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Rajon Rondo, che ai tempi dei Big Four dei Boston Celtics era considerato uno dei miglior playmaker in NBA, è ora alla veneranda età dei 30 anni e indubbiamente non è più quel giocatore che spaccava le partite in due a favore della propria squadra come una volta. L'avventura ai Chicago Bulls non è iniziata nei migliori nei modi e la sua convivenza con gli altri due All Stars, Jimmy Butler e Dwane Wade, sembra ormai alla fine. Rondo ha avuto buonissime medie in questo inizio di stagione: 7.6 punti, 7 assist e 6 rimbalzi di media a partita, ma il problema è alla base, visto che i Bulls necessitano di un playmaker con molti più punti nelle mani e purtroppo l'ex giocatore dei Boston non è più quel tipo di giocatore. Rondo, che a Dicembre era già stato sospeso per una partita dalla società, non è sceso in campo nemmeno un minuto nella partita di Sabato notte persa contro i Milwaukee Bucks con il punteggio di 116 a 99 lasciando il posto da titolare a Michael Carter Williams. Si è detto infastidito di questa scelta e ha riportato ai microfoni della NBA che avebbe immediatamente incontrato il General Manager dei Bulls, Gar Forman, per parlare di questa situazione ma fatto sta che la situazione in quel di Chicago non è così "incantevole" come tutti i tifosi speravano ad inizio campionato. Attualmente i Bulls sono settimi ad East, con un record di 15 vittorie e 16 sconfitte; ciò non ha reso felici i tifosi che hanno anche fischiato la squadra durante le ultime uscite. Molti si aspettavano che Chicago potesse essere una delle principali "antagoniste" dei Cleveland Cavaliers al titolo di campioni dell'Est, ma finora le prestazioni hanno dimostrato ben altro. La dirigenza sembra aver individuato in Rondo uno dei principali "colpevoli" di questa situazione, mettendo molto probabilmente il giocatore sul mercato. Ma quali potrebbero essere le destinazioni dell'ex giocatore dei Sacramenti Kings?

PHILADELPHIA 76ERS: i 76ers sono una squadra molto giovane con un futuro brillante per la franchigia, ma al momento Phila è una delle peggior squadre in NBA e molto probabilmente dovrà rinunciare ai playoff anche quest'anno, accontentandosi di un 14°/15° posto ad East. Rondo potrebbe essere il veterano giusto per una squadra piena zeppa di stelle future e fino al ritorno di Ben Simmons (fuori per infortunio) può prendere le redini della squadra soprattutto con il suo pick and roll, letale se fatto con un giocatore come Joel Embiid o Jahlil Okafor. Inoltre Rondo può fare da mentore per tutti i giovani della squadra. Arrivare a Rondo non è facile, ma Philadelphia può contare su una pedina di scambio come Nerlens Noel, ala forte/centro che sembra aver concluso la sua avventura in Pennsylvania e che soprattutto interessa molto alla società dei Bulls, visto che era stato accostato al roster di Chicago anche nel mercato dell'anno scorso.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: Minnesota ha attualmente nel ruolo di playmaker un giocatore del calibro di Rubio, che ad essere onesti ha un pò deluso nella sua avventura a Minnesota e una trade tra i Wolves e i Bulls potrebbe far bene ad entrambe le squadre. Potrebbe essere uno stimolo in più anche per lo spagnolo, che quest'anno sta viaggiando a soli 7 punti di media a partita. Rondo sarebbe utilissimo a Minnesota, non solo perchè è un ottimo passatore in contropiede per giocatori come Kris Dunn e Zach LaVine, ma perchè vedere un pick and roll tra lui e il futuor della NBA, Karl Anthonu Towns, sarebbe un piacere per gli occhi. Questa potrebbe essere una trade molto possibile, sempre se Minnesota deciderà di privarsi del giocatore spagnolo e se vorrà puntare su un veterano come Rondo.

