L’intervista a Carlo Recalcati, che parla dei nuovi arrivati e del caso Gerasimenko

Gli arrivi di Smith e Culpepper, la partenza di Berti, l’avvicinarsi di Pasquali, l’allontanarsi di Landry, il settore giovanile della Pallacanestro Cantù che ha preso le distanze dal Pgc, l’eventuale condivisione delle scelte, il mercato più in generale oltre avarie ed eventuali. Di tutto, di più, insomma, in questa lunga chiacchierata con Carlo Recalcati, con il coach canturino che torna a manifestarsi pubblicamente dopo un paio di settimane di silenzio:

Ci aiuta intanto a focalizzare l’attenzione tecnico-tattica su Jaime Smith?: “Si tratta di un play-guardia o di un play realizzatore che dir si voglia come va ormai di moda è dotato di un buonissimo tiro, è principalmente uno che mette punti a referto perché attaccante istintivo. Ed è difensore sufficiente perché sa assimilare e mettere in pratica i concetti di difesa di squadra.”

C’è dell’altro?: “E’ uno che ha bisogno di avere tanto la palla in mano, che sa giocare il pick’n’roll ma si costruisce i tiri principalmente dall’uno contro-uno, punendo efficacemente i cambi difensivi. Non si tratta di un ragazzino e ha già fatto diversa esperienza in Europa, andando via via in crescendo per qualità e importanza dei campionati. E dunque, di riflesso, anche per difficoltà.

L’ha già affrontato da avversario?: “No, ma ho avuto modo di vedere diverse sue partite quest’anno in Champions League dove si è comportato molto bene. Ha giocato in un team ucraino (il Bk Kbimik) in cui era chiamato a prendersi parecchie responsabilità in prima persona poiché il potenziale della squadra non era eccezionale come testimoniato dall’ultimo posto occupato nel girone. Ha ricevuto un’offerta anche dalla Joventut Badalona, in Spagna, ma ha preferito legarsi a Cantù. Vi assicuro che è molto motivato di venire in Italia e in particolare a Cantù. Me l’ha riferito suo fratello Joe Troy (visto in serie Aper tre stagioni a Biella) il quale, conoscendomi, mi ha telefonato confessandomi che era molto felice del fatto che fossi io ad allenare il fratello, anticipandomi la firma.”

L’altro nuovo Usa ingaggiato è Randy Culpepper, a sua volta un esterno.: “Le sue caratteristiche sono decisamente ben note: solista, fantasioso, di qualità.”

Basta così?: “Una valutazione riguardo l’utilità all’interno di un contesto mi piace esprimerla nel momento in cui conosco il contesto. Quindi non ora.

Freddino. Sbagliamo?: “No, ma prima di cucinare un piatto occorre conoscere tutti gli ingredienti. Perché ci sono quelli che vanno bene un po’ con tutti e altri invece che non c’entrano nulla. Vedremo dunque, più in là, gli ingredienti.”

Al college, Culpepper è stato compagno di quello Stone che lei ha allenato a Venezia.: “E proprio Stone mi confidava che Culpepper continua nel suo immaginario a rappresentare il compagno ideale perché tirando praticamente sempre lui, Stone, che al contrario ama prendersi pochi tiri si è sempre sentito molto più tranquillo.

Di Landry a Cantù non si hanno più notizie.: “Dispiace, ma credo sia tramontato.”

Il suo patron ha intanto anticipato che, da contratto, giocherà 10 minuti nel derby contro Milano.: “Non ci penso proprio. E non succederà.”

A proposito di Dmitry Gerasimenko, il mercato sin qui l’ha condotto lui o state procedendo di comune accordo?: “AGianluca Berti prima e alla proprietà poi, avevo dato una lista di giocatori, suddivisa per i diversi ruoli, che più ritenevo e ritengo utili e necessari per formare la squadra. Se sia stata presa in considerazione non mi è dato sapere.”

Ma il fatto che siano stati presi subito due statunitensi può significare che la formula adottata.per quanto ancora non pubblicamente ufficializzata, sia quella del 5+5?: “Io avevo suggerito la 3+4+5 ma non ho riscontri positivi riguardo la mia valutazione… E comunque, non sarà un 5+5 ma semmai un 5+7 perché servono 12 giocatori.”

In una recente intervista al giornale La Provincia, la presidente Irina Gerasimenko aveva dichiarato che «la proprietà condivide le scelte con tutti i protagonisti. Ovvio che ogni tanto si possano avere idee diverse, ma al momento decisivo deve trionfare l’unità d’intenti». Le torna?: “Mi riconosco in quell’affermazione perché è proprio il mio modo di lavorare. Purtroppo, in questo momento non la vedo praticata, non ravvisandone gli estremi.

Intanto si è chiuso il rapporto tra la Pallacanestro Cantù e l’ormai ex DS Berti. Può esserci stato lo zampino dell’allenatore in questa separazione?: “Volete forse scherzare? Di Gianluca, e ho già avuto modo di affermarlo pubblicamente, ho apprezzato le qualità professionali e siamo riusciti ad avere subito feeling dal punto di vista dell’approccio e delle idee. Quando c’è un gruppo di lavoro, l’importante è capirsi al volo e fidarsi l’uno dell’altro per non dover stare ogni volta a questionare. E quando c’è questa capacità di condivisione tra i collaboratori sarebbe preferibile cambiare il meno possibile.

E dunque?: “E dunque sono sorpreso della sua partenza.”

È in arrivo Renato Pasquali quale nuovo general manager.: “Non ho avuta comunicazione alcuna. E comunque, al di là di chi verrà, con questa figura ci sarà subito da rapportarsi e raccordarsi perché c’è tutta una programmazione dafare e da condividere.

Un’ultima domanda: il club ha deciso di mettersi in proprio in tema di settore giovanile. Che ne pensa?: “Ciò che penso l’ho espresso alla proprietà, vale a dire la soluzione migliore era e resta rimanere con il Pgc. Non essendo stato informato direttamente, ho però letto che delle nuove squadre diventerei responsabile come Bolshakov.

Non le risulta?: “Faccio presente che per quel che mi riguarda questa eventuale mansione non rientra nel contratto a suo tempo firmato. Non fa parte dei miei compiti, tanto più sapendo di non condividere la scelta alla radice.”