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Mercoledì, 21 Dicembre 2016 17:12

Mr Big Shot Robert Horry

Se c'è un giocatore nella storia della NBA che può rappresentare al meglio il significato di "clutch player" ( ovvero un giocatore quasi sempre decisivo nei momenti finali delle partite) quello è Mr Big Shot Robert Horry. Sette titoli NBA, il nono giocatore ogni epoca ad aver vinto sette titoli, l'unico che non abbia fatto parte dei grandissimi Boston Celtics degli anni '60 e insieme a John Salley è l'unico giocatore ad aver vinto 3 titoli NBA con tre franchigie diverse. Robert Horry è stato fondamentalmente un giocatore di piccole cose, quasi impercettibili, ma necessarie per una squadra che aspira a vincere qualcosa; nella sua carriera in regular season ha tenuto una media di 7, 4.8 rimbalzi e 1 assist a partita , per sottolineare che Big Shot non ha mai eccelso nei grandi numeri e nella continuità, se parliamo appunto di stagione regolare: impegno a intermittenza, attività difensiva molto blanda e concentrazione vagante. Ma Horry cambiava totalmente il suo modo di giocare e di difendere una volta arrivati ai playoff e soprattutto in quei momenti in cui la palla pesava più di una tonnellata. Big Shot Rob, l'uomo dei grandi tiri, ha firmato con i suoi canestri preferibilmente da tre punti molti momenti di storia degli ultimi venti anni dei playoff: ecco i canestri più significativi realizzati da Horry nella sua magnifica e lunghissima carriera.

1- FINALE NBA 2005: Robert Horry segna 18 punti tra quarto periodo e overtime di Gara 5 contro Detroit: a nove secondi dalla fine del supplementare, San Antonio sotto di due con una rimessa a metà per i Texani. Horry esegue un passaggio al suo grande amico Manu Ginobili e proprio l'argentino sembra essere "il prescelto" per il tiro del sorpasso e della vittoria. Ginobili riceve palla nell'angolo e immediatamente viene raddoppiato da due difensori dei Pistons, sicuri che Manu avrebbe cercato di tirare in qualsiasi modo; ma così facendo Detroit lascia libero un giocatore decisivo come Horry e Ginobili, dopo aver visto con la coda dell'occhio, che il compagno di squadra era in una situazione migliore per tentare il tiro da tre, scarica per Big Shot che, rimasto incredulo da tanto spazio lasciatogli dai difensori dei Pistons, realizza il canestro decisivo del sorpasso e della vittoria. Gli Spurs con questa vittoria volano sul 3-2 contro Detroit e vincono poi le Finali NBA, ma è molto probabile che perdendo quella sera gli Spurs avrebbero perso anche il titolo.

2- FINALE DI CONFERENE 2002: I Lakers sono sotto 2-1 nella serie contro i Sacramento Kings. Mancano 8 secondi alla fine della partita. I Kings sono a pochi secondi dall’impresa di sconfiggere i formidabili Lakers, A pochi secondi dal mettere una concreta ipoteca sulla serie finale. Sacramento è avanti per tutta la partita, ma nell'ultimo quarto subiscono la rimonta dei Lakers, portando il risultato al 97-99 in favore dei Kings prima dell'ultimo possesso decisivo. Erano i Lakers di Shaquille O'Neal e di Kobe Bryant e tutta la California si aspettava che fosse uno dei due a salvare Los Angeles da una pesantissima sconfitta: la palla nelle mani di Bryant che penetra. Alza la parabola. La palla sbatte sul ferro ed esce. Finisce nelle mani di Shaq che prova il tap-in, ma sbaglia anche lui. Divac, centro dei Kings, smanaccia via la palla che finisce esattamente nelle mani di Horry, l'uomo giusto al momento giusto. Frontalmente al canestro, prende la palla e segna la tripla dell'unico vantaggio Lakers in quella partita, proprio alla sirena. Senza quell'incredibile canestro, i Lakers sarebbe andati sul 1-3 nella serie, con Gara 5 a Sacramento, e molto probabilmente sarebbe stato eliminati.

