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Probabilmente questa di Miami, è la peggiore stagione disputata negli ultimi 16 anni. Dopo aver perso nell'estate del 2014 il "Prescelto" che ha deciso di riportare il suo enorme talento a Cleveland, dopo aver perso per un paio di stagioni un giocatore fondamentale dal punto di vista tecnico e tattico come Cris Bosh a causa di problemi di salute, quest'estate Miami ha dovuto salutare la sua bandiera, il suoi leader, Dwyane Wade, unitosi ai Chicago Bulls. Tutto ciò ha portato Miami in una crisi profonda, una crisi che difficilmente potrà risolversi in breve tempo. Il record stagionale è il secondo peggiore dell'intera Lega, dietro solo ai Brooklin Nets: 11 vittorie e 19 sconfitte e 0 speranze per i playoff in questa stagione. Negli ultimi giorni si è parlato molto di mercato tra i dirigenti degli Heat, con molte voci di che vedevano partenti altri due pezzi pregiati del roster della squadra: Goran Dragic e Hassan Whiteside. Ho voluto proprio esaminare la situazione di Whiteside e ipotizzare due posssibilità per cui potrebbe/dovrebbe essere scambiato dai Miami Heat; ovviamente solo un mio personalissimo parere:

1- Scambiando Whiteside la franchigia della Florida potrebbe ottenere un ottimo posizionamento nel prossimo Draft, in quella che sembra per Miami la prima di diverse stagioni di transizione. Miami si sta sempre più affidando ai giovani e Whiteside non sembra essere quel leader-trascinatore che dovrebbe essere: dopo la partenza dei "big three" la squadra è stata affidata a Goran Dragic e ad Hassan, i veri pilastri di questa squadra. Ma in molte occasioni, proprio il play sloveno e Coach Spoealstra hanno ripreso il centro per il suo comportamento non proprio da star, quell'atteggiamento da giocare normale che gioca per fare solo "il compitino". Whiteside sta giocando una stagione solida, e il suo talento è indiscutibile, ma quello che li si critica è la scarso impegno nel voler vincere. Nelle ultime partite sembra proprio che i Miami Heat abbiano intrapreso la strada del "tanking", ovvero perdere il più possibile per avere le scelte migliori nei prossimi Draft; tutto questo per ricostruire un roster da zero, dopo la partenza dei tre ex tenori. Whiteside potrebbe un'ottima pedina di scambio, non solo per ottenere nuovi giocatori, ma anche delle posizioni ottime ai Draft.

2- Miami ha recentemente dichiarato che Whiteside è incedibile e che sicuramente rimarrà in Florida, anche perchè quest'estate ha firmato un grossissimo contratto. L'ex giocatore di Sacramento infatti nella passata stagione ha vinto il premio di miglior stoppatore, con 3.7 stoppate di media a partita. Gli Heat quest'estate gli hanno subito proposto un mega contratto da 98 milioni di dollari in quattro anni, ma c' è un piccolo dettaglio non del tutto insignificante; anche se Whiteside è entrato recentemente nel mondo NBA, è già un giocatore di 28 anni. Sicuramente sta disputando una delle sue miglior stagioni, con 17.8 punti, 14.4 punti e 2.3 stoppata di media a partita, ma liberandosi di un contratto molto pesante, Miami potrebbe andare a ingaggiare quella superstar in grado di trascinare la squadra ai playoff, cosa che i tifosi degli Heat erano abituati a vedere in questi anni. L'uomo e il giocatore giusto a mio avviso potrebbe essere Anthony Davis, poichè sarebbe il leader giusto a trascinare e a migliorare i giovani talenti di Miami.

