top trasparente                                           top trasparente

banner superbasket 25

banner1

Giovedì, 01 Giugno 2017 08:21

Big Three Miami o Big Three Cavs?

Secondo Mark Jackson, ex allenatore dei Golden State Warriors e ora analista e commentatore per Espn, i Big 3 dei Cavs hanno ancora molto da dimostrare prima di raggiungere il trio di South Beach :

Pubblicato in NBA
Giovedì, 30 Marzo 2017 07:42

Miami campioni NBA 2006

Una delle pagine più belle di sport mai visti in Nba: il primo titolo conquistato dai Miami Heat nella loro storia nel 2006. Roster: Derek Anderson, Dorell Wright,Dwyane Wade, Gerald Fitch, Antoine Walker, Gary Payton, Jason Kapono, Wayne Simien, Earl Barron, Shaquille O'Neal, Alonzo Mourning, Udonis Haslem, James Posey, Matt Walsh, Shandon Anderson, Michael Doleac,Jason Williams. Un gruppo di veterani, la cui portabandiera era il giovanissimo Dwyane Wade, al suo terzo anno in Nba. Una squadra che in molti non credevano potesse andare oltre al primo turno dei playoff, sicuri che quella "squadra di vecchietti" non avrebbe resistito mentalmente e fisicamente alle pressioni continue della Nba, alle fatiche dopo ogni partita. Ma è da queste cose che si vede la differenza tra ottimi giocatori e campioni: Shaq, Gary, Jason, Alonzo Mourning sono stati grandissimi campioni e grazie al loro immeso talento, sono riusciti a scrollarsi di dosso tutte le critiche che li avevano perseguitati durante la stagione. Ma chi meglio di The Flash può spiegarci le emozioni, i sentimenti, che la squadra e tutta la città di Miami hanno provato quando hanno ribaltato la serie delle finali contro Dalla da 0-2 a 4-2?? (Con queste parole The Flash si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto verso coloro che ancora oggi la magnifica impresa degli Heat sia stata frutto solo del caso).

"Ci sono un sacco di chiacchiere sulla finale del 2006 in questo momento... ciò perché fu la finale più discussa e oggi sono passati esattamente 11 anni da quella data in cui vincemmo il primo titolo come franchigia e per me come giocatore. Fu uno dei momenti più belli della mia vita e probabilmente uno dei peggiori per i Dallas Mavericks. Questo è lo sport... abbiamo avuto tutti i nostri momenti per sentirci nei due modi. Oggi ciò che leggo sulla serie è ingiusto per me in quanto giocatore di basket. Ho mai avuto falli fischiati che avrei potuto continuare a giocare? SI. Tutti li abbiamo avuti...ma attaccavo ogni volta che toccavo la palla? Si. Questa immagine è un esempio della partita di gara5 (immagine copertina) dove tutti quanti dicevano che non avessi subito fallo. Se ascoltate molti atleti vi diranno che non ha commesso fallo, ma D Harris ragazzo mio quello era fallo! Alla fine siamo riusciti a trovare un modo di battere una squadra che era molto migliore rispetto alla nostra quella stagione ma ebbero la loro rivincita in 2011, così per me è una bufala. Sono molto contento di guardare indietro a quei momenti e dire che ho messo le mani su (contribuito a) quella vittoria per il nostro primo campionato di sempre."

"There's alot of coverage on the 2006 NBA Finals right now...One because it was the most controversial finals to date and today makes exactly 11 years to the date we won our first ever title as an organization and me as a player. It was one of the greatest moments in my life and probably one of the worst for the Dallas Mavericks. That's sports... we've all had our moments to feel both ways. Now what I'm reading about the series is unfair to me as a basketball player. Did I get some calls that I could have played through YES. We all do...but was I attacking every time I touch the ball...YES. This picture is an example of a play in game 5 that everyone said I didn't get fouled on. Listen most athlete have never committed a foul but D Harris my guy...this is a foul haa. All in all we did find a way to beat a team that was a much better team then us that season...but they got their payback in 2011 as a franchise so in my mind it's a wash..but iam proud to take a look back at these moments and say I had a hand in us winning our first ever championship."

