top trasparente                                           top trasparente

banner superbasket 25

basketcoach basketball store sito allenatori basket

Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 192

La franchigia dei Nets è una delle franchigie più "anziane" dell'intera NBA; venne costituita nel 1967 all'interno della American Basketball Association (ABA) col nome di New York Americans, ma date le difficoltà a trovare un campo di gioco a New York, assunse poco dopo la denominazione di New Jersey Americans dopo aver trovato un palazzetto a Teaneck, New Jersey. Dopo il primo anno, a seguito del trasferimento a Long Island, la franchigia cambiò nome in New York Nets; gli anni '70 furono gli anni più vincenti dell'intera storia dei Nets, durante i quali disputarono e persero la finale ABA nel 1972 contro Indiana, ma vinsero il titolo nel 1974 contro gli Utah Stars e nel 1976 contro i Denver Nuggets. Erano gli anni d'oro dei New York Nets, soprattutto grazie alla leggenda e al trascinatore Julius " Doctor J" Erving e all'allenatore e guida Kevin Loughery. Dopo la vittoria dell'ultimo anello a discapito di Denver, finì il periodo di successi dei Nets, a causa anche della fusione tra ABA e NBA. che vide costretti i New York Nets a vendere Erving per permettersi l'ingresso nel campionato; nel '78 la franchigia fece ritorno nel New Jersey e prese il nome di New Jersey Nets. Da lì iniziò un ventennio di totale anonimato per la squadra , che raggiunse un record positivo stagionale solo in pochissime volte, regalando zero soddisfazioni ai tifosi di New Jersey. Nel 1994 accadde qualcosa che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia di questa franchigia: dopo che la stagione 1993-1994 si concluse con un discreto record di 45 vittorie e 37 perse, ma con la cocente eliminazione al primo turno dei playoff per mano dei rivali New York Knicks, uno dei sette proprietari dei Nets, Jon Spoelstra, decise che era giunta l'ora di cambiare e propose di dare un nuovo look alla squadra per tentare di farla risorgere dalle ceneri. Jon ebbe l'intuizione: "Risolleviamo l'immagine della franchigia cambiandole nome e logo": un enorme drago stilizzato e sorridente color viola e verde-acqua avrebbe campeggiato, sputando fuoco e facendo roteare una piccola palla da basket sull’indice, sopra il novo nome della franchigia: i New Jersey Swamp Dragons ( I Dragoni delle Paludi del New Jersey). I Nets, che raschiavano sul fondo della classifica non solo per le prestazioni sportive ma anche in termini di vendite legate al merchandising e per il livello di appeal che riuscivano ad avere sulle nuove generazioni, cercarono così di ricostruire e svecchiare un’immagine datata, logora e dal fascino perduto. Alcuni tifosi e alcuni dirigenti amministrativi Nets erano scettici a proposito di questa rivoluzione all'interna della franchigia, ma la "Secaucus Seven" , ovvero il consiglio di amministrazione della franchigia a quel tempo, approvò a maggioranza il nome e il logo e così fece anche l'NBA, che iniziò le pratiche legali per proteggere il brand e diffondere il marchio in tutti gli Stati Uniti d'America e non solo. Per poter procedere con la nascita della nuova franchigia, però, i New Jersey Nets avevano bisogno dell'approvazione di tutti i proprietari delle altre squadre della lega e i Nets, i cui proprietari facevano a rotazione per partecipare alle riunioni NBA, erano rappresentati da David Gerstein. I proprietari dei Chicago Bulls, Detroit Pistons e Los Angeles Lakers, tre delle franchigie più importanti del periodo, furono i primi a essere avvisati e convinti, e , quando arrivò il momento della votazione, gli Swamp Dragons stravinsero quasi all’unanimità con 26 voti a favore e uno solo contrario. Spoelstra chiamò immediatamente David Stern, l'allora Commissario NBA: "David, abbiamo ancora la maggioranza”. Quest’ultimo rispose, tra il sorpreso e il divertito: "Sì, ma quello che non ha votato a favore è il vostro proprietario". Già, proprio David Gerstein aveva fatto crollare il sogno di Spoelstra e della maggior parte dei dirigenti e dei proprietari dei Nets, che erano pronti a scrivere una pagina storica nella NBA. Gerstein spiegò che, al momento del voto, non se l’era sentita di schierarsi in favore del cambio di nome, considerandolo troppo fanciullesco e ridicolo e tra l'altro nel giro di pochi anni i New Jersey Nets sarebbero riemersi dal fango delle Meadowlands per centrare due Finals NBA consecutive con Jason Kidd a dirigere l’orchestra. Inoltre, come tutti sappiamo, la franchigia nel 2013 si spostò a Brooklyn e prese il nome di Brooklyn Nets ed è solo grazie o colpa, decidete voi, di David Gerstein se oggi non possiamo ammirare i Brooklyn Swamp Dragons. Storia incredibile per una franchigia che purtroppo non ha avuto molto soddisfazioni durante la propria storia, franchigia che è stata grandissima negli anni '70 e nei primi anni 2000 e che adesso, come negli anni '90, cerca di risorgere e di togliersi dagli ultimi posti in NBA, ma con scarsissimi risultati per adesso.