MIAMI HEAT: un'altra interessantissima possibile trade potrebbe essere quella fra i Miami Heat e i Bulls. Attualmente Miami ha come playmaker titolare un giocatore di altissimo livello come Goran Dragic, ma solo Tyler Johnson come possibile riserva nel roster. Potrebbe esserci uno scambio alla pari fra le due squadre dell'Est, con Rondo pronto a portare tutta la sua esperienza agli Heat e con Dragic, che aveva già alimentato qualche polemica sul suo futuro in Florida con alcune dichiarazioni rilasciate nel mese di Dicembre dello scorso anno, in grado di dare una grossa mano offensiva all'attacco di Chicago, con i suoi 19.3 punti di media a partita. Rondo è stato 4 volte ALL STARS e potrebbe accoppiarsi benissimo con un centro dominante come Whiteside, oltre a poter essere un eccellente "maestro" per il giovane e promettente Tyler Johnson.

Ancora indeciso il futuro di Rondo, ma molto probabilmente lascierà Chicago prima della fine del mercato. L'unica domanda è: dove porterà il suo talento il giocatore natio di Louisville?

 

 

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Martedì, 22 Novembre 2016 14:52

NBA: buon compleanno James Edwards

James Franklin Edwards nacque il 22 Novembre del 1955, e compie oggi 61 anni. Per chi non ricorda di questo ottimo giocatore, sottovaluto per tutta la sua intera carriera, ricordo i 3 campionati NBA vinti, due con i Detroit Pistons e uno con i Chicago Bulls. James Edwards ha militato nella NBA per ben 19 anni, giocando con la maglia dei Los Angeles Lakers (1977), degli Indiana Pacers (1977-1981), dei Cleveland Cavaliers (1981-1983), dei Phoneix Suns (1983-1988), di Detroit (1988-1991), dei Clippers (1991-1992), ancora dei Lakers (1992-1995) e infine quella dei Chicago Bulls (1995-1996). Dopo aver frequentato l'Università di Washington, entra a far parte del mondo NBA, diventando l'idolo di tutti i tifosi che gli attribuiscono il soprannome di Buddha per il suo aspetto e il suo atteggiamento forte e impassibile; altezza 216 cm, peso 102 Kg (Edwards faceva parlare di se anche per lo stile dei suoi baffi, Fu Manchu). E' stato un ottimo pivot, e nell'occorrenza anche un'eccellente ala grande; quasi implacabile era il suo tiro all'indietro in post basso, non solo perchè aveva braccia lunghissima, ma perchè con la sua fisicità era difficilissimo da contrastare. Anche se non ha mai partecipato all'All Star Game, Edwards è entrato nella memoria dei tifosi, soprattutto di quelli di Detroit; infatti faceva parte dei Bad Boys di Chuck Daly, ovvero i giocatori dei Detroit Pistons che componevano il roster dei due anelli vinti alla fine degli anni '80: Isiah Thomas, Joe Dumars, Dennis Rodmam, James Edwards, Bill Laimbeer, Mark Aguirre, Vinnie Johnson, Jhon Salley. Edwards è stato un tassello fondamentale per la vittoria dei titoli dei Pistons, sia nel 1989-1990; soprattutto nella stagione 1990 ha avuto un impatto devastante sulle partite della propria squadra, partendo da titolare in quasi tutte le partite. Oltre a questi due successi con Detroit, ne ottenne un terzo, con i Bulls nella stagione 1995-1996; in quel campionato non fu decisivo e il suo tempo di gioco fu molto limitato, visto che si stava avviando a fine carriera. Nella sua intera carriera James Edwards realizzò 14.862 punti e 6.004 rimbalzi, mettendo a referto 12 punti di media a partita in assoluto. Buon 61° compleanno James Edwards, i tuoi baffi mancano nella NBA odierna, anche se Steve Adams sembra sia sulla giusta strada!

