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Trieste: Facendo regala al supplementare la vittoria della Bitumcalor Trento |
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Facenda sulla sirena, Trento vince una corrida! Mercoledì da…leoni quello vissuto sotto le volte dal Palatrieste, una Bitumcalor che strappa con una tripla allo scadere di Facenda una vittoria cinque stelle, un rilancio che cancella la sconfitta patita domenica contro Verona. Quintetto base per l’Acegas con Lenardon, Marisi, Scarponi, Crotta, Colli, mentre coach Esposito presenta Ferri, Facenda, Ferrienti, Barbieri e Gentile. Imperativo neanche troppo celato imposto da coach Esposito ai suoi sin dalle prime battute, servire i lunghi Barbieri e Facenda impegnando la giovane coppia triestina Colli-Crotta, necessità più che scelta per Bernardi vista l’assenza di Michele Benfatto; il primo mini-break per i padroni di casa sul 9-6 invita Esposito ad attingere dalla panchina, un modo come un altro per scuotere i suoi. Solo Facenda per Trento garantisce il minimo sindacale di continuità offensiva, il figlio d’arte Gentile compromette con tre falli in otto minuti una buona fetta di partita; Trieste produce buone giocate “alto-basso”, si fa sorpassare da una tripla di Fiorito ma chiude in vantaggio il primo quarto con un canestro da oltre l’arco dei 6,25 di Stefano Marisi: 21-20 e partita godibile. Paradossi tecnici di una partita di basket, la volontà dichiarata della Bitumcalor di provare a vincere la partita con i propri lunghi viene esplicitata come il più classico degli effetti boomerang, dando a Benevelli la possibilità di portare i suoi sul 27-20, con facili conclusioni in area pitturata; emorragia trentina rotta da un tap in di Barbieri, meno 13 pesante che regala fiducia ai giuliani, distesi in contropiedi ficcanti. Vertiginosa girandola di cambi di Esposito, operazione utile dopo solo due giorni di riposo dall’ultima partita ma soprattutto alla ricerca di una chimica migliore, sensibile recupero propiziato da Gentile e Becerra, il lento e inesorabile moto bianco-nero rimette la partita sui binari dell’equilibrio, intervallo sul 44-38. Facenda prova a mettersi in proprio a inizio ostilità con alterne fortune, tutta Trento sembra essere in partita con un piglio diverso rispetto l’inizio, difensivamente costringe l’Acegas a soluzioni forzate e conseguentemente ad abbassare le medie realizzative: Bitumcalor a -3 sul 50-47 a metà della terza frazione, pareggio da tre punti con Fiorito su una incomprensione difensiva giuliana, con alcuni uomini a zona e altri a uomo. Terzo quarto dalle caratteristiche prevedibili, tanta intensità difensiva fa da contro altare una farraginosa gestione degli attacchi da ambo le parti, Ivan Scarponi prova a svegliare una partita silente, e garantisce il minimo vantaggio ai suoi prima dei dieci minuti decisivi: 58-52 e parziale del quarto 14-14. Parte bene la Bitumcalor con il preciso Fiorito, ben coadiuvato da Becerra, in un amen sorpasso sul 58-59, ma è capitan Bocchini a replicare; non tradisce la sua filosofia “el diablo” Esposito, rotazioni continue e pochi minuti intensi da gestire da parte di ognuno, dividendi esplicitati dal tabellone (63-64) e time out obbligato per coach Bernardi a 6’30 dalla conclusione. Inerzia che cambia di padrone ogni azione, anche Natali entra in partita, quinto fallo di Ferri su rivedibile fischio arbitrale viatico ai 5 ultimi minuti di fuoco (69-69); compensazione arbitrale che costa il tecnico a Lenardon, Trento ne approfitta e raggiunge il massimo vantaggio sul 69-73 a 4 minuti dalla fine. “Esperienza” Facenda insacca una tripla che pesa quintali, si procura liberi e sembra scuotere l’autostima della squadra triestina, così come quella dei 1700 del Palatrieste; Becerra è glaciale dalla lunetta, Lenardon castiga da tre punti, un finale fantastico, in dieci secondi e sul 83-81 il pathos di quaranta minuti di partita: errore di Spanghero da sotto canestro e assist al bacio di Becerra per il più semplice dei canestri di Natali, è supplementare. Overtime per uomini navigati e con la spinta emotiva della partita presa per i capelli, Becerra e Facenda si mettono in proprio e scavano un piccolo solco, 85-89, coach Esposito lavora ai fianchi le “giacchette grigie” come quando calcava i parquet, tutto non sufficiente per arginare il ritorno di Trieste: 92-91, fallo possibile su Gentile non fischiato, ma è Facenda da tre punti a dare un incredibile vittoria a Trento per 92-94 sulla sirena.Il migliore: Fabrizio Facenda (Bitumcalor Trento) Tanta sostanza quanto i chili che pesa, giocatore che chirurgicamente ha messo a segno le triple più pesanti del match, compiendo il capolavoro a qualche secondo dalla fine del overtime: totale! Il peggiore: Ivan Scarponi (Acegas Trieste) Niente da fare, la linea bianca dell’arco dei tre punti è un limite quasi invalicabile, ma soprattutto ormai un limite mentale: quando le cose vanno bene al tiro allora incide ed è decisivo, quando vanno male, non c’è via di fuga… l’insufficienza! Arbitri: i sig.ri GADDA di Roma e LESTINGI di Ciampino, voto 5/6 Partita spezzata in due con un accetta, primi due quarti superiori alla sufficienza, fischi giusti e puntuali, personalità. Nella ripresa, in confusione dal ritmo incalzante dei due coach, hanno finito per perdere la bussola, falli netti su Gentile, su Lenardon (con conseguente tecnico), a memoria,…altri meno evidenti che però abbassano la valutazione inesorabilmente. Raffaele Baldini (www.cinquealto.blogspot.com) Rafbaldo@libero.it |
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