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Come ogni anno la NBA ha reso note le vendite delle magliette più vendute nel corso della stagione. Stephen Curry dei Golden State Warriors guida ancora una volta la classifica delle canotte più popolari della National Basketball Association (NBA) nell'area Emea, basata sulle vendite di NBAStore. Nella top 5, dietro a Steph, troviamo: Lebron James (Cleveland), Kevin Durant (Golden State), Russell Westbrook (Oklahoma Thunder) e Kyrie Irvinge (Cleveland). I Warriors piazzano così 3 giocatori nei primi 15 (Klay è tredicesimo), a testimonianza dell'incredibile popolarità che i ragazzi della baia hanno ottenuto a partire dagli ultimi 3-4 anni. Ecco la classifica:

Top 15 magliette NBA (più vendute nella stagione 2016/2017):

1- Steph Curry (Golden State)
2- Lebron James (Cleveland)
3- Kevin Durant (Golden State)
4- Russell Westbrook (Okc)
5- Kyrie Irving (Cleveland)
6- Kawhi Leonard (San Antonio)
7- Kristaps Porzingis (New York)
8- Jimmy Butler (Bulls)
9- Giannis Antetokounmpo (Bucks)
10- James Harden (Houston)
11- Dwyane Wade (Bulls)
13- Klay Thompson (Golden State)
14- Isaiah Thomas (Boston)
15- Damian Lillard (Portland)

 

 

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E' uscito in edicola il mensile Rivista Ufficiale NBA e come argomento principale ha trattato e stilato una top-20 dei migliori giocatori degli ultimi 20 per festeggiare i 70 anni della NBA. La scelta è stata compilata secondo gli stessi parametri con cui la Lega NBA scelse i migliori 50 nel 1997, e la possiamo definire una sorta di prosecuzione, quindi non troverete doppioni (tipo Shaq, Jordan, Bird, ecc.). I criteri sono stati i seguenti: vittorie e impatto sul gioco. Ecco la lista:

 

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Lunedì, 06 Marzo 2017 09:20

NBA: giocatori baciati dalla fortuna...

Quante volte ci siamo sentiti dire che per ottenere dei buoni risultati e realizzare i nostri sogni bisogna lavorare sodo, farsi il cosiddetto "culo" per far sì che un giorno potremmo realizzare i nostri sogni? Tutto ciò è verità, così come lo è nella vita, così lo è anche nel basket; molti campioni hanno dovuto sputare sangue per essere dove sono, hanno dovuto lottare per conquistare la fiducia degli allenatori e dei media; giocatori come Allen Iverson, Stephon Marbury, Jimmy Butler,Caron Butler, Carmelo Anthony, Kevin Durant, LeBron James e Kawhi Leonard, che nonostante un' infanzia difficile, sono riusciti ad non entrare in quel mondo criminale di cui facevano parte alcuni amici e parenti, ma a realizzare il sogno di ogni bambino che gioca a basket. Ma altri sono stati più fortunati; parlo di quei giocatori, che oltre al talento, all'allenamento e ai sacrifici, sono stati "baciati dalla fortuna", hanno avuto un' infanzia ricca e felice, una famiglia alle spalle che già aveva fatto conoscere il proprio nome e che in minima, e in altri casi grande parte, "ha agevolato" la loro ascesa in Nba. Durante la loro infanzia non hanno mai dovuto affrontare problemi familiari e di amici riguardanti l'abuso di droga, la violenza domestica, non hanno avuto problemi di formazione e di relazione con gli altri ragazzi; cose che purtroppo giocatori come Iverson hanno vissuto sulla proprio pelle. Ecco allora 10 giocatori Nba che fin da bambini sono stati baciati dalla fortuna:

 

