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Mercoledì, 21 Giugno 2017 09:28

Paul George, ecco il suo futuro

Paul George,attuale ala grande degli Indiana Pacers,ha dichiarato alla sua franchigia di voler testare la free-agency nel 2018. La franchigia ha quindi deciso di cederlo in una trade. Al momento le soluzioni per il giocatore potrebbero essere:

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Martedì, 20 Giugno 2017 12:28

David Griffin saluta i Cleveland Cavaliers

Notizia ufficiale di qualche ora fa: il GM dei Cleveland Cavaliers, David Griffin, lascierà la dirigenza Cavs dopo aver lavorato per 7 anni nella franchigia dell'Ohio. Dopo aver passato 17 anni di carriera a Phoenix, nel Settembre 2010, Griffin in accordo con Dan Gilbert, firmò un contratto con Cleveland e ne divenne prima il vice-presidente e poi il GM nel 2014. Fu lui l'arteficie principale del roster vincente dei Cavs:

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Esattamente 5 anni fa Kevin Durant affrontava Lebron James nella sua prima partita di una Finals NBA; in quella serie "The King" e i Miami Heat non ebbero problemi a conquistare il titolo, vincendo la serie contro OKC per 4-1. Quest'anno la situazione si è ribaltata: Durant ha trascinato con 5 partite impeccabili ( 35.2 punti di media, 9 rimbalzi e 6 assist a partita, conditi da una buonissima difesa su Lebron James in alcuni minuti della partita) i Golden State Warriors alla vittoria dell'anello, vincendo con il punteggio di 129-120 in Gara 5 contro i Cavs di Lebron, Love e Irving,  e conquistando così il primo titolo a livello personale, mentre per i Warriors si tratta del secondo in tre anni.

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Non bastano i 77 punti in due del solito, immenso Lebron James e di Kyrie Irving. Non bastano la miglior prestazione difensiva in stagione di Kevin Love e la spinta emotiva di un'infuocata Quicken Loans Arena. Golden State vince ancora (118-113), espugnando il fortino di Cleveland e ora il titolo è a un passo, portandosi sul 3-0 nella serie e la chance di completare un percorso netto nei playoff, cosa mai visto prima, è sempre più concreta.

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Giovedì, 01 Giugno 2017 08:21

Big Three Miami o Big Three Cavs?

Secondo Mark Jackson, ex allenatore dei Golden State Warriors e ora analista e commentatore per Espn, i Big 3 dei Cavs hanno ancora molto da dimostrare prima di raggiungere il trio di South Beach :

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Lunedì, 22 Maggio 2017 11:54

I Celtics vincono Gara 3 in casa dei Cavs

Doveva essere una vittoria facile per Cleveland, che nella notte hanno affrontato i Boston Celtics in Gara 3 nelle Finali della East Confernce; Lebron e compagni, tornavano a giocare in casa dopo aver sbancato per due volte il T-Garden, dopo aver spazzato via Boston con due partite praticamente perfette.

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Martedì, 25 Aprile 2017 09:11

NBA: situazione playoff

I playoff NBA hanno già emesso alcuni verdetti: Cleveland (East) e Golden State Warriors (Ovest) sono le prime due semifinaliste, grazie ai netti successi su Indiana e Portland. Lebron e compagni, dopo aver disputato sotto tono e sotto ritmo le ultime partite di regular season, hanno demolito in 4 partite gli Indiana Pacers; troppo divario tecnico tra le due squadre, nonostante un Paul George in grandissima forma. I Cavs sono riusciti a chiudere la serie in anticipo, così potranno riposarsi in vista della semifinale che giocheranno o contro Toronto o contro Milwaukee (serie sul 3-2 per i Raptors, ma con la prossima partita da giocare sul campo dei Bucks). Tutto è ancora in bilico invece nelle altre due sfide ad East: Chicago ha buttato via un vantaggio di 2 partite, perdendo gara 3 e gara 4 in casa, contro Boston, che all'inizio della serie sembrava una lontana parente della squadra che ha impressionato tutti e si è conquistata il primo posto ad East. Prossima partita in casa dei Celtics. L'altra sfida, quella tra Washington e Atlanta, è molto ma molto combattuta. Dopo qualche scaramuccia in Gara 3, questa notte gli Hawks hanno dato una sonora lezione a Wall e compagni, un pò tropo rilassati dopo il 2-0 iniziale.

