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La stagione 2016/2017 NBA è una delle stagioni più ricche di sempre, visto che i nuovi accordi televisivi hanno portato un grande incremento degli introiti nelle varie franchigie. Il tutto ha avuto ovviamente peso determinante sull’innalzamento del tetto salariale a disposizione di ogni squadra; all'interno della NBA ci sono giocatori che hanno firmato un contratto al massimo salariale, giocatori del calibro di Westbrook, Harden, James, che meritano tutti i centesimi che le rispettive franchigie gli danno, mentre altri giocatori, come Chandler Parsons and Harrison Barnes che guadagnano tantissimi milioni, ma che ancora non hanno dimostrato di valerli tutti. In estate sono stati firmati nuovi contratti con cifre da record e la previsione è che nei prossimi anni il livello medio dei salari NBA sarà molto più alto rispetto al recente passato, facendo diventare le stelle della NBA gli sportivi più pagati al mondo. Nella NBA moderna, un "contratto di massima" non è più associato solo al calibro e al talento di un giocatore, ma anche al tipo di mercato che si sta svolgendo. Un esempio? Mike Conley, che ha ricevuto un prolungamento di contratto al massimo salariale (153 milioni di dollari in 5 anni offerti da Memphis) scatenando però l'indignazione dei fan NBA, in quanto Conley ha firmato il contratto più oneroso di tutta la storia della NBA. La mossa dei Memphis va guardata da un quadro più ampio: Mike Conley è un grandissimo giocatore, è la stella (insieme a Marc Gasol) di una franchigia che negli ultimi anni ha lottato sempre per arrivare alle finali di Conference, e sappiamo benissimo che i playoff a Ovest non sono una passeggiata. Memphis ha ritenuto di dover offrire un contratto del genere al giocatore prima che lui decidesse di cambiare squadra,e prima di perdere un giocatore così importante, i Grizzlies hanno accontentato le richieste di Conley. Altri giocatori che quest'estate hanno firmato un contratto da oltre 15 milioni di dollari? Joakim Noah (72 milioni in quattro anni a New York), Kent Bazemore (70 in 4 anni ad Atlanta), il già citato Conley, Jeff Green (15 milioni in un anno ad Orlando), Evan Fournier (85 milioni in cinque anni ad Orlando) e Dwight Howard (70,5 milioni in tre anni ad Atlanta) e tra questi giocatori nemmeno uno ha partecipato all'ALL STAR GAME la scorsa stagione. L'altra faccia della medaglia è che ci sono giocatori NBA fenomenali, che fanno vincere le partite alla propria squadra e che in realtà vengono pagati molto meno rispetto ai giocatori sopra citati.

STEPH CURRY: il primo che dobbiamo menzionare è Curry. MVP delle ultime due stagioni, non ha un contratto al massimo salariale per due semplici motivi: Steph saltò gran parte della stagione 2011/2012 a causa di molti infortuni Golden State decise di non offrire il massimo a Curry ( Stephn guadagnerà "solo" 12 milioni di dollari in questa stagione, 83esimo nella lista dei giocatori più pagati); i Warriors non hanno rifirmato Steph Curry a causa dell'acquisto di Kevin Durant questa estate ma nonostante l'arrivo in roster dell'ex giocatore dei Thunder, Steph sta avendo un'altra stagione da possibile MVP (senza nulla togliere a Westrbook, Harden o James): 25.5 punti, 1.7 rubate, 4.2 riblazi e 5.7 assist per partita, tirando con il 50% dal campo e con il 39.5% da tre. Curry sarà in scadenza di contratto la prossima stagione e senza alcun minimo dubbio raddoppierà il suo stipendio, firmando un nuovo contratto con i Warriors.

GEORGE HILL: quest'estate Goerge Hill è stato protagonista di una trade che ha visto coinvolte le franchigie dei Pacers, degli Atlanta Hawks e degli Utah Jazz; proprio Utah è riuscita ad inserire nel suo roster un veterano e un All Star come George Hill. Il giocatore da Indianapolis ha avuto un impatto devestante nel roster dei Jazz, non solo per la sua solidità difensiva, già famosa ai tempi degli Spurs e dei Pacers, ma anche per la concretezza in attacco, forse il miglior anno offensivo nella carriera di Hill per adesso: 20 punti, 4.2 assist e 3.5 rimbalzi di media a partita, tirando con 53.4% dal campo e con 45.6% da tre. George Hill può essere inserito benissimo tra i migliori 10 playmaker delle lega e per questo il suo stipendio di "solo" 8 milioni l'anno sembra poco rispecchiare le ottime prestazioni degli ultimi 3 anni. A fine stagione Hill sarà freeagent, e sarebbe molto interessato a una possibile estensione del contratto con Utah; tutto si deciderà prima o durante la prossima estate, ma sicuramente Hill riceverà delle offerte molto più interessanti del contratto precedente e sia il giocatore stesso che Utah sembrano voler continuare questa storia d'amore, magari a cifre un pò più elevate...

