17:01 22 ottobre | Michele Pettene | LegaBasket Serie A |
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30 domande con Pietro Aradori

Intervista con Pietro Aradori. Scopriamo tra Angelico, Nazionale, Nba, curiosità e vita quotidiana fuori e dentro dal campo uno dei giocatori italiani protagonisti della SerieA, in un ritratto diviso in 5 Capitoli che si ripropone di raccontare Aradori al 100%. Lo ringraziamo qui per la disponibilità e per la serietà delle risposte, o almeno quasi tutte.

.. Solo un avvertimento, prima di partire: se lo incontrate per strada o nei palazzetti, non ditegli che non è abbronzato...



Aradori esulta dopo l\'ennesima tripla segnata contro Montegranaro
Capitolo I: Io e Il Gioco



1- Ciao Pietro e grazie per la disponibilità! Partiamo con l'evento più recente, la tua ultima prestazione nella seconda partita di campionato vinta in casa contro la Virtus Bologna, dove tu hai chiuso in doppia cifra (10 punti). Secondo te si è visto un miglioramento rispetto alla prima, persa a Caserta?



"Ciao! Beh, abbiamo decisamente giocato una bella partita, soprattutto per l'intensità e il cuore che c'abbiamo messo. Dal punto di vista tecnico si migliora di giorno in giorno, a maggior ragione visto che siamo ad inizio stagione, poi in questa settimana abbiamo avuto finalmente la possibilità di allenarci tutti insieme, anche con Schultze che è l'ultimo arrivato (sostituisce Plisnic, infortunato). La spinta del pubblico, giocando in casa, ha sicuramente aiutato, e poi noi abbiamo reagito sicuramente meglio nei momenti di difficoltà."



2- Immaginavo parlassi del pubblico: è un dato di fatto che a Biella l'Angelico vinca di più e soprattutto riesca a farlo con quasi tutte le squadre della SerieA, grandi comprese. Quanto è importante il pubblico per voi? E ribaltando la domanda, quanto influisce il pubblico avversario quando andate a giocare in trasferta?



"Per quanto mi riguarda non ho mai sentito troppo la differenza tra casa e trasferta, anzi ti dirò che più c'è casino e più mi carico. E' indubbio però che quando giochiamo in casa percepiamo una spinta in più da parte del pubblico, che ci sostiene. E' comunque un fattore comune in SerieA, normale perchè guardando anche all'anno scorso, durante le 8 partite che ci sono la Domenica la maggior parte vengono vinte dalle squadre casalinghe (trend confermato anche da queste prime due giornate), e anche Siena a Pesaro nella seconda di campionato ha faticato molto. In conclusione chi gioca in casa parte quasi sempre da favorito."



3- Il miglior realizzatore di queste prime due giornate per la tua squadra è stato Joe Troy Smith, arrivato come te lo scorso anno. Come giocatore lo conosciamo molto bene, come persona ovviamente meno: che rapporto hai con lui? Ti sei "trovato" sin da subito?



"All'inizio ho fatto un pò di fatica in campo perchè comunque siamo due giocatori che vogliono attaccare il canestro, però ho rapporto super con lui, andiamo spesso a mangiare assieme, fuori dal campo è una bella persona, uno che si interessa di un pò di tutto. Sicuramente è un bel punto di riferimento per questa squadra, dà il suo contributo soprattutto in attacco mentre in spogliatoio è il capitano e come già detto gli piace informarsi sugli altri, ha un atteggiamento molto positivo."



4- Il campionato sembra essere ancora e solo di Siena. In cosa secondo te il Montepaschi è superiore rispetto a tutte le altre? Perchè in italia cosi poche squadre riescono a programmare all'interno di un progetto serio, come sembra stia invece facendo la tua Biella?



