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Una semplice palla da baseball ha una circonferenza di circa ventitré centimetri. Un diametro di sette e un peso di 142 grammi. Quando i dottori aprono per la prima volta la pancia di Drake Diener, lo fanno per un intervento di appendicite. Ma subito si rendono conto che non c’è alcuna urgenza. Anzi, in quella zona del corpo non c’è proprio niente che non va. Eppure da settimane il ragazzo accusa fitte lancinanti all’addome. Roba da rimanere paralizzato dal dolore. Un dolore che peggiora, di giorno in giorno. I chirurghi decidono di scavare attorno. Ed eccola lì. La palla da baseball. 

Pubblicato in Estero

“Poche domande per favore, perché ho fame”. E’ perfettamente a suo agio Meo Sacchetti. Seduto alla sua sinistra c’è il presidente Aldo Vanoli, alla sua destra il vicepresidente, Davide Borsatti. Ancora la conferenza stampa deve iniziare ed ecco già il primo messaggio della società: al centro del nuovo progetto Vanoli c’è lui, coach Sacchetti.“La loro è stata una ottima proposta, sia sul piano logistico sia sul piano economico”. Risate. Applausi dei presenti. “Vai Meo!” grida un tifoso. Non sembra neanche la conferenza stampa della squadra retrocessa in serie A2. “Rivedo quell’entusiasmo che durante l’ultima stagione ho visto venire meno complice i problemi che abbiamo avuto in campo -dice il General Manager Andrea Conti-. In questo senso il mio vuole essere un appello: questo entusiasmo va trasferito ai giocatori e alla squadra. Cambieranno tante facce -conclude Conti- ma il nostro è un progetto che ci permetterà di essere ambiziosi nel medio lungo periodo”. 

Pubblicato in A2 est

CREMONA - Il colpo di fulmine è scattato circa un mese fa, grazie all’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, subito dopo la retrocessione, del presidente Aldo Vanoli: “Io non mollo -disse- Scrivetelo pure a caratteri cubitali, Cremona parteciperà alla serie A2 e lo farà con il massimo entusiasmo possibile”. Lo ammette, Meo Sacchetti: “Quelle dichiarazioni mi colpirono, e quando ci ho parlato al telefono mi è subito sembrato un uomo molto concreto”. E' bastata una mattinata piena di colpi di scena per definire quello che potrebbe essere il colpo più importante del mercato italiano degli allenatori: in poche ore rescissione con Brindisi e poi la firma del triennale, nella formula del 2+1, con la Vanoli Cremona.

Pubblicato in Lega A

Eccolo qui, il finale che nessuno si aspettava. Milano presa a calci in semifinale da Trento, sua bestia nera perché imbattuta al Forum nonostante una differenza di budget nettamente sbilanciato a favore di Armani. Milano che per correre ai ripari chiama Simone Pianigiani come nuovo coach al posto di Jasmin Repesa. Tradotto: neanche il tempo per digerire l’eliminazione a sorpresa che i tifosi si ritrovano a dover mandare giù un boccone per certi versi ancora più amaro. Al di là della coerenza che si può imputare all’ex ct, che meno di due mesi fa aveva dichiarato a La Stampa che un suo ritorno in Italia era da escludere, l’arrivo in Lombardia di Pianigiani rievoca inevitabilmente la lunghissima sfida scudetto del passato tra la sua Siena e Milano, tra il 2008 e il 2012. E il confronto è impietoso: tre serie finali a zero per il tecnico toscano, 12-1 se consideriamo ogni singola partita. Dodici. A uno. Uno strapotere totale, roba da oltre 1,21 gigowatt come direbbe Doc Brown in Ritorno al Futuro.

Pubblicato in Lega A
Martedì, 30 Maggio 2017 21:43

Avellino-Venezia, gara3: le nostre pagelle

SIDIGAS AVELLINO

RAGLAND 9: per lui parlano i numeri. Trentatré punti, 12 su 17 dal campo, 43 di valutazione e zero, ZERO palle perse. Mostruoso.

LEUNEN 7,5: partita perfetta. Sette rimbalzi, quattro assist, mai una distrazione, passano gli anni ma rimane un arma tattica micidiale.

LOGAN 7,5: gli incubi del Taliercio sembrano lontani. Di nuovo efficace al tiro, più sprecone di Ragland ma questo Ragland è roba da Stranger Things: di un altra dimensione.

ZERINI 5.5: fa fatica quando gioca da cinque tattico per far rifiatare Fesenko e Cusin. -9 di valutazione, stasera lo ricorderemo con le mani sulla testa e Sacripanti che subito gliele toglie perché il fallo tecnico più stupido del mondo è sempre in agguato. 

