| 12:24 09 luglio | | | Andrea Rizzi | | | Fonte: Ufficio Stampa Virtus Siena | | |
0%
0%
|
|
|
|||
Finali Under 15 Eccellenza - Finalissima |
|||
|
VIRTUS SIENA: Pagano 6, Spalluto, Martinelli, Barbi, Imbrò 14, Casini, Bianconi 14, Verdino, Franci 4, Batazzi, Finetti, Rovere 14, Tessitori 24. All: Vezzosi. Gli Under 15 Eccellenza della Virtus Siena travolgono 76-50 l’Aurora Desio nella finalissima delle Finali Nazionali di Bormio e conquistato il titolo di campioni d’Italia. Uno scudetto più che meritato per il gruppo allenato magistralmente da Umberto Vezzosi, in grado di chiudere una “perfect season” senza nessuna sconfitta in campionato. Inizio molto teso per entrambe le squadre come è normale che sia per una finalissima che mette in palio uno Scudetto. Una tripla di Gatto porta subito avanti Desio 3-5, ma la Virtus si sblocca poco dopo con Bianconi e con una importantissima tripla di Pagano (17-8 al 9’). Un’accelerata di Imbrò porta i senesi a +13 a fine primo quarto, vantaggio aumentato in seguito dai canestri da sotto della coppia Rovere-Tessitori (32-15 al 16’). In difesa i rossoblu chiudono ogni varco vicino a canestro ai lombardi e Tessitori domina a rimbalzo dimostrando di essere il miglior lungo di queste Finali. A dare la zampata letale arriva un’altra super stella virtussina: Matteo Imbrò che in due minuti spacca in due la gara per il vantaggio di +27 all’intervallo sul 19-46 grazie al canestro sulla sirena di Rovere. Al rientro dagli spogliatoi Desio prova a scuotersi con Baggi (51-29 al 24’), ma Bianconi risponde con una tuonante schiacciata su palla recuperata e Tessitori da sotto è un rebus irrisolvibile per Desio. Si arriva così alla terza sirena con la Virtus Siena nettamente avanti 63-37 e in pieno controllo del match. L’ultimo quarto è solo un felice prologo dei festeggiamenti finali (nonostante una pregevole rimonta di carattere di Desio che arriva a -19 sul 67-49 al 35’), il cui epilogo ha visto il capitano Giulio Franci alzare al cielo la coppa per il titolo di campioni d’Italia! La Consum.it Virtus Siena conquista così il suo secondo Scudetto della propria storia, il primo nella categoria Under 15 Eccellenza e che fa seguito a quello conquistato nel 2003 dagli Juniores Eccellenza. Complimenti a questa squadra, un vero e proprio “Dream Team” che ha meritato questo successo. Umberto Vezzosi, responsabile del settore giovanile della Virtus Siena e allenatore della squadra campione d’Italia Under15, ci faccia il punto di fine stagione sulle giovanili virtussine. «Siamo a ripeterci ogni anno, ma è una ridondanza piacevole. La nostra annata è stata incredibile e l’unico rammarico è per lo spareggio perso dagli Under17 Ecc. che ci avrebbe potuto dare la terza Finale Nazionale stagionale, un risultato meritato da una squadra che era molto migliorata. Ma un risultato storto non condiziona di certo un’intera annata positiva: gli Under19 Ecc. sono arrivati tra le prime dodici d’Italia, gli Under15 hanno vinto lo scudetto, gli Under19 Open hanno vinto il titolo toscano, gli Under17 Open hanno fatto molto bene, così come lo hanno fatto gli Esordienti, gli Under14 che hanno vinto tra l’altro il Memorial Damiani e gli Under13 vittoriosi al Keita di Pesaro. Penso che risultati di questo tipo parlino quasi da soli». Lo Scudetto Under15 Ecc. vinto a Bormio è stato il coronamento di una davvero stagione perfetta. «Questo Scudetto abbiamo iniziato a vincerlo due anni fa, quando questa squadra ha vinto il titolo toscano che era il massimo trofeo che poteva vincere. Chiaramente l’anno scorso c’era solo Bianconi da fuori, che tra l’altro nelle gare più importanti neanche c’era, e questo significa che la squadra stava lavorando bene, soprattutto nei ragazzi senesi. Questa estate abbiamo rinforzato il gruppo che dei reclutati che seguivamo da tempo: il lavoro su Rovere e Imbrò andava avanti da un paio di anni e solo Tessitori è arrivato all’ultimo, come una ciliegina sulla torta. Formare una squadra così forte però non basta, bisogna che i ragazzi facciano gruppo, devono essere allenati bene e avere rispetto dei propri ruoli. In questo senso i ’94 virtussini sono stati eccezionali e nonostante infortuni e assenze pesanti siamo andati per la nostra strada senza mai disunirci. Alla fine sono convinto che questo Scudetto l’abbiamo vinto non solo perché eravamo la squadra più forte, ma anche perché eravamo quella più migliorata durante l’anno». Questo Scudetto cosa può portare alla Virtus Siena? «Spero possa portare a far capire che la Virtus è una società lungimirante che sa scegliere i giocatori e che li sa migliorare. Questo è il nostro unico biglietto da visita. Noi non possiamo competere economicamente con le società di Serie A, ma possiamo competerci dal punto di vista della bontà del