|
LARDO pensa al lancio di Moraschini, Sabatini promette che fra tre stagioni mezza squadra bianconera sarà composta da giovani usciti dal vivaio. Dietro tutto questo c’è Giordano Consolini. Ha riportato la Virtus in serie A, quattro anni or sono, poi ha deciso di tornare al vecchio amore, il mestiere che lo contraddistingue da trentacinque primavere. Se volete fare arrabbiare Giordano chiamatelo il «mago dei giovani».
Giordano e Marco Sanguettoli, l’altro coach illustre delle giovani bianconere, seleziona prima, istruisce poi, educa sempre. Perché alla Virtus, prima ancora che ai campioni — che non guastano e che ogni tanto nascono — pensano a forgiare uomini.
«Una grande soddisfazione è stato vedere in nazionale, negli ultimi tempi, Baldi Rossi, Vitali, Fontecchio e Moraschini. Con Tommasini comunque che era riserva a casa. Di fatto è il gruppo che ha vinto il titolo italiano under 17».
L’obiettivo massimo è la serie A, ma dal settore giovanile escono ragazzi che, comunque, riescono a trovare una loro dimensione in altre categorie.
«Penso a Masciadri, Novi e Canelo che si sono fatti largo nella A dilettanti, a Bonfiglio e Franceschi che hanno giocato in B. O a Pederzini che era in C, con Budrio, e ha conquistato la B. Abbiamo ragazzi che giocano a basket, cerchiamo di educare persone migliori».
SI ENTRA nel dettaglio. Il giovane in rampa di lancio è Moraschini. Consolini, più da fratello maggiore che da allenatore, frena.
«Dovrà mangiarne delle pagnotte. Ma Riccardo, sotto certi punti di vista, è fortunato. Può contare sulla disponibilità di una società che crede nei giovani e sugli spazi che intende dargli Lino. Lui ha tutto: fisico, talento e testa. Ma il percorso è lungo. Il salto di qualità deve arrivare da lui, con l’applicazione».
Moraschini in A, l’ex gemellino Claudio Tommasini a Forlì. «E’ stato fatto un discorso diverso. C’era l’opportunità di farlo giocare in un’altra realtà».
Consolini ha allevato e lanciato Bonora, Casoli, Basile, Davolio, Usberti. E, quando era il braccio destro di Ettore Messina, ha verificato sul campo la maturazione di Belinelli e Vitali.
«Le possibilità di avere altri ragazzi che imitino il loro percorso ci sono. Sicuramente rispetto a vent’anni fa gli spazi per i giovani italiani si sono ridotti. Ma quelli bravi emergono comunque. Gli altri dovrebbero accettare l’idea di fare esperienze in altri campionati, per crescere comunque».
SABATINI VORREBBE sei giovani usciti dal vivaio nella Virtus del 2012. «Ce lo auguriamo — risponde Consolini — il patron investe tanta energia che vuol dire spendere anche tanti soldini. Crede nel settore giovanile: qui si può lavorare al meglio. Non produciamo solo giocatori ma anche ragazzi e uomini che sanno farsi apprezzare sul campo. E pure per il modo che hanno di confrontarsi con gli altri».
|
|