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La stagione 2016/2017 NBA è una delle stagioni più ricche di sempre, visto che i nuovi accordi televisivi hanno portato un grande incremento degli introiti nelle varie franchigie. Il tutto ha avuto ovviamente peso determinante sull’innalzamento del tetto salariale a disposizione di ogni squadra; all'interno della NBA ci sono giocatori che hanno firmato un contratto al massimo salariale, giocatori del calibro di Westbrook, Harden, James, che meritano tutti i centesimi che le rispettive franchigie gli danno, mentre altri giocatori, come Chandler Parsons and Harrison Barnes che guadagnano tantissimi milioni, ma che ancora non hanno dimostrato di valerli tutti. In estate sono stati firmati nuovi contratti con cifre da record e la previsione è che nei prossimi anni il livello medio dei salari NBA sarà molto più alto rispetto al recente passato, facendo diventare le stelle della NBA gli sportivi più pagati al mondo. Nella NBA moderna, un "contratto di massima" non è più associato solo al calibro e al talento di un giocatore, ma anche al tipo di mercato che si sta svolgendo. Un esempio? Mike Conley, che ha ricevuto un prolungamento di contratto al massimo salariale (153 milioni di dollari in 5 anni offerti da Memphis) scatenando però l'indignazione dei fan NBA, in quanto Conley ha firmato il contratto più oneroso di tutta la storia della NBA. La mossa dei Memphis va guardata da un quadro più ampio: Mike Conley è un grandissimo giocatore, è la stella (insieme a Marc Gasol) di una franchigia che negli ultimi anni ha lottato sempre per arrivare alle finali di Conference, e sappiamo benissimo che i playoff a Ovest non sono una passeggiata. Memphis ha ritenuto di dover offrire un contratto del genere al giocatore prima che lui decidesse di cambiare squadra,e prima di perdere un giocatore così importante, i Grizzlies hanno accontentato le richieste di Conley. Altri giocatori che quest'estate hanno firmato un contratto da oltre 15 milioni di dollari? Joakim Noah (72 milioni in quattro anni a New York), Kent Bazemore (70 in 4 anni ad Atlanta), il già citato Conley, Jeff Green (15 milioni in un anno ad Orlando), Evan Fournier (85 milioni in cinque anni ad Orlando) e Dwight Howard (70,5 milioni in tre anni ad Atlanta) e tra questi giocatori nemmeno uno ha partecipato all'ALL STAR GAME la scorsa stagione. L'altra faccia della medaglia è che ci sono giocatori NBA fenomenali, che fanno vincere le partite alla propria squadra e che in realtà vengono pagati molto meno rispetto ai giocatori sopra citati.

STEPH CURRY: il primo che dobbiamo menzionare è Curry. MVP delle ultime due stagioni, non ha un contratto al massimo salariale per due semplici motivi: Steph saltò gran parte della stagione 2011/2012 a causa di molti infortuni Golden State decise di non offrire il massimo a Curry ( Stephn guadagnerà "solo" 12 milioni di dollari in questa stagione, 83esimo nella lista dei giocatori più pagati); i Warriors non hanno rifirmato Steph Curry a causa dell'acquisto di Kevin Durant questa estate ma nonostante l'arrivo in roster dell'ex giocatore dei Thunder, Steph sta avendo un'altra stagione da possibile MVP (senza nulla togliere a Westrbook, Harden o James): 25.5 punti, 1.7 rubate, 4.2 riblazi e 5.7 assist per partita, tirando con il 50% dal campo e con il 39.5% da tre. Curry sarà in scadenza di contratto la prossima stagione e senza alcun minimo dubbio raddoppierà il suo stipendio, firmando un nuovo contratto con i Warriors.