"Sicuramente il Montepaschi è superiore nella qualità dei giocatori, soprattutto perchè è riuscita a programmare. La programmazione fa la differenza, se pensi ad un giocatore come McIntyre, quando è arrivato a Siena non era forte come ora, mentre adesso è il miglior playmaker d'Europa. E' quindi essenziale puntare su un progetto serio su cui programmare nel lungo periodo e Siena anche quest'anno, non voglio gufargliela, ma è ancora una volta la favorita. Se pensi solo di giorno in giorno senza guardare al di là del tuo naso non puoi fare grandi risultati. Biella, non conoscendo la situazione interna delle altre squadre, mi sembra comunque essere una società che cerca di programmare, lavorando con degli obiettivi, cercando di crescere gradualmente: ha costruito lo scorso anno il palazzetto nuovo, attirando quest'anno nuovi sponsor e facendo attenzione fuori dal campo a settori tipo il marketing e il merchandising, molto importanti per una società completa ed ambiziosa.

Dentro al campo invece è importante che si stia cercando di puntare su giocatori giovani ma soprattutto italiani, dimostrando che si possono raggiungere buoni risultati se non ottimi come quelli dello scorso anno puntando forte anche sugli italiani."



5- Ci sono giocatori istintivi, giocatori cerebrali, chi è un mix di entrambe le cose, chi, come i grandi campioni vede il gioco tre secondi prima degli altri: Pietro Aradori che giocatore è?



"Sicuramente sono più istintivo che cerebrale, però negli ultimi tempi sto imparando anche a ragionare, a leggere il gioco. Un piccolo esempio: se prima magari in contropiede attaccavo ogni volta il ferro, ora tendo di più a leggere il momento della partita, dico ok, siamo avanti, manca poco, teniamo di più la palla per rallentare e far passare il tempo, cercando di trovare il miglior tiro negli ultimi secondi dell'azione. Ovviamente si migliora giocando ed allenandosi duramente. Migliori col tempo, con l'esperienza."



6- Hai qualche rituale preciso prima della partita? Un pasto, un certo modo di arrivare al riscaldamento pre-gara...



"Ma, di mio non ho un particolare rituale. Prima della riunione prepartita vado in campo a tirare un pò e fare dello stretching, faccio qualche addominale e di solito questa è la mia routine. Quando giochiamo in casa alle 12 ci troviamo sempre a Biella alll'Hotel Agorà che è uno dei nostri sponsor per fare colazione tutti insieme, quando giochiamo alle 18.15 ci si trova come sempre un'ora emmezza prima e a pranzo possiamo scegliere tra pasta in bianco, al pomodoro, riso, di secondo pollo o comunque carne. Mentre se giochi alle 20.30 prima c'è lo "snack" ma si deve stare attenti a non mangiare nulla di troppo pesante. Sicuramente questo tipo di ritmo alimentare aiuta, si deve stare attenti a non mangiare cose che poi potrebbero dar fastidio, ad esempio io evito la crostata, o altri il latte. Comunque le società ti mettono a disposizione cose che ti fanno solo bene."



L\'articolo di giornale modificato da coach Bechi per il 7/8 da 3
7- Nella tua carriera, tra giovanili, squadre senior e nazionali, hai avuto molti allenatori. Ognuno ha la sua filosofia di gioco: con quale allenatore ti sei trovato meglio come persona e con quale come tecnico e perchè?



"Come persona mi sono trovato bene sia con Nando Gentile nella mia prima stagione professionistica a Imola sia con Bechi, mentre nelle giovanili avevo un rapporto super sia con Barbara, che è il coach che mi ha cresciuto tra Lumezzane e Casalp, e con Marco Gandini, sempre a Casalp. Mi sono trovato bene anche con Repesa a Roma, è una persona con cui ridi e scherzi fuori dal campo. Tecnicamente dato che mi piace molto giocare "difesa forte e contropiede", direi ancora Gentile e Bechi. Con il mio attuale allenatore ho un rapporto molto buono, per dirti l'anno scorso mi ha anche regalato un libro e dopo la partita del 7/8 da tre mi ha regalato l'articolo di giornale che ne parlava, modificato da lui! (visibile in foto)"



8- Come si sviluppa una tua giornata tipo?