Ad Ovest, come detto prima, i Warriors hanno chiuso la pratica Portland in 4 partite, pur giocando senza Durant per quasi tutta la serie: Curry ha però preso in mano le sorti della squadra, giocando gara 3 e gara 4 in maniera sontuosa. Onora a Portland, che con Lillard e Mccollum, avrà sicuramente un futuro roseo e ricco di successi. Golden State, adesso, deve aspettare la vincente tra Clippers e Utah: serie sul 2-2, ma con bruttissime notizie in casa Los Angeles; Griffin è fuori per un infortunio e molto difficilmente lo rivedremo in campo. Ottime notizie per Utah invece, che dopo aver vinto gara 4 in casa, può gioire per il ritorno in campo di Gobert, centro francese fondamentale nel gioco dei Jazz. L'altra semifinale sarà tra la vincente di Spurs e Memphis e tra la vincente di Houston e OKC. I Rockets sono avanti 3-1 nella serie contro i Thunder, dimostrando ancora una volta il magnifico lavoro fatto questa stagione da Mike D'Antoni; gara 5 si giocherà in Texax e Harden e compagni hann già la possibilità di chiudere la serie. San Antonio, invece, ha buttato via un vantaggio di due partite contro Memphis ( I Grizzlies hanno vinto le due partite in casa) e sono costretti a vincere gara 5 e gara 6 per non rendere una stagione fallimentare. Ancora tutto da decidere in questi playoff, anche se anche quest'anno, per adesso, le squadre più in forma e da battere siano i Cavs e i Warriors.. C'è da aspettarsi un'altra finale tra Lebron e Steph?

 

 

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Playoff più lontani per Danilo Gallinari e Marco Belinelli. I Denver del Gallo sono stati battuti nella nottata di Mercoledi 110-104 dagli Houston Rockets nonostante un grande Gallinari autore di 23 punti con 5 rimbalzi, 3 assist e 8/16 al tiro. Rockets trascinati al successo dai 31 punti e 10 assist del solito James Harden. Con quattro partite ancora da giocare, i Nuggets sono ancora in corsa per l'ottavo posto ad Ovest in un appassionante testa a testa con i Portland Trad Blazers, vittoriosi questa notte contro Minnesaota. Serata amara in tutti i sensi per Belinelli, sconfitto 112-99 con i suoi Charlotte Hornets contro i Miami Heat. La guardia azzurra resta in campo appena 8 minuti e colleziona 0 punti, 1 assist, 1 rimbalzo e 0/2 al tiro per poi essere costretto ad uscire a causa di un infortunio alla mano. Cleveland ha vinto invece il big match con Boston nella notte Nba, con il punteggio di 114-91 e si conferma in testa nella classifica de la Eastern Conference. Partita dominata dao Cavs, grazie ad una prestazione fantastica di Lebron James che ha messo a segno 36 punti con 10 rimbalzi. Vincendo a Phoenix per 120-111 la 13° partita di fila, trascinata dal suo leader Steph Curry che realizza 42 punti, Golden State ha stabilito per la terza stagione regolare consecutiva il migliore record Nba. Oggi i Warriors sono 65-14, irraggiungibili dai loro grandi rivali ad Ovest , i San Antonio Spurs (60-18). Questa tripletta eguaglia il primato della Lega condiviso con Boston e Philadelphia, l'ultima risaliva al dominio dei Celtics nel triennio 1983-86. Inoltre, Golden State ha fissato il nuovo record assoluto con almeno 65 vittorie in ognuna delle tre stagioni. "E'qualcosa di impressionante - ha commentato coach Steve Kerr, come riporta la Gazzetta dello Sport - . Abbiamo fatto una grande corsa per arrivare a questo record, senza il contributo nell'ultimo mese di Kevin Durant, che rientra domani. Era l'obiettivo che ci eravamo prefissi per questa stagione. Tutti i miei giocatori sono felici per questo, loro sanno di vivere una speciale era che non finirà mai. Alleno un gruppo di grande talento che riesce a divertirsi in ogni momento».
Ecco la classifica della Eastern e della Western Conference, quando manca 6 giornate alla fine della Regular Season.