GEORGE HILL: quest'estate Goerge Hill è stato protagonista di una trade che ha visto coinvolte le franchigie dei Pacers, degli Atlanta Hawks e degli Utah Jazz; proprio Utah è riuscita ad inserire nel suo roster un veterano e un All Star come George Hill. Il giocatore da Indianapolis ha avuto un impatto devestante nel roster dei Jazz, non solo per la sua solidità difensiva, già famosa ai tempi degli Spurs e dei Pacers, ma anche per la concretezza in attacco, forse il miglior anno offensivo nella carriera di Hill per adesso: 20 punti, 4.2 assist e 3.5 rimbalzi di media a partita, tirando con 53.4% dal campo e con 45.6% da tre. George Hill può essere inserito benissimo tra i migliori 10 playmaker delle lega e per questo il suo stipendio di "solo" 8 milioni l'anno sembra poco rispecchiare le ottime prestazioni degli ultimi 3 anni. A fine stagione Hill sarà freeagent, e sarebbe molto interessato a una possibile estensione del contratto con Utah; tutto si deciderà prima o durante la prossima estate, ma sicuramente Hill riceverà delle offerte molto più interessanti del contratto precedente e sia il giocatore stesso che Utah sembrano voler continuare questa storia d'amore, magari a cifre un pò più elevate...

KYLE LOWRY: Kyle Lowry ha già dichiarato che quest'estate diventerà freeagent, uscendo dal contratto che lo legherebbe a Toronto per un altro anno, rinunciando così a 12 milioni di dollari. Lowry ha già dimostrato ampiamente tutto il suo valore nei suoi 5 anni a Toronto e ha confermato di voler continuare a giocare con la squadra canadese: "Se sei l'uomo franchigia dovrebbe essere facile trovare l'accordo con la sua squadra. Dovrei essere nella situazione in cui non parlerò con nessun'altra squadra come è successo a DeMar Derozan." Nonostante questa iniziata, sia la decima stagione per Lowry le sue medie in queste prime partite del campionato sono sempre notevoli; 21.3 punti, 7.3 assist e 5 rimbalzi per partita, tirando con il 45% e il 43.8% dalla linea dei tre punti. Lowry è un giocatore fondamentale per Toronto e se i Raptors sono intenzionati a sconfiggere i Cavs di Lebron James e arrivare in Finale NBA, dovranno sicuramente rifirmare al massimo salariale il giocatore di Philadelphia.

KARL ANTHONY TOWNS: è il futuro della NBA. Un giocatore completo, che in solo due anni in NBA ha dimostrato di poter dominare le partite da solo. Il suo anno da rookie è stato fenomenale, uno dei migliori degli ultimi 20 anni e ha iniziato questa stagione alla stessa maniera, spingendo sempre sull'acceleratore e facendo registrare doppie doppie in continuazione. 21.6 punti , 10.8 rimbalzi, 2.3 assist e 1.7 stoppate a partita, numeri spaventosi per un ragazzo di solo 21 anni e con ampissimi margini di miglioramento. Questa stagione Towns percepirà 5.7 milioni di dollaro e siamo più che certi che Minnesota proporrà un rinnovamento di contratto a fine stagione, se non addirittura prima. Perchè se i T-Wolves vorranno puntare a vincere un titolo nei prossimi 10 anni, dovranno fare di Towns il nuo Garnett, il nuovo dominatore sotto i ferri.

 

Marco Mugnaini

 

 

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Spanoulis spiega il perché - secondo lui - Curry non sia per forza un esempio da seguire per i giovani cestisti:

 

"Steph Curry è un fenomeno, è superbo. Tuttavia penso sia meglio che i ragazzini e gli altri evitino di guardarlo. Potrebbero cercare di fare le cose che fa lui e rimanerne delusi. Personalmente, non mi interesso di record. Ciò che mi interessa è aiutare la mia squadra a vincere, essere in forma e giocare nel miglior modo possibile."

 

 

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Mercoledì, 02 Novembre 2016 18:49

Kerr sa ancora provocare Steph!