"Di solito alla mattina ho allenamento alle 10-10.30 per cui mi sveglio un'ora prima per fare colazione. Finisco alle 12.30 e poi torno a casa per pranzare. Essendo solo in casa faccio la spesa e cucino io, ma roba tipo sofficini, insalata, petto di pollo, hamburger, con piatto migliore tortellini e grana! Pomeriggio vado a riposare un paio d'ore prima dell'allenamento delle 17.30, poi fino alle 20.30 sono impegnato in palestra e infine c'è la cena, dove capita spesso di uscire a mangiare coi compagni. Dopo cena tendenzialmente sto a casa, anche perchè non è che a Biella c'è molto durante la settimana e guardo alla tv qualche buon film, soprattutto d'azione, e alcune serie televisive -ora sono presissimo dalla terza stagione di "24"- prima di andare a letto verso mezzanotte."



9- Chi è il giocatore che non sei riuscito proprio a tenere? E il più forte in assoluto, quello che condiziona maggiormente il risultato di una partita?



"Il giocatore con cui ho fatto più fatica è stato Larry Ayuso, bello tosto, incontrato quando giocava a Zagabria e io ero a Milano. Anche David Hawkins, con la sua potenza, è veramente difficile da tenere.

Per quanto riguarda il giocatore che influenza maggiormente una partita, sia in positivo che in negativo mi viene in mente Delonte Holland, mentre giocatori forti e dominanti direi il Daniel Santiago dei bei tempi. Ora è comunque dura trovarne uno, perchè quasi tutte le squadre giocano all'interno di un sistema, tutti sono coinvolti, è difficile che uno faccia tanti punti con continuità, però penso che chi abbia dei giocatori grossi e potenti dentro l'area, dei "5" grossi che intimidiscono e prendono rimbalzi, possa essere più avvantaggiato. Tra i giocatori che non segnano tanto ma riescono comunque a condizionare una partita inserisco sicuramente Stonerook, forte sia in difesa che in attacco: con la lettura del gioco ed i passaggi è una sorta di playmaker aggiunto per Siena."



10- E quelli che pensi difendano meglio sugli esterni? Perchè?



"Jaaber e Hawkins, due che sanno come rubare la palla. Magari tecnicamente non sono il top, ma sono tosti e hanno braccia lunghe, per cui devi stare molto attento quando incroci il palleggio davanti a loro."





Capitolo II: L'amore per l'Azzurro




11- Apriamo il Capitolo Nazionale: come è stata l'esperienza di quest'Estate? Sappiamo che non sei riuscito ad accumulare più di 10 giorni di vacanza, tra Giochi del Mediterraneo e Qualificazioni Europee (un vero e proprio Tour de Force: semifinali playoff finite il 4 Giugno, raduno dei Giochi iniziato l'11 Giugno, termine dei Giochi il 4 Luglio, inizio raduno per le Qualificazioni 8 Luglio, termine Qualificazioni 20 Agosto, ripresa preparazione atletica con Biella l'1 Settembre)...



"Sì, come hai detto tu la mia Estate con la Nazionale è stata molto lunga, e si divide essenzialmente in due periodi. Ai Giochi del Mediterraneo sono stato assoluto protagonista, miglior realizzatore, ho giocato parecchio, poi, molto probabilmente viste le mie prestazioni a questi Giochi unite a qualche defezione tipo quella di Bulleri, il coach ha deciso di convocarmi anche per la preparazione all'Additional Round. Ho iniziato la seconda parte della mia Estate l'8 Luglio, con amichevoli e tornei dove tutti hanno avuto le stesse possibilità. Poi sono iniziate le partite ufficiali, e dopo la partita con la Francia in cui ero rimasto a casa, causa l'infortunio di Mancinelli sono stato richiamato, ma ho giocato solo qualche minuto. C'era infatti gente con più esperienza e con più partite giocate con la maglia della Nazionale, però mi è dispiaciuto non essere riuscito a dare il mio contributo, anche se ovviamente è stata un'occasione per crescere. Dal punto di vista emotivo non ne ho risentito molto, dato che il mio esordio assoluto in Nazionale è datato 2007, dopo l'anno con Imola, mentre sempre a proposito di Amore per l'Azzurro è da quando ho 16 anni che gioco in tutte le competizioni per Nazionali, con raduni e amichevoli, per cui ero già abbastanza abituato ad un certo tipo di emozioni con la maglia Azzurra."