EAST: Cleveland (1°, 51-27), Boston (2°, 50-29), Toronto (3°, 48-31), Washington (4°, 48-31), Atlanta (5°, 40-38), Milwaukee (6°, 40-39), Chicago (7°, 39-40), Indiana (8°, 39-40).
WEST: Golden State (1°, 65-14), San Antonio (2°, 60-18), Houston (3°, 53-25), Utah (4°, 48-30), Clippers (5°, 48-31), Okc Thunder (6°, 45-33), Memphis (7°, 42-37), Portland (8°, 39-40).

 

 

Marco Mugnanini

 

 

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Essere una matricola e arrivare a disputare la Finale di Conference deve già essere una grandissima emozione, giocarla marcando quello che è sempre stato considerato il proprio "giocatore preferito di tutti i tempi" è roba da far saltare il cuore alla gola e da far venire i brividi sulla pelle per felicità. Tutto questo è successo a Daniel "Boobie" Gibson (soprannome datogli dalla madre); Gibson ha giocato in Nba per 7 anni, dal 2006 al 2013, indossando sempre la casacca dei Cavs; giocatore la cui carriera nella Nba ha avuto molti alti e bassi, sia per i vari infortuni sia perchè il successo ha dato un pò alla testa al giovane "Boobie". Nonostante ciò, il giocatore di origine texana, ha avuto molte soddisfazioni nella Nba, come appunto marcare il proprio idolo. E' successo nello scontro tra Detroit - Cleveland, finali della Eastern Conference del 2007, dove Gibson si è ritrovato di fronte niente meno che Chauncey Billups. "Quando giocavo al campetto facevo sempre finta di essere Billups", raccontò in maniera molto sincera in conferenza stampa dove la vittoria dei Cavs in Gara 6 e l'approdo in finale contro i San Antonio Spurs. "Cercavo di muovermi come lui, imitavo la sua capacità di esitare in palleggio e poi quella di colpire con la tripla spacca partita allo scadere. Se mai un giorno dovessero fare un film su Chauncey, credo proprio che potrei interpretarlo davvero bene!" Intanto l'ha dovuto affrontare in campo in quella serie, e per un rookie alla prima esperienza nei playoff, Boobie se la cavò davvero bene: in Gara 4 fece registrare il suo massimo nei punti per quella stagione, 21, e in Gara 6 il suo talento trascinò i Cavs alla vittoria della partita e alle finali Nba. Quella non fu la notte di Lebron James, che dopo le fatiche di Gara 5 (aveva portato la serie sul 3-2, dominando in casa dei Pistons con 48 punti) si era concesso "una pausa"; fu allora che il rookie dell'Università di Houston prese in mano le redini del gioco. Alla fine del terzo quarto il punteggio diceva Cavs 67 Detroit 66, con Gibson che aveva messo al referto 12 punti. Ma è all'inizio del quarto periodo che Cleveland prese un lungo vantaggio sui propri avversari, arrivando addirittura sul + 15 a 6 minuti dalla sirena finale. Chi fu il principale artefice di questa impresa? Daniel Gibson, autore di 31 punti in 29 minuti, 19 solo nel quarto quarto, e 6 rimbalzi conquistati. "Ci eravamo detti che ci avrebbe dovuto battere qualcun altro – disse Chauncey Billups a margine di quella sfida facendo riferimento a James – e il bimbo ce ne ha fatti 30". Una serata e una serie di playoff che "Boobie" difficilmente si scorderà.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