GREEN 6.5: cinque assist e due bombe con cui allontana ogni tentativo di rimonta di Venezia.

THOMAS 7: la sua miglior partita da quando sono iniziati i playoff. Perfetto nel primo tempo, qualche pallone sprecato e un paio di tiri a vuoto nella ripresa. Comunque una gran prestazione.

FESENKO 7.5: stavolta è lui a dominare Batista. La guerra dei gigantosauri se la aggiudica l’ex Utah Jazz, nonostante le quattro palle perse. 

RANDOLPH 5: spara a salve. Mai in partita. 

CUSIN 6: primo tempo da 4 in pagella, ripresa da 8. Fa fatica pure contro nonno Ress a inizio gara, sembra abbia la saponetta in mano ed è un danno in attacco. Nel secondo tempo le due prodezze di fila su Peric lo caricano emotivamente e fisicamente. Zero punti ma sette rimbalzi, quattro assist e tre stoppate.

SACRIPANTI 7: Venezia stringe i denti nel primo tempo e mette paura ai Lupi, ma la sensazione è che l’inerzia sia sempre in mano ad Avellino, che nella ripresa ci mette poco a mettere la quinta lasciando agli orogranata soltanto la polvere. Il pubblico si diverte e lo inneggia nel finale. Gran bel lavoro

UMANA VENEZIA

HAYNES 7: sin dai primi minuti si dimostra in palla. Preciso al tiro, fisicamente sta benissimo e il rimbalzo offensivo su tripla da lui sbagliata lo dimostra piu’ che mai. Con McGee ultimo ad arrendersi anche se contro questo Ragland anche lui deve issare bandiera bianca.

BRAMOS 5: è l’ectoplasma di se stesso.

STONE 6: se non altro ha il merito di riavvicinare Venezia a fine terzo quarto con due triple consecutive. 

EJIM 5.5: produce tanto, si sbatte ma stavolta il tiro proprio non va.

VIGGIANO 6: cinque punti in sette minuti. De Raffaele lo butta nella mischia e lui risponde presente

PERIC 5: grande assente della partita. Ruba palla a Green nel finale ma non basta. D’altronde arrivava da due super prestazioni. Annichilito da Leunen, impotente davanti a Ragland e Logan.

RESS 6: tripla in faccia a Cusin, un rimbalzo, un assist, una stoppata -sempre sul Cuso-. Fa il suo.

MCGEE 7.5: energia pura. perfetto da tre, Sempre pericoloso da fuori e in penetrazione. Finché è in campo sfida apertamente le guardie irpine uscendone sconfitto ma a testa alta. E' il secondo miglior marcatore di Venezia nella serie dopo tre tribune nella serie con Pistoia. Una domanda: perché solo 19 minuti in campo?

BATISTA 5: passo indietro rispetto alle ultime due uscite. Stavolta spalle a canestro combina poco e colleziona pure sei palle perse.

TONUT 4.5: Partenza vivace ma si spegne presto. Alla fine per lui dieci minuti in campo forse sono pure troppi, specie con un McGee così in forma. E’ un predestinato, crescerà e ha grande talento, ma stasera, pur dopo un buon inizio, proprio non va. E nel quarto quarto non si rivede più.

FILLOY 6: lucido quando schierato in campo. In difesa soffre i piccoli di Avellino ma come tutti i suoi compagni. Tre assist, dieci di plus minus.

DE RAFFAELE 5: hai poco da fare contro Logan e Ragland quando giocano come hanno fatto stasera. Nel primo tempo, trascinato da McGee, finora da lui impiegato pochino, Venezia sembra in grado di dettar legge al Pala del Mauro ma il sogno dura solo venti minuti. Batista e Peric cannano completamente la partita, e forse il coach toscano ha avuto qualche problema nella rotazione dei piccoli. C'è da dire che Avellino stasera ha avuto decisamaente una marcia in più nel momento chiave.

Giacomo Iacomino

Pubblicato in Lega A
Lunedì, 29 Maggio 2017 22:37

Trento-Milano, gara3: le nostre pagelle

ENERGIA DOLOMITI TRENTO

SUTTON 4: mai in partita. Dannoso. Non segna mai, sbaglia cose elementari, dai liberi (come succedeva l'anno scorso) alla ricezione, dalla posizione del tagliafuori ai tiri aperti. Capita, è vero. Ma è tutta la durata dei playoff che il giocatore sembra avere una marcia in meno, e dire che in verità è stato l’uomo in piu’ nel girone di ritorno. 

