top trasparente                                           top trasparente

banner superbasket 25

basketcoach basketball store sito allenatori basket

 
Nella notte si sono disputate le ultime due finali regionali che hanno visto opporsi sul campo South Carolina contro Florida, e North Carolina contro Kentucky. 
Pubblicato in Lega A
Nella notte si è giocata la finale di Midwest allo Sprint Center di Kansas City fra Oregon e Kansas in una partita che i botteghini delle scommesse davano come molto equilibrata e leggermente in favore di Kansas. Ancora una volta gli esperti sbagliano, perché è Oregon a vincere e quindi a staccare un biglietto per le final four. Per i Ducks questo è un avvenimento a dir poco eccezionale ed importante perché era dal 1939 che non raggiungevano l'ultima fase del torneo NCAA e perché lo fanno vincendo entrambi i tempi e archiviando così la pratica col punteggio di 74-60. Partita in discussione solo nei primi minuti e già poi indirizzata sui giusti binari quando nell'ultimo minuto del primo periodo Oregon mette un parziale di 8-0 che poi subito replica ad inizio ripresa con un altro favorevole da 11-4 che spezza definitivamente le gambe a Kansas e i suoi tentativi di rimonta. A questa impresa hanno contribuito in maniera particolare Dillion Brooks coi suoi 5 rimbalzi, 4 assist e 17 punti in 37 minuti e soprattutto Tyler Dorsey che ha messo a referto 5 rimbalzi, 1 assist, 1 palla recuperata e 27 punti (con un 9/13 da due, un 6/10 da tre e un 3/4 dalla lunetta) in quasi 35 minuti di gioco. Unica nota positiva della serata per i Jayhawks rimane la prestazione solida e oramai solita di Frank Mason III che prende 4 rimbalzi, confeziona 4 assist e segna 21 punti con il 8/20 da due, il 2/8 da oltre l'arco e il 3/3 a cronometro fermo; questa volta Mason forse ha accentrato troppo su se stesso il gioco della squadra (1/3 dei tentativi della squadra sono suoi)  prendendosi tiri anche molto forzati come dimostrano le sue percentuali. 
 
L'altra finale giocata nella notte è stata quella fra Gonzaga e Xavier valida per il titolo di West e andata in scena nella splendida cornice dello SAP Center di San Jose (California). Come nella partita fra Oregon e Kansas, anche qui il risultato finale parla chiaro: infatti finisce 83-59 per i Bulldogs che non lasciano alcuna possibilità di entrare in partita ai loro avversari e si prendono ciò che ci si aspettava dopo l'incredibile regular season fatta, ovvero un accesso facile e non troppo sudato alle final four. Fin da subito Gonzaga mette le cose in chiaro vincendo il primo tempo per 49-39 e poi ripetendosi nel secondo col punteggio di 34-20 dove soprattutto ha fatto vedere che, se vogliono, i ragazzi di coach Mark Few sanno anche sacrificarsi e piegare le gambe. Il momento chiave della partita non è tanto una giocata, ma il pregame dove i Bulldogs vengono caricati a mille dal loro staff tecnico in toto: infatti fin dalla palla a due il quintetto base, ma anche chi è subentrato a pratica in corso, sembra avere qualcosa in più rispetto agli avversari a cui non concedono mai di mettere in discussione la partita e l'accesso alle final four. 
MVP of the match, nonché top scorer, è Nigel Williams-Goss che nei 37 minuti concessi dal coach segna 23 punti conditi da 8 rimbalzi, 4 assist, 2 palle recuperate e 1 stoppata. Come lui manca la doppia doppia per soli due rimbalzi anche un altro giocatore dei Bulldogs, Jonathan Williams che mette a referto in 33 minuti 1 assist, 2 palle rubate, 3 stoppate e 19 punti con 2/8 a cronometro fermo, 1/1 dall'arco e 8/12 da due. 
 
Ora bisogna vedere a chi andranno gli ultimi due inviti per il ballo più bello e più importante del college, questi sono in palio fra Florida ed East Carolina, e fra North Carolina e Kentucky. 
 
Dopo ci saranno solo le final four, e tutto il mondo le attende con trepidazione da più di un anno. 
 