 

Marco Mugnaini

 

 

 

Pubblicato in NBA

Ora è ufficiale, Anthony Bennet è stato tagliato fuori dal roster dei Brooklin Nets; nella notte di Martedì la franchigia del New Jersey ha deciso di rinunciare all'ex scelta numero 1 del Draft del 2013, andando poi a firmare, secondo fonti ESPN, un veterano come Quincy Acy, centro di riserva a Brook Lopez. In America la parola "bust" significa fallimento, disastro, in senso più letterale, delusione. E quando un giocatore, specialmente se chiamato alla prima scelta assoluta di un Draft, fa fatica nelle prime stagioni da professionista, quelle quattro lettere vengono appiccicate a lui come un adesivo e togliere quell'adesivo è molto ma molto difficile. E' il caso di Anthony Bennet, scelto alla posizione numero 1 dai Cleveland Cavaliers in un Draft che comprendeva giocatori come Victor Oladipo, Otto Porter, Cody Zeller, Nerlens Noel, Kentavious Caldwell-Pope, Trey Burke, C.J. McCollum, Steven Adams, Giannis Antetokounmpo, Dennis Shroder e Tim Hardaway Jr., giocatori che hanno già dimostrato o stanno dimostrando di poter diventare delle star e dei futuribili All Star. Il fatto è che quella sera del 27 Giugno del 2013, Bennet non era nemmeno sicuro di essere selezionato tra le prime dieci scelte, figuriamoci alla prima. Pochi giorni prima di quel Draft, Cleveland aveva tentato in ogni modo di cedere la prima scelta assoluta per scendere alla 5° e alla 6° e magari ottenere qualche "aiuto" in futuro, o magari scambiarla con un giocatore forte e pronto subito, ma nessuno accettò e quindi i Cavs selezionarono Bennet. L'inizio fu disastroso: 5 punti complessivi nelle prime 7 partite, con un pessimo 1/21 dal campo e difensivamente era un fanstasma. Certo è vero che il roster di Cleveland a quei tempi vedeva nel solo Kyle Irving l'unica ancora di salvataggio e pensando al resto della squadra, Bennet non è stato certamente aiutato a migliorare: il leader dalla panchina era Jarrett Jack post-contrattone, insieme a Alonzo Gee, C.J. Miles e Andrew Bynum distrutto dagli infortuni, con in panchina Mike Brown, non esattamente i Cavs delle ultime due stagioni! Dopo un anno disastroso nell'Ohio, la dirigenza dei Cavaliers e la dirigenza dei Minnesota Timberwolves si misero d'accordo per uno degli scambi più "clamorosi" degli ultimi 5 anni: a Minnesota approdarono la scelta numero 1 del Draft del 2013, Anthony Bennet e la scelta numero 1 del Draft del 2014, Andrew Wiggins, mentre a Cleveland arrivò quel giocatore tanto desiderato dallo staff nei due anni precedenti: Kevin Love. Cambio di città, nuova squadra, nuovi tifosi, una nuova possibilità, tutto ciò invece di migliorare la situazione di Bennet, la peggiorò. Tralasciando gli infortuni che furono numerosi in quell'anno, le sue prestazioni e le sue medie calarono moltissimo: solo una volta a quota 20 punti e solo 7 sopra quota 10, in 52 partite. Questo portò la dirigenza dei T-Wolves a rinunciare al giocatore, tagliandolo senza mezzi termini alla fine del suo secondo anno. Furono i Raptors, ad inizio stagione 2015-2016, a dare una terza chance a Bennet, dopo una buona estate giocata con la nazionale canadese ai giochi Pana-Americani; il ritorno del figliol prodigo, visto che Bennet era natio proprio di Toronto. Ma anche qui la situazione non migliorò e fu il giocatore stesso a chiedere di essere "retrocesso" in D-League, ma nelle 6 partite disputate non riuscì a raggiungere la doppia cifra di media e Toronto decise di tagliare il giocatore a fine Febbraio. Brooklin questa stagione aveva provato a far risorgere un giocatore la cui carriera sembrava finita a soli 22 anni, ma Bennet non ha assolutamente ripagato della fiducia dei Nets: ha giocato 23 partite, con una media a partita di 5 punti e 3.4 rimbalzi, giocando di media 13 minuti per incontro. La dirigenza dei Nets non ha potuto far altro che tagliare ancora una volta il giocatore, facendo probabilmente di Bennet il più grande "bust" della storia della pallacanestro americana.

