12:46 21 ottobre | Redazione BasketNet | Countdown |
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COUNTDOWN EU #2

FIVE – All’Ayuda en Acción Fuenlabrada, encomiabile non solo per lo sponsor che si porta appresso (grazie all’accordo con Adecco España, che ha ceduto il suo diritto di patrocinio alla ONG dell’ambito sociale) ma anche e soprattutto per essere entrata nei libri dei record del baloncesto per aver avuto tre MVP di giornata ACB diversi nelle prime tre partite di stagione regolare, che hanno visto il “Fuenla” sempre vittorioso.

Dopo la grande prova di Esteban Batista all’esordio, infatti, sono arrivati gli exploit di Gerald Fitch (29 punti, 4 assist e 9 falli subiti per 37 di valutazione) nella giornata infrasettimanale e di Chris Thomas (24 e 5 assist con 6/7 da tre per 32 di valutazione) nell’ultima. Difficile che la squadra di Luis Guil possa continuare a questo ritmo, ma intanto, almeno per una settimana, potrà guardare dall’alto al basso il Barcelona in classifica.

 

FOUR - Alla Beko Basketball Bundesliga, che per il big match tra Alba e Oldenburg vede ben 12.000 spettatori gremire gli spalti della O2 Arena di Berlino. Un segnale di indiscutibile solidità per il movimento cestistico tedesco che arriva proprio da quello stesso impianto teatro solo pochi mesi fa delle Final Four di Eurolega. Due casi che ci dicono di come il basket teutonico ed il seguito che è in grado di suscitare siano sempre meno, ci si passi il termine, ‘Nowitzki-dipendenti’. Il tutto mentre in Italia a Milano decidono di passare dal troppo capiente Forum di Assago al più familiare PalaLido e in quel di Pesaro e Roma sono costretti a chiudere gli anelli superiori dei loro impianti da oltre 10.000 posti per farli sembrare meno vuoti.

 

THREE – Al Gran Canaria 2014, capace di arrestare dopo appena due giornate il cammino da schiacciasassi del Regal Barcelona, secondo molti anche quest’anno strafavorito per il titolo ACB ma ad oggi costretto ad inseguire il principale concorrente per la vittoria finale, il Real Madrid di Ettore Messina. Merito – appunto – degli isolani, che mettendo in campo tutta l’intensità di cui sono capaci ed affidandosi alle mani morbide dei propri tiratori (l’ex teramano Jaycee Carroll su tutti) sono riusciti nell’impresa di fermare la corazzata catalana cogliendo la prima vittoria stagionale. Una vittoria di misura, certo, arrivata grazie alla “magata” di Marcus Norris a 4” dalla sirena, ma pur sempre una vittoria prestigiosa che aggiunge pepe alla già “saporitissima” ACB.

 

Kale con la canotta di Providence
TWO – A Jonathan Kale (Centro di 203 cm - 1985 - Phoenix Hagen), che conferma le ottime impressioni destate in quest’inizio di Bundesliga stendendo il Ratiopharm Ulm al termine di una gara al cardiopalma (finale 76-75) con 26 punti e 15 rimbalzi in quasi 39’ di gioco. Senza dubbio un ottimo biglietto da visita per il centro americano di origini ivoriane, che di questo passo non ci metterà molto ad attirare l’attenzione degli scout di molti top-team europei. Finora, in quattro partite di stagione regolare, Kale ha fatto registrare ben 16,5 punti (9° nella lega), 11,3 rimbalzi (1°) e 1,5 assist di media.

 

Butler ai tempi di GMU
ONE – Alla prestazione ed alla particolare storia personale di Lamar Butler (Playmaker di 188 cm – 1983 – Tofas Bursa), cugino dell’ala dei Washington Wizards Caron Butler ed eroe della George Mason University, dove verrà ricordato insieme all'ex Rieti Folarin Campbell e al neopistoiese Tony Skinn per la cavalcata che portò GMU alle Final Four NCAA dopo aver eliminato Michigan State, North Carolina, Wichita State e UConn. Per lui un esordio da 27 punti (con 7/9 da due e 4/9 da tre) e 5 assist nel giorno del ritorno vittorioso del Tofas Bursa in TBL, la massima serie turca.

 

ZERO – All’Unicaja Málaga, ancora a secco di vittorie dopo tre giornate ACB e di conseguenza tristemente ultimo nella massima serie spagnola in compagnia di Obradoiro e Siviglia. Dopo la sorprendente sconfitta all’esordio contro Fuenlabrada (71-74), la squadra andalusa non è stata capace di rifarsi né nella trasferta di Manresa (77-73) né nel big match di sabato scorso contro il Real Madrid, occasionissima per il rilancio gettata alle ortiche dopo un tempo supplementare. Che il roster a disposizione di Aíto Reneses non fosse all’altezza di quello delle stagioni passate (quantomeno in rapporto a quelli di Barcelona e Real) lo si sapeva, ma pochi avrebbero immaginato che dopo tre partite, due delle quali giocate contro presunte “piccole”, la squadra di Aíto Reneses si sarebbe trovata in una situazione simile. Di tempo per recuperare, se non altro, ce n’è a iosa.

 

Andrea Rizzi e Cristiano Pettinari





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