CRAFT 6: primo tempo fuori giri, nella ripresa dei suoi è il migliore. Ultimo ad arrendersi e spesso al posto giusto al momento giusto (8 rimbalzi e 4 assist), perlomeno nel tentativo di non far affondare la baracca. Quando accelera è imprendibile.

FORRAY 5: solita energia, ma in partite come questa, e contro questa Milano, la sola energia non basta. 

FLACCADORI 6: primo tempo da sette, secondo da cinque. Se Trento non affonda nei primi venti minuti è soprattutto merito suo. Colpisce dalla media, da tre e innesca bene i compagni. Terzo quarto un fantasma, gioca tutto l’ultimo periodo che però è saldamente in mano a Milano. 

GOMES 4.5: spara a salve, zero su sei dall’arco e se non segna lui da tre per Trento diventa assai dura. Non ne azzecca una, che il tiro sia forzato o aperto. Soffre anche in difesa, come tutti del resto. 

HOGUE 5.5: i suoi compagni lo cercano con insistenza perché sanno che contro questa Milano è lui il riferimento in attacco numero uno e in linea con il tipo di gioco espresso da Trento. Le statistiche stanno dalla sua parte ma nella sua metà campo è sempre in ritardo contro i pari ruolo avversari. Fa a sportellate, pasticcia, ma resta comunque un pericolo. 

LECHTALER 5: impalpabile.

SHIELDS 5: non dà mai l’impressione di poter impattare sulla partita come ha fatto in Gara1. Sbaglia poco al tiro ma cinque palle perse sono troppe: decisamente soft stasera. 

BUSCAGLIA 5: dà la sensazione di capire presto da che parte penderà l’inerzia della partita. La panchina è corta, miracoli a ogni partita non li fa nemmeno Popovych.

EA7 MILANO

MCLEAN 5: prova a mandare fuori giri Hogue. Il fallo antisportivo lo fischiano a lui ed esce. 

FONTECCHIO 6: dimostra di poter essere utile in questa serie, mettendo fisico, difesa e qualche tiro dei suoi. 

HICKMAN 7: impiega pochi secondi a entrare in partita, tutto il contrario di gara 2 che per lui forse non è mai iniziata. Resta concentrato per tutta la gara, si fa sentire anche in difesa.

KALNIETIS 6.5: anche lui in fiducia, non ripete i danni di gara 1, fa il suo e mette qualche tripla nel finale. 

MACVAN 6.5: trova minuti inattesi per i 5 falli commessi da Tarczewski e per l’antisportivo i Mclean. Lui risponde presente.

PASCOLO 7.5: in serie A non aveva mai segnato tre bombe in una sola partita. Ma questo è niente. A rimbalzo ha la calamita, dà fastidio agli avversari in ogni zona del campo, c'è sempre il suo zampino in ogni canestro Olimpia. Fa un po' specie che sia lui il miglior giocatore di Milano ma è la verità. 

TARCZEWSKI 6: finché sta in campo è un fattore. Ma 5 falli a metà del terzo quarto sono effettivamente troppi, nonostante sia semplice vittima di una trappola di Forray. 

CINCIARINI 7: poco appariscente poi però vedi che di assist ne ha smazzati 8 e ha il plus minus migliore della partita. Tanti minuti in campo, ricambia con una buona regia e una buona difesa. 

SANDERS 5: unico corpo estraneo per Milano. Non è la sua partita. 

ABASS 6,5: la squadra gira e allora gira anche lui, sei rimbalzi, energia da vendere, fame di parquet.

REPESA 7: conferma il fattore campo che non esiste. Tre vittorie in trasferta su tre. “Lontano dal parquet questi ragazzi giocano piu’ tranquilli”. Pura e semplice verità. Però sono professionisti, e che diavolo. Ha senso che una squadra costruita, sulla carta, per entrare nelle prime 8 in Eurolega se la faccia sotto davanti ai propri tifosi?

