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Sabato, 19 Settembre 2015 05:30

Finale a sorpresa, Lituania-Spagna

E' l'Eurobasket delle sorprese. Dopo la Spagna che fa fuori la Francia, ecco la Lituania che elimina la Serbia e così la finale annunciata e più prevedibile si trasforma nella finalina per il bronzo, premio di consolazione per due deluse che ora dovranno cercarsi la qualificazione per i Giochi di Rio in uno dei tre gironi preolimpici che si terranno a luglio e di cui finora si sa ben poco. L'oro, invece, se lo giocheranno Spagna e Lituania, in fin dei conti due outsider seppure di altissimo livello, almeno nelle previsioni della vigilia viste le assenze (Navarro, Marc Gasol, Rubio, Calderon, Ibaka) nella squadra di Sergio Scariolo che per suo conto, richiamato...

alla guida della nazionale, la riporta subito in corsa per una medaglia di metallo nobile dopo la retrocessione al bronzo nel 2013 e l'amaro quinto posto nella World's Cup di casa lo scorso anno.

Ed è il campionato delle rivincite, perché tredici mesi fa fu la Francia ad eliminare la Spagna nei quarti di finale e la Serbia a fermare in semifinale la corsa dei lituani. Ora giustizia è fatta, le sorti si sono capovolte e resta solo da vedere chi salirà sul gradino più alto d'Europa avendo entrambe messo già al sicuro la qualificazione diretta ai Giochi di Rio de Janeiro. Un precedente nel 2003, a Stoccolma, quando i baltici - finalisti già due anni fa - vinsero il loro primo oro (e l'Italia fu terza superando la Francia).

La Lituania batte la Serbia e mostra cos'è il gioco di squadra. Valanciunas è sempre un fattore importante, ma non così esclusivo come era stato finora, e Maciulis vede ridursi minutaggio e punteggio mentre gli eroi della partita diventano Seibutis e Kalnietis che mettono a segno i liberi della sicurezza ma anche i canestri che nel quarto tempo hanno consentito ai baltici di tenere a distanza i serbi di Djordjevic.

E' stata una partita dura, combattuta, dal punteggio assai basso (67-64 alla fine), ricca di colpi di scena e di strappi violenti e rapidi dall'una e dall'altra parte, con la Serbia ad inseguire fin dall'inizio (17-28 dopo 13') tornare a contatto con un Teodosic grandioso (34-35 al 20'), subire nei primi 5' della terza frazione il 5-0 dei lituani, rispondere con un terrificante 9-0 in un minuto e mezzo (43-40) ma restare all'asciutto per altri 4'50" e vedersi infilare un parziale di 0-12 che riporta avanti la Lituania 52-43 al 31'30". Quindi il 10-2 serbo in meno di tre minuti (53-54 al 34') quando la partita si "normalizza" nella progressione del punteggio con i baltici che mantengono comunque il comando presentandosi negli ultimi venti secondi con un 65-61 che sembrerebbe di tutta sicurezza scardinata però dalla tripla di Teodosic a 14" dalla fine. Subito fallo tattico e Seibutis infila un solo libero. Sotto di due, Bogdanovic tenta a 5"4 dal termine una penetrazione nel groviglio della difesa lituana, perde il pallone e commette fallo in attacco su Kalnietis al quale basta infilare il primo tiro libero per chiudere la partita, eliminare la Serbia e dare libero sfogo all'entusiasmo dei lituani per una finale raggiunta contro ogni pronostico.

Djordjevic protesta. Su Bogdanovic, nel groviglio di mani che cercavano il pallone, non può non essere stato commesso fallo, ma gli arbitri (quanta modestia... e quanto poco coraggio) graziano in questa occasione la difesa lituana così come due giorni prima avevano fatto negli ultimi secondi sul tentativo di penetrazione di Gentile. E' pur vero che la Lituania era stata penalizzata in avvìo del quarto periodo con cinque falli a carico dopo appena 4' mentre il primo a carico della Serbia è stato fischiato solo dopo sei minuti. Come dire: l'occasione ve l'abbiamo data e non l'avete saputa sfruttare.

I balcanici comunque possono solo recriminare su se stessi. Hanno sofferto la muscolarità dei lituani, non hanno saputo imporre il proprio talento con Teodosic a predicare nel deserto, Bjelica ad alternare pregevolezze a banalità. Kuzmic ed Erceg incapaci di imporre la propria fisicità, Raduljica più rissoso che efficiente. Markovic, Bogdanovic e Simonovic hanno provato a costruire gioco infrangendosi però contro il muro dei lituani che hanno prevalso ai rimbalzi e attaccato meglio il ferro compensando così la sterilità nel tiro da tre punti dopo il 61% con cui avevano finito con il piegare l'Italia.

E, a questo punto, cresce ulteriormente l'amarezza per la sconfitta degli azzurri. Con un pizzico di fortuna, ma soprattutto di lucidità in più, al posto della Lituania ci sarebbe stata l'Italia. Ha avuto nelle mani l'ultimo pallone, quello della vittoria e l'ha fallito. Con la complicità degli arbitri che non hanno tutelato l'ultimo tentativo di Gentile: ma a questo livello da sempre negli ultimi secondi il fischietto resta in tasca a meno che il fallo non sia a tal punto evidente da rendere impossibile ignorarlo.

Questione d'esperienza, ma intanto è sfumata una nuova irripetibile occasione. Visto l'andamento del torneo, l'Italia avrebbe meritato un posto tra le prime quattro, forse anche la finale. Ma per raggiungerlo sarebbe servito il cinismo e l' "abitudine" su cui si è tanto soffermato Pianigiani, propri delle grandi squadre. Nelle partite che contano e quando è servito, la Spagna ha sempre saputo mettere il muso davanti all'avversaria: l'ha fatto con la Germania, l'ha fatto con la Francia.

L'obiettivo per gli azzurri si sposta ora sul torneo preolimpico che, d'un tratto, diventa più difficile: delle europee ci saranno Serbia, Francia e Grecia, oltre alla Repubblica Ceca che si è aggiudicata l'ultimo posto utile stracciando (97-70) la Lettonia con i soliti Vesely e Satoransky in grande evidenza. E bisognerà vedere a chi sarà affidata l'organizzazione (che costa un milione 700.000 euro e che manda in campo la nazionale del paese ospitante anche se non qualificato): in lizza ci sono già Turchia, Russia, forse la Germania ad aumentare una concorrenza già proibitiva.

Mario Arceri

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