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Martedì, 25 Aprile 2017 09:11

NBA: situazione playoff

I playoff NBA hanno già emesso alcuni verdetti: Cleveland (East) e Golden State Warriors (Ovest) sono le prime due semifinaliste, grazie ai netti successi su Indiana e Portland. Lebron e compagni, dopo aver disputato sotto tono e sotto ritmo le ultime partite di regular season, hanno demolito in 4 partite gli Indiana Pacers; troppo divario tecnico tra le due squadre, nonostante un Paul George in grandissima forma. I Cavs sono riusciti a chiudere la serie in anticipo, così potranno riposarsi in vista della semifinale che giocheranno o contro Toronto o contro Milwaukee (serie sul 3-2 per i Raptors, ma con la prossima partita da giocare sul campo dei Bucks). Tutto è ancora in bilico invece nelle altre due sfide ad East: Chicago ha buttato via un vantaggio di 2 partite, perdendo gara 3 e gara 4 in casa, contro Boston, che all'inizio della serie sembrava una lontana parente della squadra che ha impressionato tutti e si è conquistata il primo posto ad East. Prossima partita in casa dei Celtics. L'altra sfida, quella tra Washington e Atlanta, è molto ma molto combattuta. Dopo qualche scaramuccia in Gara 3, questa notte gli Hawks hanno dato una sonora lezione a Wall e compagni, un pò tropo rilassati dopo il 2-0 iniziale.

Ad Ovest, come detto prima, i Warriors hanno chiuso la pratica Portland in 4 partite, pur giocando senza Durant per quasi tutta la serie: Curry ha però preso in mano le sorti della squadra, giocando gara 3 e gara 4 in maniera sontuosa. Onora a Portland, che con Lillard e Mccollum, avrà sicuramente un futuro roseo e ricco di successi. Golden State, adesso, deve aspettare la vincente tra Clippers e Utah: serie sul 2-2, ma con bruttissime notizie in casa Los Angeles; Griffin è fuori per un infortunio e molto difficilmente lo rivedremo in campo. Ottime notizie per Utah invece, che dopo aver vinto gara 4 in casa, può gioire per il ritorno in campo di Gobert, centro francese fondamentale nel gioco dei Jazz. L'altra semifinale sarà tra la vincente di Spurs e Memphis e tra la vincente di Houston e OKC. I Rockets sono avanti 3-1 nella serie contro i Thunder, dimostrando ancora una volta il magnifico lavoro fatto questa stagione da Mike D'Antoni; gara 5 si giocherà in Texax e Harden e compagni hann già la possibilità di chiudere la serie. San Antonio, invece, ha buttato via un vantaggio di due partite contro Memphis ( I Grizzlies hanno vinto le due partite in casa) e sono costretti a vincere gara 5 e gara 6 per non rendere una stagione fallimentare. Ancora tutto da decidere in questi playoff, anche se anche quest'anno, per adesso, le squadre più in forma e da battere siano i Cavs e i Warriors.. C'è da aspettarsi un'altra finale tra Lebron e Steph?

 

 

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Playoff più lontani per Danilo Gallinari e Marco Belinelli. I Denver del Gallo sono stati battuti nella nottata di Mercoledi 110-104 dagli Houston Rockets nonostante un grande Gallinari autore di 23 punti con 5 rimbalzi, 3 assist e 8/16 al tiro. Rockets trascinati al successo dai 31 punti e 10 assist del solito James Harden. Con quattro partite ancora da giocare, i Nuggets sono ancora in corsa per l'ottavo posto ad Ovest in un appassionante testa a testa con i Portland Trad Blazers, vittoriosi questa notte contro Minnesaota. Serata amara in tutti i sensi per Belinelli, sconfitto 112-99 con i suoi Charlotte Hornets contro i Miami Heat. La guardia azzurra resta in campo appena 8 minuti e colleziona 0 punti, 1 assist, 1 rimbalzo e 0/2 al tiro per poi essere costretto ad uscire a causa di un infortunio alla mano. Cleveland ha vinto invece il big match con Boston nella notte Nba, con il punteggio di 114-91 e si conferma in testa nella classifica de la Eastern Conference. Partita dominata dao Cavs, grazie ad una prestazione fantastica di Lebron James che ha messo a segno 36 punti con 10 rimbalzi. Vincendo a Phoenix per 120-111 la 13° partita di fila, trascinata dal suo leader Steph Curry che realizza 42 punti, Golden State ha stabilito per la terza stagione regolare consecutiva il migliore record Nba. Oggi i Warriors sono 65-14, irraggiungibili dai loro grandi rivali ad Ovest , i San Antonio Spurs (60-18). Questa tripletta eguaglia il primato della Lega condiviso con Boston e Philadelphia, l'ultima risaliva al dominio dei Celtics nel triennio 1983-86. Inoltre, Golden State ha fissato il nuovo record assoluto con almeno 65 vittorie in ognuna delle tre stagioni. "E'qualcosa di impressionante - ha commentato coach Steve Kerr, come riporta la Gazzetta dello Sport - . Abbiamo fatto una grande corsa per arrivare a questo record, senza il contributo nell'ultimo mese di Kevin Durant, che rientra domani. Era l'obiettivo che ci eravamo prefissi per questa stagione. Tutti i miei giocatori sono felici per questo, loro sanno di vivere una speciale era che non finirà mai. Alleno un gruppo di grande talento che riesce a divertirsi in ogni momento».
Ecco la classifica della Eastern e della Western Conference, quando manca 6 giornate alla fine della Regular Season.