Davide Maggioni 
 
Pubblicato in Coppe
 
Nella notte sono state disputate le altre partite delle sweet sixteeen che hanno comunicato al mondo le restanti quattro elite eight che si sfideranno per ottenere un posto nelle final four di Phoenix. 
Ad East South Carolina supera agilmente e senza troppe difficoltà Baylor col punteggio finale di 70-50; i Gamecocks mettono un altro tassello e si avvicinano sempre più all'obiettivo finale, ovvero le final four, battendo Baylor in una partita con un solo padrone fin dal primo tempo. Infatti dopo i primi dodici minuti in cui vi erano stati sorpassi e controsorpassi, i ragazzi di South Carolina decidono che è giunto il momento di fare sul serio e infilano un parziale di 22-7 che gli consente di dover solamente gestire il vantaggio accumulato per il resto della pratica. Per i Bears le notizie buone sono davvero poche e quasi inesistenti: infatti da salvare rimane solo la prestazione – di una singola voce che grida nel deserto più completo- di Jonhathan Motley che chiude a 18 punti (unico dei suoi ad andare in doppia cifra in tale statistica) e 9 rimbalzi. Mentre dall’altra parte i Gamecocks mandano in doppia cifra ben quattro giocatori, uno dei quali è anche top scorer con 24 punti; si tratta di Sindarius Thormwell che già aveva trascinato i suoi nelle precedenti partite e nella regular season. 
South Carolina affronterà il 26 marzo a New York Florida che ha sconfitto Wisconsin solamente dopo il primo overtime per 84-83. I Gators nella notte sono riusciti a ribaltare il pronostico (venivano dati vincenti con solo il 36% di possibilità) e ad eliminare la seed number two dal torneo, ovvero i Badgers che dunque, dopo SMU e Villanova, rappresentano la terza inaspettata eliminazione della march madness. La partita è delle più avvincenti e cambia padrone in continuazione: infatti se nel primo tempo Florida, guidata dalla incredibile prestazione di KeVaughn Allen che sarà sia top scorer sia MVP of the match in virtù dei suoi 35 punti, va in vantaggio di due punti. Nella ripresa Wisconsin fa di tutto per non far scappare gli avversari e ci riesce fino a quando a 1:41 si trova sotto di otto punti dopo i tiri liberi messi a segno da Kasey Hill. A questo punto la partita ha un solo padrone: infatti nei restanti minuti i Badgers non solo riescono ad andare velocemente a segno, come fanno con la tripla di Koenig e lo jump shot da dentro l'area di Happ, ma anche a difendere forte senza commettere fallo. A sei secondi dalla fine Wisconsin recupera palla e subito coach Gard chiama il timeout per disegnare l'ultimo tiro che per agguantare il pareggio dovrà essere da tre punti; detto fatto. Finito il timeout in soli quattro secondi i suoi ragazzi riescono a liberare Zak Showalter per un buon tiro da oltre l’arco che si insacca e concede il pareggio 72-72 a due secondi dal termine. Si va al primo overtime. Da qui ne escono vincitori i Gators grazie a una giocata sulla sirena di Chris Chiozza che col cronometro quasi a zero riesce a far partire un tiro dolcissimo dalle sue mani da oltre il perimetro dell'area che viaggia verso il canestro e trova il fondo della retina. Tre punti. 84-83 e Gators in finale di East. 
North Carolina invece supera agevolmente Butler vincendo la partita nel primo tempo e gestendo poi il vantaggio nel secondo senza mai lasciare una possibilità di rientro concreta agli avversari: infatti dopo i primi venti minuti i Tar Heels conducono per 52-36 e quindi accumulano un gap di 16 punti che poi gestiscono saggiamente nella ripresa che viene vinta dai Bulldogs per 44-40, risultato con cui riescono solamente a rendere meno amara la sconfitta. Il momento chiave è però nel secondo tempo quando con 16 minuti e 13 secondi ancora da giocare North Carolina si porta sul massimo vantaggio di più 18 grazie a un canestro di Berry che non lascia alcuna speranza di recupero agli avversari.  La facile vittoria dei Tar Heels è stata possibile grazie alle prestazioni offensive di Luke Maye che chiude a 16 punti e 12 rimbalzi, Justin Jackson che mette a referto21 punti e 5 assist e Joel Berry che è top scorer e MVP of the match grazie ai suoi 26 punti in 35 minuti. 
Ad aspettarli al varco, a Memphis il 26 marzo, ci sarà la corazzata di Kentucky che nella notte italiana si è sbarazzata di Lonzo Ball & company (alla faccia di tutto ciò che dice papà LaVar, I cui discorsi forse hanno influenzato la prestazione sia del figlio che dell'intera squadra). Partita mai in discussione con i Wildcats che prima vincono di tre punti il primo tempo e poi dilagano nel secondo che si chiude sul punteggio di 50-42 in virtù del quale la partita finisce 86-75 per Kentucky. La pratica e stata chiusa dal sottomano di De’Aron Fox a poco più di quattro minuti e mezzo dalla fine quando il punteggio era sul 61-73 in favore dei Wildcats che hanno ottenuto il pass per la finale di Memphis grazie alle prestazioni di Malik Monk che chiude a 21 punti (vincendo i confronto diretto con Lonzo Ball che ne mette solamente 10), e soprattutto di De’Aron Fox che mette a referto in 36 minuti 3 rimbalzi, 4 assist, 2 palle rubate e 39 punti. 
 