 

 

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Nonostante le incredibili prestazioni di Anthony Davis, l'avvio di stagione dei New Orleans Pellicans è stato disastroso: 0 vittorie e 6 sconfitte, la squadra con il record peggiore di tutta la lega ( Philadelphia ha un record di 0-5). Molto probabilmente i Pellicans finiranno il campionato con un record migliore di Philadeplhia, ma l'obbiettivo primario, i playoff, sembra ormai fuori dalla portata di New Orleans se continuerà ad esprimere il basket che ha espresso fino adesso. Anthony Davis ha dichiarato di sentirsi frustrato, frustrato da non riuscire a vincere una partita; molti dei tifosi e dei media che seguono da vicino la squadra della Lousiana, danno la colpa di questo pessimo inizio al GM Dell Demps, ritenuto responsabile di non aver costruito e di non aver aggiunto al roster, giocatori di qualità da affiancare a Davis per poter competere nella difficilissima Western Conference. La domanda sorge spontanea; un giocatore dal talento puro come Anthony Davis, si merita questa situazione? Oltre ad non avere un eccellente panchina, il quintetto base dei Pellicans, oltre a Davis, prevede: Tim Fraizer, E'Twaun Moore, Solomon Hill e Dante Cunningham. Buoni giocatori, ma non in grado di competere ad Ovest. E' vero che New Orleans ha patito l'infortunio al ginocchio di Tyreke Evans e l'assenza per tutta la stagione di Jrue Holiday per motivi personali, ma il lavoro del GM Dell Demps è stato a dir poco scadente. E' anche vero che Davis ha un contratto che lo lega con i Pellicans fino al 2020/2021 e che rinunciare a 22 milioni l'anno è difficile, ma un giocatore con quel talento, che nonostante l'andamento pessimo della squadra ha fatto registrare medie paurose con 30 punti, 11 rimbalzi, 2 rimbalzi, 3 palle rubate e 3 stoppate di media a partita, è destinato a cambiare franchigia nei prossimi 2/3 anni, ovviamente se New Orleans continuerà con questo momento negativo. E' uno dei dieci giocatori della lega e a soli 23 anni è in grado di dominare una partita in lungo e largo. Anche Kevin Durant, avversario di Davis nella serata americana, ha avuto parole di stima per il giocatore ex Kentucky:

"It’s hard to defend him.You can’t. His first step is probably the quickest I’ve seen in a while at his position. He’s long, he can shoot it, he can dribble it, he can shoot the 3 — so he’s doing just about everything out there on the court. Anthony Davis is probably going to lead the league in scoring this year easily ... 50 for him is a good game, and now he’s like move it to the next one." Se Davis dovesse chiedere la cessione, New Orleans sarà costretta a scambiarlo, non può fare altrimenti. Ecco allora le 3 possibili migliori destinazioni per Anthony Davis:

TORONTO RAPTORS:
Potrebbe essere la miglior soluzione per Davis, non solo perchè i Raptors stanno giocando divinamente con Lowry e DeRozan, ma anche perchè se la squadra canadese vuole battere i Cavs di James e Irving, dovrà per forza rinforzarsi sotto canestro. E allora chi meglio di Davis? Toronto avrebbe molti giocatori da poter scambiare ai Pellicans: Jonas Valanciunas, DeMarre Carroll, Terrence Ross e alcune scelte future al primo turno dei prossimi Draft. Toronto, prendendo Davis, diventerebbe la principale favorita insieme ai Cavs ad Est, e per Davis Toronto sarebbe la squadra ideale, soprattutto perchè giocherebbe sicuramente i playoff (cosa accaduta solo una volta nella sua carriera) e potrebbe giocare nella Eastern Conference, apparentemente meno competitiva e insidiosa della Western Conference.

LOS ANGELES CLIPPERS
Forse è fantascienza, ma vedere giocare insieme Chris Paul, Blake Griffin e Anthony Davis sarebbe qualcosa di unico. I primi due citati hanno iniziato la stagione nei migliori dei modi e si sono insediati per conquistare un posto nella finale della Western Conference. Ma nonostante questo, i Clippers sembrano ancora leggermente sfavoriti rispetto allo squadrone dei Golden State Warriors o ad una squadra, forse la migliore della lega per gioco, come i San Antonio Spurs. L'innesto di Davis potrebbe far fare quel piccolo salto di qualità decisivo per il titolo. I Clippers potrebbero scambiare giocatori del calibro di Jordan, J.J. Reddick e Jamal Crawford, che a dir la verità sarebbero tre ottimi acquisti per i Pellicans. Se i Clippers non riusciranno a raggiungere le Finals, dovranno stare attenti alle possibili partenze di Paul e Griffin il prossimo anno; per questo l'acquisto di Davis può essere fondamentale. E' vero che Jordan è un ottimo giocatore, soprattutto nella metà campo difensiva, ma Davis ha qualcosa in più: oltre a proteggere benissimo il ferro, in attacco potrebbe essere il compagno perfetto per Paul, visto che è un ottimo giocatore sia sul pick and roll tagliando verso canestro, sia nel pick and up, ovvero nell'allargarsi sulla linea dei tre punti pronto per il tiro dalla lunga distanza dopo aver portato il blocco al playmaker.

