Golden State a un passo dal titolo Nba; a Lebron e ai Cavs serve un miracolo

Non bastano i 77 punti in due del solito, immenso Lebron James e di Kyrie Irving. Non bastano la miglior prestazione difensiva in stagione di Kevin Love e la spinta emotiva di un’infuocata Quicken Loans Arena. Golden State vince ancora (118-113), espugnando il fortino di Cleveland e ora il titolo è a un passo, portandosi sul 3-0 nella serie e la chance di completare un percorso netto nei playoff, cosa mai visto prima, è sempre più concreta.

I Warriors finora hanno vinto 15 partite su 15 nei playoof e l’ennesima dimostrazione di forza esibita l’altra notte sul parquet dei campioni NBA in carica, ha praticamente azzerato le speranze di Lebron e compagni. Proprio le parole di James, dopo la sconfitta in gara 3, hanno risuonato come una dichiarazione di resa: “Non ho mai affrontato nella mia carriera una squadra con questa forza in attacco e questa intelligenza difensiva.” Cleveland ha davvero poco da rimproverarsi. Certo, nel finale è arrivato qualche errore di troppo, frutto della difesa di squadra di Golden State e della stanchezza, ma i Cavs hanno prodotto uno sforzo enorme nei primi tre quarti, giocando con cuore e orgoglio, trascinata da The King e da Irving. Il “Prescelto” ha disputato l’ennesima partita da extraterrestre, con 39 punti, 11 rimbalzi e 9 assist; favoloso anche Irving, 38 punti finali di cui 16 nel solo terzo quarto. A parte Love, però, il resto della squadra ha deluso, con pessime percentuali al tiro (44% dal campo di squadra). Dall’altra parte la squadra di coach Kerr ha mostrato la solita straordinaria capacità di far coesistere il talento dei suoi solisti; i Warriors hanno retto di fronte al massimo sforzo prodotto dai Big Three di Cleveland nei primi tre quarti, e nel finale hanno completato la rimonta. A spiccare è stato un sublime Kevin Durant, 14 punti nell’ultimo periodo, 7 negli ultimi due minuti, dispiegando ancora una volta sul parquet tutto il suo infinito talento. Ciliegina sulla torta la tripla decisiva a 45 secondi dal termine: un arresto e tiro in transizione che ha regalato il +1 ai Warriors (114-113). Il tutto con la solita, insostenibile leggerezza. Il numero 35 di Golden State sta mostrando una tranquillità e una consapevolezza sorprendenti: la pressione di dover vincere il suo primo titolo sembra non sfiorarlo minimamente. Il titolo di Mvp ha già un vincitore in partenza. Accanto a Durant perfetti anche gli altri big: Curry sempre più nei panni di giocatore “totale”, non solo realizzatore-tiratore (13 rimbalzi e 6 assist oltre a 26 punti), e il chirurgico, robotico Klay Thompson (30 punti, 11-18 al tiro e 6 triple). Nella notte tra venerdì e sabato gara 4; Golden State può già chiudere la serie e festeggiare il titolo vendicando il clamoroso ko in rimonta dello scorso anno, mente i Cavs restano aggrappati a un filo sottilissimo. Ci vorrebbe una partita perfetta per riaprire la serie e tornare a Oakland per gara 5. Anche nel 2016 Cleveland sembrava morta e sepolta, ma con LeBron, mai dire mai…