Attenzione signori e signore perché nei prossimi giorni si decide chi andrà alle final four, quindi non perdetevi nulla. 
 
Davide Maggioni 
 
Pubblicato in Estero
Venerdì, 24 Marzo 2017 07:18

E siamo già alle Elite Eight

 
Nella notte si sono decise quelle che sono le prime finaliste, e in particolare quelle che si sfideranno a Kansas City il 25 marzo per il Midwest title e quelle che invece scenderanno in campo a San Jose per il titolo a West. 
Nel primo caso troviamo l'Università di Kansas che sfiderà quella di Oregon, mentre nel secondo Gonzaga affronterà Xavier. 
Unica vittoria netta è stata quella di Kansas su Purdue che infatti si impone in due tempi col punteggio di 98-66 senza essere mai davvero messa in difficoltà dagli avversari; fin da subito le cose girano bene per i Jayhawks che entrano in campo davvero decisi e vincono il primo periodo di 7 punti per poi dilagare nel secondo (51-26). Purdue aveva provato a recuperare ad inizio secondo tempo e in parte ci era riuscita poiché a poco più di 15 minuti dalla fine si era riportata a meno due; poi però una tripla di Graham ha aperto un terrificante parziale di 19-5 in favore dei Jayhawks che così sono scappati via definitivamente verso la vittoria. 
La fuga decisiva per Kansas è stata guidata da Frank Mason e Devonte’ Graham che chiudono entrambi a quota 26 punti; ma MVP of the match rimane la point guard Mason che ai suoi 16 punti ha aggiunto 7 rimbalzi, 7 assist e 1 palla rubata in 35 minuti. 
In finale troveranno i ragazzi di Oregon che hanno vinto una partita molto tirata contro Michigan di un solo punto per 69-68. Il canestro decisivo viene segnato a 1 minuto e 7 secondi dalla sirena finale da Tyler Dorsey con uno jump shot da due punti che concede la vittoria ai suoi e di conseguenza la possibilità di continuare a ballare. Lo stesso Tyler Dorsey Sara anche top scorer per la sua squadra e MVP of the match grazie ai suoi 20 punti (pareggiati dall'altra parte da Derrick Walton), 3 rimbalzi, 2 assist e 2 palle recuperate. Ma la vera giocata decisiva del match è arrivata da uno di Michigan: infatti con ancora 15 secondi rimanenti sul cronometro Dylan Ennis che sbaglia un tiro libero che avrebbe portato i suoi al pareggio e così la partita ai supplementari. 
A West invece per accedere alle elite eight Gonzaga ha sconfitto per 61-58 West Virginia grazie a due giocate nel finale: infatti a 56 secondi dal termine arriva una tripla di Jordan Matthews che concede il sorpasso ai Bulldogs e un vantaggio di due punti, poi Silas Melson a 38 secondi dalla sirena mette a segno un tiro libero su due che dà il vantaggio definitivo di tre punti ai suoi (nei restanti secondi ci sono due tiri da tre punti sbagliati dai Mountaineers che non riescono ad agguantare il pareggio). 
I Bulldogs mostrano ancora una volta come il gioco di squadra riesca ad andare oltre al talento dei singoli: infatti se da un lato i Mountaineers hanno il top scorer del match grazie ai 21 punti di Carter (quello che ha sbagliato le due triple del pareggio), dall’altro Gonzaga chiude con ben 4 giocatori sopra i 10 punti. 
A San Jose oltre a Gonzaga ci arriva Xavier che, dopo essere stata in svantaggio di tre dopo i primi venti minuti di gioco, ribalta la situazione e batte Arizona col punteggio di 73-71. Un’altra partita tiratissima che si decide nel finale grazie alla giocata di Sean O’Mara che segna un facile appoggio da sotto dopo aver ricevuto l'assist di Trevon Bluiett a 44 secondi dal termine. Nello spazio rimanente, più che sufficiente per la rimonta di Arizona, la difesa dei Musketeers non concede nessun tiro facile agli avversari e così riesce a rendere il proprio canestro inviolato nei secondi decisivi e a portarsi a casa la partita. 
Alla finale di West Xavier ci è stata condotta dalla point guard Trevon Bluiett, che oltre a servire il pallone decisivo a un suo compagno messo in una posizione evidentemente migliore, chiude la sua partita con 2 rimbalzi, 2 assist, 1 palla rubata e ben 25 punti (arrivati con un 9/17 da due, un 3/8 da tre e un 4/4- cronometro fermo) in 36 minuti. 
 