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Un ritorno al passato; le divise che dal 2003 ad oggi indossano i Cleveland Cavaliers hanno moltissimi riferimenti in comune con le maglie del passato. In primis, il recupero dei colori: vinaccia e oro, i colori simbolo fin dal 1970, anno di debutto nella Nba. Divise molto semplici, con la scritta "CAVALIERS" (nel 1970 un giornale di Cleveland propose un concorso con in palio l'opportunità di assegnare il nome alla franchigia dell'Ohio. Vinse chi propose Cavaliers, per onorare i cavalieri settecenteschi); gialla con nome e numero rosso in casa, viceversa per le partite in trasferta. Il primo cambiamento nella stagione 1974-1975; i colori restano invariati, ma vengono introdotte delle piccole strisce orizzontali ai bordi delle divise di colore bianche, rosse e gialle, sia nella divisa casalinga che in quella di trasferta. Ma è quasi dieci anni dopo, per il campionato 1983-1984, che cambia tutto: nelle divise dei Cavs viene introdotto l'arancione come colore primario, con la comparsa del blu e del bianco; per le partite in casa, le divise erano tutte bianche con un nuovo logo Cavs, di colore arancione, al centro poco sopra il numero, mentre per le gare in trasferta, le divise erano completamente arancione con logo, nome e numero bianco e blu. Questo fino alla stagione 1987-88, quando l'arancione viene relegato come colore secondario per far spazio al blu sia per le partite interne che per quelle fuori casa. Sono i colori della squadra di Mark Price, Ron Harper e Brad Drugherty, ma anche quella di Craig Ehlo, tristemente nota per essersi fermata sempre di fronte a Jordan e ai Bulls in anni e anni di play-off. Altro decennio, altro cambiamento. Nel 1994 è pronta la Gund Arena, da qui la decisione di cambiare le divise della squadra; i Cavs si rifanno il trucco e per la prima volta nella loro storia introducono il colore nero. Divisa tutta bianca con la scritta Cavs in arancione per i match alla Gund Arena, tutta nera con la scritta CLEVELAND in bianco per le partite giocate fuori dall'Ohio. Su entrambe le divise viene introdotto una linea spezzettata di colore blu marino che le divide a metà. Sono anni meno fortunati per i successi della squadra del playmaker Terrel Brandon e di un Shawn Kemp in pessima forma. Nella stagione 1999-2000 nuova modifica per la franchigia dell'Ohio. Maglia casalinga bianca, con la scritta Cavs in blu, poco sopra il numero dello stesso colore e una linea laterale e verticale di colore blu. La divisa usata fuori da Cleveland è nera sullo stile di quella casalinga, con la scritta CLEVELAND. Ma tutto è destinato a cambiare, di nuovo. Il momento opportuno? La prima scelta assoluta al Draft 2003, con l'arrivo del figliol prodigo Lebron James proveniente da St.Vincent-St.Mary High School. Con Lebron, dalla stagione 2003-2004, la moda in casa Cavs si modifica radicalmente (come anche i risultati). Proprio in quell'anno i Cavaliers riscoprono i loro colori originari (Oro e vinaccia) scelti a stragrande maggioranza dagli oltre 12.000 tifosi che online hanno dato il loro parere in un sondaggio voluto dalla proprietà. La divisa per le partite in casa è bianca con la scritta CAVALIERS di color vinaccia, come il nome del giocatore. Il numero invece, appena sotto la scritta CAVALIERS, è di color blu e tutti (sia scritta, sia il nome, sia il numero) hanno delle finiture in oro. La divisa in trasferta invece è tutta color vinaccia con la scritta CLEVELAND, il nome del giocatore e il numero di maglia in bianco, con bordi di colore oro. Dal 2005 al 2010 viene inoltre introdotta l' "Alternate Uniforme" di colore Blu e tutto il resto bianco con bordi oro e rosso. Divisa che riscuote molto successo ed è tra le più vendute, merito sicuramente dell'approdo nella Lega e a Cleveland di "The King". Nelle ultime stagioni e in particolare nei Play-off dell'anno scorso (2016), i Cavs propongo delle divise alternative di colore giallo, rosso, blu scuro e nero, rifacendosi alle maglie storiche della franchigia.

 

Marco Mugnaini

 

 

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