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Finali Nazional Under 15 - Risultati e commenti della prima giornata |
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Medusa Virtus Bologna – Umana Reyer Venezia 74-61 (26-12; 45-30; 56-41) Gara inaugurale tutta nel segno delle Vnere che impongono il proprio dominio dal primo al quarantesimo minuto. Nelle file bolognesi brilla Landi, ala di quasi 2 metri in grado di tirare dalla distanza e molto rapido nella corsa. Dopo 4’ di gioco il punteggio è già impietoso: Bologna 10, Venezia 1. Time-out dei lagunari che rioordinano le file e tornano a farsi sotto affidandosi a Bevilacqua . Venezia arriva sul 15-10 ma la Virtus serra nuovamente le file difensive e chiude il primo parziale sul 26-12. La musica non cambia nei minuti successivi e neppure il clinic di zone della Reyer sembrano mettere in crisi gli emiliani. Bisogna arrivare al 37’ per ritrovare la Reyer: una bomba di Rizzi vale il 65-58 ma è l’ultimo sussulto veneziano prima della resa definitiva. Aurora Rimadesio – SMG Latina Basket 66-59 (28-14, 47-31, 58-50) Aurora Rimadesio: C. Brambilla 4, E. Cogliati 0, R. Ghioni 15, D. Passero 10, G. Longhena 3, F. Anzani 0, G. Gatto 19, A. Figini 5, M. Malberti 0, L. Maraldi 0, M. Baggi 3, N. Villa 7. SMG Latina Basket: M. Giancarli 21, L. Granata 6, G. Brebbia 6, A. Pastore 12, M. De angeli 7, F. Vetica 0, M. Cassandra 0, A. Muraro 0, A. Croatto 7, S. Onori 0, A. Pascal 0, A. Peressini 0. Il secondo incontro del girone A mette di fronte Desio, Finalista della scorsa edizione, e l’SMG Latina, esordiente nelle finali di Bormio. Sarà la familiarità col parquet del Pentagono, ma Desio parte come un fulmine e dopo 4’ di gioco Latina è costretta a chiamare timeout sul 14-4. La situazione non muta radicalmente ma per lo meno i laziali riescono a riorganizzarsi in attacco: alla prima sirena il tabellone segna 28-14. La manovra brianzola s’inceppa e l’SMG ne approfitta rientrando sul 31-24 al 15’ spinta da un ispirato Giancarli cui risponde prontamente però il piccolo Gatto: il playmaker sestese, zitto zitto, mette a referto 11 punti con un 3/4 dall’arco che respinge l’assalto bianco arancio sul finale della prima metà della gara e permette all’Aurora di allungare ulteriormente (47-31 al 20’). Desio sembra essere in assoluto controllo del match, ma Latina mostra una caparbietà infinita. Nella ripresa Pastore e Giancarli salgono poco alla volta di livello e Latina torna a crederci complice il 3/4 dall’arco che permette di recuperare 8 lunghezze di ritardo e chiudere il terzo periodo sul 58-50. L’ultima frazione si riapre così come si era chiusa l’ultima: con Desio impallata e Latina che prova a coronare la rimonta. Purtroppo però per l’SMG, Desio recupera la lucidità offensiva che aveva perso e col prezioso contributo di Ghioni e di Longhena, trova le marcature che respingono l’ultimo assalto di Latina. Termina 66-59 e domani il calendario metterà di fronte Latina con Venezia per una sfida da dentro o fuori: per continuare a sperare è indispensabile vincere. GIRONE B Comark Bergamo –Andrea Costa Imola 72-70 (28-13; 45-29; 56-48) Nel pomeriggio del Pentagono si aprono le danze anche per il girone B e le prime a scendere in campo sono Bergamo ed Imola. Per la verità nei primi minuti si vede solo Bergamo sul parquet, mentre Imola sembra essere rimasta negli spogliatoi. Dopo 3’ gli orobici sono già