Stanotte invece si sfideranno le restanti sweet sixteen per andare a terminare con le ultime quattro finaliste i posti disponibili nelle elite eight. 
 
 
Davide Maggioni 
Pubblicato in Estero

La cultura sportiva negli Stati Uniti d'America è avanti anni luce rispetto a quella europea e a quella del resto del pianeta; quando, in America, vai al palazzetto per seguire la tua squadra, non assisti solamente a una partita di basket, ma assisti ad uno spettacolo vero e proprio. All'interno del palazzetto puoi trovare Store, Fast food, insomma tutto il necessario per goderti a pieno quelle due/tre ore di partita, per assistere allo sport più bello del mondo; anche i timeout in una partita di NBA diventano parte integrante dello spettacolo, con le varie dance cam e kiss cam oppure con vari spettacoli di ballo e canto che negli ultimi anni hanno visto protagonisti sia grandi che piccini. E poi le Mascotte, protagoniste indiscusse dei vari "momenti morti" di una partita, "create" apposta per intrattenere e divertire il pubblico. Chi è che non si ricorda di Hooper, la mascotte tormentata da Robin Lopez nel 2013 prima del match tra Portland e Detroit? Di tutte le mascotte, Hooper è forse quello con la storia più pittoresca. Egli appare nelle partite casalinghe dei Pistons con addosso una maglia 00 di Detroit e, nemmeno a dirlo, Hooper è un cavallo ( simbolismo riferito alla città di Detroit, città di motori e "cavalli"). Nato e cresciuto a Lucky, nel Kentucky - non per niente il "Bluegrass State" è famoso per i cavalli - alto circa 1.85 , questo "stallone" decise di scappare di casa per cercare fortuna e nuove avventure altrove. L' Interstate 94 lo portò fino a Detroit, che diventò la sua città adottiva. La prima apparizione del cavallo è datata 1 novembre 1996, in contemporanea con l’uscita del nuovo logo della franchigia, che però, a differenza di Hooper, è stato rimpiazzato qualche anno dopo con quello già precedentemente visto sulle maglie della squadra del Michigan. All'inizio la sua volontà era quella di giocare per i Detroit Pistons e così l'idea di presentarsi all'audizioni per i Detroit della Nba: le abilità non gli mancavano ma il tiro in sospensione era un disastro e così fu tagliato fuori. Ma non è l'America la patria delle secondo opportunità? Hooper venne subito riassunto come venditore all'interno del The Palace of Auburn Hills, ma la sua esuberanza, balli e danze tra il pubblico, mal si accordava con il suo nuovo mestiere. E' da li che venne in mente agli addetti ai lavori dei Pistons, visto tutto quell'entusiasmo, di far diventare Hooper la mascotte ufficiale della squadra? Detroit è o non è la città dei motori, Motorcity? E la potenza dei motori non si misura mica in cavalli? Ecco, un cavallo era perfetto per rappresentare e diventare il simbolo della squadra del Michigan e così nel 1996 Hooper impazza tutte le gare interne dei Pistons, facendo impazzire dalla gioie i tifosi più piccoli ma anche quelli più grandi. Oltre ad intrattenere il pubblico durante i timeout, Hooper si dedica a show acrobatici con la “Detroit Pistons Flight Crew”, con la quale viaggia spesso all’interno dello Stato partecipando ad eventi di sensibilizzazione all’interno di scuole e ospedali, dove viene sempre accolto da grande entusiasmo.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA
Martedì, 21 Marzo 2017 13:16