CHICAGO BULLS
La destinazione meno probabile forse, ma si tratta pur sempre della sua città natale, della città a cui è più affezionato. Chicago ha iniziato la stagione in maniera grandiosa, soprattutto grazie alle prestazione dei suoi tre uomini più attesi: Butler, Wade e Rondo. Chicago sembra già aver assimilato bene i concetti di squadra, ma la strada per arrivare alle finali di Conference sarà lunga e per nulla facile. L'innesto di Anthonu Davis in una squadra già così competitiva, potrebbe portare Chicago a vincere i prossimi due/tre anelli. Come detto prima, la Eastern Conference sarebbe un bonus in più per Davis, perchè solo Lebron e i Cavs potrebbero dare del filo da torcere a questi Bulls. Toronto ha un team fantastico, Boston una grandissima squadra e un grandissimo allenatore, ma Anthony Davis è una superstar e farebbe sicuramente a differenza se dovesse approdare a Chicago. I Bulls avrebbero dei ottimi giocatori da poter dare ai Pellicans: Taj Gibson, Nikola Mirotic, Denzel Valentino e scelte future al primo turno dei prossimi Draft.
Voi che ne pensate? Quale potrebbe essere la miglior destinazione per Anthony Davis?

 

 

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Phil Jackson, il miglior allenatore che l'NBA abbia avuto negli ultimi 30 anni. Nella sua bellissima carriera ha allenato due franchigie, i Bulss dal 1989 al 1998, vincendo sei titoli in due "three-peat", e i Los Angeles Lakers dal 200 al 2010, con alcuni anni di pausa. Dal 2000 al 2003, con Kobe e Shaq, riescono a vincere tre titoli di fila, per poi ripetersi nel 2009 e nel 2010, quando i Lakers batterono in finale gli Orlando Magic e l'anno successivo i Boston Celtics. Phil Jackson e la sua filosofia zen hanno stabilito un record che sarà difficilmente superabile da altri allenatori: 11 titoli vinti su una panchina NBA. Sotto la guida dei Bulls Jackson introdusse nel gioco della NBA il “triple post offense” l’attacco Triangolo ideato dall’assistente Tex Winter diversi anni prima. E’ un attacco pensato per un basket collettivo, basato sul movimento dei giocatori e sulla circolazione della palla. Lo definì “il sistema delle pari opportunità”, perché tutti potevano e possono aver modo di emergere in quel contesto. Nella libro "Eleven Rings", pubblicato nel 2014, Phil Jackson si sofferma proprio sul suo bellissimo periodo passato a Chicago e su quanto Jerry Reinsdorf, proprietario dei Chiacago Bulls dal 1985 fino a oggi, sia uno dei proprietari più rispettati dall'intera lega:

"Era il 1987. I Bulls mi assunsero come assistant coach. Dovetti aspettare il 1989 per essere promosso ad head coach dal grande Jerry Reinsdorf: fu il primo a credere che io fossi la persona giusta per guidare i Bulls e -in particolar modo Jordan- al successo. E' stato un crocevia importantissimo per la franchigia, Jordan era sempre più' arrabbiato e frustrato per le continue eliminazioni ai playoff, non aveva più fiducia nei compagni e nella dirigenza e tutto si risolse grazie a Jerry Reinsdorf. Politicamente o a livello di certezze, la scelta di promuovermi come primo allenatore fu un rischio. Ma Jerry è un uomo da 'high risk/high reward'. La sua politica nell'approcciare le cose è questa: anche negli affari adotta questa filosofia ed è ciò che l'ha reso famoso e che lo ha reso un proprietario di una franchigia Nba Chiunque abbia lavorato con lui ha percepito questo suo approccio rispetto alle cose, come gestisce gli aspetti legati al business del gioco; mi ha permesso di allenare, ha permesso alle altre persone che hanno lavorato per lui di fare il loro lavoro. Forse non è stato uno dei manager preferiti dalla lega, ma col senno di poi è stato uno di quei proprietari che ha dato un grande contributo per la riuscita e lo sviluppo della NBA. Aveva un'idea generale molto efficace riguardo al come funzionasse lo sport-business, riusciva a trasmettere massima fiducia a chi lavorava con lui; ed è per queste ragioni, e per aver reso i Bulls uno dei marchi d'élite dello sport professionistico, che Reinsdorf e' stato inserito pochi giorni fa nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame".

 

 

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DeMarcus Cousins è senza dubbio il miglior centro NBA di oggi; giocatore di soli 26 anni, già due volte All Star (2015,2016), ha chiuso la sua passata stagione facendo registrare numeri incredibili: 26,8 punti e 11,5 rimbalzi di media a partita. Talento mostruoso, soprattutto se si pensa a quanto sia completo il suo gioco offensivo visto che Cousins è diventato, in questi due anni, un buon tiratore dalla lunga distanza e da dietro l'arco. L'unico problema (oltre al suo carattere a volte "troppo vivace") è che gioca per la franchigia più disfunzionale della NBA di oggi, i Sacramento Kings. Una franchigia che ha cambiato moltissimi allenatori in questi anni, non riuscendo a dare una vera conformazione alla squadra, che deve rimproverarsi anche per scelte ai Draft e trade molto discutibili e con un proprietario sempre incerto sulle decisioni importanti da prendere. DeMarcus difficilmente potrà dimostrare tutto il suo pieno potenziale fino a quando non si muoverà in una franchigia con le idee chiare e con una società in grado di gestire al meglio squadra, allenatori, staff. Ecco allora le 3 probabili miglior destinazioni per Cousins, se mai dovesse decidere di lasciare la California:

-Cleveland Cavaliers: I Cavs hanno già un roster ricco di giocatori, soprattutto di superstar, ma si può sempre migliorare. Nonostante Cleveland possa contare sul 4 volte MVP Lebron James e la giovane superstar Kyle Irving, che quest'anno ha dimostrato di essere un talento purissimo (se mai fosse stato messo in discussione), persiste ancora un grosso punto interrogativo: Kevin Love. Il giocatore,ex Minnesota, ha avuto non pochi problemi di ambientazione e di coesione con la squadra nei suoi due primi anni a Cleveland, faticando a trovare il suo vero ruolo all'interno della squadra: a volte è uno "sparatutto" dalla linea dei tre punti, altre è un giocatore di solo post basso. Kevin Love è un ottimo giocatore e i suoi 16,9 e 9,9 rimbalzi di media a partita della scorsa stagione ne sono la riprova, ma molto probabilmente non è un giocatore che si amalgama bene con Irving e con Lebron. Se Sacramento acquistasse Love, sarebbe per loro un ottimo affare; ma esistono alcuni problemi. Love è pagato di più dai Cavs e il suo valore di mercato è considerato leggermente più alto rispetto a quello di Cousins, quindi i Kings dovrebbero mandare a Cleveland, oltre a Cousins, giocatori del calibro di Kofous o McLemore, mentre dall'altra parte, i Cavs, avrebbero dovuto cedere a Sacramento le loro prime scelte al primo turno dei Draft dal 2020 al 2030 . L'acquisto di Cousins sarebbe fondamentale per i Cavs, e con "The King", DeMarcus potrebbe finalmente esprime tutto il suo potenziale supportato da giocatori che sanno cosa vuol dire vincere.