Non voglio mettere in dubbio la forza e la bravura di Whiteside, perchè soprattutto a inizio stagione ha dimostrato di essere il giocatore più in forma di Miami e molto probabilmente, grazie alle sue prestazioni, riceverà la prima chiamata per un All Star Game questa stagione. Ma anche dal punto di vista dei numeri Hassan è calato molto rispetto alla scorso anno: problemi ai tiri liberi, è calato rispetto l’anno passato tirando con il 53.8% rispetto al 65% della scorsa stagione; problemi alle percentuali dal tiro, infatti in questa stagione ha peggiorato molto i suoi numeri, tirando con il 54% rispetto al 60.6% del 2015/2016. Whiteside sembra essere questo e non molto di più; Miami deve decidere.Puntare per il futuro su un giocare si in grado di farti vincere alcune partite, ma non in grado di farti vincere l'anello o se scambiare il giocatore o tagliarlo per poter arrivare ad una superstar in grado di darti quel salto di qualità necessario per arrivare al raggiungimento degli obiettivi? Lo scopriremo prima di Marzo.

 

 

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Venerdì, 16 Dicembre 2016 08:44

Una schiacciata ... devastante!

Mercoledì sera, i Los Angeles Lakers erano al Barclays Center a giocare contro i Brooklyn Nets ma, dopo la schiacciata devastante di Larry Nance Jr., in faccia a Brook Lopez, sembrava di essere allo Staples Center. La cosa divertente e’ stata che qualche giocherellone e’ andato su Wikipedia ed ha aggiornato la pagina di Brook Lopez scrivendo “B. Lopez e’ deceduto mercoledi’ sera in seguito ad una schiacciata devastante” …. :D Ecco il video:

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La stagione 2016/2017 NBA è una delle stagioni più ricche di sempre, visto che i nuovi accordi televisivi hanno portato un grande incremento degli introiti nelle varie franchigie. Il tutto ha avuto ovviamente peso determinante sull’innalzamento del tetto salariale a disposizione di ogni squadra; all'interno della NBA ci sono giocatori che hanno firmato un contratto al massimo salariale, giocatori del calibro di Westbrook, Harden, James, che meritano tutti i centesimi che le rispettive franchigie gli danno, mentre altri giocatori, come Chandler Parsons and Harrison Barnes che guadagnano tantissimi milioni, ma che ancora non hanno dimostrato di valerli tutti. In estate sono stati firmati nuovi contratti con cifre da record e la previsione è che nei prossimi anni il livello medio dei salari NBA sarà molto più alto rispetto al recente passato, facendo diventare le stelle della NBA gli sportivi più pagati al mondo. Nella NBA moderna, un "contratto di massima" non è più associato solo al calibro e al talento di un giocatore, ma anche al tipo di mercato che si sta svolgendo. Un esempio? Mike Conley, che ha ricevuto un prolungamento di contratto al massimo salariale (153 milioni di dollari in 5 anni offerti da Memphis) scatenando però l'indignazione dei fan NBA, in quanto Conley ha firmato il contratto più oneroso di tutta la storia della NBA. La mossa dei Memphis va guardata da un quadro più ampio: Mike Conley è un grandissimo giocatore, è la stella (insieme a Marc Gasol) di una franchigia che negli ultimi anni ha lottato sempre per arrivare alle finali di Conference, e sappiamo benissimo che i playoff a Ovest non sono una passeggiata. Memphis ha ritenuto di dover offrire un contratto del genere al giocatore prima che lui decidesse di cambiare squadra,e prima di perdere un giocatore così importante, i Grizzlies hanno accontentato le richieste di Conley. Altri giocatori che quest'estate hanno firmato un contratto da oltre 15 milioni di dollari? Joakim Noah (72 milioni in quattro anni a New York), Kent Bazemore (70 in 4 anni ad Atlanta), il già citato Conley, Jeff Green (15 milioni in un anno ad Orlando), Evan Fournier (85 milioni in cinque anni ad Orlando) e Dwight Howard (70,5 milioni in tre anni ad Atlanta) e tra questi giocatori nemmeno uno ha partecipato all'ALL STAR GAME la scorsa stagione. L'altra faccia della medaglia è che ci sono giocatori NBA fenomenali, che fanno vincere le partite alla propria squadra e che in realtà vengono pagati molto meno rispetto ai giocatori sopra citati.