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA
Venerdì, 16 Dicembre 2016 08:44

Una schiacciata ... devastante!

Mercoledì sera, i Los Angeles Lakers erano al Barclays Center a giocare contro i Brooklyn Nets ma, dopo la schiacciata devastante di Larry Nance Jr., in faccia a Brook Lopez, sembrava di essere allo Staples Center. La cosa divertente e’ stata che qualche giocherellone e’ andato su Wikipedia ed ha aggiornato la pagina di Brook Lopez scrivendo “B. Lopez e’ deceduto mercoledi’ sera in seguito ad una schiacciata devastante” …. :D Ecco il video:

Pubblicato in NBA

I general manager sono figure fondamentali negli sport americani e soprattutto nella Nba; sono coloro che si occupano dei giocatori, della negoziazione dei contratti, dei rinnovi e delle cessioni. Ed addirittura in alcuni casi, è proprio il general manager a scegliere l'allenatore.Un ruolo importante, ma allo stesso tempo molto difficile, perchè oltre a dover costruire una squadra competitiva stando attenti al salary cap ( la somma massima di denaro che una società può spendere complessivamente per una stagione, per gli ingaggi della propria squadra) sono i primi ad essere bersagliati dalle critiche quando la società commettere degli errori sul mercato. Lo sa bene la franchigia dei Nets che, tra draft sbagliati e trade non molto esaltanti, è riuscita a raggiungere le finali Nba solamente due volte (perse entrambe) dal lontano 1976, anno della fondazione tra ABA e NBA. Ecco i 5 peggiori movimenti di mercato effettuati dai Ney Jersey Nets e dai Brooklin Nets:

5 - Nell'estate del 2009 i Nets effettuono una trade con gli Orlando Magic: Vince Carter e Ryan Anderson si trasferiscono in Florida, mentre i Nets aggiungono al proprio roster Courtney Lee, Rafer Alston, and Tony Battie. In quegli anni la franchigia del New Jersey era in una fase di rifondazione e aveva tagliato giocatori del calibro di Carter per poter lasciare abbastanza spazio nel salary cap per poter cercar di firmare Lebron James nel 2010. Come tutti sappiamo Lebron non è mai andato ai Nets; questa mossa di mercato non è stata apprezzata molto dai tifosi dei Nets, anche perchè non c'era nessun presupposto che facesse pensare a un possibile arrivo di The King. Quella trade non andò bene per i Nets e nonostante Carter fosse un pò in calo sarebbe stato molte utile alla causa. La beffa più grossa però fu l'esplosione che Ryan Anderson ebbe il primo anno in cui giocò con Dwight Howard e questo fece sì che, non solo New Jersey non ci guadagnò nulla, ma perse anche un'ottima promessa come Anderson che in questi anni in Nba ha dimostrato tutte le sue potenzialità.