- Chicago Bulls: quest'estate i Chigago Bulls hanno "cambiato look"; dopo aver ceduto il loro uomo franchigia, Derrick Rose, e Noah ai New York Knicks, i Bulls si sono mossi ottimamente sul mercato, portando nella città del vento due superstar come Dwayne Wade e Rajon Rondo, senza dimenticarsi che nel roster c'è una possibile superstar come Kimmy Butler. Ma ai Bulls manca ancora qualcosa per poter diventare una vera e propria contendente per la finale dell'Eastern Conference. E chi meglio di DeMarcus Cousins può colmare questo gap? Sembrerebbe che Cousins, recentemente, abbia lasciato una dichiarazione in cui si dice molto impressionato dal roster di Chicago e che è affascinato dalla città; e in più ritroverebbe un suo ex compagno ai Kings, Rondo. L'acquisto da parte dei Bulls di Cousins vedrebbe partire dalla città dell'Illinois giocatori come Bobbie Portis, Doug McDermott, Nikola Mirotic, e la prima scelta del nuovo progetto Bulls, Denzel San Valentino. L'arrivo di DeMarcus a Chicago gioverebbe sia alla carriera del giocatore, ma anche a quella della società che con un acquisto di questo livello si inserirebbe nella top 3 nella Eastern Conference e soprattutto potrebbe tornare a sognare una città come Chicago che non conquista un titolo NBA dai tempi di Jordan.

- Portland Trailblazers: Damian Lillard e Cousins insieme sarebbero uno dei duo più letali di tutta la NBA. Portland, innanzitutto, ha un ottimo allenatore come Terry Scotts, che ha guidato una squadra giovane e senza aspettative di Playoff a un record di 44-38 e piazzandosi 5° nella difficilissima Western Conference. Portland potrebbe offrire ai Kings un paio di giocatori molto interessanti, come C.J. McCollum e Mason Plumlee, oltre alla loro scelta al primo turno del Draft del 2017. Difficile però che C.J. McCollum lasci Portland visto la magnifica stagione passata e il nuovo contratto firmato di 4 anni che lega McCollum a Portland. L'acquisto di Cousins sarebbe fondamentale per i Trailblazers e un possibile trio Lillard-McCollum-Cousins sarebbe uno spettacolo per tutti i tifosi NBA e finalmente i Blazers potrebbero tornare grandi come un tempo.

 

 

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Si chiude col botto la NBA Summer League 2016. La finale della manifestazione, tra Minnesota Timberwolves e Chicago Bulls, si è rivelata infatti una girandola di emozioni, culminata con i botta e risposta nei tempi regolamentari e all'OT. Ma andiamo con ordine.

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Dwyane Wade, corteggiato da mezza NBA e sul quale avevano messo gli occhi in particolare i Cleveland Cavaliers, ha deciso di vestire la casacca dei Chicago Bulls.

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Venerdì, 01 Luglio 2016 21:21

Una franchigia già destinata al tanking?

 

Tifosi della città del vento: preparate i musi lunghi. 

 

Derrick Rose e Noah sono volati a New York, Gasol sta bussando alla porta di Gregg Popovich e non abbiamo visto arrivare grandi rinforzi che possano fungere da complemento a Jimmy Butler. L'ombra del tanking sta oscurando la statua di MJ e le speranze dei Bulls che - se non si muoveranno in fretta - rischiano davvero di dover ricominciare da "zero" la prossima stagione, vista la penuria di alternative disponibili... 

 

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Martedì, 14 Giugno 2016 19:37

Chicago "isterica" sul mercato

 

Prima Gasol, poi Noah, poi Butler e ora? Derrick Rose. Secondo gli ultimi rumor la dirigenza sarebbe più propensa a mettere sul mercato Rose - e non Butler, anche se gli evidenti problemi di salute patiti dall'ex MVP della lega potrebbero costituire un ostacolo non indifferente al suo trasferimento. Inoltre, se Gasol e/Noah dovessero firmare altrove, Chicago si ritroverebbe senza uno/due lunghi titolari, rendendo ancor più difficoltoso il processo di rebuild.

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The Coach, al secolo Dan Peterson, dice la sua sul record di Warriors e Bulls...

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