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Lunedì, 13 Marzo 2017 08:56

"Allievo" vs "Maestro": Daniel Gibson e il suo mentore Chauncey Billups

Essere una matricola e arrivare a disputare la Finale di Conference deve già essere una grandissima emozione, giocarla marcando quello che è sempre stato considerato il proprio "giocatore preferito di tutti i tempi" è roba da far saltare il cuore alla gola e da far venire i brividi sulla pelle per felicità. Tutto questo è successo a Daniel "Boobie" Gibson (soprannome datogli dalla madre); Gibson ha giocato in Nba per 7 anni, dal 2006 al 2013, indossando sempre la casacca dei Cavs; giocatore la cui carriera nella Nba ha avuto molti alti e bassi, sia per i vari infortuni sia perchè il successo ha dato un pò alla testa al giovane "Boobie". Nonostante ciò, il giocatore di origine texana, ha avuto molte soddisfazioni nella Nba, come appunto marcare il proprio idolo. E' successo nello scontro tra Detroit - Cleveland, finali della Eastern Conference del 2007, dove Gibson si è ritrovato di fronte niente meno che Chauncey Billups. "Quando giocavo al campetto facevo sempre finta di essere Billups", raccontò in maniera molto sincera in conferenza stampa dove la vittoria dei Cavs in Gara 6 e l'approdo in finale contro i San Antonio Spurs. "Cercavo di muovermi come lui, imitavo la sua capacità di esitare in palleggio e poi quella di colpire con la tripla spacca partita allo scadere. Se mai un giorno dovessero fare un film su Chauncey, credo proprio che potrei interpretarlo davvero bene!" Intanto l'ha dovuto affrontare in campo in quella serie, e per un rookie alla prima esperienza nei playoff, Boobie se la cavò davvero bene: in Gara 4 fece registrare il suo massimo nei punti per quella stagione, 21, e in Gara 6 il suo talento trascinò i Cavs alla vittoria della partita e alle finali Nba. Quella non fu la notte di Lebron James, che dopo le fatiche di Gara 5 (aveva portato la serie sul 3-2, dominando in casa dei Pistons con 48 punti) si era concesso "una pausa"; fu allora che il rookie dell'Università di Houston prese in mano le redini del gioco. Alla fine del terzo quarto il punteggio diceva Cavs 67 Detroit 66, con Gibson che aveva messo al referto 12 punti. Ma è all'inizio del quarto periodo che Cleveland prese un lungo vantaggio sui propri avversari, arrivando addirittura sul + 15 a 6 minuti dalla sirena finale. Chi fu il principale artefice di questa impresa? Daniel Gibson, autore di 31 punti in 29 minuti, 19 solo nel quarto quarto, e 6 rimbalzi conquistati. "Ci eravamo detti che ci avrebbe dovuto battere qualcun altro – disse Chauncey Billups a margine di quella sfida facendo riferimento a James – e il bimbo ce ne ha fatti 30". Una serata e una serie di playoff che "Boobie" difficilmente si scorderà.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

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