sull’8-2 con gli emiliani costretti a chiamare time-out. Niente da fare perché Leone sembra essere inarrestabile (13 punti nei primi 10’, con 3/6 da 2 e 2/3 da 3), attirando l’attenzione della difesa biancorossa e lasciando troppo spazio al lunghissimo Gosuè. Bergamo è nettamente più dotata, anche a livello fisico ed Imola fatica moltissimo ad avvicinarsi a canestro. Ci provano Preti e Sabattani, ma al primo gong il tabellone dice 28-13. Nella seconda frazione l’Andrea Costa riesce finalmente a prendere le misure, perlomeno in attacco: al 14’ Bergamo conduce per 34-16, guidata ora da un super Ubbiali (9 punti in 10’). Imola prova a mischiare le carte in difesa (un pizzico di zona) e ferma l’emorragia difensiva, giocandosela di fatto alla pari ci bluarancio. Al giro di boa, Bergamo è saldamente al comando sul 45-29. A giovare della pausa è senza dubbio Imola che dopo 4’ minuti torna sul 48-38 e poco per volta torna a farsi vedere negli specchietti blu arancio. È sempre la coppia Preti-Sabbatani a tenere banco per gli emiliani: i due esterni dell’Andrea Costa mettono assieme 15 punti nella terza frazione, vinta da Imola con un parziale di 11-19 su Bergamo. La gara si riapre di fatto ed anche Bergamo sceglie la zona per difendere la propria area dalle incursioni biancorosse. Qualche palla persa di troppo e l’Andrea Costa ne approfitta: primo vantaggio imolese al 35’ sul 63-64. A dare la scossone alla Comark ci pensa Ubbiali, mettendo in scena una difesa insuperabile: prima una stoppata, poi un recupero a metà campo più diversi passaggi sporcati. A monetizzare il prezioso lavoro dell’esterno bergamasco arriva il solito Leone che porta a 26 il proprio fatturato finale; Bergamo mette tra se ed Imola 5 punti, abbastanza per non essere costretta al fallo tattico. Una bomba di Baruzzi riduce il gap, ma alla fine il tabellone dice 72-70. Bergamo porta a casa due punti meno scontati di quanto si pensasse, mentre Imola dimostra di poter giocare più di una carta nelle prossime sfide. Val di Ceppo Basket – Virtus Siena 64-96 (17-25, 33-51, 55-73) Val di Ceppo Basket: V. Tykholaz 0, M. Marsili 0, F. Genovesi 0, D. Finauro 0, L. Baroni 0, E. Parretta 16, A. Prosciutti 4, J. Rath 24, A. Biscarini 0, U. Meschini 10, D. Temperini 10, L. Bonaca 0. Virtus Siena: Martinelli 0, Pagano 0, Verdino 0, Batazzi 2, Barbi 0, Tessitori 22, Franci 4, Imbrò 18, Rovere 17, Casini 0, Spalluto 4, Bianconi 29. Tutto secondo copione nella sfida del centro Italia, con Siena – grande favorita di queste finali – che impone fin da subito tutta la propria superiorità aerea di talento cristallino. Talento che non manca di certo al funambolico Rath, autentico folletto umbro, ma nelle fila biancoblù il giovane playmaker di colore non trova alcuna spalla degna, neppure nel fido compagno Meschini, oggi apparso un po’ appannato. E così si assiste ad una gara a senso unico, con la Virtus che coi suoi “fantastici quattro”, sfodera una prestazione offensiva assolutamente stellare, mentre è ugualmente un piacere godersi le incursioni di Rath che non sarà infallibile al tiro, ma è insuperabile nel galleggiare in aria e trovare sempre l’assist che strappa applausi. La gara scivola via piacevolmente, anche se il punteggio non è mai in discussione: Siena raccoglie la sua prima vittoria e domani troverà Bergamo sulla sua strada mentre Val di Ceppo se la vedrà con Imola. Per i Bergamaschi sarà un