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Rajon Rondo non sta vivendo una bellissima stagione; quella con i Bulls probabilmente è l'annata più deludente dell'ex playmaker dei Boston Celtics, soprattutto se si pensa alle grandi aspettative riposte in questa squadra. Se però non ha impressionato con le sue prestazioni, Rondo ha fatto parlare di sè per alcune dichiarazioni lasciate durante questi 6 mesi a Chicago. L'ultima "sua provocazione" è rivolta all'ex amico e compagno Ray Allen: il natio di Louisville ha deciso infatti di organizzare un viaggio vacanza insieme ai suoi ex compagni di Boston, vincitori del titolo NBA nel 2008, per celebrare il 10° anniversario. Ma tra gli invitati non figura il nome di Ray Allen; il motivo lo sanno tutti, ovvero il trasferimento di Allen a Miami, l'altra franchigia dominante ad East in quei anni. La nascita della leggenda dei "big Three" di Boston (diventati poi "Big Four" con l'esplosione di Rondo), avviene nell'estate del 2007, quando le superstar Ray Allen e Kevin Garnett, si vanno unire a Paul Pierce per formare uno dei trii più forti e competitivi mai visti (e fino a quel momento anche perdenti). Questi tre giocatori e l'aggiunta di un giovanissimo Rajon Rondo sono diventati una delle squadre più amate dell'ultimo decennio, una collezione di talenti e personaggi che in un solo anno sono riusciti immediatamente a vincere il titolo NBA, riportando l'anello a Boston dopo ben 22 anni e rimanendo sempre al top della lega per altri 4 stagioni. Ma il 10 Luglio 2012, l'ex giocatore dei Bucks e dei Seattle Sonics, prese una decisione che cambiò per sempre il rapporto con Rondo, Pierce e Garnett, accettando un contratto di 12 milioni l'anno per tre anni offerto dai Miami Heat. Questo fu visto come un vero e proprio tradimento e la scelta di Allen di approdare nella squadra diretta concorrente per le Finals, provocò e provoca tutt'ora l'ira di Rajon Rondo, sicuramente il giocatore che più si è legato al dito questa storia. Questa notte, Rondo ha ufficialamente dichiarato "il suo odio" per Allen: "Eravamo molto uniti, e la sua scelta non fu la cosa più bella che potesse capitarci come squadra. Avevamo una forte rivalità con Miami, e lui è andato dal nemico. E' una cosa che non si poteva sentire nel mondo dello sport anche se ora è diventata più comune. Nessuno di noi lo avrebbe mai fatto. Ti fa pensare alle sfide precedenti. Ti fa domandare, per chi giocavi? Non avevi il "sangue verde". La gente pensava che io ed Allen non avessimo un ottimo rapporto, ma non ero solo io. Ho contattato un paio di miei ex compagni di squadra e mi hanno chiesto di fare senza di lui." Ray Allen non ha ancora lasciato interviste o dichiarazioni a proposito del suo non invito, ma a parlare è stato Paul Pierce, leader e trascinatore di quei Celtics: "È stata una situazione difficile perché pensavamo che fosse un tradimento. Per questo alla fine si è evoluta in quel modo, bloccando le comunicazioni tra di noi. Ray non aveva un grande rapporto con Rondo, ma non c’entrava: prima di prendere la sua decisione non ha parlato con nessuno di noi, da me a Kevin a Rajon. Avevo cercato di chiamarlo, ma non mi ha mai risposto prima della firma. Miami era la nostra rivale. Eravamo fratelli, eravamo arrivati assieme. Volevamo almeno un cenno o un’idea di cosa gli stesse passando per la testa. Poi all’improvviso se ne è andato. Quella è stata la più grande delusione per me: non ricevere nemmeno una chiamata in quel periodo". Il viaggio degli ex campioni dei Boston Celtics vedrà partecipare anche Eddie House , Brian Scalabrine, Leon Powe e gli amici/compagni andranno in una località segreta, staranno insieme, si godranno la vita e si racconteranno come stanno andando le cose e anche se il decennale sarà solo l’anno prossimo, Rondo ha deciso di anticiparlo a quest’estate; tutto questo senza Ray Allen, senza "JESUS SHUTTLESWORTH", l'ormai ex amico dei Boston Celtics.