STEPH CURRY: il primo che dobbiamo menzionare è Curry. MVP delle ultime due stagioni, non ha un contratto al massimo salariale per due semplici motivi: Steph saltò gran parte della stagione 2011/2012 a causa di molti infortuni Golden State decise di non offrire il massimo a Curry ( Stephn guadagnerà "solo" 12 milioni di dollari in questa stagione, 83esimo nella lista dei giocatori più pagati); i Warriors non hanno rifirmato Steph Curry a causa dell'acquisto di Kevin Durant questa estate ma nonostante l'arrivo in roster dell'ex giocatore dei Thunder, Steph sta avendo un'altra stagione da possibile MVP (senza nulla togliere a Westrbook, Harden o James): 25.5 punti, 1.7 rubate, 4.2 riblazi e 5.7 assist per partita, tirando con il 50% dal campo e con il 39.5% da tre. Curry sarà in scadenza di contratto la prossima stagione e senza alcun minimo dubbio raddoppierà il suo stipendio, firmando un nuovo contratto con i Warriors.

GEORGE HILL: quest'estate Goerge Hill è stato protagonista di una trade che ha visto coinvolte le franchigie dei Pacers, degli Atlanta Hawks e degli Utah Jazz; proprio Utah è riuscita ad inserire nel suo roster un veterano e un All Star come George Hill. Il giocatore da Indianapolis ha avuto un impatto devestante nel roster dei Jazz, non solo per la sua solidità difensiva, già famosa ai tempi degli Spurs e dei Pacers, ma anche per la concretezza in attacco, forse il miglior anno offensivo nella carriera di Hill per adesso: 20 punti, 4.2 assist e 3.5 rimbalzi di media a partita, tirando con 53.4% dal campo e con 45.6% da tre. George Hill può essere inserito benissimo tra i migliori 10 playmaker delle lega e per questo il suo stipendio di "solo" 8 milioni l'anno sembra poco rispecchiare le ottime prestazioni degli ultimi 3 anni. A fine stagione Hill sarà freeagent, e sarebbe molto interessato a una possibile estensione del contratto con Utah; tutto si deciderà prima o durante la prossima estate, ma sicuramente Hill riceverà delle offerte molto più interessanti del contratto precedente e sia il giocatore stesso che Utah sembrano voler continuare questa storia d'amore, magari a cifre un pò più elevate...

KYLE LOWRY: Kyle Lowry ha già dichiarato che quest'estate diventerà freeagent, uscendo dal contratto che lo legherebbe a Toronto per un altro anno, rinunciando così a 12 milioni di dollari. Lowry ha già dimostrato ampiamente tutto il suo valore nei suoi 5 anni a Toronto e ha confermato di voler continuare a giocare con la squadra canadese: "Se sei l'uomo franchigia dovrebbe essere facile trovare l'accordo con la sua squadra. Dovrei essere nella situazione in cui non parlerò con nessun'altra squadra come è successo a DeMar Derozan." Nonostante questa iniziata, sia la decima stagione per Lowry le sue medie in queste prime partite del campionato sono sempre notevoli; 21.3 punti, 7.3 assist e 5 rimbalzi per partita, tirando con il 45% e il 43.8% dalla linea dei tre punti. Lowry è un giocatore fondamentale per Toronto e se i Raptors sono intenzionati a sconfiggere i Cavs di Lebron James e arrivare in Finale NBA, dovranno sicuramente rifirmare al massimo salariale il giocatore di Philadelphia.

KARL ANTHONY TOWNS: è il futuro della NBA. Un giocatore completo, che in solo due anni in NBA ha dimostrato di poter dominare le partite da solo. Il suo anno da rookie è stato fenomenale, uno dei migliori degli ultimi 20 anni e ha iniziato questa stagione alla stessa maniera, spingendo sempre sull'acceleratore e facendo registrare doppie doppie in continuazione. 21.6 punti , 10.8 rimbalzi, 2.3 assist e 1.7 stoppate a partita, numeri spaventosi per un ragazzo di solo 21 anni e con ampissimi margini di miglioramento. Questa stagione Towns percepirà 5.7 milioni di dollaro e siamo più che certi che Minnesota proporrà un rinnovamento di contratto a fine stagione, se non addirittura prima. Perchè se i T-Wolves vorranno puntare a vincere un titolo nei prossimi 10 anni, dovranno fare di Towns il nuo Garnett, il nuovo dominatore sotto i ferri.

