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Domenica, 19 Marzo 2017 08:26

Il crollo dei giganti: Villanova è fuori

 
Nella notte si sono disputate ben dieci partite del second round che hanno mostrato al mondo le prime cinque squadre delle sweet 16. 
I favoriti dell'Università di Gonzaga continuano il loro cammino verso le final four vincendo per 79-73 contro Nothwestern. I ragazzi di coach Few entrano in campo come avevano finito la loro prima partita e Fano subito degli avversari ciò che vogliono: infatti la prima metà di gioco finisce sul 38-20 per i Bulldogs. Chris Collins nell’intervallo deve aver detto qualcosa ai suoi che li ha spronato a cambiare atteggiamento e a rientrare solo con un obbiettivo: vincere. Il secondo tempo si gioca praticamente solo in una metà campo con Northwestern, guidata da McIntosh , si porta a meno cinque punti a 5:31 dalla fine. Timeout di coach Few per cercare di sistemare le cose e così alla ripresa del gioco Northwestern non riesce andare a segno per due minuti e quarantanove secondi. Rimonta svanita e Gonzaga alle sweet sixteen dove affronterà West Virginia. I Mountaineers mettono in campo fin dalla palla a due  una pallacanestro solida fatta di una grande pressione e di circolazione di palla tanto da vincere entrambi i tempi sui Fighting Irish senza mai andare in seria difficoltà; la partita infatti finisce sul punteggio di 83-71 per Notre Dame che guidata da un incredibile Bonzie Colson da 8 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata, 1 persa e 27 punti continua a partecipare al ballo di fine anno. 
L'altra semifinale del torneo a West sarà fra Xavier e Arizona dopo che i primi hanno vinto 91-66 contro Florida State, e i secondi 69-60 contro St. Mary’s. 
I Musketeers non hanno alcun tipo di problema a fare letteralmente in brandelli i Seminoles grazie a una difesa a zona che è andata dal primo minuto all'ultimo e che Florida astate non è riuscita praticamente ad attaccare, a un parziale nel secondo periodo di 12-0 aperto dalla tripla di O’Mara che ha messo definitivamente sulle gambe i Seminoles, a un Trevon Bluiett da 6 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse e 29 punti in 36 minuti. 
Arizona invece ha visto una partita a due facce: infatti se era sotto di un punto (29-30) a termine della prima frazione di gioco, poi nella ripresa ha recuperato e si è portata in vantaggio fino a vincere la partita con un gap di nove punti a favore. I Wildcats quindi si dimostrano ancora una volta una scheggia impazzita capace di fare sia il bello che il brutto tempo, mentre l'unica nota positiva per St. Mary’s sono i 19 punti di Landale che è top scorer della partita. 
Butler ribalta i pronostici della vigilia, dati sia dagli scontri durante la regular season sia dalle posizioni occupate dalle due franchigie nel ranking nazionale, vincendo contro Middle Tennessee per 74-65. I Bulldogs riescono a portare a casa tutti e due i tempi dando prova di grande forza e di saper gestire la gara, ricacciando via a meno dieci gli avversari quando questi tornavano a farsi pericolosi. La differenza è stata fatta dalle percentuali e da quelle oltre il perimetro in particolare da dove Middle Tennessee ha tirato con un 4/19, mentre Butler con un 8/15. 
Partita molto combattuta invece quella fra Purdue e Iowa State che si chiude sul 80-76 per i Cyclones  che riescono, in quale modo, a gestire il vantaggio accumulato nel primo periodo e a respingere l’assalto dei Boilermakers che nel secondo tempo si sono imposti per 45-36. La rimonta è stata guidata da Swaingman che ha finito con un’altra doppia doppia da 12 rimbalzi e 20 punti, doppia doppia annullata completamente dalle prestazioni di Burton (25 punti) e Thomas (20 punti). 
Florida vince contro Virginia nella maniera più strana per una partita di march madness: infatti vin e grazie alla difesa. Concede a Virginia solo 39 punti in 40 minuti e ne segna 65 che gli permettono così di portare a casa il biglietto per le sweet sixteen. In particolare i Gators sono scappati a fine primo tempo con un incredibile parziale di 21-0 grazie a una difesa che ha concesso praticamente solo tiri dall'arco dove i Cavaliers hanno segnato 1 tentativo su 15. 
Al Keyback Center di Buffalo succede l’impensabile: Villanova, i campioni in carica, vengono battuti 65-62 da Wisconsin grazie a un tiro libero a pochi secondo dalla fine di Vitto Brown che sancisce la fine della stagione per i Wildcats. La pratica è stata chiusa da Wisconsin proprio alla fine quando Villanova, forte di soli sette giocatori, è rimasta sulle gambe, senza fiato nei polmoni e ossigeno nel cervello. Così quest'anno ci sarà sicuramente una nuova squadra sul tetto del basket college americano, ora tocca solo al tempo dirci chi sarà. 
 