EAST: Cleveland (1°, 51-27), Boston (2°, 50-29), Toronto (3°, 48-31), Washington (4°, 48-31), Atlanta (5°, 40-38), Milwaukee (6°, 40-39), Chicago (7°, 39-40), Indiana (8°, 39-40).
WEST: Golden State (1°, 65-14), San Antonio (2°, 60-18), Houston (3°, 53-25), Utah (4°, 48-30), Clippers (5°, 48-31), Okc Thunder (6°, 45-33), Memphis (7°, 42-37), Portland (8°, 39-40).

 

 

Marco Mugnanini

 

 

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Essere una matricola e arrivare a disputare la Finale di Conference deve già essere una grandissima emozione, giocarla marcando quello che è sempre stato considerato il proprio "giocatore preferito di tutti i tempi" è roba da far saltare il cuore alla gola e da far venire i brividi sulla pelle per felicità. Tutto questo è successo a Daniel "Boobie" Gibson (soprannome datogli dalla madre); Gibson ha giocato in Nba per 7 anni, dal 2006 al 2013, indossando sempre la casacca dei Cavs; giocatore la cui carriera nella Nba ha avuto molti alti e bassi, sia per i vari infortuni sia perchè il successo ha dato un pò alla testa al giovane "Boobie". Nonostante ciò, il giocatore di origine texana, ha avuto molte soddisfazioni nella Nba, come appunto marcare il proprio idolo. E' successo nello scontro tra Detroit - Cleveland, finali della Eastern Conference del 2007, dove Gibson si è ritrovato di fronte niente meno che Chauncey Billups. "Quando giocavo al campetto facevo sempre finta di essere Billups", raccontò in maniera molto sincera in conferenza stampa dove la vittoria dei Cavs in Gara 6 e l'approdo in finale contro i San Antonio Spurs. "Cercavo di muovermi come lui, imitavo la sua capacità di esitare in palleggio e poi quella di colpire con la tripla spacca partita allo scadere. Se mai un giorno dovessero fare un film su Chauncey, credo proprio che potrei interpretarlo davvero bene!" Intanto l'ha dovuto affrontare in campo in quella serie, e per un rookie alla prima esperienza nei playoff, Boobie se la cavò davvero bene: in Gara 4 fece registrare il suo massimo nei punti per quella stagione, 21, e in Gara 6 il suo talento trascinò i Cavs alla vittoria della partita e alle finali Nba. Quella non fu la notte di Lebron James, che dopo le fatiche di Gara 5 (aveva portato la serie sul 3-2, dominando in casa dei Pistons con 48 punti) si era concesso "una pausa"; fu allora che il rookie dell'Università di Houston prese in mano le redini del gioco. Alla fine del terzo quarto il punteggio diceva Cavs 67 Detroit 66, con Gibson che aveva messo al referto 12 punti. Ma è all'inizio del quarto periodo che Cleveland prese un lungo vantaggio sui propri avversari, arrivando addirittura sul + 15 a 6 minuti dalla sirena finale. Chi fu il principale artefice di questa impresa? Daniel Gibson, autore di 31 punti in 29 minuti, 19 solo nel quarto quarto, e 6 rimbalzi conquistati. "Ci eravamo detti che ci avrebbe dovuto battere qualcun altro – disse Chauncey Billups a margine di quella sfida facendo riferimento a James – e il bimbo ce ne ha fatti 30". Una serata e una serie di playoff che "Boobie" difficilmente si scorderà.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