12- E' evidente, sia dai fatti che dalle interviste post Qualificazione, che il gruppo non sia riuscito a legare particolarmente bene con l'allenatore Recalcati. Bargnani a questo proposito si è esposto molto, cosa doppiamente significativa visto non solo l'argomento trattato ma anche l'indole del giocatore che prima della famosa intervista non si era mai scoperto in questo modo. Tu che hai vissuto dal di dentro questa situazione cosa ci puoi dire? Sia dal punto di vista tecnico che umano...



"Ti posso dire che come gruppo abbiamo fatto sicuramente fatica in campo, però come ti potrebbe dire qualsiasi ragazzo dei 12 o 16 che hanno vissuto quest'esperienza, al di fuori del campo eravamo un gruppo unito, non c'era nessun tipo di spaccatura, assolutamente. Probabilmente, essendo noi un gruppo un pò più giovane di quello che aveva vinto le medaglie in Svezia e Grecia, avremmo avuto bisogno di maggior controllo in campo, di regole più ferree. Questa comunque è una mia idea, che non vuole assolutamente essere una critica a Charlie, come non lo era la dichiarazione del Mago, che ha fatto più una critica verso sè stesso ma che tutti hanno inteso essere rivolta all'allenatore. Sono il primo a dire che prima di iniziare a criticare qualcuno si dovrebbe guardare a sè stessi, e pensare a quello che si potrebbe fare per migliorare.

Il Beli e il Mago comunque si sbattevano, si davano da fare, ma non è che la Nazionale è solo Beli e il Mago, la Nazionale sono tutti. Cioè, bene o male loro erano ovviamente sempre in campo, dovevano decidere loro la partita, erano quasi costretti ad assumersi le maggiori responsabilità. Non funziona così, nel senso che dopo gli altri, gli avversari, lo sanno e ti aspettano al varco. Ad esempio quando noi abbiamo giocato contro la Francia, c'era Tony Parker ma c'erano anche altri 5-6 giocatori che avrebbero comunque potuto benissimo risolvere la gara.

Poi ovviamente se sapessi il vero motivo per cui non ci siamo qualificati sarei un mago."



13- In Nazionale gioca da anni una delle bandiere dell'Italia, che è da pochi mesi tornato a Biella, la città che l'ha lanciato ai massimi livelli. Stiamo ovviamente parlando di Teo Soragna, che sappiamo avere instaurato un buon rapporto con te. Quanto è stato importante Teo nel tuo inserimento in Nazionale?



"Sì, con Teo ho un ottimo rapporto anche perchè siamo quasi compaesani, io di Brescia e lui di Mantova, ma poteva essere anche siciliano che mi sarei trovato lo stesso benissimo con lui! Io sono arrivato in Nazionale quest'Estate e ancora non ci conoscevamo anche se ovviamente avevamo giocato contro. Comunque mi sono trovato subito bene, siamo stati anche 3-4 giorni in camera assieme durante il torneo di Trento, è una persona con cui si può parlare perciò mi ha fatto molto piacere che sia arrivato quest'anno a Biella."



14- Quali sono i tre ricordi più belli legati alla tua esperienza in Nazionale, tra Nazionale Maggiore e giovanili?