 

 

Marco Mugnaini

 

 

Pubblicato in NBA

23 vittorie e 24 sconfitte, questo è il record attuale di una squadra che durante l'estate aveva rivoluzionato completamente il suo roster, introducendo ottimi elementi e diventando, almeno sulla carta, una possibile contendente dei Cleveland Cavaliers per il dominio dell'East. Siamo a fine Gennaio e i Chicago Bulls non hanno ancora dimostrato di essere una vera squadra, anzi: tralasciando il gioco e i risultati (pessimi fino a questo momento) a Chicago è sembrato mancare quell'alchimia di squadra necessaria a raggiungere alti obiettivi, è sembrato mancare un allenatore che sapesse gestire tutti i suoi giocatori e soprattutto è sembrato venire meno il rispetto tra i vari giocatori. Molti dei tifosi e dei giornalisti hanno visto in Rajon Rondo il vero problema fondamentale della squadra, accusato di non "voler più vincere": i due pilastri della squadra, Butler e Wade, non si sono risparmiati e la scorsa notte hanno rilasciato queste interviste.
Butler: "Capisco che se c’è un tiro piedi a terra aperto te lo debba prendere, ma in un certo momento della partita la palla andare nelle mani dei tuoi giocatori migliori, come da prassi nel basket! Io e Dwyane siamo qui e pronti per queste responsabilità. Bisogna imparare dagli errori, ripeto, se sei libero è giusto che tu prenda il titro ma ci sono momenti e momenti per prenderlo." La stella dei Bulls ha "sbottato" contro i compagni colpevoli di aver escluso Jimmy e Dwyane dai possessi fondamentali e più importanti nelle ultime partite e soprattutto nella partita di Mercoledì notte persa 119 a 114 contro Atlanta.
Wade c'è andato molto ma molto meno sottile: "Non so cosa sia successo, continuiamo a finire in queste situazioni e a perdere partite, forse ad alcuni non interessa abbastanza vincere cosa che invece dovrebbe essere alla base, non so come si possa sistemare questa situazione, sono infastidito ma non posso farmi prendere dalla frustrazione prendermela troppo con questi ragazzi."
I destinatari di questi messaggi, sembrano essere principalmente Mirotic e Rondo, entrambi in scadenza di contratto e con Chicago pronti a lasciarli andare alla prima occasione buona possibile: Rondo è a libro paga per 14 milioni quest’anno e ha una team option sulla prossima stagione, anche se i suoi problemi comportamentali (anche se ha accettato l’esclusione dai titolari) frenano potenziali interessati. Mirotic invece ha uno stipendio di 5,8 milioni nel 2016-17, l’ultimo anno col contratto da rookie. Che la situazione in casa Bulls non fosse serena lo si era capito ormai da tempo, ma tutta questa frustrazione e "cattiveria" nei confronti di Rondo è difficile da capire: vero che non è più il Rondo visto a Boston, quando dava filo da torcere con le sue giocate a Lebron James e compagni, ma è anche vero che in questi 10 anni la pallacanestro NBA è cambiata parecchio: il campo che si apre, le triple che piovono, i playmaking four, le point guard alla Giannis che prendono più rimbalzi dei lunghi, Westbrook e Harden che non so cosa siano, la ricerca sempre più spasmodica di specialisti su entrambi i lati del campo. A mio avviso Rondo rimane un giocatore meraviglioso per come studia il gioco e le varie situazione sul parquet, solo che è inserito in un contesto non adatto a lui e non gli permette di esprimere le sue capacità al meglio. "I miei veterani non sarebbero mai andati dai media. Avrebbero parlato alla squadra. I miei veterani non sceglievano quando farsi avanti. Lo facevano ogni volta che scendevano in campo, indipendentemente che fosse un allenamento o una partita. Non si prendevano giorni liberi. Ai miei veterani non importava dei loro numeri. I miei veterani giocavano per la squadra. Quando perdevamo non ci davano la colpa. Si assumevano le responsabilità e andavano in palestra. Mostravano ai ragazzi giovani che cosa volesse dire lavorare. Anche a Boston, quando avevamo il miglior record della lega, se perdevamo una partita non si sentiva volare una mosca sul bus. Ci hanno mostrato la serietà del gioco. I miei veterani non avevano influenza sul coaching staff. Non cambiavano il piano partita perché li penalizzava. Ho giocato per uno dei coach più grandi, e lui ha sempre fatto sentire tutti importanti. Ci vogliono tutti e 15 i giocatori per vincere. Quando isoli qualcuno, non riuscirai mai a vincere in maniera consistente. Posso essere un sacco di cose, ma non sono un pessimo compagno di squadra. Il mio obiettivo è trasmettere ciò che ho imparato. I giovani lavorano. Lo stanno facendo vedere. Non si meritano di ricevere nessuna colpa. Se c'è qualcosa che può essere messo in dubbio, beh quella è leadership."
Perchè il concetto di basket e di gioco di squadra va al di là di ogni risultato personale, perchè la squadra e i compagni vengono prima di tutto anche dei risultati negativi, perchè un roster di giocatori che non si confrontano e che non si prendano le responsabilità arriverà da poche parti, perchè prima di essere un grande giocatore devi essere un grande uomo. I Bulls hanno tempo fino al 19 Febbraio per tentare di risollevare una squadra e una città, rimasta incredula dall'avvio di stagione dei suoi giocatori.