4- Nel mezzo della stagione 2011-2012, i Nets videro infortunarsi nel giro di pochi mesi, tre dei loro giocatori che giocavano nel ruolo di ala piccola. L'allore GM King ritenne opportuno intervenire subito sul mercato, senza dover aspettare il draft dell'estate seguente. I Nets conclusero una trade con i Portland Trail Blazers, lasciando partire per l'Oregon Shawne Williams, Mehmet Okur più una futura scelta al primo turno del prossimo draft. Tutto questo per portare in New Jersey Gerald Wallace, pensando che Wallace potesse essere una pedina fondamentale per il futuro dei Nets. Il GM King commise un gravissimo errore, poichè i Nets erano già sicuri di non partecipare ai playoff di quella stagione e diede via una possibile scelta al primo turno del Draft 2012-2013 e in quel draft c'era un giocatore di nome Damian Lillard. Probabilmente i Nets non avrebbero selezionato Lillard, perchè il ruolo di point guard in quel periodo era occupato da Deron Williams, ma l'impatto di Gerald Wallace fu tutt'altro che positivo. La stagione successiva, 2012-2013, fece registrare delle medie davvero imbarazzanti per quanti sacrifici fosse costato: 7.7 punti di media a partita con meno del 40% dal campo e 3.6 rimbalzi di media. Per come ha giocato le 84 partite (pochissime)con i New Jersey Nets, si può dire che la decisione di rinunciare ad avere una scelta tra le prime dieci nel Draft del 2012/2013 per prendere un giocatore come Wallace non è valsa proprio la pena.

3- Una "giovanissima trade" nel 1989 vide lo scambio Buck WIlliams (allora giocatore dei Nets) per Sam Bowie e una futura prima scelta (ovvero tra le prime dieci) al draft della stagione 1990/1991. I Nets in quel draft selezionaro Mookie Blaylock, che divenne la guardia titolare della formazione dei New Jersey; tutto cambiò l'anno successivo, quando al draft della stagione 1991/1992, la franchigia decise di selezionare Kenny Anderson, ottimo giocatore, e l'allenatore, Chuck Daly dovette scegliere chi far restare e chi mandar via, perchè entrambi non potevano essere una guardia titolare. La dirigenza e l'allenatore decisero di scambiare Blaylock con Atlanta, in cambio Rumeal Robinson. Non ci fu errore più grande; se da un lato Robinson giocò solo una stagione per i Nets senza lasciare il segno, Blaylock ad Atlanta diventò un All Star nel 1994 e fu nominato per ben 6 volte nel miglior quintetto difensivo Nba. E' vero che Kenny Anderson giocò un bellissimo basket nei suoi anni a New Jersey, ma perdere un giocatore come Blaylock per praticamente niente fu certamente un errore enorme.

2- Nell'estate del 2013 i Brooklin Nets fecero il loro primo errore di mercato. I Nets diedero ai Boston Celtics Gerald Wallace, Kris Joseph, Kris Humphries, Keith Bogans, MarShon Brooks più la loro prima scelta al Draft del 2014 e al Draft del 2016 e anche nei Draft del 2018 e 2019. In cambio ricevettero Kevin Garnett, Paul Pierce e Jason Terry, 3 All Star ma avanti con gli anni e con ancora poco da chiedere alla loro magnifica carriera. In quel periodo i Nets divennero la franchigia con il quinto salary cap più alto nella Nba e si qualificarono solo quella volta ai playoff, tra l'altro arrivando solamente al secondo turno. Paul Pierce è l'unico che diede una vera mano ai Nets nella sua unica stagione facendo registrare 13.7 punti di media a partita con appena il 40% dal campo. Garnett non ebbe un ruolo fondamentale in campo, di più nello spogliatoio, ma nemmeno The Ticket One poteva fare miracoli. E Terry è stato presssochè inutile, non indispensabile al roster. New Jersey ha perso l'opportunità di scegliere ottimi giocatori nei Draft passati e in quelli che verranno, e tutto questo per arrivare al secondo turno dei playoff. Ne è valsa la pena?