 

Non era una gara facile, quella contro i Blazers di Lillard. E nelle prime battute i Warriors avevano sofferto gli avversari in più occasioni. Nel post-partita, Kerr ha rivelato il suo metodo psicologico per stimolare Stephen Curry: 

 

 

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Martedì, 25 Ottobre 2016 20:52

Pachulia e West "guardie del corpo" di Steph

 

Il ruolo dei nuovi arrivi Zaza Pachulia e David West? Inaspettatamente, viene rivelato da una dichiarazione del georgiano: 

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Negli ultimi dieci anni, e specialmente negli ultimi cinque anni, il tiro da tre punti ha assunto sempre più importanza. Tiro da tre punti che fu introdotto per la prima volta nell'ABA, oggi è probabilmente è l'arma più utilizzata dagli attacchi delle squadre Nba. Questo fa sì che le squadre necessitano di ottimi tiratori, e Golden State ne è un esempio lampante; grazie all'ottima circolazione di palla sul perimetro, e grazie ai penetra e scarica, i tiratori dei Warriors si trovano molto spesso in ottime posizioni per un tiro isolato oppure se ne creano uno tutto loro, citofonare a Curry o Thompson. Prima dell'inizio di un'altra affascinante stagione Nba, proviamo a vedere i possibili cinque miglior tiratori che ci delizieranno con le loro triple (tenendo conto delle percentuali dello scorso anno e anche del gusto personale):

DEVIN BOOKER: con una sola stagione alle spalla, Devin Booker è una delle pochissime stelle che splendano in una squadra che sta deludendo come i Phoneix Suns. Booker è un'ex giocatore dei Kentucky Wildcatz allenati da Jhon Capillari e al suo primo anno in Nba ha già lasciato il segno, diventanto titolare per l'infortunio ad Eric Bledsoe nel Dicembre dello scorso anno. Con le sue prestazioni è riusciuto a conquistarsi un posto all'All Star Game, per il tiro da tre punti; ha concluso questa prima esperienza posizionandosi dietro agli Splash Brothers. Nella preseason Booker ha già fatto parlare di se, segnando 34 punti contro Portland di Lillard e McCollum, altri due eccellenti tiratori. Sembra che per Devin non ci sia differenza tra il college e l'NBA, visto che nel suo primo anno da rookie ha fatto registrare una percentuale altissima per quanto riguarda il tiro dalla lunga distanza, 34,3%; percentuale che è addirittura aumentata al 40,3% nel periodo di Gennaio-Febbraio. Probabilmente quest'anno potrà a mantenere una percentuale del 40% nel tiro da tre punti in tutta la stagione. Un nuovo Splash Brothers?

KEVIN DURANT: ex MVP e membro del club 50/40/90, Kevin Durant si è già affermato come uno dei miglior tiratori di tutti i tempi, in grando di sfruttare la sua struttura fisica contro i difensori, specialità che non ha nessun altro giocatore in questa lista. A chiunque si chieda, anche a chi è offuscato dalla rabbia nei confronti di KD, il giocatore di Texas è indubbiamente uno dei cinque giocatori più forti sul pianeta. Nella stagione 2012/2013, come abbiamo detto, è entrato a far parte del club 50/40/90, ovvero in quella stagione ha tirato con il 50% dal campo, 40% dalla linea dei tre punti e 90% dalla linea del tiro libero e l'anno dopo è stato eletto MVP della regular season . Ha mantenuto una percentuale del 35% e oltre da oltre l'arco fin dal suo primo anno in Nba e il suo tiro da due è altrettanto eccezionale. Usando il suo fisico più longilineo e più slanciato contro difensori molto spesso più bassi di lui, Durant può generare punti come pochi altri giocatori nella lega, basti pensare che la scorsa stagione ha viaggiato con quasi il 60% da dentro l'arco.