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Un ritorno al passato; le divise che dal 2003 ad oggi indossano i Cleveland Cavaliers hanno moltissimi riferimenti in comune con le maglie del passato. In primis, il recupero dei colori: vinaccia e oro, i colori simbolo fin dal 1970, anno di debutto nella Nba. Divise molto semplici, con la scritta "CAVALIERS" (nel 1970 un giornale di Cleveland propose un concorso con in palio l'opportunità di assegnare il nome alla franchigia dell'Ohio. Vinse chi propose Cavaliers, per onorare i cavalieri settecenteschi); gialla con nome e numero rosso in casa, viceversa per le partite in trasferta. Il primo cambiamento nella stagione 1974-1975; i colori restano invariati, ma vengono introdotte delle piccole strisce orizzontali ai bordi delle divise di colore bianche, rosse e gialle, sia nella divisa casalinga che in quella di trasferta. Ma è quasi dieci anni dopo, per il campionato 1983-1984, che cambia tutto: nelle divise dei Cavs viene introdotto l'arancione come colore primario, con la comparsa del blu e del bianco; per le partite in casa, le divise erano tutte bianche con un nuovo logo Cavs, di colore arancione, al centro poco sopra il numero, mentre per le gare in trasferta, le divise erano completamente arancione con logo, nome e numero bianco e blu. Questo fino alla stagione 1987-88, quando l'arancione viene relegato come colore secondario per far spazio al blu sia per le partite interne che per quelle fuori casa. Sono i colori della squadra di Mark Price, Ron Harper e Brad Drugherty, ma anche quella di Craig Ehlo, tristemente nota per essersi fermata sempre di fronte a Jordan e ai Bulls in anni e anni di play-off. Altro decennio, altro cambiamento. Nel 1994 è pronta la Gund Arena, da qui la decisione di cambiare le divise della squadra; i Cavs si rifanno il trucco e per la prima volta nella loro storia introducono il colore nero. Divisa tutta bianca con la scritta Cavs in arancione per i match alla Gund Arena, tutta nera con la scritta CLEVELAND in bianco per le partite giocate fuori dall'Ohio. Su entrambe le divise viene introdotto una linea spezzettata di colore blu marino che le divide a metà. Sono anni meno fortunati per i successi della squadra del playmaker Terrel Brandon e di un Shawn Kemp in pessima forma. Nella stagione 1999-2000 nuova modifica per la franchigia dell'Ohio. Maglia casalinga bianca, con la scritta Cavs in blu, poco sopra il numero dello stesso colore e una linea laterale e verticale di colore blu. La divisa usata fuori da Cleveland è nera sullo stile di quella casalinga, con la scritta CLEVELAND. Ma tutto è destinato a cambiare, di nuovo. Il momento opportuno? La prima scelta assoluta al Draft 2003, con l'arrivo del figliol prodigo Lebron James proveniente da St.Vincent-St.Mary High School. Con Lebron, dalla stagione 2003-2004, la moda in casa Cavs si modifica radicalmente (come anche i risultati). Proprio in quell'anno i Cavaliers riscoprono i loro colori originari (Oro e vinaccia) scelti a stragrande maggioranza dagli oltre 12.000 tifosi che online hanno dato il loro parere in un sondaggio voluto dalla proprietà. La divisa per le partite in casa è bianca con la scritta CAVALIERS di color vinaccia, come il nome del giocatore. Il numero invece, appena sotto la scritta CAVALIERS, è di color blu e tutti (sia scritta, sia il nome, sia il numero) hanno delle finiture in oro. La divisa in trasferta invece è tutta color vinaccia con la scritta CLEVELAND, il nome del giocatore e il numero di maglia in bianco, con bordi di colore oro. Dal 2005 al 2010 viene inoltre introdotta l' "Alternate Uniforme" di colore Blu e tutto il resto bianco con bordi oro e rosso. Divisa che riscuote molto successo ed è tra le più vendute, merito sicuramente dell'approdo nella Lega e a Cleveland di "The King". Nelle ultime stagioni e in particolare nei Play-off dell'anno scorso (2016), i Cavs propongo delle divise alternative di colore giallo, rosso, blu scuro e nero, rifacendosi alle maglie storiche della franchigia.

 

Marco Mugnaini

 

 

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Molto spesso giudicare situazioni che non ci riguardano in primo piano, di cui conosciamo parzialmente la verità, non è mai produttivo, soprattutto se certe situazioni accadano a miglia e miglia di distanza da noi, dall'altra parte dell'Oceano Atlantico: ma quello che sta succedendo ai Cleveland Cavaliers è qualcosa di inaspettato, di assurdo, impossibile da non giudicare o da non commentare. Il record stagionale degli attuali campioni NBA è di 30 vittorie e 13 sconfitte, record molto simile a quello di David Blatt nella scorsa stagione quando venne licenziato: già lì iniziarono le prime polemiche, le prime inclinazioni, tra la stella Lebron James e la dirigenza dei Cavs. Tutti i piccoli screzi vennero spazzati via con la rimonta nelle Finals contro i Golden State e il primo anello nella storia dei Cleveland Cavaliers. In questa stagione sembra che il rapporto tra "The King" e lo staff dei Cavs sia peggiorato ed è stato lo stesso James ha manifestare tutta la sua rabbia e la sua delusione dopo la sconfitta di questa notte contro i Pellicans, privi di Anthony Davis.

"Non siamo più forti dell’anno scorso, almeno da un punto di vista del roster. Siamo una squadra sbilanciata. Siamo f***********e sbilanciati. Siamo io, Kyrie e Kevin. E in regular season è dura. Certo, nei playoff si scende a una rotazione di otto uomini, massimo nove se ci sono problemi di falli. Non ci sono back-to-back e abbiamo anche due giorni di pausa. Ma quando non hai corpi a disposizione, la regular season è un c***o di massacro. Non ho tempo da perdere. A fine anno avrò 33 anni e non ho tempo da perdere. Quando sentirò dentro di me che non avrò più le forze o la testa per competere per il titolo, non mi farò di questi problemi. Ma fino a quando questo non succederà, e direi che non succederà presto... "Ho detto faccia a faccia a Griffin quello che sto dicendo ora, perciò non è niente di nuovo. Se c’è una cosa che faccio è che se devo dire qualcosa, te la dico in faccia. Abbiamo bisogno di un c***o di playmaker."