Giacomo Iacomino

Pubblicato in Lega A
Venerdì, 26 Maggio 2017 15:47

Milano-Trento dopo gara1: i nostri appunti

CINQUE NOTE SU MILANO

  • Grande festa al Forum, più di diecimila biglietti venduti, magliette in regalo per un palazzetto tutto colorato di bianco. Poi le squadre scendono in campo. E la squadra con la divisa bianca ce l’ha... Trento.
  • L'Olimpia comincia con cinque tiri sbagliati, una stoppata subita e una palla persa. Poi però raggiunge il massimo vantaggio a inizio secondo quarto: +11. Perderà di 10. 
  • Appena 4 punti nei primi 7’ dell’ultimo quarto per l'Ea7. In quello stesso periodo Hogue ne segna 10. I 66 punti biancorossi sono il minimo al Forum. Il precedente record negativo erano 76. Contro chi? Ehm, Trento… 
  • Radulijca con le valigie. Quelle vere e non stiamo scherzando. Domani è atteso in Slovenia.
  • Repesa ai giornalisti: “Anche con Capo abbiamo perso gara 1, eppure il turno lo abbiamo passato noi”. 

CINQUE NOTE SU TRENTO:

  • Il primo parziale della partita è 9-2 Ea7, che poi diventa 15-4. Trento comincia con Craft molle come una Philadelphia che spara a salve, 0 assist e 1 palla persa. Pessima anche la partenza di Hogue: pasticcia, nessun rimbalzo e -11 di plus/minus. Sarà l’Mvp
  • Gomes è l’unico a segnare dalla lunga distanza. 
  • Buscaglia dà mille consigli a Lechtaler. I due parlano tantissimo in panchina. Anche perché il lungo trentino non gioca mai.
  • Hogue dominante sotto canestro. 23 punti è massimo stagionale. Oh, se Milano avesse Radulijca…
  • “Se ci dà fiducia aver vinto gara 1 in vista di gara 2 -complimenti a chi ha fatto la domanda ndr- ? Ci danno più fiducia i 25 punti subiti negli ultimi due quarti”. Maurizio Buscaglia dixit

Giacomo Iacomino

Pubblicato in Lega A
Lunedì, 22 Maggio 2017 13:13

Serie A: semifinali vicine... Ma le altre?

Venezia, Avellino e Trento pronte a spodestare Milano dal trono d'Italia. In attesa dell'inizio delle semifinali, diamo un'occhiata ai movimenti delle altre squadre la cui stagione 2016-17, ormai, è archiviata. 

GRISSIN BON REGGIO EMILIA: quasi certa la partecipazione all'Eurocup nella prossima stagione. L'eliminazione contro Avellino brucia ancora, come ha detto il patron Landi: "Abbiamo fallito il nostro obiettivo" mentre Riccardo Cervi ha rincarato la dose: "Non eravamo pronti. E io, reduce dagli infortuni, ho dovuto alternarmi in allenamento con Wright e Reynolds, situazione che di sicuro non ha accelerato il mio recupero". Menetti non rimarrà, si parla di Bucchi anche se alcuni tifosi hanno già lanciato l'hashtag: #noabucchidal momento che il coach bolognese è reduce da due stagioni negative, due anni fa a Brindisi non raggiunse i playoff, quest'annata invece si è conclusa prematuramente con l'esonero a Pesaro. Oltre a lui, girano i nomi di Esposito, Banchi e Pancotto. La sensazione però è che possa arrivare, dal prossimo anno, una drastica riduzione del budget. Si riparte da Frosini Direttore Sportivo, già al lavoro per riportare Mussini dagli States. Si valuteranno eventuali offerte (Milano?) a Della Valle (contratto fino al 2019) e a Polonara (Venezia in pole position, per una coppia tutta italiana sotto canestro assieme a Biligha), mentre Aradori, con Vitali probabilmente il miglior giocatore italiano quest'anno, rimane l'obiettivo numero 1 di Sassari: il sogno del giocatore però sarebbe tornare all'estero, per giocare l'Eurolega. Anche De Nicolao è stato chiaro: "Non so se resterò a Reggio". Possibile la conferma di Reynolds, piace Burns di Brescia mentre Wright andrà via. 

BANCO SARDEGNA SASSARI: il presidente Sardara ha già messo le basi. Si riparte da Stipcevic, Sacchetti, Devecchi e soprattutto Pasquini. Dunque coach confermato, e anche uno zoccolo duro nello spogliatoio presente ormai da anni. Sicura la partenza di Savanovic, si lavora per riconfermare Lacey che potrebbe avere però molte proposte. L'obiettivo numero uno è Aradori. Il presidente infine annuncia: "Da quest'inverno inizieranno i lavori di ristrutturazione del Palaserradimigni, anche se il grosso verrà fatto la prossima estate".