 

 

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NEW YORK, 25 ottobre 2016 - La National Basketball Association (NBA) ha annunciato oggi che un numero record di 113 giocatori internazionali, provenienti da 41 nazioni e territori, farà parte dei roster della opening night della stagione 2016-17. Per il terzo anno consecutivo, quindi, le squadre della opening night includono almeno 100 giocatori internazionali, almeno uno per ciascuna delle 30 franchigie.

I roster della opening night fanno registrare record in termine di giocatori europei (61), africani (14) e spagnoli (8). Il Canada detiene il maggior numero di giocatori internazionali per il terzo anno consecutivo, ben 11, seguita dalla Francia con 10. Brasile con 9, Australia con 8 e Croazia con 5 eguagliano i loro record precedenti.

Gli Utah Jazz guidano la Lega con sette giocatori non statunitensi. A seguire Dallas Mavericks, Denver Nuggets, Oklahoma City Thunder, Orlando Magic, Philadelphia 76ers, San Antonio Spurs e Toronto Raptors con sei. Los Angeles Lakers, Minnesota Timberwolves e New York Knicks si fermano a cinque.

La 71° stagione NBA inizia su Sky Sport 2 questa notte, a partire dalle 4:30, con il match tra Golden State Warriors e San Antonio Spurs, le due squadre con i migliori record delle scorsa regular season. Inoltre su NBA LEAGUE PASS sarà possibile seguire la sfida tra i campioni NBA in carica, i Cleveland Cavaliers, e i New York Knicks (dall’1:30) e Portland Trail Blazers - Utah Jazz (dalle 4:00).

Sono diversi i rookie internazionali attesi al debutto:
·         Dragan Bender (Croazia), scelto alla numero 4 dai Phoenix Suns, affronterà i Sacramento Kings giovedì 27 ottobre dalle 4:00 su NBA LEAGUE PASS
·         Buddy Hield (Bahamas), selezionato alla numero 6 dai New Orleans Pelicans, sfiderà i Denver Nuggets di Jamal Murray (Canada), scelto alla numero 7, il 27 ottobre a partire dalle 2:00 su Sky Sport 2
·         Jakob Poeltl, numero 9 complessivo e primo giocatore austriaco nella storia della NBA, e i suoi Toronto Raptors affronteranno i Detroit Pistons il 27 ottobre dall’1:30 su NBA LEAGUE PASS
·         Thon Maker (Sudan del Sud), scelto alla numero 10 dai Milwaukee Bucks, sfiderà gli Charlotte Hornets il 27 ottobre a partire dalle 2:00 su NBA LEAGUE PASS
·         Joel Embiid (Camerun) e Dario Saric (Croazia), selezionati al Draft 2014 dai Philadelphia 76ers, ospiteranno gli Oklahoma City Thunder il 27 ottobre dalle 2:00

I precedenti record per i giocatori internazionali (101) e per le nazioni e territori rappresentati (39) erano stati stabiliti, rispettivamente, all’inizio delle stagioni 2014-15 e 2013-14. I roster NBA all’inizio della stagione 2015-16 registravano la presenza di 100 giocatori internazionali, provenienti da 37 nazioni e territori.

Pubblicato in Lega A
Domenica, 23 Ottobre 2016 08:26

Gallinari: mano calda per l'inizio stagione

Manca veramente pochissimo all'inizio del campionato NBA. Tra i tanti giocatori su cui puntiamo i riflettori

Pubblicato in Estero

Giocatori come Steph Curry, Russell Westrbook o Kyle Irving hanno conquistato il palcoscenico e il cuore dei tifosi NBA negli ultimi anni. Ma mentre tutti gli occhi sono rivolti verso questi playmaker/guardie, alcuni giocatori che giocano nel ruolo di centro stanno mostrando il proprio predominio, passando però in secondo piano. Ecco di seguito i probabili dieci miglior pivot della stagione che sta per iniziare:

10. Joakim Noah (New York Knicks): rotto, ammaccato, malconcio, sicuramente la stagione scorsa non è stata indimenticabile per il giocatore francese. Nel suo ultimo anno ai Bulls, aveva perso qualsiasi tipo di importanza nell'attacco dei Chicago e quelle che erano le sue grandi doti difensive, sembravano essere sparite tutto ad un tratto. Non bisogna però dimenticarci che un paio di anni fa, insieme all'ex MVP Rose, Noah dominava sia nella metà campo difensiva che in quella offensiva; è chiaro che non può essere il giocatore di quei tempi, ma il suo nuovo trasferimento nella "Grande Mela", le sue caratteristiche difensive, gli permettono di far parte dei miglior dieci centri della Lega e potrebbe far tornare Noah il giocatore di una volta. La sua determinazione, la sua difesa, la sua capacità di andare al rimbalzo sono un bene prezioso per i Knicks e per il loro gioco, anche perchè forza fisica e coraggio sono doti fondamentali nella NBA moderna.

9. Nikola Vucevic (Orlando Magic): questo giovane giocatore ha punti nelle mani e una facilità disarmante di un veterano, come quasi nessuno nella NBA di oggi. Senza dubbio uno dei giocatori più sottovalutati dell'intero campionato, un giocatore di cui i media parlano raramente; Vucevic è un centro in grado di mettere costantemente grandi numeri a referto, sia per quanti riguardi i punti sia per quanto riguarda i rimbalzi. E' stato l'unica nota positiva nella scorsa stagione ad Orlando, insieme all'ex Oladipo, trasferitosi ad OKC. Nikola ha un ottimo raggio di azione, e per essere un giocatore di 2 metri e 13 ha un ottimo tiro dalla distanza; ha solo 25 anni e quindi ha un ottimo margine di miglioramento, anche se quest'anno la concorrenza nel reparto lunghi potrebbe togliergli qualche minuto di gioco.

8. Al Horford (Boston Celtics): nella stagione passata, con gli Atlanta Hawks, Horford ha collezionato 15 punti e 7 rimbalzi di media a partita, non male per una squadra che gioca molto sul movimento del pallone e sul tiro dalla lunga distanza. Tiro da dietro l'arco che nell'ultimo anno è diventato una costante per Horford, migliorando di gran lunga le sue percentuali nel tiro da tre. Tiro da tre che in questa NBA è fondamentale; ed avere un centro delle dimensioni di Horford con un ottimo tiro dalla lunga distanza, vuol dire avere tutto. Ma la dota principale del nuovo pivot dei Celtics è la sua intelligenza cestistica e la capacità di vedere il gioco degna di un playmaker. Fa sempre scelti intelligenti e raramente butta via un pallone; la sua nuova esperienza a Boston lo aiuterà a crescere maggiormente e allo stesso tempo i Celtics hanno trovato un punto di riferimento nelle loro azioni offensive.

7. Hassan Whiteside (Miami Heat): questo può essere l'anno di consacrazione di Whiteside, non solo perchè il suo gioco nell'ultimo anno e mezzo è cresciuto esponenzialmente, non limitandosi più a sole schiacciate e pick and rool, ma aumentando il suo raggio di tiro e diventando una delle principali pedine dell'attacco dei Miami. Ora che Wade e Bosh hanno lasciato la Florida, molte delle responsabilità dell'attacco e della difesa ricadranno su Whiteside, che è in grado di dominare contro chiunque sotto canestro.

6. Dwight Howard (Atlanta Hawks): la parola chiave con Howard è "impatto". Può non sembrare il miglior sesto centro della Lega, ma se guardiamo al passato l'impatto di Howard in qualsiasi squadra abbia giocato è stato fondamentale. In difesa, con Howard sotto canestro, si chiude completamente la saracinesca e la percentuale dei tiri realizzati degli attacchi avversari cala vigorosamente. In attacco, attrae sempre su di se minimo due difensori e ciò permette ai tiratori di avere più spazio ed inoltre può dare secondi occasioni da rimbalzo alla propria squadra. Con Dwight Howard potrebbero esserci dei problemi nello spogliatoio, ma la sua avventura ad Atlanta sembra essere iniziata con il piede giusto. Attenzione che Howard può tornare quello di un tempo.