"Indubbiamente il primo è la Medaglia di bronzo vinta agli Europei Under20 di Gorizia 2007: gruppo super, siamo usciti in semifinale con la Serbia che era alla nostra altezza, saremmo potuti arrivare in Finale dove avremmo trovato la Spagna, la squadra invece più forte di quella manifestazione.

Come secondo più bel ricordo direi l'esperienza agli ultimi Giochi del Mediterraneo, dove ho avuto modo di giocare e segnare tanto con la Nazionale A, ed infine come terzo il Torneo Internazionale di Mannheim in Germania, mi pare fosse nel 2005, una specie di piccolo Mondiale dove partecipavano tante nazionali giovanili provenienti da tutto il mondo."



15- Hai avuto una carriera che già adesso molti ragazzi promettenti sognano: se ti guardi indietro ad osservare la tanta strada che hai già percorso, quali sono state le scelte più difficili da prendere nelle varie tappe della tua carriera, prima giovanile tra Lumezzane e Casalp, e poi da professionista?



"La prima sicuramente scegliere a 14 anni di andare via di casa (e dalle giovanili di Lumezzane con direzione Casalpusterlengo, dove avrebbe raggiunto un certo Danilo Gallinari), ma ero convinto di quello che facevo, volevo investire tutte le mie energie nel basket. Poi quando sono andato via da Milano nel Febbraio del 08, scegliendo di andare a Roma: ero molto combattuto se andare in una squadra che mi avrebbe fatto giocare oppure in una grande società come quella romana dove avrei avuto la possibilità di crescere molto allenato da un grande coach come Repesa. Alla fine ho sofferto in quei mesi in cui non giocavo, però ora vedo i risultati della mia scelta sia dal punto di vista umano che tecnico. Mentre è stato significativo il passaggio dalle giovanili di Casalp al professionismo con Imola, ma non è stata sicuramente una scelta sofferta, non è stata difficile da prendere."



Aradori con Michele Pettene durante l\'intervista
16- Sotto-Capitolo Fip-Lega. Negli ultimi anni non si fa altro che discutere sul problema dei troppi extracomunitari in SerieA, degli italiani che non giocano e dei problemi che questa situazione causa alla Nazionale: dal punto di vista privilegiato di un italiano, per di più giovanissimo, su cui una società ha puntato forte, come vedi lo stato delle cose?



"Innanzitutto per fare in modo che una società punti su di te, tu devi dare modo alla società di poter meritare questa fiducia, perchè ovviamente un club investe dei soldi e non ha nessuna voglia di gettarli via. Dal punto di vista opposto, uno per giocare deve sudare e lavorare ogni giorno in palestra, non centra essere italiani o americani, chi è più forte gioca. Il discorso semmai è un altro: spesso ad un italiano si tende a non dargli fiducia solamente perchè è italiano, non accade sempre ma a volte succede. A prescindere secondo me si deve comunque iniziare a giocare da giovani a certi livelli, altrimenti poi a 23-24 anni quando non sei più così giovane, fai molta più fatica. Io ho avuto la fortuna di avere Nando Gentile come allenatore che mi ha fatto giocare in LegaDue ad Imola.

La Nazionale è sicuramente condizionata da questo tipo di situazione, perchè Charlie Recalcati convoca 16 giocatori, ma è quasi obbligato a convocare QUEI 16 dato che non ci sono alternative, non può scegliere tra 30-40 giocatori disponibili come invece è nelle possibilità di altre nazionali."



17- A questo proposito, quali sono secondo te gli altri under del panorama italiano che pensi potranno recitare un ruolo importante nei prossimi anni a livello di SerieA?