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA

Rajon Rondo non sta vivendo una bellissima stagione; quella con i Bulls probabilmente è l'annata più deludente dell'ex playmaker dei Boston Celtics, soprattutto se si pensa alle grandi aspettative riposte in questa squadra. Se però non ha impressionato con le sue prestazioni, Rondo ha fatto parlare di sè per alcune dichiarazioni lasciate durante questi 6 mesi a Chicago. L'ultima "sua provocazione" è rivolta all'ex amico e compagno Ray Allen: il natio di Louisville ha deciso infatti di organizzare un viaggio vacanza insieme ai suoi ex compagni di Boston, vincitori del titolo NBA nel 2008, per celebrare il 10° anniversario. Ma tra gli invitati non figura il nome di Ray Allen; il motivo lo sanno tutti, ovvero il trasferimento di Allen a Miami, l'altra franchigia dominante ad East in quei anni. La nascita della leggenda dei "big Three" di Boston (diventati poi "Big Four" con l'esplosione di Rondo), avviene nell'estate del 2007, quando le superstar Ray Allen e Kevin Garnett, si vanno unire a Paul Pierce per formare uno dei trii più forti e competitivi mai visti (e fino a quel momento anche perdenti). Questi tre giocatori e l'aggiunta di un giovanissimo Rajon Rondo sono diventati una delle squadre più amate dell'ultimo decennio, una collezione di talenti e personaggi che in un solo anno sono riusciti immediatamente a vincere il titolo NBA, riportando l'anello a Boston dopo ben 22 anni e rimanendo sempre al top della lega per altri 4 stagioni. Ma il 10 Luglio 2012, l'ex giocatore dei Bucks e dei Seattle Sonics, prese una decisione che cambiò per sempre il rapporto con Rondo, Pierce e Garnett, accettando un contratto di 12 milioni l'anno per tre anni offerto dai Miami Heat. Questo fu visto come un vero e proprio tradimento e la scelta di Allen di approdare nella squadra diretta concorrente per le Finals, provocò e provoca tutt'ora l'ira di Rajon Rondo, sicuramente il giocatore che più si è legato al dito questa storia. Questa notte, Rondo ha ufficialamente dichiarato "il suo odio" per Allen: "Eravamo molto uniti, e la sua scelta non fu la cosa più bella che potesse capitarci come squadra. Avevamo una forte rivalità con Miami, e lui è andato dal nemico. E' una cosa che non si poteva sentire nel mondo dello sport anche se ora è diventata più comune. Nessuno di noi lo avrebbe mai fatto. Ti fa pensare alle sfide precedenti. Ti fa domandare, per chi giocavi? Non avevi il "sangue verde". La gente pensava che io ed Allen non avessimo un ottimo rapporto, ma non ero solo io. Ho contattato un paio di miei ex compagni di squadra e mi hanno chiesto di fare senza di lui." Ray Allen non ha ancora lasciato interviste o dichiarazioni a proposito del suo non invito, ma a parlare è stato Paul Pierce, leader e trascinatore di quei Celtics: "È stata una situazione difficile perché pensavamo che fosse un tradimento. Per questo alla fine si è evoluta in quel modo, bloccando le comunicazioni tra di noi. Ray non aveva un grande rapporto con Rondo, ma non c’entrava: prima di prendere la sua decisione non ha parlato con nessuno di noi, da me a Kevin a Rajon. Avevo cercato di chiamarlo, ma non mi ha mai risposto prima della firma. Miami era la nostra rivale. Eravamo fratelli, eravamo arrivati assieme. Volevamo almeno un cenno o un’idea di cosa gli stesse passando per la testa. Poi all’improvviso se ne è andato. Quella è stata la più grande delusione per me: non ricevere nemmeno una chiamata in quel periodo". Il viaggio degli ex campioni dei Boston Celtics vedrà partecipare anche Eddie House , Brian Scalabrine, Leon Powe e gli amici/compagni andranno in una località segreta, staranno insieme, si godranno la vita e si racconteranno come stanno andando le cose e anche se il decennale sarà solo l’anno prossimo, Rondo ha deciso di anticiparlo a quest’estate; tutto questo senza Ray Allen, senza "JESUS SHUTTLESWORTH", l'ormai ex amico dei Boston Celtics.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA

Probabilmente questa di Miami, è la peggiore stagione disputata negli ultimi 16 anni. Dopo aver perso nell'estate del 2014 il "Prescelto" che ha deciso di riportare il suo enorme talento a Cleveland, dopo aver perso per un paio di stagioni un giocatore fondamentale dal punto di vista tecnico e tattico come Cris Bosh a causa di problemi di salute, quest'estate Miami ha dovuto salutare la sua bandiera, il suoi leader, Dwyane Wade, unitosi ai Chicago Bulls. Tutto ciò ha portato Miami in una crisi profonda, una crisi che difficilmente potrà risolversi in breve tempo. Il record stagionale è il secondo peggiore dell'intera Lega, dietro solo ai Brooklin Nets: 11 vittorie e 19 sconfitte e 0 speranze per i playoff in questa stagione. Negli ultimi giorni si è parlato molto di mercato tra i dirigenti degli Heat, con molte voci di che vedevano partenti altri due pezzi pregiati del roster della squadra: Goran Dragic e Hassan Whiteside. Ho voluto proprio esaminare la situazione di Whiteside e ipotizzare due posssibilità per cui potrebbe/dovrebbe essere scambiato dai Miami Heat; ovviamente solo un mio personalissimo parere:

1- Scambiando Whiteside la franchigia della Florida potrebbe ottenere un ottimo posizionamento nel prossimo Draft, in quella che sembra per Miami la prima di diverse stagioni di transizione. Miami si sta sempre più affidando ai giovani e Whiteside non sembra essere quel leader-trascinatore che dovrebbe essere: dopo la partenza dei "big three" la squadra è stata affidata a Goran Dragic e ad Hassan, i veri pilastri di questa squadra. Ma in molte occasioni, proprio il play sloveno e Coach Spoealstra hanno ripreso il centro per il suo comportamento non proprio da star, quell'atteggiamento da giocare normale che gioca per fare solo "il compitino". Whiteside sta giocando una stagione solida, e il suo talento è indiscutibile, ma quello che li si critica è la scarso impegno nel voler vincere. Nelle ultime partite sembra proprio che i Miami Heat abbiano intrapreso la strada del "tanking", ovvero perdere il più possibile per avere le scelte migliori nei prossimi Draft; tutto questo per ricostruire un roster da zero, dopo la partenza dei tre ex tenori. Whiteside potrebbe un'ottima pedina di scambio, non solo per ottenere nuovi giocatori, ma anche delle posizioni ottime ai Draft.

2- Miami ha recentemente dichiarato che Whiteside è incedibile e che sicuramente rimarrà in Florida, anche perchè quest'estate ha firmato un grossissimo contratto. L'ex giocatore di Sacramento infatti nella passata stagione ha vinto il premio di miglior stoppatore, con 3.7 stoppate di media a partita. Gli Heat quest'estate gli hanno subito proposto un mega contratto da 98 milioni di dollari in quattro anni, ma c' è un piccolo dettaglio non del tutto insignificante; anche se Whiteside è entrato recentemente nel mondo NBA, è già un giocatore di 28 anni. Sicuramente sta disputando una delle sue miglior stagioni, con 17.8 punti, 14.4 punti e 2.3 stoppata di media a partita, ma liberandosi di un contratto molto pesante, Miami potrebbe andare a ingaggiare quella superstar in grado di trascinare la squadra ai playoff, cosa che i tifosi degli Heat erano abituati a vedere in questi anni. L'uomo e il giocatore giusto a mio avviso potrebbe essere Anthony Davis, poichè sarebbe il leader giusto a trascinare e a migliorare i giovani talenti di Miami.

Non voglio mettere in dubbio la forza e la bravura di Whiteside, perchè soprattutto a inizio stagione ha dimostrato di essere il giocatore più in forma di Miami e molto probabilmente, grazie alle sue prestazioni, riceverà la prima chiamata per un All Star Game questa stagione. Ma anche dal punto di vista dei numeri Hassan è calato molto rispetto alla scorso anno: problemi ai tiri liberi, è calato rispetto l’anno passato tirando con il 53.8% rispetto al 65% della scorsa stagione; problemi alle percentuali dal tiro, infatti in questa stagione ha peggiorato molto i suoi numeri, tirando con il 54% rispetto al 60.6% del 2015/2016. Whiteside sembra essere questo e non molto di più; Miami deve decidere.Puntare per il futuro su un giocare si in grado di farti vincere alcune partite, ma non in grado di farti vincere l'anello o se scambiare il giocatore o tagliarlo per poter arrivare ad una superstar in grado di darti quel salto di qualità necessario per arrivare al raggiungimento degli obiettivi? Lo scopriremo prima di Marzo.