5. Karl-Anthony Towns (Minnesota Timberwolves): nella sua stagione da Rookie ha ottenuto dei numeri stratosferici: 18 punti, 11 rimbalzi e quasi 2 blocchi di media a partita, non male per un ragazzo di appena 20 anni. KAT sembra avere tutto il potenziale per diventare il Pivot del futuro, soprattutto per la facilità con la quale riesce a mettere punti a referto. Si sforza sempre di creare la miglior situazione, sia per lui che per i compagni, deve migliorare solamente nel suo gioco in post basso per poter diventare un giocatore completo. Occhio che quest'anno KAT potrebbe spaventare l'intero campionato.

4. Marc Gasol (Memphis Grizzlies): i continui infortuni hanno fatto perdere gran parte della scorsa stagione a Marc Gasol e per questo motivo ha perso alcuni posti nella classifica dei miglior centri in circolazione. Ma non fatevi trarre in inganno, perchè sicuramente nella stagione che sta per iniziare, Marc darà tutto se stesso per tornare a grandi livelli e per riportare i Memphis ai playoff. La difesa di Gasol è pura, asfissiante, davvero intensa per essere un centro; mentre le sue capacità offensive sono qualcosa di raro e la sua capacità di andare a rimbalzo è frizzante, sempre disposto a lottare per ottenere una seconda occasione. E per essere un centro di oltre due metri e di oltre 100 Kg, ha le mani vellutate, in grado di effettuare dei passaggi degni del miglior Stockton e il suo gioco in post basso forse è il più funzionale e bello da vedere dell'intera NBA. Anche al 70%, Marc Gasol è sicuramente ancora un centro d'elite per questa lega.

3. Andre Drummond (Detroit Pistons): ogni qualvolta vedrete giocare i Pistons, osservate quanto Andre Drummond sia fondamentale per il successo della sua squadra. Se Drummond gioca male è molto probabile che i Pistons perderanno la partita, se gioca bene allora quasi sicuramente arriverà una vittoria per Detroit. E c'è un motivo per spiegare questo: Drummond tiene i redini della squadra, sia nella metà campo difensiva che in quella offensiva, è il leader dei Pistons. Il suo gioco è molto buono su entrambi i lati del campo e vederlo giocare in post basso è un piacere per gli occhi dei tifosi. Il suo punto forte, però, sono i rimbalzi: l'anno scorso è stato il primo per i rimbalzi conquistati e sono abbastanza sicuro che anche quest'anno prenderà più rimbalzi di tutti; solo le sue scarse percentuali ai tiri liberi non gli permettono di essere il centro più forte di tutta la lega.

2. DeAndre Jordan (Los Angeles Clippers): perchè DeAndre è cosi alto in questa lista? Una parola: DIFESA, ecco perchè. Sicuramente Jordan non è la prima scelta nell'attacco dei Clippers ed ha ancora molto da migliorare sulle sue capacità offensive, ma quando si tratta di proteggere il canestro e di togliere un tiro facile all'avversario, è il primo nel campionato. Avere un giocatore nell'area difensica come DeAndre Jordan è sicuramente è un bene di lusso per i Clippers, in grado di conquistare tantissimi rimbalzi a partita e in grado di respingere al mittente molti tiri dei giocatori avversari.

1. DeMarcus Cousins (Sacramento Kings): nessuna sorpresa, DeMarcus Cousins è il miglior centro della Lega. Per dirla in parole povere, Cousins domina ogni zona del campo e il suo gioco offensivo è talmente potente, che nessun altro pivot può segnare punti con la stessa facilità di Cousins. Può tirare sia da tre, ma anche batterti in uno contro uno ed avvicinarsi a canestro ed inoltre in difesa contesta ogni tiro che passa dalla sua zona. E' vero che Cousins può essere anche una testa calda a volte, difficile da gestire soprattutto per gli allenatori, ma ha una passione infinita per il gioco del basket che lo dimostra ogni volta che ha la palla. E cosa importante che lo distingue da quasi tutti gli altri giocatori della lista è il fatto che Cousins è leader puro in grado di trascinare un intero spogliatoio, di dare la giusta carica ad ogni partita. La squadra si affida a lui nel momento del bisogno e Cousins riesce quasi sempre a risolvere le situazioni, tranne quando perde totalmente la testa. E' la descrizione perfetta di giocatore "ALL- AROUND".