1- I Nets sono stati da sempre sfortunati nelle Trade e nello scambiare i giocatori, fin dalla nascita della NBA. Forse non molti sanno Julius Erwing giocava per i Nets, ma a causa delle grosse somme di denaro che i Nets dovevano pagare per poter entrare in NBA (1976), dovettero dar via Dr. J.. I Nets la stagione precedente (1995/1996) avevo vinto il titolo ABA e stavano in tutti i modi cercando di vendere Dr. J. per arrivare alla cifra necessaria per poter entrare a far parte dell'NBA. Prima trovarono un accordo con i Knicks, i quali rifiutarono all'ultimo istante, poi decisero di accettare la proposta dei 76ers di 3 milioni per l'acquisto di Erwing. Come tutti sappiamo Dr J. fece faville a Philadelphia diventando MVP nel 1981, 11 volte ALL STARS, campione NBA nel 1983 e infine è entrato a far parte dell'Hall of Fame. Per i Nets la prima stagione in NBA senza Erwing fu pessima: 20 vittorie e 62 sconfitte. La vendita di biglietti scarseggiava, così che la società l'anno seguente dovette spostare la franchigia da Long Island a New Jersey. Questo movimento di mercato ebbe molte ripercussioni nei risultati dei Nets negli anni successivi e per questo si può considerare il peggior movimentato di mercato mai effettuato dai NETS.

 

 Marco Mugnaini

 

Pubblicato in NBA

 

Rimarrà con gli Hawks sino al termine del loro percorso dei playoff (e delle eventuali finali), ma finito tale termine, Kenny Atkinson assumerà il ruolo di nuovo head coach dei Brooklyn Nets. La società dunque ha scelto di puntare sul nuovo e sull'"ignoto", preferendo Atkinson ad altri nomi più blasonati, che forse hanno rifiutato le offerte pervenute loro da una delle franchigie meno rispettate della Lega. 

Pubblicato in NBA

 

Secondo straitstimes.com, i servizi federali russi e gli esattori delle tasse avrebbero fatto irruzione negli uffici di Prokhorov proprio ieri, giovedì 14 aprile. Il quattordicesimo uomo più ricco della Russia dunque (nonché grande amico di Putin), è sotto osservazione per alcune attività della Onexim Group, che gestisce i suoi beni patrimoniali. 

Pubblicato in NBA
Mercoledì, 13 Aprile 2016 05:53

Ettore Messina coach dei Brooklyn Nets?

L’italiano è in pole position per ricoprire il ruolo che ora è affidato a Tony Brown

Pubblicato in NBA

Da Pianetabasket.com

Si è detto, ma poi la notizia è caduta nell'oblìo per mancanza di conferme. Adesso che matematicamente i Brooklyn Nets sono fuori dai playoff, però, arrivano le analisi dei vari writers americani che cominciano a scavare nel lavoro dell'ex assistente degli Spurs Sean Marks.

Pubblicato in NBA
Martedì, 16 Febbraio 2016 11:09

Ettore Messina ai Brooklyn Nets?

Da basketuniverso.it a cura di Matteo Gualandris

Ettore Messina, attualmente assistente allenatore di Gregg Popovich in quel di San Antonio, secondo quanto riporta Adrian Wojnarowski per Yahoo Sports, sarebbe uno dei candidati per la panchina dei Brooklyn Nets.

Pubblicato in NBA
Martedì, 16 Febbraio 2016 08:10

I Nets spingono Bargnani in Europa

Andrea Bargnani è più vicino all'Europa. Se entro giovedì i Brooklyn Nets non riusciranno a girarlo sul mercato (onestamente non vediamo tante interessate al giocatore), è probabile che siano decisi a tagliarlo;

Pubblicato in NBA
InizioIndietro123AvantiFine
Pagina 1 di 3

la storia degli europei di pallacanestro

mental2

playersprofile

Cerca

SB Copertina 31 FB

aquista ebook basketcoach

TOP100 2016 300bn

editoriale direttore basketnet

basketcoach website link

Le news del giorno

Prev Next

logo

 

 

 

 

DMC Firewall is a Joomla Security extension!