Milos Teodosic parla del suo futuro

Negli ultimi due anni si è parlato molto di un possibile approdo in NBA di uno dei giocatori più forti visti negli ultimi anni in Europa: Milos Todosic. Questa estate sarà free agent, ovvero si concluderà il suo contratto con il CSKA di Mosca, e secondo molti Teodosic, all'età di 30 anni è pronto per entrare a far parte del campionato più spettacolare del mondo. Il play serbo, che per spettacolo e talento non è dietro a nessuno, gioca per Mosca da ben 7 anni e il suo palmares è pieno di trofei: 1 coppa di Serbia vinta con il FMP Železnik nel 2007, 2 coppe di Grecia nel 2010 e 2010 con l'Olympiakos, 2 campionati russi, 5 coppe di Russia, 1 Eurolega, medaglia d'argento agli Europei di Polonia 2009, medagloa d'argento ai Mondiali di Spagna nel 2014 e un'altra medaglia d'argento alle Olimpiadi di Rio nel 2016. Oltre ai premi di squadra, fu eletto MVP dell'Eurolega 2009-2010. Uno dei talenti più sottovalutati nell'intero palcoscenico cestistico e, a mio avviso, il suo approdo in NBA poteva avvenire qualche anno fa; è notizie di alcuni giorni fa del forte interesse da parte dei Denver Nuggets nei confronti del giocatore serbo. Ma è proprio Teodosic a far calmare le acque, parlando del suo presente e del futuro che verrà.

"Tanti mi chiedono del futuro. Prima di tutto, non voglio pensare a nulla se non al CSKA finché la stagione non sarà finita, voglio vincere tutti i titoli qui a Mosca per un’altra volta. Poi, una volta free agent [il suo contratto scade quest’anno], prenderò la mia decisione. Ho 30 anni, e la mia età giocherà un ruolo importante. La verità è che ci ho pensato, ma non succederà nulla e non trapelerà nulla fino all’estate. Se andrò negli Stati Uniti la squadra dovrà soddisfare la mia voglia di vincere – che è la cosa più importante – così come la parte finanziaria e della lunghezza del contratto".

 

 

Marco Mugnaini

 

Pubblicato in NBA
Lunedì, 20 Marzo 2017 07:05

E ora si va alle semifinali!

Ed ecco che nella notte di oggi sono state stabilite tutte le sweet sixteen. 

Nella parte East del tabellone la seconda semifinale vedrà scendere in campo South Carolina contro Baylor. 

I Gamecocks strappano l'accesso alla semifinale grazie alla vittoria sui Blue Devils di coach K che nella prima frazione di gioco si erano imposti col punteggio di 30-23 grazie all'ottima prestazione di Grayson Allen (chiuderà a quota 20 punti). Poi però nella ripresa South Carolina sembra scendere in campo con una grinta e una voglia di vincere senza eguali che le permette di imporsi per 65-51 ribaltando il gap accumulato dopo i primi venti minuti; nella rimonta fondamentale l'apporto di Thornwell che realizza ben 24 punti. 

I Bears invece vincono entrambi i tempi contro i Trojans che non riescono mai ad agguantare la meta pur andandoci vicini ogni volta, e si portano a casa la partita col punteggio di 82-78. Nota molto positiva, ma magra consolazione, per gli sconfitti sono i 28 punti di uno strepitoso Metu che più volte ha messo in crisi la difesa avversaria; dall'altra parte però le prestazioni, entrambe da 19 punti, di Maston e Motley fanno la differenza. 

Kentucky vince tutti i due tempi con uno scarto rispettivo di due e un punto su Wichita State e così avanza nel torneo; Landry Shamet, coi suoi 20 punti, ha tenuto gli Shockers ad un palmo dalla vittoria per tutto il tempo, salvo poi arrendersi nel finale dopo i due tiri liberi messi a segno da Malik Monk, che chiude la partita con 14 punti e 4 assist, a poco più di tre secondi dal termine. 

Ad aspettarli c'è UCLA  che ha vinto senza troppe difficoltà contro Cincinnati alla quale ha concesso un vantaggio di tre punti a fine primo tempo, per poi dominare nel secondo e imporsi definitivamente col punteggio di 79-67. A guidare i Bruins ancora una volta c'è un freshman: infatti Lonzo Ball è top scorer del match con 18 punti e mvp grazie anche ai suoi 7 rimbalzi e 9 assist che lo mandano vicinissimo alla sua prima doppia doppia in una fase finale del torneo NCAA. 

I ragazzi di North Carolina raggiungono Baylor nella semifinale della parte South del tabellone dopo aver sconfitto Arkansas col punteggio di 72-65 dovuto a un gap di 5 punti nel primo periodo e di 2 nel secondo. Quindi l'università dove giocò Micheal Jordan continua ad avanzare nel torneo per riprendersi la sua rivincita sull'anno scorso quando in finale fu beffata da una tripla sulla sirena da Villanova, squadra che quest'anno ha già abbandonato dopo il second round il ballo di marzo. 

