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Pentagruppo Ozzano, a Trieste esce il 6 vincente!

Pentagruppo Ozzano, sei uomini per un altro capolavoro

Salieri, antagonista principale di Mozart nel ‘700 musicale, questa volta compone la sua “Messa dell’Incoronazione” e porta a compimento una vera impresa in quel di Trieste, senza Perego, Sanguinetti, Casella, giocando con 5 giocatori e 10 minuti del giovane Corsaletti.

Quintetto base per l’Acegas Trieste con Lenardon, Marisi, Scarponi, Benevelli, Benfatto, Ozzano risponde con Stojkovic, Prandin, Ranuzzi, Diviach, Rosignoli; Ozzano forza 5, tante sono le triple a segno degli ospiti in un amen e vantaggio già ampio sul 7-15, viatico peggiore per una Acegas in crisi, obbligatorio time out di coach Bernardi. Zona mista proposta dai giuliani che sembra dare i frutti, gli uomini di Salieri sporcano le medie di tiro da oltre l’arco e Trieste ritrova un minimo di fluidità offensiva grazie all’apporto degli “imputati” principali delle ultime uscite, cioè Simone Lenardon e Stefano Marisi: 15-15 a 3’22 dal termine del quarto. Anche Prandin e soci provano a mettersi a zona un azione, mentre in attacco la lettura della zona di Bernardi appare meno indecifrabile, fine della prima frazione con il vantaggio della Pentagruppo sul 19-21, con l’ex Diviach sugli scudi (10 punti e 2/2 da tre punti). Quando si dice una squadra allenata bene, i nero-arancio girano la palla sulla zona velocemente e occupando gli spazi, l’Acegas invece balbetta offensivamente e l’inerzia resta in mano ospite 22-27; la “voglia” cestistica fra le due squadre è agli antipodi, Marco Spanghero prova con 5 punti di fila a risvegliare l’ovattato ambiente del Palatrieste, supportato dal consueto solido apporto di capitan Bocchini, minimo svantaggio interno sul 34-36 a 3 minuti dal termine, seguito dal pareggio con bella penetrazione sempre di Bocchini. Prandin è una macchina dall’arco, partita in equilibrio e squadre negli spogliatoi sul 41-39. Sempre Prandin riprende a segnare e nuovo vantaggio esterno Ozzano alla ripresa delle ostilità, da sempre la frazione incubo per Trieste; doppio tecnico prima a Benevelli per simulazione e poi a Prandin: 48-49 a 6 minuti dal termine. I due allenatori mischiano le carte alternando difesa a uomo e difesa a zona, terzo quarto che scivola veloce senza lasciare brani di pallacanestro indimenticabile, un canestro impossibile di Benevelli all’ultimo secondo sostanzia il minimo vantaggio per la Pentagruppo sul 57-58. Sempre il triestino Diviach con 5 punti di fila a scavare un piccolo solco a inizio quarto, e l’Acegas ci mette del suo gettando nel modo più banale due palloni alle ortiche: 59-63 a 7’23 dal termine della partita; Ozzano ne ha di grinta da vendere, partendo da una difesa aggressiva e poi distendendosi in veloci transizioni, fiaccano le velleità giuliane: 61-69, firmato Diviach-Ranuzzi. Ultimi 5 minuti all’arma bianca per l’Acegas, tentativo con soluzioni estemporanee di recuperare un match, e la Pentagruppo a gestire le forze degli effettivi stremati da 35 minuti di partita filati: con il solo Rosignoli lungo puro, Ozzano riesce ad avere secondi e terzi tiri, Trieste continua nelle ingenuità difensive e il +7 è garanzia di vittoria a 2 minuti dal termine. Finale griffato Ranuzzi con un tiro da tre punti dall’angolo, due triple della disperazione di Lenardon portano a meno uno l’Acegas, poi anche il possibile tiro della vittoria svanisce sul ferro e in contropiede la Pentagruppo completa l’ennesimo capolavoro stagionale, 80-84.



Arbitri: i sig.ri VACCARINI Roberto e BRINDISI Federico, voto: 5

Troppi errori nel giudicare un match non difficilissimo, corretto, alcune fischiate indovinate non regalano la sufficienza a una coppia in grigio apparsa in confusione.



Il migliore: Roberto Prandin (Pentagruppo Ozzano)

Ozzano mette in mostra giovani valenti e Roberto Prandin è un fulgido esempio, 26 punti, controllo tecnico della partita e sempre a far girare i suoi come un orologio svizzero. Super!



Il peggiore: Ivan Scarponi (Acegas Trieste) e Andrea Colli (Acegas Trieste)

Oltre al consueto “enigmatico” Scarponi, ormai alle prese con una sempre più intelligibile lettura delle partite, anche Andrea Colli, impacciato e abulico, segnale che l’Acegas sta perdendo anche le ultime certezze.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.blogspot.com)





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