bella sfida per testare il loro valore in questo torneo, per Val di Ceppo ed Imola quella di domani sembra già una prova senza appello. GIRONE C Girone C. Basket Juve Caserta - Benetton Treviso 56-66 dts (21-16; 32-33; 39-46; 53-53) Basket Juve Caserta: Bencivenga 13, Parrillo 3, Ruggiero 5, Benenato 2, Cucco 20, Tagliafierro 0, Rianna 6, Salzillo 0, Marini 2, Campofreda 4, Candela 1, Borriello 0. All. Porfidia Benetton Treviso: Volpato 13, Fardin 6, Polo 4, Cecchinato 14, Franzin 7, Pietrobon 11, Palmieri 5, Molin 0, Pasin 0, Petronio 4, Lorenzetto 0, Bordignon 2. All. Mazzariol. Altra sfida tra due blasonati settori giovanili, fucina di talenti che hanno fatto la storia della maglia Azzurra. Benetton e Caserta si affrontano nella prima gara in programma a Cepina e serve addirittura un supplementare per trovare un vincitore. È la Benetton ad uscire meglio dai blocchi, grazie alla precisione di Cecchinato al tiro dalla distanza, ben presto però Caserta impone la propria fisicità a rimbalzo e grazie alla verve i Cucco si porta in vantaggio alla fine del primo periodo (21-16) Una penetrazione di Volpato segna l’inizio del secondo periodo ma Ruggiero risponde immediatamente mantenendo la Juve al comando. L’inerzia passa nelle mani dei trevigiani: Pietrobon e Cecchinato entrano in temperatura e Treviso mette la freccia all’intervallo. Nella ripresa la qualità difensiva trevigiana sale di livello ed i casertani inciampano in due palle perse per infrazione di campo: l’energia bianco verde è alle stelle. Franzin capitalizza un intenzionale mentre sul fronte opposto è sempre Cucco a tenere in gara la Juve. I trevigiani provano l’allungo e raggiungono quota un massimo vantaggio di 8 lunghezze ad una manciata di minuti dalla fine del 3° periodo. Caserta non molla, Treviso resiste. Cucco e Bencivenga riaprono la gara, Treviso insegue di tre lunghezze quando mancano 60” al termine della contesa. Franzin mette a segno un gioco da tre punti e lo spettro dell’overtime si materializza quando l’ultimo possesso di Caserta trova solo il ferro. La panchina bianconera protesta per un contatto dubbio e sale la tensione. Tensione che sfocia nel tecnico delle prime battute del supplementare: Treviso ne approfitta come meglio non si potrebbe, recuperando il rimbalzo sull’errore della lunetta e segnando dall’arco. Una tegola sulla Juve che proticamente non riesce più a trovare la via del canestro. Termina 56-66 e Treviso mette in cascina i primi due punti delle sue finali. Fortitudo Bologna - Virtus Roma 44-46 (14-19; 25-32; 32-37) Fortitudo Bologna: Busà, Boldarino, Zaini, Dimetri, Della Torre, Ballini, Basile, Risi, Ghiacci, Pedroni, Baccilieri, Masetti - All. Politi. Virtus Roma: Necci, Billi, Toti, Busbani, Etro, Polani, Della Rocca, Gagliardi, Mannozzi, Ferrarin, Tambone, Di Giacomo, – All. Di Fonzo. Parte forte la Lottomatica Roma che piazza un parziale iniziale di 8 a 0. La difesa appare eccessivamente fallosa con il bonus passivo già raggiunto al terzo minuto. Dopo 4 minuti arriva il primo centro dei bolognesi. Mini break per i felsinei che fanno 5 a 0. Si prosegue con l’alternanza del possesso infruttifero di palla e troppi errori nel tiro. Partita piacevole, giocata con energia e correttezza da entrambi le parti. Virtus Roma continua con la stessa strategia di gioco e raggiunge gli otto punti vantaggio. Fortitudo troppo imprecisa al tiro e poco organizzata