Partita a due facce quella fra Rhode Island e Oregon che visto nella prima metà vincere 46-38 i Rams, e nella seconda 37-26 i Ducks che si portano a casa la vittoria finale col punteggio di 75-72 grazie a un tiro da oltre l'arco al fotofinish di Tyler Dorsey, che chiude la sua partita con 

5 rimbalzi e 27 punti. 

Ad aspettarli ci sarà Michigan che si è imposta contro Louisville per 73-69. Nel primo periodo però i Cardinals sono stati trascinati dall'ottima prestazione da 19 punti e 7 rimbalzi di Mitchell, e dalla buona partita di Deng (chiude a quota 16 punti, 2 rimbalzi e 2 assist) che consentono a Louisville di andare in vantaggio sul 36-28 dopo venti minuti di gioco. Nella ripresa si vede tutta la forza e la voglia di vincere dei Wolverines che infatti si impongono per 45-33 ribaltando il risultato finale; la rimonta per Oregon è stata guidata dai 17 punto di Wilson, ma soprattutto dai 26 punti con 11/14 al tiro di un incredibile Morirz Wagner che regala ai suoi l'accesso alle sweet sixteen. 

Ora si devono giocare tutte le semifinali di ogni parte del tabellone, ora si inizia a fare veramente sul serio. 

 

Davide Maggioni

Pubblicato in Estero
Domenica, 19 Marzo 2017 08:26

Il crollo dei giganti: Villanova è fuori

 
Nella notte si sono disputate ben dieci partite del second round che hanno mostrato al mondo le prime cinque squadre delle sweet 16. 
I favoriti dell'Università di Gonzaga continuano il loro cammino verso le final four vincendo per 79-73 contro Nothwestern. I ragazzi di coach Few entrano in campo come avevano finito la loro prima partita e Fano subito degli avversari ciò che vogliono: infatti la prima metà di gioco finisce sul 38-20 per i Bulldogs. Chris Collins nell’intervallo deve aver detto qualcosa ai suoi che li ha spronato a cambiare atteggiamento e a rientrare solo con un obbiettivo: vincere. Il secondo tempo si gioca praticamente solo in una metà campo con Northwestern, guidata da McIntosh , si porta a meno cinque punti a 5:31 dalla fine. Timeout di coach Few per cercare di sistemare le cose e così alla ripresa del gioco Northwestern non riesce andare a segno per due minuti e quarantanove secondi. Rimonta svanita e Gonzaga alle sweet sixteen dove affronterà West Virginia. I Mountaineers mettono in campo fin dalla palla a due  una pallacanestro solida fatta di una grande pressione e di circolazione di palla tanto da vincere entrambi i tempi sui Fighting Irish senza mai andare in seria difficoltà; la partita infatti finisce sul punteggio di 83-71 per Notre Dame che guidata da un incredibile Bonzie Colson da 8 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata, 1 persa e 27 punti continua a partecipare al ballo di fine anno. 
L'altra semifinale del torneo a West sarà fra Xavier e Arizona dopo che i primi hanno vinto 91-66 contro Florida State, e i secondi 69-60 contro St. Mary’s. 
I Musketeers non hanno alcun tipo di problema a fare letteralmente in brandelli i Seminoles grazie a una difesa a zona che è andata dal primo minuto all'ultimo e che Florida astate non è riuscita praticamente ad attaccare, a un parziale nel secondo periodo di 12-0 aperto dalla tripla di O’Mara che ha messo definitivamente sulle gambe i Seminoles, a un Trevon Bluiett da 6 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse e 29 punti in 36 minuti. 
Arizona invece ha visto una partita a due facce: infatti se era sotto di un punto (29-30) a termine della prima frazione di gioco, poi nella ripresa ha recuperato e si è portata in vantaggio fino a vincere la partita con un gap di nove punti a favore. I Wildcats quindi si dimostrano ancora una volta una scheggia impazzita capace di fare sia il bello che il brutto tempo, mentre l'unica nota positiva per St. Mary’s sono i 19 punti di Landale che è top scorer della partita. 
Butler ribalta i pronostici della vigilia, dati sia dagli scontri durante la regular season sia dalle posizioni occupate dalle due franchigie nel ranking nazionale, vincendo contro Middle Tennessee per 74-65. I Bulldogs riescono a portare a casa tutti e due i tempi dando prova di grande forza e di saper gestire la gara, ricacciando via a meno dieci gli avversari quando questi tornavano a farsi pericolosi. La differenza è stata fatta dalle percentuali e da quelle oltre il perimetro in particolare da dove Middle Tennessee ha tirato con un 4/19, mentre Butler con un 8/15. 
Partita molto combattuta invece quella fra Purdue e Iowa State che si chiude sul 80-76 per i Cyclones  che riescono, in quale modo, a gestire il vantaggio accumulato nel primo periodo e a respingere l’assalto dei Boilermakers che nel secondo tempo si sono imposti per 45-36. La rimonta è stata guidata da Swaingman che ha finito con un’altra doppia doppia da 12 rimbalzi e 20 punti, doppia doppia annullata completamente dalle prestazioni di Burton (25 punti) e Thomas (20 punti). 
Florida vince contro Virginia nella maniera più strana per una partita di march madness: infatti vin e grazie alla difesa. Concede a Virginia solo 39 punti in 40 minuti e ne segna 65 che gli permettono così di portare a casa il biglietto per le sweet sixteen. In particolare i Gators sono scappati a fine primo tempo con un incredibile parziale di 21-0 grazie a una difesa che ha concesso praticamente solo tiri dall'arco dove i Cavaliers hanno segnato 1 tentativo su 15. 
Al Keyback Center di Buffalo succede l’impensabile: Villanova, i campioni in carica, vengono battuti 65-62 da Wisconsin grazie a un tiro libero a pochi secondo dalla fine di Vitto Brown che sancisce la fine della stagione per i Wildcats. La pratica è stata chiusa da Wisconsin proprio alla fine quando Villanova, forte di soli sette giocatori, è rimasta sulle gambe, senza fiato nei polmoni e ossigeno nel cervello. Così quest'anno ci sarà sicuramente una nuova squadra sul tetto del basket college americano, ora tocca solo al tempo dirci chi sarà. 
 