nostro lavoro. Spero che tutti gli atleti e le società che scelgono la Virtus Siena si rendano conto di questo e che rinuncino a qualcosa oggi per avere qualcosa in più domani. Abbiamo tanti riscontri che ci pongono come una società modello in Italia, una di quelle che dettano mode e linee guida. Ci sono allenatori che ci chiedono i nostri metodi di lavoro e io rispondo sempre a tutti perché sono tutte cose sotto la luce del sole. Al primo posto c’è l’impegno da parte di tutti, poi c’è un metodo di allenamento all’avanguardia: le cose che facciamo noi sono di ultima generazione, studiate e a volte sperimentate. La società inoltre è sempre molto attenta a tutti gli input che arrivano dai membri dello staff. E poi abbiamo persone competenti che riescono a segnalarmi i prospetti da contattare per il reclutamento: quando noi ci muoviamo su un giovane giocatore non guardiamo mai nell’immediato, bensì a cosa può diventare nel futuro, cioè valutiamo i margini di miglioramento che può avere e soprattutto cerchiamo di capire se è un giocatore che capisce il gioco e che è in grado di mettere in pratica gli insegnamenti che gli diamo. Al giorno d’oggi sembra quasi che chi faccia reclutamento di debba scusare, invece non è così perché i migliori prospetti devono fare esperienze importanti. Anche nelle piccole società si può lavorare benissimo, ma determinate esperienze, come le Finali Nazionali, sono fondamentali per la crescita di un giocatore. Se si vuole una Nazionale Italiana forte, il reclutamento è una componente fondamentale». Quali sono i programmi futuri delle giovanili rossoblu? In un panorama italiano decisamente in crisi come si pone la Virtus Siena? «Sono alla Virtus da dieci anni e da quando sono qua non abbiamo mai fatto un passo indietro. Ogni anno aggiungiamo qualcosa e negli ultimissimi anni lo abbiamo fatto passando anche attraverso delle difficoltà economiche che hanno colpito in parte anche la Virtus. Tra l’altro, un grande rammarico, è proprio quello di aver vinto uno scudetto senza avere uno sponsor: il nostro settore giovanile non è sponsorizzato da nessuno. Credo che per qualsiasi azienda o ente sarebbe una bella immagine e un grande onore rappresentare una società che fa parlare di se tutta Italia e che manda giocatori a tutte le Nazionali. Quindi mi auguro che questa vittoria e questa luce che adesso abbiamo ci porti ad avere anche uno sponsor che ci permetta di lavorare in maniera più approfondita. Ma state sicuri che nonostante tutto la Virtus non farà passi indietro, anzi rimarrà ad altissimi livelli aggiungendo sempre qualcosa». Tutta Italia si chiede come avete fatto a riunire assieme giocatori come Bianconi, Imbrò, Rovere e Tessitori… «E’ normale che a livello nazionale si parli di chi è più in mostra, ovvero di quelli che sono stati definiti i “Fantastici 4”, ma io devo dire che con quattro giocatori non si dura una stagione, non vince un titolo. Accanto a loro sono stati fondamentali Pagano e Franci che io considero più che titolari. Durante le Finali ci hanno dato una grande mano anche Spalluto e Casini, così come durante l’anno lo hanno fatto tutti gli altri: Barbi, Batazzi, Martinelli, Verdino e Finetti che si è aggregato all’ultimo per l’assenza di Assouou. In Italia si parlerà anche solo di Bianconi, Imbrò, Rovere e Tessitori, ma noi dentro la Virtus sappiamo bene quanto sono stati importanti tutti gli altri: lo scudetto è di tutti, siamo tutti campioni d’Italia». Sinceramente, quanti complimenti ha avuto in questi giorni? «Intanto voglio ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino a Bormio. Poi vi dico che subito dopo la finale vinta ho ricevuto un’ottantina di messaggi di congratulazione e gran parte di questi erano di persone della Virtus. A loro vorrei dire che quando una squadra della Virtus vince non è mai merito solo dell’allenatore che allena o dei giocatori che giocano. E’ merito di tutto lo staff, di tutta la società e di tutte le persone che durante l’anno si aiutano a vicenda. Uno dei segreti della Virtus è quello di saper condividere assieme le gioie e i dolori, fortunatamente per ora sono state più le gioie che i dolori». Infine voleva fare delle dediche particolari… «Le Finali Under15 erano intitolate al grande Giovanni Papini, presidente del CNA Toscano e quindi credo sia bello che a vincere lo scudetto sia stata una società toscana. Da lassù ne sarà orgoglioso, così come lo è sicuramente il compianto Fosco Carloni. In questi giorni poi non si può che essere anche vicini al grande dolore di tutte le vittime di Viareggio, ma la dedica più grande la voglia fare a Samuele Bussotti, il ragazzo di San Vincenzo che da mesi sta lottando per la vita: forza Samuele». Ufficio Stampa Virtus Siena |
|||

















Ingrandisci