 

 

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La NBA è una delle leghe sportive più seguite al mondo, ma soprattutto è una lega che agisce a livello internazionale e non solo nel territorio degli Stati Uniti. Negli ultimi anni alcune partite NBA si sono giocate nei palazzetti europei oppure molte squadre hanno deciso di svolgere la loro preseason in Asia o in Europa. Oltre a tutto ciò la NBA è molto attiva nella crescita dei giovani giocatori di basket di tutto il mondo; un esempio bellissimo fu il Camp africano della NBA, che si svolse dal 2 al 7 Settembre 2003 a Johannesburg, la capitale del Sudafrica. Non molti forse saranno a conoscenza di questo Camp che si svolse in quegl'anni; questo evento fu un clinic organizzato dalla NBA e chiamato Africa 100. Il nome dell'evento si spiega facilmente: la NBA infatti radunò all'Amercan International School i migliori cento giovani giocatori africani, provenienti da 19 paesi diversi, per sei giorni di allenamento e insegnamenti, sotto la guida tecnica di grandissimi ex giocatori NBA di origine africana, come Dikembe Mutombo, DeSagana Diop, Ruben Boumtje e Mamadou Ndiaye. A dirigere i lavori c'erano Amadou Fall, ex team manager del Senegal ed ex responsabile scouting dei Dallas Mavericks, e Sam Vicent, ex playmaker NBA e ex allenatore capo della nazionale sudafricana. Bob Lanier, che dopo la sua incredibile carriera NBA, è da tempo uno degli ambasciatori della Lega NBA, tenne molti seminari e lezioni su alcuni temi che andavano dall'educazione contro la diffusione dell'Aids all'importanza dell'istruzione. Il 4 Settembre 2003 fu inaugurato il Readin adn Learning Center , un centro studi presso l'Ithuteng Trust, una scuola di Johannesburg nella quale vennero ospitati ed istruiti (cosa che accade tutt'ora) bambini provenienti da famiglie disagiate o in difficoltà. Nel nuovo centro didattico vennero messi a disposizione computer e centinaia di libri provenienti da moltissime donazioni. Naturalmente il clinic fu molto utile su altri piano, meno pubblicizzati: i numerosissimi scout NBA che furono presenti ebbero infatti un'opportunità unica di osservare quei giovani giocatori africani, il che gli permise di valutare i più degni di attenzione e dedicare loro qualche visita nel corso delle stagioni seguenti.

Bellissima iniziativa da parte della NBA che in questi anni ha continuato a promuovere sia il basket ma anche il senso di istruzione ed educazione in tutto il mondo; perchè entrambi sono principi fondamentali per una buona carriera da giocatore di basket.

 

 

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Notizia Vecchia il fatto che NBA e UBI banca siano da poco, anzi pochissimo, partner.

Notizia nuova invece, anzi più che altro un rumors, il fatto che proprio UBI banca potrebbe dirsi interessata per sponsorizzare la LEGA nostrana, dato che come sappiamo questa è rimasta menomata dello Sponsor ufficiale poco dopo l'inizio dell'estate, dato che Beko per scelte finanziare del gruppo che la controlla, si è tirata indietro.

Tra le aziende che si sono proposte sembra infatti che ci sia un istituto di credito. Sarà proprio UBI?

Con i fischi di inizio campionato che già si sentono lo scopriremo a breve probabilmente.

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Sabato, 24 Settembre 2016 05:33

Esclusiva NBA per Sportradar

Accordo da qui a 7 anni per Sportsradar che si aggiudica l’esclusiva per trasmettere in streaming NBA e WNBA.

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Si chiude col botto la NBA Summer League 2016. La finale della manifestazione, tra Minnesota Timberwolves e Chicago Bulls, si è rivelata infatti una girandola di emozioni, culminata con i botta e risposta nei tempi regolamentari e all'OT. Ma andiamo con ordine.

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