Davide Maggioni 
 
Pubblicato in Lega A
 
 I Mustangs incredibilmente perdono per un solo punto contro USC: infatti SMU è stata davanti dall'inizio alla fine accumulando anche un massimo vantaggio di 12 punti, salvo poi farsi recuperare e subire una tripla a 36 secondi dalla fine, realizzata da Stewart, che ha dato la vittoria a USC e anche la possibilità a questi ragazzi di continuare nella loro corsa al titolo nazionale. 
Ad aspettarli al second round ci saranno i ragazzi di Baylor che hanno vinto contro New Mexico State che stava vincendo la prima frazione di gioco col punteggio 40-38; Baylor rientra in campo nella seconda metà molto più decisa e convinta, facendo valere tutta la sua potenzialità, chiudendo la partita sul 91-73 grazie alla prestazione sopra le righe di Freeman (21 punti). 
Nella parte Midwest del tabellone si sono affrontate Rhode Island contro Creighton e Jacksonville State contro Louisville; incredibile come ogni giocatore del quintetto di partenza dei Rams sia finito in doppia cifra, cosa che ha permesso a Rhode Island di vincere entrambi i tempi e impattare la vittoria finale sul punteggio di 84-72. Invece Louisville viene guidata da Mangok Mathiang che fa registrare il suo record di punti, ben 18, e permette ai Cardinals di vincere per 78-63 contro un’impotente Jacksonville, nonostante i 30 punti di Norberts Giga. 
North Carolina invece troverà al second round Arkansas dopo aver superato agilmente e senza alcuna difficoltà Texas Southern col punteggio di 103-64, facendo così registrare il punteggio di franchigia più alto finora nella march madness. Una partita praticamente perfetta da parte dei Tar Heels sia in difesa che in attacco: infatti in sei giocatori sono arrivati alla doppia cifra e tra loro il top scorer è stato Justin Jackson che ha messo a referto in 24 minuti 21 punti, 3 assist e 7 rimbalzi. 
Arkansas invece domina la seconda frazione di gioco, dopo aver pareggiato la prima 37-37, contro Seton Hall; non basta ai secondi la prestazione da 22 punti, 4 rimbalzi e 2 assist della post guard Carrington alla quale risponde abilmente Moises Kingsley con 23 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 1 palla rubata e 4 stoppate (miglior difensore della giornata) a cui si unisce con ben 20 punti in 30 minuti Jaylen Barford. 
I Blue Devils dominano completamente la prima metà di gara segnando 52 punti e concedendone solo 38 agli avversari della Troy University in maniera da poter gestire sia la gara sia le energie sprecate gli impegni successivi; la partita termina sul risultato di 87-65 grazie essenzialmente sia ad un buon attacco che a una buona difesa che riesce a concedere solo o tiri dall'arco o penetrazioni molto difficili. 
Affronteranno nel second round South Carolina che ha sconfitto nella notte Marquette in una delle partite che sembravano essere tra le più equilibrate del first round of madness; il primo temo rispetta le previsioni e si conclude con Marquette in vantaggio di un solo punto sul 40-39 grazie a una buona prestazione di squadra e percentuali al tiro più che soddisfacenti. Il secondo tempo però è tutto a favore dei Gamecocks che, trascinati dai 29 punti di Thomwell e dai 21 di Dozier, asfaltano gli avversari con un 54-33 che gli concede la vittoria finale (93/73). 