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA

Rajon Rondo, che ai tempi dei Big Four dei Boston Celtics era considerato uno dei miglior playmaker in NBA, è ora alla veneranda età dei 30 anni e indubbiamente non è più quel giocatore che spaccava le partite in due a favore della propria squadra come una volta. L'avventura ai Chicago Bulls non è iniziata nei migliori nei modi e la sua convivenza con gli altri due All Stars, Jimmy Butler e Dwane Wade, sembra ormai alla fine. Rondo ha avuto buonissime medie in questo inizio di stagione: 7.6 punti, 7 assist e 6 rimbalzi di media a partita, ma il problema è alla base, visto che i Bulls necessitano di un playmaker con molti più punti nelle mani e purtroppo l'ex giocatore dei Boston non è più quel tipo di giocatore. Rondo, che a Dicembre era già stato sospeso per una partita dalla società, non è sceso in campo nemmeno un minuto nella partita di Sabato notte persa contro i Milwaukee Bucks con il punteggio di 116 a 99 lasciando il posto da titolare a Michael Carter Williams. Si è detto infastidito di questa scelta e ha riportato ai microfoni della NBA che avebbe immediatamente incontrato il General Manager dei Bulls, Gar Forman, per parlare di questa situazione ma fatto sta che la situazione in quel di Chicago non è così "incantevole" come tutti i tifosi speravano ad inizio campionato. Attualmente i Bulls sono settimi ad East, con un record di 15 vittorie e 16 sconfitte; ciò non ha reso felici i tifosi che hanno anche fischiato la squadra durante le ultime uscite. Molti si aspettavano che Chicago potesse essere una delle principali "antagoniste" dei Cleveland Cavaliers al titolo di campioni dell'Est, ma finora le prestazioni hanno dimostrato ben altro. La dirigenza sembra aver individuato in Rondo uno dei principali "colpevoli" di questa situazione, mettendo molto probabilmente il giocatore sul mercato. Ma quali potrebbero essere le destinazioni dell'ex giocatore dei Sacramenti Kings?

PHILADELPHIA 76ERS: i 76ers sono una squadra molto giovane con un futuro brillante per la franchigia, ma al momento Phila è una delle peggior squadre in NBA e molto probabilmente dovrà rinunciare ai playoff anche quest'anno, accontentandosi di un 14°/15° posto ad East. Rondo potrebbe essere il veterano giusto per una squadra piena zeppa di stelle future e fino al ritorno di Ben Simmons (fuori per infortunio) può prendere le redini della squadra soprattutto con il suo pick and roll, letale se fatto con un giocatore come Joel Embiid o Jahlil Okafor. Inoltre Rondo può fare da mentore per tutti i giovani della squadra. Arrivare a Rondo non è facile, ma Philadelphia può contare su una pedina di scambio come Nerlens Noel, ala forte/centro che sembra aver concluso la sua avventura in Pennsylvania e che soprattutto interessa molto alla società dei Bulls, visto che era stato accostato al roster di Chicago anche nel mercato dell'anno scorso.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: Minnesota ha attualmente nel ruolo di playmaker un giocatore del calibro di Rubio, che ad essere onesti ha un pò deluso nella sua avventura a Minnesota e una trade tra i Wolves e i Bulls potrebbe far bene ad entrambe le squadre. Potrebbe essere uno stimolo in più anche per lo spagnolo, che quest'anno sta viaggiando a soli 7 punti di media a partita. Rondo sarebbe utilissimo a Minnesota, non solo perchè è un ottimo passatore in contropiede per giocatori come Kris Dunn e Zach LaVine, ma perchè vedere un pick and roll tra lui e il futuor della NBA, Karl Anthonu Towns, sarebbe un piacere per gli occhi. Questa potrebbe essere una trade molto possibile, sempre se Minnesota deciderà di privarsi del giocatore spagnolo e se vorrà puntare su un veterano come Rondo.

MIAMI HEAT: un'altra interessantissima possibile trade potrebbe essere quella fra i Miami Heat e i Bulls. Attualmente Miami ha come playmaker titolare un giocatore di altissimo livello come Goran Dragic, ma solo Tyler Johnson come possibile riserva nel roster. Potrebbe esserci uno scambio alla pari fra le due squadre dell'Est, con Rondo pronto a portare tutta la sua esperienza agli Heat e con Dragic, che aveva già alimentato qualche polemica sul suo futuro in Florida con alcune dichiarazioni rilasciate nel mese di Dicembre dello scorso anno, in grado di dare una grossa mano offensiva all'attacco di Chicago, con i suoi 19.3 punti di media a partita. Rondo è stato 4 volte ALL STARS e potrebbe accoppiarsi benissimo con un centro dominante come Whiteside, oltre a poter essere un eccellente "maestro" per il giovane e promettente Tyler Johnson.

Ancora indeciso il futuro di Rondo, ma molto probabilmente lascierà Chicago prima della fine del mercato. L'unica domanda è: dove porterà il suo talento il giocatore natio di Louisville?