KLAY THOMPSON: messo in discussione come tutti i Golden State Warriors alla fine della scorsa stagione per l'incredibile rimonta da 3-1 a 3-4 da parte di Lebron e compagni, Klay Thompson è indubbiamente uno dei miglior tiratori della lega. In poche forse si scordati di cosa ha fatto Thompson nella seria precedente contro i Thunder; dopo l'infortunio di Curry, ha preso la squadra sulle spalle e nonostante le incredibili prestazioni di Durant e Westrobook, riuscì a condurre i Warriors alla rimonta e a vincere la serie 4-3. Klay ha dato il meglio di sè in gara 6, quando Westbrook e compagni guidavano la serie per 3-2; quella sera realizzò 41 punti, realizzando 14/31 dal campo di cui 11/18 da tre punti. Prestazione mostruosa, come quella che realizzò il 23 Gennaio 2015, quando stabilì un nuovo record di 37 punti in un quarto, con 11/11 dalla lunga distanza. Quando Thompson è in giornata è un giocatore semplicemente unico; in ogni sua stagione in NBA ha fatto realizzare il 40% nel tiro da tre punti, arrivando addirittura al 42% la scorsa stagione ed ovviamente anche lui è entrato a far parte del club 50/40/90.

J.J. REDDICK: quest'anno la strada nella Western Conference per i Golden State Warriors sembra molto più ardua del previsto; i Warriors non avranno un percorso facile per arrivare alle Finals, avendo squadra come San Antonio e L.A. Clippers che verranno rifarsi da una stagione deludente. Pedina fondamentale dei Clippers è J.J Reddick, forse uno dei migliori tiratori che l'Università di Duke abbia mai visto ed ora il tiratore più affidabile in un pacchetto offensivo che vede protagonisti CP3 e Blake Griffin. In questi anni Reddick è diventato uno dei fattori più importanti per gli schemi offensivi dei Clippers; Griffin e De Andre Jordan attirano i difensori dentro il pitturato e J.J si fa sempre e dico sempre trovare al momento giusto e al posto giusto per uno scarico e un comodo tiro dai tre punti. L'arco dei tre punti è "l'habitat " preferito da Reddick che nel corso della sua splendida carriera ha fatto registrare una percentuale di oltre il 40% dall'arco e i suoi ultimi tre anni a Los Angeles sono stati l'apice della sua carriera. Oltre ad essere un ottimo tiratore, Reddick studia bene la difesa avversaria, ne studia i movimenti ed è sempre capace di trovare quei due metri necessari per un tiro da tre. Sicuramente sarà una pedina fenomenale per Doc Rivers, che vuole a tutti i costi portare un anello ai Clippers.

STEPH CURRY: Steph Curry è stato il principale motivo per cui i Golden State Warriors hanno vinto l'anello due anni fa e il principale meccanismo della macchina quasi perfetta che erano i Warriors la scorsa stagione. Ovviamente fa parte del club 50/40/90 ed oltre a questo ha infranto molti record dal suo esordio in NBA nel 2009, tra cui il record di triple segnate in una singola stagione. Nonostante la grandissima attenzione che le difese avversarie riservano a Curry, riesce sempre a trovare il modo di tirare a canestro e questo grazie all'incredibile velocità con cui rilascia il pallone dalle mani. Inoltre il suo ball-handing gli permette di costruirsi dei tiri dal nulla e così le sue giocate diventano imprevedibili per gli avversari. Nella sua carriera non è sceso mai sotto il 42% nel tiro da tre e la scorsa stagione ha viaggiato con una media del 67% dal campo. Come Ray Allen e Reggie Miller, Steph Curry è un cannoniere senza paura, un incubo per i difensori; da molti è già considerato il miglior tiratore di tutti i tempi. Difficile a dirlo, ma è una cosa è certa: ora come ora è il miglior tiratore dalla lunga distanza di tutta la NBA.