Il "Prescelto" non si è per niente risparmiato: indubbiamente la panchina dei Cavs non può competere con le panchine delle altre squadre che competano per il titolo NBA, soprattutto se vediamo i roster delle squadre ad Ovest: Golden State, San Antonio, Houston e anche gli stessi Toronto Raptors, hanno indubbiamente una panchina più lunga e di maggior talento rispetto a quella di Cleveland e l'infortunio di J.R. Smith ha pesato molto sia sul rendimento che sulle rotazioni della squadra. Indubbiamente il quintetto titolare è da titolo, come ha detto Lebron. Irving, Lebron e Love nella partita di stanotte hanno dato spettacolo: il primo con 49 punti, 8/14 dalla lunga distanza e nessuna parla persa, il secondo con una sontuosa tripla doppia fatta da 26 punti, 10 rimbalzi e 12 assist mentre il terzo ha realizzato 22 punti. Nonostante i 97 punti messi a segno dalle tre stelle della squadra, i Cavs hanno perso 122-124 contro New Orleans. Questo dato dimostra quanto la panchina di Cleveland sia poco efficace, che l'innesto di un giocatore perfetto al tipo di gioco dei Cavs come Kyle Korver non basta a fronteggiare i continui back to back e la panchina poco lunga. I Cavs sono indubbiamente i favoriti ad East e molto probabilmente arriveranno anche quest'anno alle Finals, ma le domande sorgono spontanee: in che condizioni fisiche e mentali ci arriveranno? Lebron riuscirà a mettere da parte i dissidi con la dirigenza e a trascinare tutta Cleveland alla vittoria dell'anello?

 

Marco Mugnaini

 

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Ora è ufficiale, Anthony Bennet è stato tagliato fuori dal roster dei Brooklin Nets; nella notte di Martedì la franchigia del New Jersey ha deciso di rinunciare all'ex scelta numero 1 del Draft del 2013, andando poi a firmare, secondo fonti ESPN, un veterano come Quincy Acy, centro di riserva a Brook Lopez. In America la parola "bust" significa fallimento, disastro, in senso più letterale, delusione. E quando un giocatore, specialmente se chiamato alla prima scelta assoluta di un Draft, fa fatica nelle prime stagioni da professionista, quelle quattro lettere vengono appiccicate a lui come un adesivo e togliere quell'adesivo è molto ma molto difficile. E' il caso di Anthony Bennet, scelto alla posizione numero 1 dai Cleveland Cavaliers in un Draft che comprendeva giocatori come Victor Oladipo, Otto Porter, Cody Zeller, Nerlens Noel, Kentavious Caldwell-Pope, Trey Burke, C.J. McCollum, Steven Adams, Giannis Antetokounmpo, Dennis Shroder e Tim Hardaway Jr., giocatori che hanno già dimostrato o stanno dimostrando di poter diventare delle star e dei futuribili All Star. Il fatto è che quella sera del 27 Giugno del 2013, Bennet non era nemmeno sicuro di essere selezionato tra le prime dieci scelte, figuriamoci alla prima. Pochi giorni prima di quel Draft, Cleveland aveva tentato in ogni modo di cedere la prima scelta assoluta per scendere alla 5° e alla 6° e magari ottenere qualche "aiuto" in futuro, o magari scambiarla con un giocatore forte e pronto subito, ma nessuno accettò e quindi i Cavs selezionarono Bennet. L'inizio fu disastroso: 5 punti complessivi nelle prime 7 partite, con un pessimo 1/21 dal campo e difensivamente era un fanstasma. Certo è vero che il roster di Cleveland a quei tempi vedeva nel solo Kyle Irving l'unica ancora di salvataggio e pensando al resto della squadra, Bennet non è stato certamente aiutato a migliorare: il leader dalla panchina era Jarrett Jack post-contrattone, insieme a Alonzo Gee, C.J. Miles e Andrew Bynum distrutto dagli infortuni, con in panchina Mike Brown, non esattamente i Cavs delle ultime due stagioni! Dopo un anno disastroso nell'Ohio, la dirigenza dei Cavaliers e la dirigenza dei Minnesota Timberwolves si misero d'accordo per uno degli scambi più "clamorosi" degli ultimi 5 anni: a Minnesota approdarono la scelta numero 1 del Draft del 2013, Anthony Bennet e la scelta numero 1 del Draft del 2014, Andrew Wiggins, mentre a Cleveland arrivò quel giocatore tanto desiderato dallo staff nei due anni precedenti: Kevin Love. Cambio di città, nuova squadra, nuovi tifosi, una nuova possibilità, tutto ciò invece di migliorare la situazione di Bennet, la peggiorò. Tralasciando gli infortuni che furono numerosi in quell'anno, le sue prestazioni e le sue medie calarono moltissimo: solo una volta a quota 20 punti e solo 7 sopra quota 10, in 52 partite. Questo portò la dirigenza dei T-Wolves a rinunciare al giocatore, tagliandolo senza mezzi termini alla fine del suo secondo anno. Furono i Raptors, ad inizio stagione 2015-2016, a dare una terza chance a Bennet, dopo una buona estate giocata con la nazionale canadese ai giochi Pana-Americani; il ritorno del figliol prodigo, visto che Bennet era natio proprio di Toronto. Ma anche qui la situazione non migliorò e fu il giocatore stesso a chiedere di essere "retrocesso" in D-League, ma nelle 6 partite disputate non riuscì a raggiungere la doppia cifra di media e Toronto decise di tagliare il giocatore a fine Febbraio. Brooklin questa stagione aveva provato a far risorgere un giocatore la cui carriera sembrava finita a soli 22 anni, ma Bennet non ha assolutamente ripagato della fiducia dei Nets: ha giocato 23 partite, con una media a partita di 5 punti e 3.4 rimbalzi, giocando di media 13 minuti per incontro. La dirigenza dei Nets non ha potuto far altro che tagliare ancora una volta il giocatore, facendo probabilmente di Bennet il più grande "bust" della storia della pallacanestro americana.