THE FLEXX PISTOIA: ancora grande l'entusiasmo per la stagione, sostanzialmente i toscani sono reduci da tre annate super su quattro dopo la promozione.  El Diablo vuole restare anche se non gli dispiacerebbe un'esperienza all'estero (Spagna e college Usa le opzioni), capitan Antonutti gli fa eco: "Penso di poter parlare a nome di molti dicendo che siamo in tanti a voler restare". Anche Maltinti si dichiara ottimista (per una volta!) sui rinnovi. Sarà che è al vaglio la possibilità di partecipare alla Champions League motivo in più per convincere Esposito a restare, e soprattutto a resistere alle sirene italiane provenienti da Reggio e Torino.

BETALAND CAPO D'ORLANDO: meraviglioso il video in cui i giocatori trascorrono l'alba in spiaggia dopo la gara 4 giocata contro Milano, con Drake Diener che suona la chitarra. Primo obiettivo annunciato: i lavori al PalaFantozzi. De Carlo è confermato, come Berzins (biennale) e Stojanovic (triennale) che ha dovuto saltare i playoff per infortunio. Probabile il ritiro di Nicevic e gli addii di Delas, Tepic e Iannuzzi (lo vuole Avellino). Ivanovic tornerà all'Aek, possibile che Laquintana (ha ancora due anni di contratto) venga ceduto in prestito con promozione come secondo play del giovane ungherese Ihring. Proposta di rinnovo già pronta per Diener, si lavora anche per confermare Archie, votato Mvp della stagione siciliana.

GERMANI BRESCIA: annata spettacolare per Luca Vitali e compagni. Proprio il rinnovo del play è l'obiettivo numero 1 per la Leonessa e ci sono le condizioni per trovare un accordo: Luca si è trovato benissimo alla Leonessa e anche Vitali jr sarebbe pronto a restare. Il massimo sarebbe confermare anche Landry Mvp del campionato ("ma non faremo aste" ha detto la presidente Bragaglio") da schierare accanto a David Moss che ha un altro anno di contratto. Il sogno è Marco Cusin, da affiancare a Vitali per riproporre l'asse vincente che si è visto per due anni a Cremona (ma i due non avevano litigato??). A breve la riconferma di Santoro come Gm e Andrea Diana come coach. Anche Burns, prossimo a vestire la maglia azzurra, è un obiettivo ma ci sarebbe da battere la concorrenza di Reggio Emilia.

OPENJOBMETIS VARESE: si riparte dalla triade Bulgheroni-Coldebella-Caja più Alexander Avramovic. Si lavora per il rinnovo di capitan Ferrero ma al momento le parti sembrano lontane stesso discorso vale per Pellè che però sogna la Nba. Bulleri potrebbe far parte dello staff tecnico dell'Artiglio, un nuovo contratto sarebbe già stato offerto ad Anosike. Eyenga, che ha esordito col botto a Malaga, ha dichiarato di voler tornare a Varese ma ovviamente occorrerà valutare le richieste del giocatore, destinate a salire se dovesse fare bene in Spagna. Si fanno già anche i primi nomi nuovi per la prossima stagione: Adam Smith di Roseto e Niccolò Di Vico di Biella, entrambe le squadre di serie A2.

ENEL BRINDISI: prima di pensare ad allenatore e giocatori la società deve fare il punto sul main sponsor e sul palazzetto. Le riserve dovrebbero sciogliersi a fine mese. Molto dipenderà dalla permanenza o meno di Enel, il cui contratto scade il 30 giugno. Sacchetti è confermato anche per il prossimo anno ma è il sogno della Fiat Torino, che ha buone argomentazioni per convincerlo se non dovesse arrivare Banchi (operazione possibile ma difficile). Per quanto riguarda il roster si riparte da capitan Cardillo, Blas Mezicek e Daniel Donzelli, unici ad aver firmato contratti pluriennali. Certa la partenza di M'Baye su cui Milano avrebbe già messo le mani.

FIAT TORINO: "all-in" su Banchi, che avrebbe chiesto un ruolo di allenatore e manager e il cui costo, si sa, è molto alto. Il presidente Antonio Forni però sogna in grande, avrebbe in serbo un grosso colpo proveniente dagli States e vuole giocare una coppa europea, sarebbe al vaglio infatti la richiesta di una wild card per l'Eurocup. Se l'ex tecnico di Milano e Siena non dovesse arrivare, i nomi alternativi sono Esposito, Sacchetti e Pancotto. Oltre a Vitucci, che aveva firmato un triennale, via anche il general manager Atripaldi, scelte che potrebbero determinare l'allontanamento anche di Deron Washington e Jamil Wilson, proprio i due Usa su cui l'Auxilium vorrebbe puntare maggiormente per la prossima stagione. Si tratta però di una rivoluzione che, a quanto sembra, non sarebbe gradita al main sponsor Fiat: secondo i quotidiano La Stampa trattasi di movimenti che mirano soprattutto a dare un ruolo a Francesco Forni, 23 anni, figlio del presidente, da affiancare a Marco De Benedetto, 34 anni, Team Manager, Scout e futuro Gm della società. Due figure giovani ma che potrebbero non avere la giusta esperienza per prendere già in mano le redini della società.