"A me piace molto Massimo Chessa, che tra l'altro è arrivato quest'anno a Biella (l'anno scorso era a Sassari, L2). Poi Tommaso Raspino, lui l'anno scorso era qui all'Angelico e quest'anno gioca da protagonista in L2 a Pavia: lui ha un buon fisico, da SerieA, anche se deve ancora crescere molto. Che conosco bene invece ci sono Alex Simoncelli (Casalp L2) e Poletti. Alex mi è sempre piaciuto sin da quando giocavamo insieme: veloce, agonisticamente cattivo, penetrazione, tiro, deve trovare un allenatore che gli dia fiducia per poter esplodere. Mitch invece è riuscito a trovare la sua dimensione in B1 (buon campionato lo scorso anno a Fossombrone, quest'anno lotta per salire in L2 con Forlì)."





Capitolo III: Io e l'Nba



18- Ti sei allenato durante l'Estate con Beli e il Mago. Avete parlato della loro esperienza nella Nba? Cosa ti hanno detto a proposito?



"Beh, io ho fatto metà del raduno in camera con Belinelli, quindi abbiamo parlato un pò della sua esperienza a Golden State. Mi ha detto che la situazione era un pò particolare, c'erano tanti giocatori ed un modo di giocare che gli piaceva anche, perchè era molto corri e tira ma era anche un pò "strano", nel senso che chi aveva la palla tirava dopo il primo passaggio! Quindi alla fine è stato contento di andare a Toronto."



19- Guardando l'Nba e parlandone con i vari Beli, Gallo, Mago, quali pensi siano le principali differenze con il gioco espresso in Europa, che tra l'altro tu hai già assaggiato con Milano in Eurolega, oltre che con la SerieA?



"Penso che in Europa si preparino molto di più le partite, mentre nell'Nba c'è forse un approccio più soft proprio per il fatto che di partite ne giochi anche 4 alla settimana. E preparando meglio la gara si ha la possibilità di conoscere meglio gli avversari, i loro schemi e prepararsi di conseguenza. In Europa forse è più difficile fare canestro, perchè quando tu chiami uno schema la difesa sa già come adeguarsi. Lo fanno ovviamente anche nella Nba, sicuramente sono molto avanti nello scouting, ma appunto avendo così tante partite ravvicinate è difficile prepararsi ottimamente per ogni singolo match. E se aggiungiamo il fatto che nell'Nba, oltre ad un campo più largo e regole diverse, si giocano 48 minuti contro i 40 europei, si capisce il perchè di là i punteggi siano molto più elevati."



20- Domanda di rito, dato che segui l'Nba: chi è il tuo giocatore preferito?



"Sicuramente Kobe Bryant, sia per come gioca sia perchè gioca a Los Angeles! Ma mi piace molto anche Ron Artest, che tra l'altro adesso ha raggiunto Kobe a LA: anche lui è un giocatore molto tosto, completo, gran difensore."



21- Se accostiamo le parole "Aradori" e "Nba" cosa ti viene in mente? E' un tuo obiettivo o pensi di essere al tuo top in Europa?



"Io cerco di fare un passo alla volta, pensare troppo in là non fa mai bene. Poi non è nemmeno detto che arrivare nell'Nba sia il top, giocare l'Eurolega ad alto livello è un grande obiettivo. Anche se nell'Nba c'è tutto l'aspetto legato al marketing, ai media e allo spettacolo che resta comunque molto interessante."





Capitolo IV: Relazionarsi



22- Quello che la gente dall'esterno non riesce a vedere sono le relazioni che si instaurano tra i giocatori all'interno dello spogliatoio e in palestra durante una stagione, interazioni che spesso e volentieri fanno la differenza in positivo o negativo a seconda del loro successo o meno. A questo riguardo cosa ci puoi dire della scorsa stagione, conclusa con il risultato più importante nella Storia del Club con la conquista delle semifinali playoff e di un posto in Eurocup?