Wichita State vince contro Dayton col punteggio finale di 64-58 in una partita molto combattuta e avvincente: gli Schockers nella prima metà di gioco hanno subito gli avversari e in modo particolare la point guard Smith che chiude la partita con 25 punti in 37 minuti, salvo poi riprendersi nella successiva parte di gara quando hanno iniziato a giocare da squadra e hanno ribaltato il risultato del primo periodo. 
Ad aspettarli nella fase successiva del torneo ci sono i ragazzi di Kentucky University che hanno vinto il derby contro Northern Kentucky nella prima partita della dance of madness col punteggio di 79-70: infatti a nulla è valsa la rimonta nella seconda frazione da parte dei Norse che sono riusciti solo a rosicchiare 5 punti grazie a un Williams da 21 punti e a un Holland da 22, non abbastanza in virtù di un gap di 14 punti maturato nel primo tempo a favore dei Wildcats.  
Vince agevolmente anche UCLA contro Kent State col risultato finale di 97-80 in favore dei Bruins che dominano in entrambe le fasi del gioco. Grandiosa la prestazione di TJ Leaf che mette a referto 23 punti, 6 rimbalzi e 2 assist nei 26 minuti giocati, mentre sfiora la prestazione Lonzo Ball con un 6/7 da due, un 2/3 da oltre l'arco e 1/2 ai liberi a cui vanno aggiunti 3 assist e 4 rimbalzi. 
Ad attenderli ci sarà Cincinnati che si è imposta per 75-61 su Kansas State grazie alla prestazione di Troy Capuan che chiude con 23 punti (7/10 da due, 2/4 da tre e 7/7 a cronometro fermo),  7 rimbalzi, 2 assist e 2 palle perse in 38 minuti. 
 
Stanotte si giocheranno le prime partite del second round e attenzione perché North Carolina sembra voglia riprendersi quello che l'anno scorso le è stato rubato da una tripla sulla sirena. 
 
Davide Maggioni 
Pubblicato in Estero
Venerdì, 17 Marzo 2017 09:19

Dwyane Wade elogiato da Gilbert Arenas

Dwyane Wade è senza dubbio una delle guardie più dominanti dell'ultimo decennio Nba; lo dimostrano i numeri e le sue giocate. Purtroppo in questa stagione a Chicago le cose non sono andate come avrebbe voluto e a causa di un infortunio al gomito ha terminato in anticipo il suo campionato. I Bulls sono stati una vera e propria delusione, solo Butler e "The Flash" si salvano in questa stagione ed è grazie a questi due giocatori che "la città del vento" nutre ancora speranze playoff. L'ex stella dei Miami Heat non potrà aiutare la squadra a raggiungere questo obiettivo, ma senza dubbio, anche in questa stagione, Wade ha dimostrato di poter ancora dominare partite a 35 anni, nonostante i vari infortuni e un fisico non più atletico come dieci anni fa. Ma è davvero così forte Dwyane Wade? Chi può spiegarcelo meglio dei suoi colleghi, che affronta sera dopo sera? Nessuno. Ecco cosa ha dichiarato Gilbert Arenas sul suo profilo instagram a proposito di "The Flash".

 

Pubblicato in NBA
InizioIndietro12345678910AvantiFine
Pagina 1 di 31

la storia degli europei di pallacanestro

mental2

playersprofile

Cerca

SB COP FB 30

aquista ebook basketcoach

TOP100 2016 300bn

editoriale direttore basketnet

basketcoach website link

Le news del giorno

Prev Next

logo

DMC Firewall is a Joomla Security extension!