MIA RED OCTOBER CANTU': resta Recalcati anche se con Gerasimenko mai dire mai. La società ha rinnovato Parrillo per due anni che va ad affiancarsi così a David Cournooh, si seguono Raphael Gaspardo della Vanoli e Niccolò Di Vico di Biella. Baparapè è un buon prospetto, sicure le partenze di Johnson in cerca di un top club, Pilepic, Acker, Darden, Dowdell e Calathes: gli americani e il greco non hanno fatto il giro finale del palazzetto l'ultima partita giocata in casa, atteggiamento rimproverato da capitan Callahan che potrebbe appendere le scarpe al chiodo. Inoltre si lavora per una squadra satellite da iscrivere in serie C da mettere in mano a Bolshakov, che ha traghettato la squadra da Kurtinaitis a Recalcati. Chissà che in questa squadra non ci vada a giocare pure Dmitri... 

JUVE CASERTA: inutile girarci attorno. Se il proprietario Raffaele lavazzi non troverà un socio forte (disponibilità a restare col 20% massimo delle quote) metterà in vendita il titolo. "Inizierò a vagliare le proposte dal 22 maggio" ha detto Iavazzi. Quindi dovrebbe farlo a partire da oggi, anche in virtù della fumata nera nell'incontro con il presidente del Benevento Calcio Oreste Vigorito. Il titolo farebbe gola a molte società di A2, ma solo sulla carta perché poi ci sono da ereditare anche i debiti della società campana, e si tratta di diversi milioni d euro. In attesa di evoluzioni c'è Cremona, che sogna il ripescaggio e parlerà con Luca Dalmonte per la panchina.

CONSULTINVEST PESARO: si volta pagina ma senza fretta. L'idea è di confermare Spiro Leka che però è in partenza per New York, passerà un mese con la sua famiglia (la figlia vive negli States). Le alternative potrebbero essere Griccioli (Siena) e Pancotto mentre per i rinnovi dei giocatori sarebbe già in corso la trattativa per confermare Rotnei Clarke. Da verificare la situazione di Giulio Gazzotti, capitano ma col contratto in scadenza. Sicuramente il suo contributo è stato apprezzato da società e tifosi, interessante la sua recente intervista al Corriere Adriatico in cui ha dichiarato: "Non ero d'accordo con la formula del 3+4+5 scelta da coach Bucchi, e penso che la società fosse d'accordo con me".

VANOLI CREMONA: detto di Dalmonte, per la panchina si fanno i nomi anche di Ciani (Agrigento) e Menetti, quest'ultimo potrebbe avere senso se la Vanoli dovesse essere ripescata in Serie A. Da non escludere a priori anche una soluzione "in casa" con Max Baldiraghi, che da tre anni riesce a fare miracoli con la Pallacanestro Crema in serie B (gli ultimi due anni ai playoff con un budget solido ma molto ridotto). La società riparte da Andrea Conti general Manager, che però potrà far poco per trattenere Biligha, conteso da Venezia e Sassari, con i lagunari in vantaggio -per alcuni avrebbero già trovato l'accordo-. Gaspardo piace a Cantù, il giocatore ha dichiarato che rimarrebbe a Cremona ma solo se dovesse esserci il ripescaggio. Ci sono buone chances di confermare Wojciechowski, interessante l'intervista di capitan Mian alla Provincia di Cremona in cui ha esternato grande apprezzamento nei confronti della società. Nel frattempo, la Vanoli si gode i buoni risultati del settore giovanile. L'Under 16 parteciperà alle finali nazionali di Vasto: si tratta del risultato più importante mai raggiunto dal vivaio lombardo.

Giacomo Iacomino

 

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Martedì, 09 Maggio 2017 07:59

Vanoli: esonerato Paolo Lepore

CREMONA - Sette vittorie, dodici sconfitte. Non abbastanza per la salvezza. Dalla prossima stagione Vanoli Cremona in serie A2, ma non con Paolo Lepore capo allenatore. "Desideriamo ringraziare sentitamente Paolo -fa sapere la società in una nota questa mattina- dal 2008 vera e propria risorsa per lo staff tecnico del club. A lui vanno i più calorosi e sinceri in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera".