"L'anno scorso abbiamo svoltato verso la fine della stagione, vincendo 4 partite delle ultime 5 di campionato. Il gruppo era veramente splendido, andavamo spesso tutti assieme a mangiare dopo le partite, sia i giovani sia i single che quelli sposati con la moglie e i figli al seguito. Durante la stagione poi uscivamo spesso insieme, ad esempio io, Jerebko, Gist, Brunner, Smith e Raspino, eravamo spesso insieme anche dopo gli allenamenti. Sono sicuro che la qualità dei rapporti all'interno di uno spogliatoio faccia la differenza. Teoricamente siamo dei professionisti, per cui uno può anche scegliere quando non c'è allenamento o partita di rimanere rinchiuso in casa, ma se si vuole creare un vero collettivo e una buona chimica in campo capisci che diventa importante avere un rapporto minimo o almeno decente anche al di fuori."



23- A Treviso hanno allestito un progetto interessante che si basa su un intrigante mix di veterani e giovani promesse. Tra queste ultime anche Daniel Hackett, tuo grande amico che quest'anno ha esordito nel campionato italiano dopo tre anni di Ncaa. Su di lui si sono create molte aspettative e c'è grande curiosità per vedere come reggerà il primo anno in SerieA. Tu che molto probabilmente in Italia sei uno di quelli che lo conosce meglio avendoci anche giocato insieme in Nazionale, cosa ci puoi raccontare?



"Lui l'ho conosciuto nel 2007 durante i raduni della Nazionale sperimentale, e sempre durante quell'Estate abbiamo disputato insieme gli Europei Under20 di Gorizia. Siamo diventati subito ottimi amici, poi dopo quell'anno durante le due seguenti stagioni (Hackett giocava ancora a USC) ci siamo sentiti parecchio, mi ha anche chiesto un paio di volte di andarlo a trovare a LA, ma con gli impegni in Nazionale non sono mai riuscito. Non ci siamo quindi mai visti fisicamente per due anni, poi quest'Estate con la Nazionale maggiore è "rinato l'amore"! E' sicuramente un ragazzo con cui mi trovo molto bene, poi è pesarese e con i pesaresi io vado d'accordo! Tecnicamente è un playmaker decisamente tosto e, cosa fondamentale, fa giocare la squadra, non è un mangia-palloni e soprattutto difende molto forte: il playmaker ideale! Ancora adesso trovo divertente raccontare quando quest'estate nel ritiro di Bormio durante tutti gli allenamenti facevamo gare di tiro da centrocampo, oppure simulavamo finali di gara tra Biella e Treviso, sparando la palla da metàcampo e ognuno vinceva quando giocava in casa mentre in trasferta tutti lo insultavano!"



24- Un altro tuo amico è Danilo Gallinari: tantissimi addetti ai lavori ritengono che il Gallo sia pronto per esplodere nell'Nba. Oltre ad essere bellissimo vedere un proprio amico ed ex compagno di squadra protagonista a quei livelli, come vivete tra di voi questa situazione? Come ne parlate?



"Io sono il suo primo tifoso! Penso che se starà bene e non avrà più problemi alla schiena sicuramente disputerà una bella stagione. L'ho sentito e mi ha detto che sta bene e che è assolutamente carico per l'inizio della stagione! Tra l'altro come ho già riferito altre volte abbiamo deciso che prima o poi torneremo a giocare insieme da qualche parte, anche se ovviamente ne io ne lui sappiamo dove!"





Capitolo V: Off The Court



Aradori fuori dal campo, un ragazzo come tanti..o quasi
25- Pietro Aradori fuori dal campo che persona è?



"Sono un personaggio tranquillo, mi piace stare in mezzo alla gente, parlare con le persone. Non mi piace assolutamente isolarmi, ma stare con gli amici e divertirmi con loro. Comunque anche con le persone che non conosco riesco a relazionarmi abbastanza velocemente."

26- Sappiamo che sei attratto dal mondo della moda? Ne sei già parte, stai cercando di entrarci, perchè ti affascina?



"No, al momento ne sono assolutamente estraneo, però se penso a cosa farò quando avrò finito la carriera di giocatore, oltre a stare nel mondo del basket, ambiente in cui sono da sempre, mi intrigherebbe molto anche entrare nel mondo della Moda. Soprattutto perchè comunque mi è sempre piaciuto curare il mio modo di vestire, ma anche osservare quello della gente."