 

Marco Mugnaini

 

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"Pistol" e Curry, due superstar, che in epoche diverse hanno incantato (Steph, grazie a dio, ci delizierà del suo gioco per altri anni) i tifosi della Nba. Due giocatori che fanno dell'intelligenza cestistica il loro marchio di fabbrica: la lorò fluidità di gioco, il modo di attaccare gli spazi, l'uno contro uno ubriacante condito da crossover fantascientifici. Entrambi attaccanti fenomenali in grado di migliorarsi partita dopo partita, grazie soprattutto al durissimo lavoro che gli ha permesso di diventare due dei giocatori più difficili da marcare della storia della Nba. Pensate ai no-look di Magic. Pensate ai fadeaway di Bird. Pensate al ball-handling di Isaiah Thomas. Pensate all’agonismo di Michael Jordan. Quasi ogni aspetto del gioco che conosciamo adesso è stato toccato e modificato da Pistol Pete. Era un mix letale di tutti questi fondamentali, magnifico da vedere. Steph è semplicemente Steph; ragazzo che con tantissima forza di volontà, con tantissimo lavoro è riuscito a diventare uno dei giocatori più "illegali" degli ultimi 5 anni in Nba. Astuto, veloce sia di mani che di cervello ( l'arresto e tiro di Curry è considerato illegale in molte Nazioni del mondo), con una visione di gioco quasi aliena, che gli permette di capire la situazione di gioco due secondi prima rispetto a tutti gli altri. Ma oltre a tutto questo, "Pistol" e Curry, hanno molto in comune e se mai si fossero incontrati faccia a faccia (cosa impossibile e vi spiegherò il perchè), sarebbe stato come GUARDARSI ALLO SPECCHIO:


- il 1988 è stato l'anno in cui Pete Pistol è morto (5 Gennaio), ma anche l'anno in cui nasceva Steph Curry, il 14 Gennaio 1988.
- entrambi nascono come playmaker, ma grazie alla loro incredibile duttilità hanno giocato anche nel ruolo di guarda, nonostante la loro struttura fisica.
- entrambi hanno frequentato l'High School nello stato del North Carolina.
- prima di loro, i loro padri hanno giocato nella Nba.
- sia Curry che Pete nel loro primo anno in Nba sono stati inseriti nel miglior quintetto rookie della stagione (rispettivamente nella stagione 1970-1971 e nella stagione 2010-2011).
- entrambi hanno fatto registrare il loro Carrer Highs contro i New York Knicks ( 68 punti per Pete contro i 54 di Curry).
- entrambi sono tutt'ora in testa nella classifica punti nei rispettivi College.
- entrambi hanno vinto la classifica dei marcatori per punti nella loro settima stagione in Nba.
- entrambi hanno realizzato 40 o più punti per ben 13 volte nella stessa stagione in cui hanno vinto il "titolo di miglior marcatore" della Nba.
- sono gli ultimi due playmaker ad avere avuto di media 30 punti, 5 rimbalzi e 5 assist in una stagione.
- entrambi sono stati inseriti nel miglior quintetto Nba nella loro sesta e settimana stagione, migliorando i loro risultati degli anni precedenti.
- entrambi hanno spazzato via un record per 3 anni consecutivi: Curry per i tiri da tre punti realizzati, mentre Pistol Pete per le palle recuperate.
Giocatori così lontani ma allo stesso tempo così simili, sia nel loro gioco sia per quello che hanno fatto in Nba. Che spettacolo sarebbe vederli anche solo una volta in 1 vs 1!!

 

 Marco Mugnaini

 

 

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Mercoledì, 21 Settembre 2016 19:37

Curry, gara 7 e l'occasione d'oro

 

È lo stesso campione dei Warriors ad ammettere che l'ultima gara 7, com'è comprensibile, "non gli è ancora andata giù". Durant o non Durant, il due volte MPV e già possessore di un anello NBA può tramutare questo evento in un diamante prezioso, proprio come fu per Michael Jordan. "The G.O.A.T." affrontò molti ostacoli apparentemente insormontabili: il roster non all'altezza dei suoi primi anni a Chicago, i Detroit Pistons delle Jordan Rules, così come i mesi che lo videro nuovamente sul campo dopo il primo ritiro dalla pallacanestro. 

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