in difesa. Discrete le difese ma il basso punteggio è determinato soprattutto dalla scarsa percentuale al tiro. Tempo che si è evoluto in sostanziale parità con la Fortitudo leggermente più precisa dal tiro da fuori e la Virtus cecchina dalla linea della carità. Bisogna attendere più di tre minuti per vedere il primo canestro nell’ultima metà di gioco. A metà quarto Virtus sopra di 9 lunghezze con la Fortitudo che trova raramente la via del canestro, anche grazie ad una buona organizzazione difensiva di Roma. Non si segna mai: parziale di tempo, dopo 7 minuti di gioco, 5 a 4 per la Fortitudo. Pazzesco: la percentuale al tiro di entrambe le squadre rasenta minimi storici. Finalmente un canestro: lo fa Ballini della Fortitudo che va a meno 5. Brutto quarto con un parziale di 7 a 5, speriamo nell’ultimo. Virtus Roma più forte ai rimbalzi e questo le consente, invano, di tirare più frequentemente. Virtus a zona con difesa forte sul possessore di palla. Un buon Della Torre riporta sotto Bologna e costringe Di Fonzo a strigliare duramente i suoi nel time out. A tre minuti dalla fine la Fortitudo corona il suo lungo inseguimento impattando nel punteggio. Primo vantaggio di Bologna con Zaini in penetrazione. Bologna apparentemente più combattiva in questa fase. Gagliardi spicca a rimbalzo e subisce fallo. Andrà in lunetta per il sorpasso. Si spreca l’occasione ed anche il successivo rimbalzo d’attacco. Percentuali ancora infime. Vincerà chi sbaglierà meno. Tentativo fallito da Roma, rimbalzo Fortitudo e fallo subito. In lunetta 1 su 2. Più 2 Bologna con Roma che va in lunetta: 2 su 2 a 15 secondi dalla fine. Penetrazione di Basile e Bologna a più 2. Time out di coach Di Fonzo e si riparte da metà campo con 5 secondi a disposizione. Nulla partita, brutta, a Bologna. GIRONE D AJ Milano – Jato Basket SML 82-84 (13-19; 33-44; 52-64) AJ Milano: Seratoni 23, Longoni 0, Riva 5, Amato 26, Bartoli 7, Piva 8, Leontini 2, Volonterio 6, Verucchi 5, Gorla 0, Fagnani 0, Scomparin 0. Jato Basket SML: A. Maccaferri 18, T. Ventura 6, P. Ciro marco 17, S. Lorenzo 21, L. Riccardo 19, L. Curione 0, R. Fabbri 0, C. Riccardo 0, G. Luca 1, G. Mattioli 0, M. Francesco 2, G. Davide 0, La grande sorpresa della giornata arriva dal campo di Cepina dove San Lazzaro mette la museruola alla favorita AJ Milano al termine di una gara condotta per lunghi tratti. La gara parte a ritmi quasi soporiferi ma sempre improntata sull’equilibrio (7-9 al 5’ 27-23al 13’): Milano mostra un po’ di tensione in fase offensiva e soprattutto una difesa assolutamente rivedibile, mentre gli emiliani appaiono sempre molto dinamici sia in attacco che in difesa. Il primo break è bolognese: parziale da 2-14 che mette alle corde i casual permettendo a Jato di chiudere la prima metà della gara sul 33-44. Nelle fila emiliane una menzione particolare va al piccolo Maccaferri, playmaker compatto spinto da un moto perpetuo, così come il resto del team, sempre pronto ad attaccare il canestro cercando tiri ad alta percentuale. Come accennato la difesa AJ ha un alto tasso di complicità in tutto questo almeno fino alla metà della terza frazione. A questo punto l’AJ stringe le maglie difensive e si affida a Verucchi sul fronte opposto, oltre che ovviamente a Seratoni ed Amato, fino a questo punto le uniche soluzioni offensive biancorosse. Milano torna sul 41-47 ma San Lazzaro è pronta a spingere nuovamente