3- FINALE NBA 1995: nei playoff 1995 Horry sale in cattedra in due momenti chiave: nella prima gara delle finali di Conference contro i San Antonio Spurs Mr Big Shot, a 6,5 secondi dalla fine, si prende la tripla della vittoria per 94-93. Ma ancor più importante è quella messa a segno in gara tre delle Finals contro gli Orlando Magic. Gara 3 a Houston, con i Rockets avanti 2-0 nella serie; a quattordici secondi dalla fine Horry segna da tre il canestro che fissa il punteggio sul 106 a 103. Alla fine sarà sweep (ovvero 4-0) e secondo titolo consecutivo per la franchigia texana, con Horry tra i protagonisti. Nonostante fossero gli Houston Rockets di Hakeem Olajuwon e Clyde Draxler fu proprio quel ragazzino di 25 anni ha segnare il canestro decisivo e a dare la vittoria della partita e del titolo alla sqaudra del Texas.

4- FINALE NBA 2001: contro i Philadelphia 76ers in Gara 3, serie pari sull'1-1. A 47 secondi dalla fine, con O'Neal in panchina, segna dall'angolo la tripla del più quattro, quando tutta la difesa di Phila era concentrata su Bryant. Larry Brown, coach di Phila, è sempre stato convinto che se Horry non avesse segnato quella tripla e se Phila avesse vinto quella partita, avrebbe avuto la chance di vincere quel titolo.

 

 Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA

Milos Teodosic è indubbiamente uno dei giocatori più forti, più intelligenti e più eccitanti del panorama del basket europeo. Per questo motivo tutti i tifosi di basket si pongono questa domanda:" Perchè Teodosic non è ancora in NBA?" Se dovessi paragonare Teodosic a un giocatore NBA, lo paragonerei a Jason Williams, The White Chocolate"; guardate gli assist di Teodosic e la sua capacità di trovare sempre il passaggio migliore per un compagno, anche in situazioni difficili. E' il Jason Williams di Europea, forse addirittura più forte. Perchè oltre ad essere un grandissimo passatore, Milos, ha un eccellente tiro dalla distanza e soprattutto è un leader, sia per il Cska Mosca che per la sua Nazionale, la Serbia. (Campionato Russo vinto 2 volte e 1 Eurolega vinta con Mosca la passata stagione; con la nazionale ha vinto l'argento agli Europei del 2009, argento ai mondiali di Spagna nel 2014 e argento alle olimpiadi di Rio questa estate). Teodosic ha 29 anni ed è prontissimo per la NBA: secondo alcune fonti di Espn, già tre anni fa i Memphis provarono a firmare Milos: i Grizzlies erano vicini a firmare Teodosic nell'estate del 2013; le fonti confermarono che Memphis offrì un contratto di due anni a 5 milioni di dollari al giocatore serbo, nel tentativo di attirarlo nel mondo NBA, ma il Cska rifiutò di privarsi di un giocatore fondamentale. Ma le cose stanno per cambiare: nell'estate del 2017 Teodosic sarà free agent ed è intenzionato a portare il suo talento negli Stati Uniti.
"In passato non ho mai pensato che il mondo della NBA fosse il mondo giusto per me, credevo che la mia realtà fosse quella europea e che difficilmente me ne sarei andato. Ora, che ho quasi 30 anni, ci penso continuamente; voglio viaggiare per tutti gli Stati Uniti, giocare nella NBA e competere contro i miglior giocatori del mondo, per mettere alla prova il mio talento. Ora sono più pronto mentalmente, sia fuori che dentro dal campo; so quello che posso fare, sono consapevole delle mia capacità, credo in me stesso e non avrò dubbi e ripensamenti se dovessi venire a giocare in NBA. Voglio sentire dire dai giornalisti che una squadra NBA fa di tutto per fermare il mio gioco, che lo conosce. Voglio vincere, sentirmi motivato e sapere che squadra e allenatori si fidano di me. Questo è importantissimo quando giochi per raggiungere degli obiettivi importanti. Voglio andare in NBA, ma non solo per fare la conferma, ma per essere un punto fisso della squadra e dare il contributo necessario per il raggiungimento degli obiettivi. Voglio lasciare il segno."
Grandissimo giocatore Teodosic, che si merita di giocare nel miglior campionato di basket del mondo. Quali potrebbero essere delle buone destinazione per il playmaker serbo?

Houston Rockets: Mike D'Antoni ama che le sue squadre corrino e tirano, e Milos Teodosic oltre ad avere un fanstatico tiro, può tranquillamente condurre un contropiede trovando il compagno smarcato nei primi 10 secondi dell'azione. Lasciatemi passare il paragone, ma potrebbe essere il "nuovo" Steve Nash visto ai Suns. Assist, tre punti e intelligenza in campo, quello che D'Antoni vorrebbe vedere da tutti i suoi giocatori e che Teodosic ha nel DNA. Milos rincontrerebbe un suo ex compagno all'Olympiacos, Patrick Beverly, e sarebbe l'innesto ideale per i Rockets, visto che un passatore come Teodosic sarebbe ideale per giocatori come Harden, Ryan Anderson e Eric Gordon. Immaginate questi 4 giocatori che corrono e tirano da qualsiasi posizione, il paradiso per D'Antoni; il problema potrebbe essere il gioco in isolamento di Harden, ma l'idea di un pick and roll tra Milos e Anderson, in grado di allargare gli spazi e di avere ottime soluzione dalla distanza, potrebbe essere un immaginario interessante in quel di Houston.