 

Marco Mugnaini

 

 

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Rajon Rondo, che ai tempi dei Big Four dei Boston Celtics era considerato uno dei miglior playmaker in NBA, è ora alla veneranda età dei 30 anni e indubbiamente non è più quel giocatore che spaccava le partite in due a favore della propria squadra come una volta. L'avventura ai Chicago Bulls non è iniziata nei migliori nei modi e la sua convivenza con gli altri due All Stars, Jimmy Butler e Dwane Wade, sembra ormai alla fine. Rondo ha avuto buonissime medie in questo inizio di stagione: 7.6 punti, 7 assist e 6 rimbalzi di media a partita, ma il problema è alla base, visto che i Bulls necessitano di un playmaker con molti più punti nelle mani e purtroppo l'ex giocatore dei Boston non è più quel tipo di giocatore. Rondo, che a Dicembre era già stato sospeso per una partita dalla società, non è sceso in campo nemmeno un minuto nella partita di Sabato notte persa contro i Milwaukee Bucks con il punteggio di 116 a 99 lasciando il posto da titolare a Michael Carter Williams. Si è detto infastidito di questa scelta e ha riportato ai microfoni della NBA che avebbe immediatamente incontrato il General Manager dei Bulls, Gar Forman, per parlare di questa situazione ma fatto sta che la situazione in quel di Chicago non è così "incantevole" come tutti i tifosi speravano ad inizio campionato. Attualmente i Bulls sono settimi ad East, con un record di 15 vittorie e 16 sconfitte; ciò non ha reso felici i tifosi che hanno anche fischiato la squadra durante le ultime uscite. Molti si aspettavano che Chicago potesse essere una delle principali "antagoniste" dei Cleveland Cavaliers al titolo di campioni dell'Est, ma finora le prestazioni hanno dimostrato ben altro. La dirigenza sembra aver individuato in Rondo uno dei principali "colpevoli" di questa situazione, mettendo molto probabilmente il giocatore sul mercato. Ma quali potrebbero essere le destinazioni dell'ex giocatore dei Sacramenti Kings?