Davide Maggioni 
 
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Venezia stasera sfiderà Avellino per procedere sul suolo europeo e avanzare quindi ai quarti.

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Negli ultimi giorni la dirigenza della The Flexx ha intensificato la sua attività sul mercato alla ricerca di un nuovo membro da aggiungere al gruppo, e ora sembra che lo si sia trovato, o meglio pare che le attenzioni si siano focalizzate su un nome in particolare: Preston Knowles.

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Parlando dei Dallas Mavericks, subito viene in mente a tutti gli appassionati della palla a spicchi la stessa domanda: ma il titolo del 2011 è stato un atto unico e irripetibile? È stato il sogno di una cenerentola finito in realtà? Al giorno d'oggi la risposta sembra facile, più o meno: Si. Un Si che sa più di una bocciatura però che di una promozione, un si che sa di No con la N maiuscola per vari motivi: il signore con la casacca 41 sta iniziando ad avere un bel po’ di primavere sulle spalle e nonostante i tedeschi siano duri a morire, anche lui sente la fatica dei suoi quasi 39 anni (il prossimo 19 giugno). Vista così quindi la risposta potrebbe essere solo una: si, i Mav sono stati una bella favola, ma tale resteranno. 
Però le cose stanno cambiando rispetto a indizio stagione: infatti dopo una prima parte non decisamente brillante, gli uomini con la casacca in blu stanno cercando di entrare ai playoff per la sedicesima volta su diciassette stagioni grazie fra gli altri a Seth Curry –che da dopo l’all star game sta tirando meglio del fratello-, Harrison Barnes e Jose Barea.
Ancora una volta c'è un problema intorno alla squadra: il ticket per la post season non sembra essere la priorità assoluta nella contea di Dallas. E se da un certo punto può pure andar bene che nel Texas lo sport principale sia il football americano, da un altro punto di vista non è possibile che una franchigia della NBA accetti questa aria di semi menefreghismo che la circonda e che porta i tifosi al palazzetto solo per partite davvero importanti. 
Per far sì che il verbo della pallacanestro si diffonda sempre più in Texas e nella contea di Dallas in particolare qualcosa  deve cambiare, bisogna arrivare a quella post season non come cenerentola o semplice comparsa, ma come protagonista; e ogni anno può essere quello buono, allora perché non iniziare dal prossimo draft dove i Mavericks hanno la settima scelta assoluta? 
A questa domanda possono rispondere veramente solo il proprietario Mark Cuban, il GM Donnie Nelson e il capo allenatore Rick Carlisle. Noi possiamo limitarci a guardare quelli che sono i rumors e quella che sarà la probabile settima scelta del draft NBA 2017: De’Aron Fox da Kentucky. 
Iniziamo ad analizzare la situazione in cui la giovane point guard sta crescendo a livello biografico, scolastico, umano e cestistico soprattutto: i Wildcats sono guidati dalla sapiente figura di John Calipari che dopo aver fatto da assistent coach a Larry Brown in quel di Philadelphia, ha deciso di tornare alle origini e al college basketball. Questa sua scelta potrebbe da molti essere etichettata come quella di un codardo non pronto per giocarsela coi più grandi, ma in realtà è stata dettata da motivi personali e sul fatto che quel ruolo di assistente gli stava molto stretto. Così arriva prima ai Memphis Tigers e poi dal 2009 ai Kentucky Wildcats. Qui sta facendo davvero bene e in poco più di sette anni ha un record di 217 vittorie e 47 sconfitte, e ha sempre portato i suoi alla march madness. In questa stagione i suoi hanno piazzato un record di 26 vittorie e 5 sconfitte, due delle quali in due partite di Conference (su un totale di 18) che hanno comunque permesso ai Wildcats di laurearsi campioni della Southeastern Conference. 
Fondamentale in questa cavalcata alla vittoria di Conference prima e alla march madness poi è risultato l'apporto della point guard De’Aron Fox. Il freshman proveniente da Katy nel Texas – a soli 394 km da Dallas. Coincidenze? Io non credo.- sta giocando all'incirca 29.5 minuti a parità in cui realizza in media 15.2 punti, 4.2 rimbalzi e 5 assist. Non male per quella che dovrebbe essere una settima scelta e per uno che ha ancora ampi margini di crescita, avendo solo vent'anni. Il suo modo di giocare si potrebbe sposare con quello di Dallas dato che non ha paura di prendersi tiri difficili e di giocare l'uno contro uno sia in difesa che in attacco. 
La vera domanda su questo giocatore però è sempre collegata a quella iniziale: è in grado De’Aron Fox di portare i Mavs a ricoprire il ruolo che il titolo del 2011 gli assegnerebbe di diritto? Il tempo ci dirà se sarà così, per il momento limitiamoci a guardarlo giocare a Kentucky e a fantasticare su un possibile ritorno dei Mavs ai livelli degli anni d'oro, magari proprio nella stagione del ritiro –se sarà così non lo sa nessuno- di Dirk Nowitzki. 
 