Sacramento Kings: in quel di Sacramento Peja Stojakovic è diventato uno dei migliori tiratori da tre punti nella storia della NBA, Vlade Divac è un componente fondamente dell'attuale staff di Sacramento e molto probabilmente ci sarà anche Bojan Bogdanovic, giocatore che interessa molto ai Kings. Se Sacramento volesse, potrebbe firmare in 5 minuti Teodosic la prossima estate. DeMarcus Cousins e Milos Teodosic. Immaginate un pick and roll tra questi due giocatori, poesia del basket. Sacramento ha necessità di un playmaker che organizzi la squadra e che si prenda in mano le redini del gioco. Milos sarebbe l'innesto perfetto per i Kings, che con il serbo potrebbero finalmente tornare ai playoff dopo 10 anni.

San Antonio Spurs: " I San Antonio Spurs, dal momento che ha un gioco molto simile a quello europeo, con molti passaggi e molte penetrazioni , potrebbero essere la squadra perfetta per me" dichiarazioni rilasciate da Teodosic nell'articolo di "EuroHoops", " anche gli Utah Jazz hanno un gioco che mi affascina molto e soprattutto conosco benissimo coach Quin Snyder, che è stato un assistente di Ettore Messina a Mosca. Oltre ad essere un grande uomo, è uno degli allenatori più promettenti in NBA, a mio avviso." Le possibilità che Milos vada agli Utah Jazz sono molte basse, soprattutto per la presenza nel roster di altri due ottimi playmaker come George Hill e Dante Extum. San Antonio rimane la squadra ideale per Teodosic, e non solo per il suo ottimo rapporto con Ettore Messina. Gli Spurs hanno un grandissimo allenatore come Popovich che sa come sfruttare le potenzialità dei giocatori proveniente dall'Europa e il suo stile di gioco si avvicina molto a quello europeo. Milos Teodosic potrebbe prendere il posto di Tony Parker (34 anni) e sarebbe la spalla ideale per due giocatori fondamentali degli Spurs, come Leonard e Aldridge. Inoltre la coppia di guardia Teodosic-Ginobili farebbe impazzire ogni difesa NBA, perchè sono due giocatori in grado di nascondere la palla agli avversari e di fornire assist in continuazione. Gli Spurs potrebbero essere la meta ideale per Milos.
Non ci resta che attendere l'Estate del 2017, sperando di vedere Teodosic incantare i tifosi americani con tutta la sua immensa classe e la sua intelligenza cestistica.

 

 Marco Mugnaini

 

Pubblicato in NBA
Mercoledì, 02 Novembre 2016 14:05

Shumpert lascerà i Cleveland Cavaliers?

I movimenti di mercato in NBA sono sempre attivi, fino alla chiusura del mercato nel mese di Febbraio. L'ultima notizia riguarda Iman Shumpert, giocatore dei Cleveland Cavaliers e fresco di titolo NBA con i Cavs. Si sono parlate di moltissime possibili destinazioni, tra cui Minnesota, sicuramente al primo posto nella lista delle pretendenti; secondo molte voci di mercato, i Cleveland sarebbe intenzionati a discutere di una possibile trade soprattutto perchè tagliare Shumpert alleggerirebbe il libro paga dei Cavs di qualche milione, così da ottenere un buon risparmio esponenziale per il futuro. Dare via Shumpert non sarebbe una scelta semplice per il proprietario dei Cavaliers, Dan Gilbert; Iman migliora decisamente il roster della squadra e soprattutto nel periodo dei Playoff, da Marzo/Aprile, diventa un giocatore decisivo partendo dalla panchina, in grado di mettere facilmente punti a referto e dotato di una capacità difensiva eccellente. Ma i Playoff sono ancora lontani e se Gilbert sta pensando di mandarlo via sta indubbiamente pensando al futuro, soprattutto perchè nell'idea dei Cavaliers c'è la finale NBA e difficilmente un'altra squadra dell'Est potrà eliminare i Cavs, Raptors e Bulls permettendo. I Cavs hanno bisogno di un giocatore con le caratteristiche di Shumpert, per dar fiato ai veterani come Richard Jefferson e Dunleavy Jr., ma che percepisca uno stipendio inferiore ai quasi 9 milioni annui presi da Iman. Cleveland si trova difronte a un bivio con 3 franchigie interessate a Shumpert:

- Minnesota Timberwolves: Minnesota sembra essere la squadra più interessata a Shumpert; l'idea di poter combinare le qualità offensive di Wiggins e le doti difensive di Shumpert entusiasma i dirigenti dei Timberwolves e molto probabilmente i due giocatori appena citati andrebbero a formare la coppia perfetta di point guard. Wiggins come macchina offensiva, Iman come macchina difensiva potrebbero condividere molti minuti assieme ed essere un duo completo in tutti i reparti. Dall'altra parte i Cavs sarebbero interessati a un playmaker da utilizzare come terza riserva, con buone prospettive future e avrebbe individuato Tyus Jones (giocatore di Minnesota) un ottimo candidato per questo ruolo. Lo scambio non è così facile però: Minnesota dovrebbe dare due giocatori a Cleveland in cambio di Shumpert, perchè ovviamente il valore di Tyus Jones non è paragonabile a quello di Iman. Oltre a questa, potrebbe svilupparsi un'altra possibilità, ovvero che nella "trade" si inserisca un'altra squadra così da poter da inizio a un valzer di scambi che accontenterebbe tutti. Minnesota resta la prima vera opzione per Shumpert se mai dovesse lasciare i Cavs.

- Philadelphia 76ers: Philadelphia è la squadra che può offrire più playmaker ai Cavs. Attualmente nel Roster hanno: Jerryd Bayless, T.J. McConnell, e Sergio Rodriguez. Nelle prime partite la prima opzione è stata T.J. McConnell, a causa dell'infortunio a Bayless, ma Rodriguez ha avuto un grosso impatto nella NBA, realizzando 12 punti e ha avuto 9 assist e 4 rimbalzi nella prima partita per i Sixers in questa stagione. Bayless molto probabilmente recupererà dall'infortunio tra 3-4 settimane e potrebbe essere proprio lui il giocatore ideale per i Cavs, soprattutto perchè i Sixers non hanno grandissimi progetti per lui e visto che possono contare su due ottimi playmaker molto in forma come McConnell e Rodriguez. Oltre tutto questo, Philadelphia ha altri giocatori da poter scambiare, principalmente nel ruolo guardia e questo potrebbe essere un buon motivo per convincere i Cavs a scambiare Shumpert.

-Houston Rockets: I numeri di Harden di questo inizio di stagione (34 punti e 17 assist di media) hanno dimostrato che il giocatore ex Okc può ricoprire sia il ruolo di playmaker che quello di point guard. Lo aveva dimostrato anche la scorsa stagione, ma ha voluto ribadirlo in queste partite perchè esistevano ancora degli scettici; e le prestazioni di Harden son servite moltissimo ai Rockets, in un periodo dove il playmaker titolare, Beverly, è infortunato e probabilmente tornerà solo a Dicembre. Gli altri due play, Bobby Brown e Tyler Ennis, hanno fatto solo da comparsa in queste primi minuti di NBA, lasciando il ruolo di playmaker totalmente in mano ad Harden. Ruolo che molto probabilità terrà anche con il ritorno di Beverly, che diventerà un'ottimo play di riserva; con questa decisione tecnica-tattica Houston è rimasta leggermente scoperta nel ruolo di point guard e chi meglio di Shumpert piò affiancare un giocatore come Harden? (Shumpert giocatore fenomenale a farsi trovare sempre pronto sugli scarichi e con le penetrazioni del "Barba" avrebbe sicuramente moltissimi tiri a disposizione). E' implicito che il ruolo di Bobby Brown e Tyler Ennis sarà ancora più marginale: Brown è un giocatore di 32 anni che ha giocato sia NBA per varie squadra, sia in Europa dove ha dimostrato tutto il suo talento. Ennis è un giovane di prospetto, arrivato un mese fa dai Bucks in cambio Michael Beasley e potrebbe essere proprio lui la pedina fondamentale per lo scambio dei Cavs. Infatti Houston, oltre al talenti di Ennis, ha molti giocatori che giocano nel ruolo di ala piccola/ala grande che potrebbero interessare a Cleveland, che cercano anche un giocatore in quel ruolo per dare un pò di fiato a Lebron nel mese di Marzo.