27- Un giovane di 20 anni con un contratto già importante come il tuo, come gestisce delle pressioni inusuali per un ragazzo della sua età? Come gestisci il lato economico della tua vita? Che ruolo ha la famiglia in tutto questo?



"La pressione c'è ma non c'è, nel senso che io cerco di viverla nel modo più sereno possibile. La vivo in questo modo, cioè faccio quello che mi piace, lo sport che mi piace, e vengo pure pagato per farlo ed è diventato un lavoro da ormai 3 anni. Gestire i soldi non è mai facile ma la cosa importante è non buttarli per cose inutili o per cose che non ti servono: in questi casi però il problema può essere sia per un ventenne che per un trentenne, è la testa che fa la differenza, a qualsiasi età. Poi mio padre lavora in banca perciò i soldi li gestisce lui insieme al mio procuratore Sbezzi, io quindi non mi preoccupo troppo di questo lato prettamente economico."

28- Oltre al basket segui qualche altro sport?



"Seguo il calcio, sono simpatizzante del Brescia, mia città natale, e del Milan, che tifo sin da quando sono piccolo. Comunque mi piacciono quasi tutti gli Sport, in passato ad esempio ho praticato anche lo sci, quando ero piccolo ho fatto nuoto, tennis, calcio, mentre da vedere in tv principalmente il basket. Il calcio invece mi annoio a vederlo in tv anche se continuo a seguirlo."



29- E' notizia recente la vicenda di un certo signor Zavala, che tra i tanti siti illegalmente registrati di tante star Nba ne ha registrato anche uno a tuo nome, pietroaradori.com, in vista di un tuo ipotetico passaggio nell'Nba nei prossimi anni. Chris Bosh, che ha vinto la causa ed è entrato in possesso di circa 800 siti, ha detto che sarà ben lieto di restituirli ai legittimi proprietari. Cos'hai pensato di questa storia quando l'hai saputa?!



"Sinceramente mi ha fatto sorridere perchè non ne sapevo niente! Tra l'altro proprio in questi giorni è in costruzione il mio sito ufficiale, pietroaradori.it, mentre quello che è ora in mano a Bosh è .com, quindi possiamo anche dirgli che quello a mio nome può tenerselo! Mi ha fatto sorridere perchè comunque non avevo mai pensato ad un'eventualità simile, però è evidente che questo personaggio che ha creato questi domini sul web è un ubriacone, dato che ha pronosticato il mio possibile approdo nell'Nba nei prossimi anni!"



30- Concludendo..Qual'è una domanda che ti fanno sempre e che vorresti ti fosse posta meno volte possibile?



"Quelle scontate! Io capisco che ci sono domande che devono essere fatte, però ad alcune si può rispondere in un solo modo, ed è lo stesso che usano tutti. Non per mancanza di inventiva ma perchè non è possibile rispondere in modi diversi. Un esempio classico è "Raccontaci la partita di Domenica". Una domanda invece che mi viene posta poche volte è un'opinione sull'arbitraggio, che praticamente sempre viene posta agli allenatori e ai dirigenti ma quasi mai ai giocatori. Un classico invece le domande su stato civile eccetera, che anzi possiamo ridire anche ora! Sono single e sto bene; hobby la lettura soprattutto gialli, thriller e d'azione; cellulari Blackberry Bold e IPhone; Facebook sempre tanto, ho ormai raggiunto il limite di amici, e quando FB me l'ha comunicato mi è dispiaciuto, ma adesso nelle prossime settimane con il lancio del sito ufficiale sarà nuovamente possibile contattarmi; luoghi di villeggiatura preferiti la riviera romagnola con gli amici, o comunque posti calienti, con sole, spiaggia e belle ragazze! Ciao e grazie!"

Michele Pettene





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