PHILADELPHIA 76ERS: i 76ers sono una squadra molto giovane con un futuro brillante per la franchigia, ma al momento Phila è una delle peggior squadre in NBA e molto probabilmente dovrà rinunciare ai playoff anche quest'anno, accontentandosi di un 14°/15° posto ad East. Rondo potrebbe essere il veterano giusto per una squadra piena zeppa di stelle future e fino al ritorno di Ben Simmons (fuori per infortunio) può prendere le redini della squadra soprattutto con il suo pick and roll, letale se fatto con un giocatore come Joel Embiid o Jahlil Okafor. Inoltre Rondo può fare da mentore per tutti i giovani della squadra. Arrivare a Rondo non è facile, ma Philadelphia può contare su una pedina di scambio come Nerlens Noel, ala forte/centro che sembra aver concluso la sua avventura in Pennsylvania e che soprattutto interessa molto alla società dei Bulls, visto che era stato accostato al roster di Chicago anche nel mercato dell'anno scorso.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: Minnesota ha attualmente nel ruolo di playmaker un giocatore del calibro di Rubio, che ad essere onesti ha un pò deluso nella sua avventura a Minnesota e una trade tra i Wolves e i Bulls potrebbe far bene ad entrambe le squadre. Potrebbe essere uno stimolo in più anche per lo spagnolo, che quest'anno sta viaggiando a soli 7 punti di media a partita. Rondo sarebbe utilissimo a Minnesota, non solo perchè è un ottimo passatore in contropiede per giocatori come Kris Dunn e Zach LaVine, ma perchè vedere un pick and roll tra lui e il futuor della NBA, Karl Anthonu Towns, sarebbe un piacere per gli occhi. Questa potrebbe essere una trade molto possibile, sempre se Minnesota deciderà di privarsi del giocatore spagnolo e se vorrà puntare su un veterano come Rondo.

MIAMI HEAT: un'altra interessantissima possibile trade potrebbe essere quella fra i Miami Heat e i Bulls. Attualmente Miami ha come playmaker titolare un giocatore di altissimo livello come Goran Dragic, ma solo Tyler Johnson come possibile riserva nel roster. Potrebbe esserci uno scambio alla pari fra le due squadre dell'Est, con Rondo pronto a portare tutta la sua esperienza agli Heat e con Dragic, che aveva già alimentato qualche polemica sul suo futuro in Florida con alcune dichiarazioni rilasciate nel mese di Dicembre dello scorso anno, in grado di dare una grossa mano offensiva all'attacco di Chicago, con i suoi 19.3 punti di media a partita. Rondo è stato 4 volte ALL STARS e potrebbe accoppiarsi benissimo con un centro dominante come Whiteside, oltre a poter essere un eccellente "maestro" per il giovane e promettente Tyler Johnson.

Ancora indeciso il futuro di Rondo, ma molto probabilmente lascierà Chicago prima della fine del mercato. L'unica domanda è: dove porterà il suo talento il giocatore natio di Louisville?

 

Marco Mugnaini

 

 

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In questo bellissimo montaggio, andremo alla scoperta di alcuni dettagli sul Q.I. cestistico di Rajon Rondo, nuovo acquisto dei Bulls dell'era Wade-Butler: 

 

 

Pubblicato in NBA
Domenica, 03 Luglio 2016 23:41

Rondo ai Bulls!

 

Via Derrick Rose, dentro un'altra point guard: Rajon Rondo avrebbe firmato un biennale con i Chicago Bulls, impegnatissimi in questo mercato (sebbene più in ambito di svendite che di acquisizioni).

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Venerdì, 24 Giugno 2016 22:48

Nuova "casa" per Rondo?

Secondo hoopshype (Anthony Puccio), Rajon Rondo potrebbe nuovamente cambiare casa, e trasferirsi a Brooklyn, per giocare con i Nets. Le voci parlano di un suo interessamento alla città di New York, ma - come sappiamo - i Knicks hanno già una point guard fresca fresca di acquisizione (Rose). 

 

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Adriana Galimberti ha incontrato Rajon Rondo e la point guard dei Sacramento Kings ha augurato buona fortuna al suo compagno per il Preolimpico...

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Martedì, 15 Dicembre 2015 01:03

Le dichiarazioni di Popovich sul "caso Rondo"

Via Tim Bontemps (Twitter): 

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Proprio nella gara contro la sua ex squadra (Celtics), Rajon Rondo era stato espulso dopo aver collezionato due falli tecnici, ma sembra che non si sia tutto risolto in una scenata di rabbia. Il play dei Kings avrebbe rivolto all'arbitro Bill Kennedy questa offesa: 

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Sabato, 12 Dicembre 2015 01:13

Rondo squalificato per improperi all'arbitro

L'NBA ha sospeso Rajon Rondo per una partita (senza pagamento di alcuna multa) per "aver indirizzato parole denigratorie e offensive all'arbitro e per non aver lasciato subito il campo di gioco dopo l'espulsione". 

 

Ecco le immagini dell'accaduto: 

 

 

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