Divorzio ufficiale dunque, almeno così sembra anche se, va detto, la nota non parla nè di licenziamento nè di risoluzione del contratto (scade nel 2019), ma semplicemente di Lepore "sollevato dall'incarico". D'altra parte già le parole usate ieri in conferenza stampa proprio dall'ormai ex coach Vanoli, dopo l'inutile vittoria contro Reggio all'ultima giornata di campionato, avevano il sapore di addio: "Ringrazio il presidente, che mi è sempre stato vicino, ma ora ho bisogno di staccare la spina". Classe 1977, nato ad Avellino ma cresciuto a Crema, Lepore aveva preso il posto di Cesare Pancotto alla guida di Cremona dopo l'undicesima giornata di campionato giocata a Brescia: "Forse la partita piu' brutta degli ultimi quattro anni" aveva commentato il tecnico marchigiano, un pesantissimo ko contro la Leonessa (95-66 con l'ex capitano Luca Vitali autore di 18 assist, record di sempre in serie A) che aveva convinto la dirigenza a un cambiamento della guida tecnica.

"Il tecnico giusto per allenare questi giocatori è Paolo" aveva detto in conferenza stampa il General Manager Andrea Conti. "Abbiamo visto e scelto questi giocatori insieme per caratteristiche e risorse, e Paolo rappresenta la logica conseguenza della nostra programmazione societaria". Ma l'inizio è complicato: esordio contro la fortissima Avellino e poi a Desio contro Cantù, dove la squadra spreca un solido vantaggio mantenuto in tutta la durata della partita, per poi soccombere all'ultimo giro di orologio dopo una grande rimonta brianzola. Un epilogo, questo, che diventerà la fotografia dell'intera stagione per la squadra lombarda, capace di dominare a tratti le avversarie ma mai capace di amministrare i vantaggi e di mantenere i nervi saldi nel momento cruciale delle partite.

Le successive vittorie contro Varese e Reggio non bastano: seguono tre ko di fila, a Brindisi e al Palaradi contro Trento la Vanoli segna 59 punti, minimo stagionale toccato in due gare consecutive. Non era mai successo. Contro Torino arriva la scossa tanto attesa. Record di sempre in attacco: 117 punti, che restituiscono un entusiasmo che sembrava ormai smarrito. Anche Venezia cade al Palaradi, Cremona non è più ultima e si intravede il sereno. Ma tre sconfitte consecutive in casa, da dove inevitabilmente passa la salvezza, si rivelano letali: prima contro Capo d'Orlando, poi contro Sassari dove si ripete il finale visto a Desio e poi infine contro Brescia, ancora lei, dopo aver causato l'esonero di Pancotto, la squadra del grande ex Luca Vitali fa un nuovo sgambetto alla Vanoli, che manda in fumo la grande impresa portata a casa contro Pesaro all'Adriatic Arena sette giorni prima. La retrocessione diventa quasi certa e viene messa "in ghiaccio" dal ko contro Varese allenata da un altro ex, Attilio Caja.

Non mancano le polemiche: in due interviste separate, proprio Vitali e Marco Cusin, in estate lasciati andare un po' a sorpresa dalla Vanoli nonostante avessero ancora un anno di contratto, rilasciano dichiarazioni che sembrano attaccare indirettamente proprio Paolo Lepore, evidentemente considerato uno dei maggiori responsabili del loro allontamento. E' Aldo Vanoli in prima persona a provare a gettare acqua sul fuoco, prendendosi ogni responsabilità per tutte le decisioni prese durante la stagione. Ma dopo l'ultima giornata, anche Lepore è pronto a dire la sua: "Si può criticare l'allenatore ma bisogna sempre rispettare l'uomo". Nel frattempo la squadra ha cambiato pelle: dopo Harris e Carlino al posto di Omar Thomas e Gabe York, se ne sono andati Holloway e Amato: al loro posto Johnson-Odom e Ibarra. Una rivoluzione quasi necessariam ma che non basterà.

"Sono distrutto e mi prendo la responsabilità di questa stagione, non auguro neanche al mio peggio nemico di allenare per una settimana una squadra già retrocessa" conclude l'ormai ex allenatore della Vanoli. Che aggiunge: "Cosa mi ha detto il presidente dopo il ko di Varese? Ci siamo detti tante cose, ma ricordo che lui mi dice sempre che esistono soltanto soluzioni e mai problemi". A Cremona Lepore ha tagliato traguardi importanti, sia a livello personale con la chiamata nello staff della Nazionale Sperimentale dal 2013 al 2015, e di squadra, con la promozione in Serie A, due partecipazioni alle Final Eight di Coppa Italia e la prima storica qualificazione ai playoff del 2016 da assistente allenatore.

