi quando Theo Pinson con due liberi andati a segno ridà ai suoi un vantaggio di due possessi sul 77-71. Da qui in poi segnano solo i Ducks e sembra che i Tar Heels non sappiano più giocare a pallacanestro: prima Tyler Dorsey realizza una tripla che dimezza le distanze, poi Keith Smith -dopo che i Tar Heels perdono palla su un rimbalzo offensivo- realizza un jump show da due punti che porta i Ducks a una sola lunghezza di distanza a 6 secondi dalla fine. Immediato fallo di Dorsey che manda in lunetta Meeks per due liberi. Il primo danza sul ferro per poi uscire, il secondo è un capolavoro di tattica: Meeks tira letteralmente una tabellata in modo non solo da far passare più tempo possibile, ma anche di prendere il rimbalzo da parte di Pinson che scarica subito palla a Joel Berry II al quale viene fatto fallo. Altri due liberi. Ancora una volta il primo danza sul ferro per poi uscire e allora perché quando mancano quattro secondi non ripetere l'operazione di prima? Niente lo impedisce, tabellata di Berry II e rimbalzo offensivo di Meeks che chiude definitivamente la pratica e manda North Carolina a cercare la sua rivincita personale rispetto all'anno passato. Per i Ducks, oltre alla buona partita in generale, sono da salvare le prestazioni di Ennis e Dorsey che rispettivamente mettono a referto 18 e 21 punti guidando i loro verso la rimonta poi fallita; i Tar Heels rispondono con i 22 punti di Jackson e i 25 punti, a cui vanno aggiunti 14 rimbalzi compreso quello finale, di Meeks che è MVP of the match. 

Ora non ci resta che aspettare il 3 aprile quando il titolo nazionale sarà assegnato, speriamo solo che I Bulldogs e i Tar Heels ci sappiano far divertire. 

Davide Maggioni

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Una classifica decisamente schiacciata quella delle prime otto posizioni e Reggio lo sa bene.

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Una sfida importantissima quella che domani attende Venezia.  Vincere significherebbe mettere due lunghezze di distanza rispetto alla terza posizione attualmente occupata da Avellino che ha all’attivo una vittoria in meno rispetto ai lagunari.

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Domenica, 02 Aprile 2017 07:58

Di Carlo: 'Con Reggio partita cruciale'