KYLE LOWRY: Kyle Lowry ha già dichiarato che quest'estate diventerà freeagent, uscendo dal contratto che lo legherebbe a Toronto per un altro anno, rinunciando così a 12 milioni di dollari. Lowry ha già dimostrato ampiamente tutto il suo valore nei suoi 5 anni a Toronto e ha confermato di voler continuare a giocare con la squadra canadese: "Se sei l'uomo franchigia dovrebbe essere facile trovare l'accordo con la sua squadra. Dovrei essere nella situazione in cui non parlerò con nessun'altra squadra come è successo a DeMar Derozan." Nonostante questa iniziata, sia la decima stagione per Lowry le sue medie in queste prime partite del campionato sono sempre notevoli; 21.3 punti, 7.3 assist e 5 rimbalzi per partita, tirando con il 45% e il 43.8% dalla linea dei tre punti. Lowry è un giocatore fondamentale per Toronto e se i Raptors sono intenzionati a sconfiggere i Cavs di Lebron James e arrivare in Finale NBA, dovranno sicuramente rifirmare al massimo salariale il giocatore di Philadelphia.

KARL ANTHONY TOWNS: è il futuro della NBA. Un giocatore completo, che in solo due anni in NBA ha dimostrato di poter dominare le partite da solo. Il suo anno da rookie è stato fenomenale, uno dei migliori degli ultimi 20 anni e ha iniziato questa stagione alla stessa maniera, spingendo sempre sull'acceleratore e facendo registrare doppie doppie in continuazione. 21.6 punti , 10.8 rimbalzi, 2.3 assist e 1.7 stoppate a partita, numeri spaventosi per un ragazzo di solo 21 anni e con ampissimi margini di miglioramento. Questa stagione Towns percepirà 5.7 milioni di dollaro e siamo più che certi che Minnesota proporrà un rinnovamento di contratto a fine stagione, se non addirittura prima. Perchè se i T-Wolves vorranno puntare a vincere un titolo nei prossimi 10 anni, dovranno fare di Towns il nuo Garnett, il nuovo dominatore sotto i ferri.

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA

Una delle trade più "pazze" di questa estate, ha visto coinvolto George Hill, ex giocatore di Indiana e ora nuovo componente del roster degli Utah Jazz. Hill si è detto molto colpito da questa "mossa di mercato" da parte di Indiana ed era più sicuro che avrebbe finito la sua carriera ai Pacers. Nonostante ciò, Hill comprende che l'Nba è un business e che tutto è possibile e tutto può accadere; dispiaciuto ma non sconfortato dall'aver lasciato l'Indiana perchè gli Utah Jazz hanno voluto fortemente il giocatore e perchè stanno costruendo un progetto in cui Hill si incalza a pennello. Inoltre George conosce molto bene il GM dei Jazz, Dennis Lindsay, dai tempi dei loro trascorsi a San Antonio e durante questi primi giorni di allenamento si ritiene molto contento ed entusiasta di far parte di questo giovane team in forte crescita. E perchè non dovrebbe esserlo? Hill ha firmato un anno di contratto con gli Utah e il suo ruolo di playmaker titolare per fare da mentore a Dante Exum e la sua incredibile voglia e bravura nel difendere, lo faranno diventare sicuramente una pedina importante per la franchigia del Colorado .
In questi giorni a Salt Lake City stanno parlando molto di Hill, e non per meriti sportivi o per la sua situazione contrattuale, bensì per un piccolo gesto di umanità che raramente si vedono in altri sport. Un gesto che lo stesso George ha voluto raccontare alla tv degli Utah Jazz, non tanto per mettersi in mostra, ma per invogliare tutti i giocatori di Nba, e non solo, a compiere buone azioni verso i più bisognosi; non per fama, gloria, ma semplicemente per umanità.

"Cercare di dare una mano al prossimo è quello che mi sforzo di fare tutti i giorni: che sia un sorriso, un abbraccio, una conversazione, una foto o qualsiasi altra cosa. L'altra sera stavo camminando con la mia famiglia nella mia nuova città. Mentre camminavo ho notato un gruppo numeroso formato da uomini, donne e da alcuni bambini. Avevano una sola coperta, un carrello pieno di cose e dei vestiti sporchi...chissà quando era stato il loro ultimo pasto. A quel punto mi sono detto: 'devo fare qualcosa'. Così sono andato da Wendy's e ho comprato loro dei Cheeseburger, delle patatine fritte e dell'acqua. Poi -tutti insieme- siamo andati al parco e abbiamo mangiato in compagnia. Mi hanno raccontato certe storie.. Quindi sfido tutti a compiere buone azioni. E' arrivato il momento di rendere 'questo posto' un pochino migliore: a volte anche piccole azioni hanno un valore enorme anche se non ce ne accorgiamo".

 

Marco Mugnaini

 

 

 

Pubblicato in NBA
Mercoledì, 23 Dicembre 2015 02:21

Popovich stuzzica George Hill

Se n'è davvero accorto solo ora? Non lo crediamo. Piuttosto diremmo che: se Pop ha tempo per pensare a prenderla sullo scherzo, vuol dire che tutto il resto...sta funzionando!

 

 

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