 

Marco Mugnaini

 

 

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Lunedì, 19 Dicembre 2016 12:52

NBA: Nerlens Noel ai Cleveland Cavaliers?

Negli ultimi giorni nel mondo NBA si è parlato di un possibile arrivo di Nerlens Noel nel roster del Cleveland Cavaliers; questi rumors sono nati dopo che Chris Andersen, The Birdman, ha subito la rottura del crociato dopo l'allenamento di venerdì, infortunio che lo lascierà fuori dal campo per il resto della stagione. Con 2.2 punti e 2.6 rimbalzi di media a partita, Andersen non era certamente un elemento fondamentale per i Cavs, ma il suo infortunio ha lasciato un posto libero tra i "big men" sotto canestro; infatti Cleveland può contare solo su 3 giocatori in grado di ricoprire i ruolo di ala grande/ centro: Kevin Love, Tristan Thompson e Channing Frye. Ecco allora che i Cavaliers sono piombati sul mercato, alla ricerca o di una ala piccola forte in grado di dare qualche minuto di riposo a Lebron James durante i playoff, o di un centro/ala grande dalle grandi capacità offensive e difensive. Un giocatore che potrebbe far molto comodo a Lebron e compagni è Nerlens Noel, giovane prospetto di Philadelphia che quest'anno ha avuto un pò di problemi, sia a causa di piccoli infortuni, sia per la grande concorrenza sotto canestro nel roster di Philadelphia; i 76ers sono alla ricerca di una possibile trade per sfoltire il reparto lunghi e fin dall'inizio dell'anno si è parlato di una partenza o di Nerlens Noel o di Jahlil Okafor; entrambi sono giocatori dal talento immenso e nonostante la loro età hanno già dimostrato di poter lottare in NBA e di guadagnarsi il rispetto degli avversari. Durante le ultime partite di Philadelphia sembra che la dirigenza e lo staff dei 76ers abbiano deciso chi sacrificare ed è stato proprio Noel a manifestare tutta la sua frustrazione, soprattutto dopo i soli 8 minuti giocati nella partita di Venerdi notte e persa per 100 a 89 contro i Los Angeles Lakers:

"Ho bisogno giocare, ho bisogno di sentirmi un tutt'uno con il gioco e se gioco solo 8 minuti non è mi è possibile; questo è pazzesco, tutta la sua situazione è pazzesca, un buon giocatore come me non può stare in campo solo 8 minuti" ha detto Noel a fine partita "è una situazione surreale e tutta la dirigenza dei 76ers deve riuscire a capire questa situazione."

Noel è un giocatore infelice e tutte le società sanno che avere un giocatore infelice in squadra può essere un grosso peso; Cleveland ha bisogno di un "big man" e Nerlens può essere l'innesto giusto perchè è un ottimo protettore del ferro e un gran rimbalzista, e sarebbe sicuramente un giocatore in grado di far molta pià differenza rispetto al veterano "Birdman".
Ma perchè la scelta dei Cavs dovrebbe ricadere proprio su Noel? Noel è un giovane dal grandissimo prospetto; fisicamente è slanciato e molto alto, e ciò gli permette di essere un buon corridore a campo aperto e grazie alle sue capacità atletiche e fisiche arriva e protegge il ferro che è una meraviglia. Questo è il suo terzo anno in NBA e a soli 22 anni ha già fatto registrare ottime medie nel suo breve inizio di carriera: 11 punti e 9 rimbalzi di media a partita e come ho detto prima, in questi due anni ci ha dimostrato tutta la sua facilità e la sua bravura nel proteggere il ferro "amico", facendo registrare 1.7 stoppate di media a partita. Con le grosse lacune difensive di Kevin Love, Noel potrebbe essere un ottimo sostituto dell'ex giocatore dei Minnesota, soprattutto quando Cleveland necessiterà di una difesa forte e agguerrita sotto canestro. I vari problemi di spogliatoio e con la società, non hanno permesso a Noel di esprimere del tutto il suo enorme talento e a mio avviso, se messo in una situazione e in un contesto giusto, l'ex giocatore di Kentucky può far registrare prestazioni spaventose. Per questo motivo molte squadre sono interessate a lui. Perchè potrebbe finire ai CAVS? Philadelphia sicuramente non rinnoverà a NOEL il contratto a fine stagione o almeno non è intenzionato ad offrirgli un grosso contratto e quindi la franchigia della Pennsylvania sarà costretta ad iniziare una trade per liberarsi del giocatore; i Cavaliers sono alla ricerca di un nuovo giocatore e NOEL sembrerebbe essere l'uomo perfetto disponibile in questo momento nel mercato NBA. Inoltre i CAVS possono offrire a Phila un giocatore importante come Iman Shumpert e questa potrebbe essere la mossa giusta per portare il talento di NOEL in Ohio.