Atmosfera da match clou in casa Betaland nella vigilia di Capo d’Orlando-Reggio Emilia (PalaFantozzi, 2 aprile ore 18.15) . Per i ragazzi di coach Di Carlo è stata una settimana di allenamenti serrati volti ad arrivare al meglio alla sfida con la Grissin Bon. La posta in palio è alta perché una vittoria domenica permetterebbe alla Betaland il balzo decisivo verso i playoff. Si attende un PalaFantozzi gremito e caloroso e dalle parole di coach Gennaro Di Carlo nella conferenza stampa pre gara di ieri emerge già tutta la carica di un popolo che vuole raggiungere il sogno. Anche Ivanovic, in conferenza insieme all’allenatore, ha rimarcato quanto lo spogliatoio sia cosciente dell’importanza dell’incontro. DICHIARAZIONI Coach Di Carlo: «Gli argomenti riguardo la gara con Reggio sono chiari a tutti. Sapete bene cosa ci giochiamo, siamo realmente in un momento cruciale. La vittoria di domenica significherebbe playoff. Dobbiamo arrivare a questa partita con una carica ed un'energia fuori dal comune. Dobbiamo mettere a frutto i risultati del lavoro fatto dal 22 agosto ad oggi. Abbiamo la possibilità di avere la palla sulla racchetta per avere il punto decisivo e dimostrare a tutti che si sono sbagliati quando ci hanno dati per sicuri retrocessi. Come sempre qui a Capo saremo tutti uniti. Squadra, club, staff, tifosi, popolo, paese, deve arrivare la spinta giusta per consentirci domenica sera alle 20.15 di avere 30 punti in classifica. Ci renderemo conto quanto sarà bello raggiungere quel traguardo. La preparazione di questa settimana è stata totalmente rivolta all'obiettivo di ottenere una vittoria contro Reggio, abbiamo preso coscienza della sconfitta contro Varese e dovremo superarla con la forza mentale e caratteriale che in partite come la prossima può essere il valore aggiunto. Domenica da questo punto di vista sarà una battaglia all'ultimo respiro, dobbiamo presentarci estremamente carichi e con la voglia di avere ragione di una squadra troppo forte. Sono convinto che la squadra domenica farà una gara importante, concreta, con una rabbia agonistica particolare, perché per noi Reggio Emilia rappresenta ancora la sconfitta dei quarti di finale delle Final Eight di Rimini. Reggio Emilia ha ripreso il suo cammino nel fare risultato, ha recuperato qualche giocatore che era stato infortunato, Stefano Gentile che era stato fermo per infortunio, si presentano qua al gran completo, ma anche noi arriviamo meglio di come eravamo a Rimini. La fiducia nella prestazione di domenica è massimo. Reggio è una formazione profonda, fatta di gente esperta e navigata, sappiamo di incontrare una delle corazzate del campionato, ma noi faremo il nostro. Reggio Emilia per vincere a Capo dovrà farsi sudare. Bisognerà fare il possibile e l'impossibile per battere Reggio e per raggiungere il nostro obiettivo. Conosco abbastanza bene Reggio e il suo allenatore per non pensare che sarà una partita aggressiva, con iniziative forte sia in attacco che in difesa. Noi non ci tireremo indietro, sarà una partita intensa. Di Reggio mi piace la mentalità vincente, hanno dimostrato con i fatti che sanno cosa serve, nei momenti chiave di una stagione, per vincere. È un aspetto che invidio, mi auguro di raggiungere con la mia squadra quella mentalità. Il campionato è lungo e duro, quest'anno Reggio non ha partecipato alle coppe e io ho sempre pensato che il non fare le coppe poteva creargli qualche problematica in più. Hanno giocatori che hanno dovuto abituarsi a giocare una volta a settimana. Lavorare senza la Coppa però forse gli può dare qualche beneficio per la corsa per il titolo. Sicuramente Reggio è una delle grandi del campionato, una delle prime 4. vincere significa mettere una big a quattro punti meno di noi». Nikola Ivanovic: «Dopo una sconfitta una parte del lavoro in settimana è dedicato all’aspetto psicologico. Conosciamo l’importanza della partita con Reggio Emilia, sentiamo una sorta di pressione positiva su di noi perché vogliamo fare risultato ed è necessario avere fiducia in noi stessi. Onestamente non ero contento dopo la sconfitta con Reggio alle Final Eight, dopo il primo quarto probabilmente non ho fatto tutte le cose giuste per aiutare la squadra a vincere. Ogni partita ha una motivazione particolare, quella di domenica è ancora più speciale visto che affrontiamo una squadra contro cui abbiamo già giocato sia in campionato che in Coppa Italia. L'atteggiamento migliore per uno sportivo è quello di non accontentarsi mai. Si può anche iniziare il campionato stabilendo la salvezza come risultato da raggiungere e giocare gli ultimi due mesi senza pressione. Ma, secondo me, non è questo lo spirito che anima la vita di uno sportivo. Si deve sempre lottare per raggiungere l'obiettivo più alto possibile. L'obiettivo di questa stagione erano i playoff, quello attuale è raggiungerli nella migliore posizione possibile in classifica. È presto per parlare del mio futuro nessuno sa cosa succederà nei prossimi tre mesi o il prossimo anno. Intanto in estate sarò impegnato agli Europei con la mia Nazionale, saranno mesi impegnativi. Finita la competizione europea si vedrà, di certo ho un contratto in essere con l'AEK, ma non so cosa succederà. Sto bene a Capo d'Orlando, ma è ancora troppo presto. Tatticamente il mio ruolo qui mi soddisfa. Ho giocato ho giocato spesso da guardia da piccolo, ma negli ultimi 5 anni ho ricoperto il ruolo di playmaker ed è quello che preferisco. Mi sento molto a mio agio nel ruolo di playmaker, mi piace avere la possibilità di dettare i ritmi e influenzare così il gioco della mia squadra». 

 

 

Fonte:http://web.legabasket.it/news/121770/di_carlo___con_reggio_partita_cruciale

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