Giacomo Iacomino

Pubblicato in Lega A

Tanti striscioni e due lunghi applausi, uno prima della gara e un altro dopo la sirena. Così Cremona ha voluto ringraziare il presidente Aldo Vanoli per gli otto anni consecutivi in serie A. Le sue recenti dichiarazioni: "Scrivetelo a caratteri cubitali, l'anno prossimo giocheremo in serie A2" hanno allontanato ogni dubbio e paura su una sua possibile decisione di non proseguire la sua avventura nel mondo del basket, iniziata nel 2003 a Soresina. Un'avventura piena di passione, di promozioni -dalla serie C fino alla A-  di traguardi storici come le Final Eight di Coppa Italia, la Supercoppa e i Playoff. Ma un'avventura fatta anche di dolori. L'ultimo, quello che ha portato quest'anno alla prima retrocessione nella serie cadetta. La trentesima giornata che si è giocata al Palaradi è servita alla Vanoli per congedarsi nel miglior modo possibile con i tifosi, un'esigenza che si è rivelata molto più forte delle motivazioni e del talento (superiore) di Reggio, bisognosa di una vittoria per sperare nel quarto posto. 101-91 il punteggio finale per i padroni di casa, con Fabio Mian protagonista di una gran partita e autore di 19 punti. La gara è stata equilibrata, giocata punto a punto fino all'ultimo quarto, dove per una volta è stata Cremona a fare la parte del leone, periodo in cui al contrario per tutta la stagione ha mostrato i suoi limiti, come ha ribadito in conferenza stampa coach Paolo Lepore: "Ancora una volta abbiamo dimostrato che con poca pressione riusciamo a dare il meglio. La storia della nostra stagione si può raccontare con la nostra mancanza di coraggio nel fare il grande salto. Perché è solo saltando che si impara a volare". Il futuro è ancora da scoprire: "Per me è stata la settimana più dura della mia vita. Allenare una squadra da retrocessi non lo auguro a nessuno. Ringrazio il presidente che mi è sempre stato vicino, con lui ho trascorso otto anni meravigliosi. Ma adesso ho bisogno di staccare la spina per qualche giorno, poi si vedrà". Parole che assomigliano vagamente a un commiato anche se di di scritto ancora non c'è nulla, nonostante Lepore abbia ancora due anni di contratto. Uno in più rispetto a Raphael Gaspardo e Fabio Mian, che in sala stampa ha voluto chiedere scusa per la retrocessione: "Lo faccio a nome mio e a nome di tutta la squadra. Ci siamo meritati la retrocessione sul campo, ma i nostri tifosi e il nostro presidente non se lo meritavano". In uscita invece Wojciechowski e Biligha: quest'ultimo ha parecchi estimatori in serie A ed è pronto per il grande salto al termine di una stagione positiva come centro titolare, 11 punti e 5 rimbalzi di media. In uscita anche gli americani, da Johnson-Odom, che potrebbe accasarsi all'estero in una piazza in corsa per i playoff a Paul Harris, che ha un rapporto molto stretto con il campionato filippino. Da Tashawn Thomas, alla sua seconda retrocessione consecutiva dopo quella dell'anno scorso in Germania, a Elston Turner, grande protagonista della stagione da leggenda dello scorso anno, grande protagonista, ma in negativo, di quest'annata nonostante i 16 punti con cui si è congedato dal Palaradi. 

Reggio, che ha avuto 16 punti da Aradori, 15 da Della Valle e con Cervi nuovamente in campo, è sesta, dietro Trento vittoriosa di misura contro Avellino, e dietro anche Sassari, avanti negli scontri diretti. Nei quarti di finale -con un Julian Wright in piu', oggi era in panchina ma non ha giocato- affronterà Avellino, probabilmente la peggiore che potesse pescare. Coach Max Menetti, ovviamente, non è soddisfatto: "Partita bruttissima, che non mi aspettavo. Non è la mentalità da portare nei playoff. Abbiamo fatto qualcosa di buono in attacco ma con 101 punti subiti non conta niente. Cremona? Ci sono stagioni che girano malissimo. Dieci anni fa retrocedevo con Reggio al termine di una stagione in cui capitarono sconfitte inimmaginabili. Ma purtroppo va così, ti vanno storte di tre partite e tutto prende una piega negativa. Per quello che ha dimostrato contro di noi, Cremona non meritava la retrocessione".

Giacomo Iacomino

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