 

 Marco Mugnaini

 

 

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Vincendo un titolo NBA entri nella storia del bellissimo sport che la pallacanestro; anche se Lebron James e Jr Smith erano già sicuri di divenire un icona (chi per alcuni motivi, chi per altri) per tutti i bambini e ragazzi che giocano nei vari campini di tutto il mondo, la vittoria dell'anello nella passata stagione gli ha permesso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe e di scacciare tutte le critiche degli anni precedenti. Lebron è sempre stato un giocatore su cui pesavano molte aspettative, sin dal suo ultimo anno all'High School; quando approdò in NBA tutta la città di Cleveland sperava in lui per la vittoria di un possibile anello che non era mai arrivato nella storia della franchigia dell'Ohio. Dovette portare il suo talento a Miami e vincere due anelli con Wade e compagni per togliersi di dosso l'etichetta di "perdente", ma allo stesso tempo l'odio era divampato nei tifosi dei Cavs, che si sentirono traditi e abbandonati. Ma come succede in tutte le più belle storie d'amore, il "Prescelto" tornò a casa per ricongiungersi con la sua città, la sua gente. Jr Smith invece è sempre stato bersagliato dalla stampa e dai media, ha sempre fatto parlare di sè per le sue azioni fuori dal campo e in tutta onestà sembrava un giocatore che si stava avviando verso un finale di carriera piuttosto anonimo, se non appunto per le sue "bravate". Ma l'arrivo in Ohio, la compattezza che ha trovato nella squadra e la stretta amicizia che si è venuta a creare con James, hanno fatto rinascere Smith come giocatore, facendolo diventare un elemento fondamentale per l'attacco dei Cavaliers. Lebron, Smith, Irving e tutto il resto della squadra sono riusciti a ribaltare ogni pronostico nelle scorse Finals, hanno portato i Cleveland Cavs sul tetto del mondo, zittendo tutti i critici: ma quali sono le emozioni, le sensazioni che un giocatore prova dopo la vittoria e la consegna dell'anello? Ecco qui una chicca, le parole di Jr Smith e Lebron James dopo la consegna dell'anello a inizio stagione.
JR SMITH:
"Non puoi vincere con lui. È un cancro in ogni squadra in cui gioca. È quello che ti fa perdere le partite. Non è un buon compagno di squadra. Non difende. Non si impegna. Ama solo fare festa. È talento sprecato. LUI ADESSO È CAMPIONE NBA! Lasciali parlare e il tuo tempo verrà." "You can't win with him... He's a cancer to any team... He will shoot you in or out the game... He's not a good teammate... He doesn't play defense... He was a throw in... He doesn't work hard... He loves to party... He's a waste of talent... HE IS A CHAMPION!!! Let them talk BE YOU an your time will come!
LEBRON JAMES:
"Credo che non ci siano abbastanza parole da assimilare per descrivere le emozioni che sto provando in questo momento, quando ho ricevuto l'anello questo notte. Le emozioni sono forti, sono orgogliossisimo dei miei compagni, la loro felicità e loro gioia mi riempo il cuore di emozioni. E' stato una notte speciale, da condividere con tutti i tifosi di Cleveland, una notte che non dimenticherò mai. Un ultimo ringraziamento va a tutti i tifosi che ci sono stati vicini e che dovranno starci vicini per cercare di ottenere un altro grande successo per la città di Cleveland, la città che io amo". "There's just not enough words I can put together to express the feelings I had when I received this last night! Emotions was running heavy and I'm just so proud of my teammates, their joy and happiness receiving theirs as well! It was a SPECIAL night to say the lease and I'll never forget that moment for the rest of my life. Final thing THANK YOU and you're extremely welcome to our UNBELIEVABLE fans for sharing that moment with us because honestly we did it for yall!"

 

 Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA
Mercoledì, 02 Novembre 2016 14:05

Shumpert lascerà i Cleveland Cavaliers?

