13:30 10 luglio | Andrea Rizzi | Fonte: Tuttosport - Pierluigi Valli | Altre Fonti |
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Soragna: «Biella č piccola ma fa sul serio»

Dura la vita di una società come l'Angelico Biella, grande come organizzazione ed entusiasmo, ma legata a un budget contenuto, da tenere sempre sott'occhiri per non correre brutti rischi. Durissima se poi vieni da una stagione straordinaria, irripetibile. Devi aspettare che i grandi club facciano la spesa, per poi accontentarti delle briciole e lavorare sul sommerso.

Il progetto di Biella però riparte da tre cose importantissime: il nuovo palasport, il taglio del 40% sul prezzo dei biglietti, l'ingaggio del capitano della nazionale Matteo Soragna, che proprio da Biella, 5 anni fa, ha spiccato il volo per i trionfi trevigiani: «Cinque anni stupendi, con tante luci e qualche ombra, lo scudetto e Fesplosione di Bargnani, il caso Lorbek ma anche, nell'ultima stagione, vedere il pubblico tornare abbondante a sostenerci. Tanti ricordi, ma la vita va avanti, e sono felice di tornare a Biella, dove c'è grande entusiasmo attorno al nuovo progetto, dove faremo l'EuroCup e cercheremo di riempire il nuovo palasport. Il taglio del prezzo dei biglietti mi sembra un'iniziativa stupenda per coinvolgere sempre più il territorio e le famiglie: il basket è uno sport per famiglie, dicono sempre tutti, l'Angelico sta facendo in modo che questa non sia solo una bella frase».

POMPIERE - Difficile il "day after" di chi ha chiuso un'annata irripetibile. Teo non vuoi fare il pompiere, ma l'esperienza gli impone di tenere i piedi ben piantati per terra: «Biella non ha un budget per poter stare con le prime, ha sfruttato bene le proprie risorse e le distrazioni altrui, ma ora deve ripartire dandosi come obiettivo anzitutto la salvezza: più avanti, se ci saranno le condizioni, si potrà parlare di playoff e di fare strada in Coppa. La squadra ha ancora molti tasselli da completare, ma sono sicuro che sarà competitiva». Contratto triennale, a 33 anni, è come dire che Soragna potrebbe essere biellese avita, magari un domani allenatore o dirigente: «A dire il vero non ho ancora pensato al futuro in questi termini, anche perché sento di poter giocare ancora parecchi anni ad alto livello. Ne parleremo quando sarà il momento, ma non credo che farò l'allenatore: ad alto livello è difficile e stressante, ci vuole tanta personalità e l'occasione giusta».

CAPITANO - Il futuro può attendere, meglio occuparsi del presente complesso di una nazionale di cui Teo è capitano: «Un ruolo che mi inorgoglisce, ma all'atto pratico non cambia nulla, se non l'atteggiamento che deve essere sempre d'esempio per i compagni, pronto a vedere quello che serve alla squadra e a spendere una parola in più, se ce n'è bisogno. Stiamo lavorando sodo, il gruppo nasce bene, c'è grande disponibilità da parte di tutti. Le qualificazioni saranno difficili, la Francia è forte, ha talento e atletismo, ma non è un babau: bisognerà dare il 100% e trovare qualche piccola incrinatura negli awer-sari». Intanto per oggi è atteso qui a Bormio Andrea Bargnani, fresco di rinnovo di contratto per 5 anni a cifre esagerate (10 milioni di dollari a stagione). Per Teo un caro amico, prima che un compagno d'azzurro: «Sono molto contento per lui, ha dimostrato di poter essere decisivo e quindi valere tutti i soldi che guadagnerà. Sarà carico, sono certo che farà la differenza anche in azzurro».





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