sull’acceleratore: 0-9 il parziale quasi interamente firmato Lolli e l’AJ ricasca a meno 14 (41-55 al 28’). Negli ultimi 3’ della gara i lombardi provano l’ultimo assalto rientrando da uno svantaggio di dieci lunghezze (69-79 al 37’) e con un due su due dalla lunetta di Amato tornano ad una lunghezza di ritardo (82-83), sugli sviluppi successivi finisce in lunetta Maccaferri che mette a segno un solo tentativo. L’ultimo tentativo meneghino esce dalle mani dello specialista Bartoli, ma trova solo il ferro, mentre San Lazzaro esulta: miglior esordio non poteva esserci. Virus Cave Padova - Scavolini Pesaro 39-69 (11-17; 21-35; 30-47) Virus Cave Padova: Fiorin, Degani, Borgato, Di Fonzo, Maran, Malagoli F., Pagetta, Ranzato, Breda, Sbrocco, Malagoli G., Parnigotto - All. Omologo. Scavolini Pesaro: Terenzi, Bianchi, Giacomini, Cercolani, Fronzoni, Buongiorno, Nozzolillo, Perini, Cesana, Bertoni, Esposito, Coluzzi – All. Belloni. Partita sempre del gruppo D. Inizio con canestro di Pesaro che sembra, fisicamente, meglio attrezzata. Di Cesana e Perini i primi canestri seguito da quello di Cercolani. Dopo tre minuti e mezzo arriva il primo punto su tiro libero per Padova. Cesana in slalom realizza un centro di buona fattura. Padova, iniziato timidamente l’incontro, sembra prendere coraggio con una bomba di Borgato. Di Fonzo dall’area pitturata impatta. Pesaro dopo cinque minuti di pausa realizza in contropiede ma è subisce una penetrazione da Parnigotto Mattia. La Virtus sembra reggere l’urto della più blasonata Scavolini e rimane incollata agli avversari. Scavolini in pressing a tutto campo con la Virtus che incontra qualche difficoltà a superarlo. In campo regna la confusione e solo il canestro di Coluzzi sembra riportare la calma per imbastire una buona trama di gioco. Ancora in difesa forte a tutto campo i pesaresi che, in ogni caso, non raccolgono in attacco gli sforzi difensivi. La partita in questa fase è decisamente brutta con un susseguirsi di errori che rende lo spettacolo poco piacevole. Nota lieta è l’intensità difensiva con la quale Pesaro affronta l’evento. Padova in difficoltà sull’intensità pesarese commette spesso infrazioni di gioco. La Scavolini sembra prendere il largo con buone penetrazioni di Fronzoni, Coluzzi e Nozzolillo. La tripla di Borgato interrompe il parziale marchigiano. Replica pesante di Coluzzi. Pesaro alza la squadra con l’innesto di Cesana al posto di Fronzoni. Di Fonzo prende una buona iniziativa segna e porta Padova a meno 6. Cercolani su rimbalzo offensivo, penetrazione e da fuori trova canestri importanti che portano Pesaro a più 15. Timida reazione dei veneti ad inizio time, subito annullata dai canestri del predestino Nozzolillo. Quarto che si trascina in sostanziale equilibrio che, atteso il rassicurante divario, va bene per la Scavolini Pesaro. La Virtus non sembra in grado di rientrare anche se manca ancora un time alla fine. Ultimo time che non serve a nessuno con la Scavolini che controlla agevolmente la gara e Padova che cerca di onorare l’impegno con grande agonismo e professionalità. Netto alla fine risulterà il divario anche se Padova ha il merito di contenere il passivo. La Scavolini sarà interessante vederla negli impegni futuri dove troverà avversari del suo stesso rango. Leandro Canino Federazione Italiana Pallacanestro Comitato Regionale Lombardo |
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