I movimenti di mercato in NBA sono sempre attivi, fino alla chiusura del mercato nel mese di Febbraio. L'ultima notizia riguarda Iman Shumpert, giocatore dei Cleveland Cavaliers e fresco di titolo NBA con i Cavs. Si sono parlate di moltissime possibili destinazioni, tra cui Minnesota, sicuramente al primo posto nella lista delle pretendenti; secondo molte voci di mercato, i Cleveland sarebbe intenzionati a discutere di una possibile trade soprattutto perchè tagliare Shumpert alleggerirebbe il libro paga dei Cavs di qualche milione, così da ottenere un buon risparmio esponenziale per il futuro. Dare via Shumpert non sarebbe una scelta semplice per il proprietario dei Cavaliers, Dan Gilbert; Iman migliora decisamente il roster della squadra e soprattutto nel periodo dei Playoff, da Marzo/Aprile, diventa un giocatore decisivo partendo dalla panchina, in grado di mettere facilmente punti a referto e dotato di una capacità difensiva eccellente. Ma i Playoff sono ancora lontani e se Gilbert sta pensando di mandarlo via sta indubbiamente pensando al futuro, soprattutto perchè nell'idea dei Cavaliers c'è la finale NBA e difficilmente un'altra squadra dell'Est potrà eliminare i Cavs, Raptors e Bulls permettendo. I Cavs hanno bisogno di un giocatore con le caratteristiche di Shumpert, per dar fiato ai veterani come Richard Jefferson e Dunleavy Jr., ma che percepisca uno stipendio inferiore ai quasi 9 milioni annui presi da Iman. Cleveland si trova difronte a un bivio con 3 franchigie interessate a Shumpert:

- Minnesota Timberwolves: Minnesota sembra essere la squadra più interessata a Shumpert; l'idea di poter combinare le qualità offensive di Wiggins e le doti difensive di Shumpert entusiasma i dirigenti dei Timberwolves e molto probabilmente i due giocatori appena citati andrebbero a formare la coppia perfetta di point guard. Wiggins come macchina offensiva, Iman come macchina difensiva potrebbero condividere molti minuti assieme ed essere un duo completo in tutti i reparti. Dall'altra parte i Cavs sarebbero interessati a un playmaker da utilizzare come terza riserva, con buone prospettive future e avrebbe individuato Tyus Jones (giocatore di Minnesota) un ottimo candidato per questo ruolo. Lo scambio non è così facile però: Minnesota dovrebbe dare due giocatori a Cleveland in cambio di Shumpert, perchè ovviamente il valore di Tyus Jones non è paragonabile a quello di Iman. Oltre a questa, potrebbe svilupparsi un'altra possibilità, ovvero che nella "trade" si inserisca un'altra squadra così da poter da inizio a un valzer di scambi che accontenterebbe tutti. Minnesota resta la prima vera opzione per Shumpert se mai dovesse lasciare i Cavs.

- Philadelphia 76ers: Philadelphia è la squadra che può offrire più playmaker ai Cavs. Attualmente nel Roster hanno: Jerryd Bayless, T.J. McConnell, e Sergio Rodriguez. Nelle prime partite la prima opzione è stata T.J. McConnell, a causa dell'infortunio a Bayless, ma Rodriguez ha avuto un grosso impatto nella NBA, realizzando 12 punti e ha avuto 9 assist e 4 rimbalzi nella prima partita per i Sixers in questa stagione. Bayless molto probabilmente recupererà dall'infortunio tra 3-4 settimane e potrebbe essere proprio lui il giocatore ideale per i Cavs, soprattutto perchè i Sixers non hanno grandissimi progetti per lui e visto che possono contare su due ottimi playmaker molto in forma come McConnell e Rodriguez. Oltre tutto questo, Philadelphia ha altri giocatori da poter scambiare, principalmente nel ruolo guardia e questo potrebbe essere un buon motivo per convincere i Cavs a scambiare Shumpert.

-Houston Rockets: I numeri di Harden di questo inizio di stagione (34 punti e 17 assist di media) hanno dimostrato che il giocatore ex Okc può ricoprire sia il ruolo di playmaker che quello di point guard. Lo aveva dimostrato anche la scorsa stagione, ma ha voluto ribadirlo in queste partite perchè esistevano ancora degli scettici; e le prestazioni di Harden son servite moltissimo ai Rockets, in un periodo dove il playmaker titolare, Beverly, è infortunato e probabilmente tornerà solo a Dicembre. Gli altri due play, Bobby Brown e Tyler Ennis, hanno fatto solo da comparsa in queste primi minuti di NBA, lasciando il ruolo di playmaker totalmente in mano ad Harden. Ruolo che molto probabilità terrà anche con il ritorno di Beverly, che diventerà un'ottimo play di riserva; con questa decisione tecnica-tattica Houston è rimasta leggermente scoperta nel ruolo di point guard e chi meglio di Shumpert piò affiancare un giocatore come Harden? (Shumpert giocatore fenomenale a farsi trovare sempre pronto sugli scarichi e con le penetrazioni del "Barba" avrebbe sicuramente moltissimi tiri a disposizione). E' implicito che il ruolo di Bobby Brown e Tyler Ennis sarà ancora più marginale: Brown è un giocatore di 32 anni che ha giocato sia NBA per varie squadra, sia in Europa dove ha dimostrato tutto il suo talento. Ennis è un giovane di prospetto, arrivato un mese fa dai Bucks in cambio Michael Beasley e potrebbe essere proprio lui la pedina fondamentale per lo scambio dei Cavs. Infatti Houston, oltre al talenti di Ennis, ha molti giocatori che giocano nel ruolo di ala piccola/ala grande che potrebbero interessare a Cleveland, che cercano anche un giocatore in quel ruolo per dare un pò di fiato a Lebron nel mese di Marzo.