 

Marco Mugnaini

 

 

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La carriera di Yao Ming è stata martoriata dagli infortuni, perchè senza tutti i problemi fisici l'atleta cinese sarebbe diventato dominante in NBA come lo è stato il suo amico e collega Shaquille O'Neal. Ma oltre agli infortuni, nei suoi primi anni in Nba, ha dovuto sopportare tutta la pressione mediatica che si stava creando intorno alla sua figura, un personaggio fuori dal comune ed unico nel suo genere. Yao Ming non era abituato a quella realtà che si vive in NBA, i suoi compagni ad Houston lo sapevano e hanno fatto sempre di tutto per farlo sentire a casa. Tra questi c'era Steve Francis, con il quale ha giocato insieme per oltre 7 anni e racconta questo piccolo aneddoto sul grand uomo che è Yao Ming.

"Ricordo la conversazione che ho avuto con lui non è appena è arrivato a Houston. Sapevo che era un vero talento e che non era arrivato solo per via del suo appeal mediatico. "Abbiamo bisogno di te." Ho chiesto al suo traduttore di spiegargli cosa volevo dire. La pressione mediatica e il mondo esterno non contavano niente. Noi eravamo là per giocare a pallacanestro, e lui ci serviva. Il resto non mi importava affatto. Sei anni dopo, nel 2008, entrambi stavamo recuperando da degli infortuni. La mia riabilitazione alla schiena però procedeva a rilento, e la stampa aveva iniziato a far uscire voci. Mi sono fermato a casa sua e l'ho trovato impegnato nella riabilitazione al piede in piscina, ricordo ancora cosa mi ha detto. "Hey Steve", e con il solito sorrisone che lo distingue: "Abbiamo bisogno di te." Mi ha fatto immediatamente ripensare al consiglio che gli diedi appena entrato nella lega... Pensa solo alla pallacanestro. Aveva appena rigirato a me il consiglio che gli avevo dato sei anni prima. Yao è sempre stato estremamente intelligente. E adesso è ufficialmente un Hall of Famer. Congratulazioni fratello mio."

Steve Francis

 

 

Marco Mugnaini

 

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Giovedì, 13 Ottobre 2016 16:43

Brown e lo sfregio alla Grande Muraglia

 

Non solo gli italiani si comportano male all'estero: Bobby Brown, durante la trasferta cinese con i suoi Rockets, è stato pizzicato a scrivere il suo nome nientemeno che sulla Grande Muraglia: 

 

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Mercoledì, 18 Maggio 2016 19:20

Rockets: niente Van Gundy ma arriva...

 

Sfumata la pista Van Gundy - che in molti davano come "frontrunner" - ora la società texana sembrerebbe aver virato per Mike D'Antoni, che avrebbe sostenuto perfino un secondo colloquio per il posto di head coach. I rumor sono tanti, in questi giorni ma attendiamo fiduciosi!

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Un inizio convincente, un Curry non al massimo e sia Barnes che Bogut gravati di tre falli dopo pochi minuti. Houston sembrava aver costruito qualcosa di importante - col favore dei tifosi di casa - prima di crollare miseramente nel terzo periodo: Golden State ha agevolmente messo a segno ben 41 punti in una sola frazione, grazie a Green, Thompson e Iguodala. 

 

Golden State affossa i Rockets 121-94.

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Venerdì, 22 Aprile 2016 07:00

Golden State: una sconfitta utilissima

 

 

Perdere fa bene? No, perdere può fare benissimo. Golden State, dopo aver riscritto un capitolo del grande libro della storia della pallacanestro grazie alle 73 vittorie in regular season, aveva bisogno di questa sconfitta. Aveva bisogno di ricevere uno schiaffo "zen" da una squadra non proprio imbattibile come Houston.

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1° Tempo

 

Eloquente il 60-33 che chiude le due prime frazioni. Eloquenti i 4 punti e i 4 falli di Harden, se confrontati con i 24, 6 rimbalzi e 3 palle rubate di Steph Curry, che altrettanto emblematicamente gli soffia un pallone per propiziare l'ennesimo contropiede. Un inizio di playoff "da" Golden State Warriors contro un inizio di playoff..."da" Houston Rockets finora. 

 

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Grave scivolone di Oklahoma che - pur essendo stata in vantaggio per ampi tratti della gara - cede ad una rediviva Houston, trascinata dai 41 di Harden. I Rockets dunque attenderanno l'esito della gara fra Jazz e Suns, dovendo concentrare le ultime energie nell'inseguimento all'ottavo posto ad Ovest (in questo momento occupato proprio da Utah).

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la storia degli europei di pallacanestro

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