Davide Maggioni 
 
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Giovedì, 09 Febbraio 2017 14:00

Reggio: in arrivo Jawad Williams

Sembra proprio che alla fine si sia trovato quello che si cercava.

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Sembra proprio che tra oggi e domani l’affare  per portare David Logan ad Avellino troverà la sua conclusione. La società la cui maglia veste il giocatore per ora sembra infatti ben disposta ad una risuluzione con lui.

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Mercoledì, 08 Febbraio 2017 08:02

Villanova c'è la 48, ma col brivido finale.

È pressappoco l’una di notte italiana e quindi dall'altra parte dell'oceano sono più o meno le 7 di pomeriggio. Siamo nel grande stato della Pennsylvania al The Pavillion di Villanova dove la numero 2 assoluta dello stato affronta Georgetown.
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Mercoledì, 11 Gennaio 2017 13:03

Caserta: possibili partenze?

Finito il girone di andata è il momento per tutti di tirare le somme e capire cosa vada e cosa non vada, soprattutto perché ora si ha una settimana di riposo.

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Lunedì, 09 Gennaio 2017 12:54

Nevada vs New Mexico: 73 pazzi secondi

Il concetto di eterno ritorno di Nietzsche esprime il fatto che la storia torna sempre come se fosse un cerchio e tu non puoi fare nulla per fermarla.

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Lunedì, 28 Novembre 2016 09:33

Le nostre pagelle su Varese

 Anosike 6:  Buona prova per lui nonostante i relativamente pochi minuti in campo. In ogni caso incassa 11 punti e 11 rimbalzi. Non si capisce infatti perché rimanga così tanto in panchina.

Eyenga 6: Non si capisce perché continui a tirare da tre punti se non è serata. Segna in altro modo certo ma i suoi errori pesano sulle sorti dell’incontro.

Kangur 4,5: Non segna e non difende. Vaga per il campo senza meta nonostante i compagni provino a metterlo in ritmo.

Cavaliero 4,5: Gioca tanto e fa tanti danni. Almeno continua a correre dall’inizio alla fine.

Bulleri 7: Il migliore, peccato per i compagni che però non sembrano seguirlo minimamente. Tiene su la squadra ma dopo un po’ comincia a faticare a far tutto da solo. Prova a mettere in scia qualcuno ma ottiene pochirisultati.

Pelle 6: Non fa la differenza ma almeno non fa danni. Limita come può il suo avversario ma è lontano dalla forma migliore.

Avramovic 4: Dovrebbe essere un trascinatore ma la sua serata è stata a dir poco imbarazzante. Ne azzecca veramente poche. Gli manca la freddezza di potare la squadra alla vittoria. Ha visto giorni migliori.

Maynor 6: Il suo contributo è modesto ma in confronto a quanto aveva fatto fin ora è tanto. Altalenante ma quando ha i minuti buoni per le mani è difficile tenerlo.

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