 

Marco Mugnaini

 

 

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Lebron James, da quando è al top della sua forma, è stato ed è il miglior giocatore della lega, ha quel tipo di talento che arriva una volta sola in una generazione, ineguagliabile, unico. Se non credete che sia così, basta porsi una domanda: quale altro giocatore, oltre a Lebron James, possiede quelle capacità fisiche e atletiche? Dovete ricordare che Lebron è alto 2,03 metri e pesa 113 kg e difficilmente riesci a fermare o a buttar giù un muro di mattoni quando ti viene incontro ad altissima velocità; è quasi inarrestabile. James ha appena 31 anni ed è fresco del suo terzo titolo NBA, ma il suo curriculum conta anche 4 Finali perse. La domanda viene spontanea, quanti anelli può ancora vincere da qui alla fine della sua carriera?

Avere un giocatore talentuoso e dominante come Lebron nel proprio roster, ti permette di essere competitivo per anni e anni a venire.Questo è quello che succederà a Cleveland, se riuscirà a tenere in Ohio "The King" e se riuscirà a dare continuità alle proprie vittorie e a raggiungere le Finali di Conference nei prossimi anni; Lebron è al top della sua forma e le prestazioni in ogni singola partita negli ultimi anni ne sono la dimostrazione. Un'unica debolezza potrebbe essere il suo calo nello jump shoot (tiro dalla media distanza) che è molto calato nelle percentuali. Ma questa è l'unica possibile cosa negativa nelle prestazioni straordinarie di Lebron James in questo momento. Inoltre Cleveland può contare sull'appoggio di Kyle Irving, che a soli 24 anni è già considerato da tutti una superstar in grado di migliorare ancora, e di altri grandissimi tiratori, come J.r. Smith, Mike Dunleavy Jr, James Jones, and Channing Frye, giocatori ideali per il gioco di Cleveland e soprattutto di Lebron, che quando penetra attira sempre su di se 2/3 uomini lasciando ai propri compagni sopracitati ampi spazi liberi per tirare. L'unico punto di domanda per Cleveland è Kevin Love, ma nonostante abbia faticato ad integrarsi è un giocatore in grado di poter dare 20 punti e 10 rimbalzi a partita ed è comunque sempre un All Star nella NBA. I Cavaliers rimangono indubbiamente i favoriti ad Est, sia per quest'anno che per gli anni a venire; supponendo sempre che Lebron rimanga in Ohio e se non ci saranno infortunati ad influenzare le stagioni dei giocatori dei Cleveland. Non fraintendetemi, per Cleveland arrivare in finale di Conference non sarà per niente facile, soprattutto perchè ci sono squadre ad East che hanno eseguito eccellenti movimenti di mercato e draftato ottimi talenti proprio per fronteggiare l'egemonia dei Cavs; squadra come i Celtics, i Raptors, i Pacers, i Bulls, i Knicks, ma che hanno un problema: non hanno nel proprio roster Lebron James. Nonostante la pessima gara di apertura di questa stagione, i Warriors sono anche quest'anno i principali rivali per i Cavs per la conquista del titolo NBA 2017. Nella stagione 2014-2015, quella del suo ritorno a Cleveland, ha raggiunto le finali NBA, affrontando proprio Golden State, senza però contare sull'appoggio degli altri due miglior giocatori della squadra, Irving e Love, fuori per infortunio. I Cavs persero la serie 4-2, ma si sono subito rifatti la scorsa stagione battento in 7 gare (e compiendo una miracolosa rimonta) i Warriors, vincendo così il primo anello della propria storia. Quest'anno sarà un'altra battaglia, con Golden State che ha rinforzato il proprio roster andando a prendere un'altra superstar come Kevin Durant. Possono contare sul miglior attacco della propria lega e con 4 All Star come KD, Curry, Green, Thompson (che oltre ad essere fortissimi, sono anche molto giovani) saranno indubbiamente i principali antagonisti per i Cavs, sia quest'anno che nelle prossime stagioni. Se Lebron vorrà vincere un altro titolo, dovrà trovare la chiave per sconfiggere i Warriors (West Conference permettendo) e così facendo potrebbe vincere altri 2-3 anelli ed eguagliare Michael Jordan con 6 anelli vinti. Lebron James è considerato il Prescelto, l'erede di MJ e se continuerà con queste grandissime prestazioni e se continuerà a dominare la NBA in lungo e largo, potrà avvicinarsi alla grandezza di sua maestà Michael Jordan. Tutto sta in Lebron e nei suoi compagni, che se continueranno con questa alchimia daranno tantissime altre soddisfazioni ai tifosi dei Cavs, Warriors permettendo.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

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