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Ok, prima o poi doveva succedere. D’altra parte, fin qui Alex Finelli non si era mai trovato sul tavolo alcuna giustificazione da parte di giocatori indisposti, e la cosa, umanamente, non poteva durare per sempre. A marcar visita, in settimana, è stato però Alessandro Cittadini, giocatore forse insostituibile, e dal potenziale ancora inesplorato, a queste latitudini: 40 giorni, nella speranza che la telenovela degli anni scorsi (Spencer Nelson, che sarà pronto a giorni, ricordiamo) stavolta nemmeno inizi. Era quello che nessuno voleva sentirsi dire, anche se Finelli, tempo fa, vedeva Silvio Gigena, per la sua ecletticità, come giocatore davvero unico nel roster bolognese. Certo, però quello che doveva essere il plus valore del campionato – e che aveva dimostrato poterlo fare, in certe partite – ora starà fermo. Non si andrà sul mercato (c’era Gregor Fucka libero e al Paladozza ad allenarsi fino a pochi giorni fa, ma avrebbe fatto il gettonaro in B1? E, soprattutto, con quali denari lo si sarebbe andato a prendere?), ma si farà con quel che c’è. Quindi, che il foglio rosa di Quaglia e Borra si trasformi il prima possibile in una patente, e che Silvio Gigena provi a riciclarsi – in precampionato non gli era andata nemmeno malissimo – in lungo. Tertium non datur, a meno di non chiedere il rinvio per suine e simile di tutte le prossime partite, come certe furbizie che si vedono in serie A. Con, peraltro, zero su due di chi aveva chiesto di non giocare: Riepoli perde a Cremona, Scafati fa KO casalingo con Pistoia.
Va bene, tiriamo avanti, scoprendo finalmente quando si giocherà il bigmatch con Forlì. Domenica, ore 21, proprio dopo il concerto di Claudio Baglioni. Quella sua maglietta fiiiiiina, magari quella di Jordan Losi, che contro Trento farà il suo esordio in campionato. Davanti a Vincenzo Esposito, che forse, se le tempistiche fossero state differenti, sarebbe potuto essere un giocatore di questa Fortitudo, e che ora invece sta facendo gavetta da allenatore lassù in Trentino, e nemmeno tanto male: 5-3 il record, che pur essendo ambiziosa, per una neopromossa proprio schifo non fa. La discesa a Bologna è attesissima, basti andare a vedere la home page della società, il cui nome è (toh!) Aquila. “La Bitumcalor al Tempio di Bologna”, dicono, aggiungendo poi “un momento di forte emozione, che da sola spiega il livello a cui è arrivata la società in questi anni”. Insomma: al Paladozza tutti vogliono fare bella figura, per cui poco da dormire e da pensare a Forlì.
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