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA
Mercoledì, 02 Novembre 2016 14:08

Dwyane Wade e Lebron James: un'amicizia fraterna

L'amicizia fra Lebron James e Dwyane Wade è qualcosa di più di un'amicizia sportiva; è qualcosa di sincero, di fraterno. Giocare per tanti anni accanto a un amico, passare giorni e notti con lui in trasferta, rafforza indubbiamente il legame fra due giocatori. Ovviamente non sempre si crea questo tipo di rapporto, ma a Wade e Lebron è successo, a Miami, quando il Prescelto ha deciso di portare il proprio talento in Florida. Un' amicizia che va al di là di una partita, di una stagione o di una carriera; la loro amicizia rimarrà per sempre, come due fratelli. Lebron dichiarò che sarebbe stato onoratissimo di poter rigiocare con Wade (dopo il suo ritorno ai Cavs) e che si sarebbe addirittura abbassato lo stipendo pur di giocare con il suo grande amico. Ora sono rivali, ma solo sul campo. Wade qualche settimana fa ha svelato qualche curiosa particolarità sul rapporto con Lebron; godetevelo!!

"Lebron è uno dei miei migliori amici. Ogni volta- quando andiamo a mangiare fuori insieme- mi dice sempre: 'Ehi Dwyane, devi assaggiare questo, ehi Dwyane devi assaggiare quest'altro'. Lui sa sempre cosa ordinare per me. Probabilmente mi metterò nei guai ma devo dirlo: se dovessi scegliere una persona a cui chiedere di ordinarmi da mangiare sceglierei Lebron. Gabrielle (la moglie) mi prenderebbe 9 cose diverse per essere sicura che almeno una sia di mio gradimento. Lebron -invece- sa sempre cosa desidero. Per quanto riguarda la telefonia mobile -invece- Lebron è molto tirchio. Ha più di un telefono ma non ha un 'fottuto' piano telefonico. Naviga su Internet solo dove c'è il Wi-Fi. Quando siamo andati in vacanza in barca, usava il telefono solo sulla nave (era dotata di Wi-Fi). In giro non lo toccava per risparmiare su internet".

 

 Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA

 

Prima Whiteside (per un problema al ginocchio, sebbene l'MRI non abbia notificato nulla di grave) e poi Valanciunas (caviglia destra): la gara è sembrata oscillare fra due poli, rappresentati dai rispettivi lunghi. Toronto, a dir la verità aveva allungato nel punteggio ma proprio l'uscita del lungo lituano nel terzo periodo ha permesso agli Heat di cominciare un lungo parziale di 32-13, che li ha portati in vantaggio all'inizio della quarta frazione. 

Pubblicato in NBA
Domenica, 01 Maggio 2016 19:09

Charlotte acerba: Miami domina gara 7!

 

Guardando la gara a ritroso, probabilmente Charlotte non è mai entrata davvero in questa gara 7: Miami ha avuto il tempo di "cuocere" gli avversari con calma attraverso i vari quarti, raggiungendo un pieno vantaggio dopo l'intervallo. Ora gli Heat attenderanno l'esito dell'altra gara 7 fra Pacers e Raptors, per conoscere i prossimi contendenti ad Est. 

 

Miami batte dunque Charlotte 106-73.

Pubblicato in NBA
Domenica, 24 Aprile 2016 01:11

Hornets vincenti "grazie" a Jordan e Ewing

 

Un consiglio, apparentemente banale, può cambiare la serie? Può cambiare una partita, questo è sicuro: coach Clifford ha ammesso di aver seguito il consiglio di Michael Jordan e di Patrick Ewing riguardo all'utilizzo più consistente di Kaminsky in post. 

Pubblicato in NBA
Lunedì, 18 Aprile 2016 00:48

Miami arrostisce gli Hornets 123-91

 

Prestazione stellare per i Miami Heat, che annichiliscono una Charlotte mai in partita. Luol Deng gioca una gara pressoché perfetta, mettendo a segno 31 punti con 11/13 dal campo, 4/6 da tre, 7 rimbalzi e +26 di Plus-Minus, Whiteside va in doppia doppia con 21 punti e 11 rimbalzi e Wade aggiunge 16 segnature allo score totale. 

Pubblicato in NBA
InizioIndietro12AvantiFine
Pagina 1 di 2

right

la storia degli europei di pallacanestro

mental2

playersprofile

copertina

Cerca

superbasket

aquista ebook basketcoach

TOP100 2016 300bn

basketcoach website link

Le news del giorno

Prev Next

logo

 

 

 

 

DMC Firewall is a Joomla Security extension!