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MANCAVA solo la pagina epica per chiudere (momentaneamente, sia chiaro) nel migliore dei modi il 2009 del Gira. Indipendentemente dalla gara di sabato prossimo — al PalaGira di Ozzano arriverà l’ex Vincenzino Esposito, oggi allenatore di Trento — quel che hanno combinato i ragazzini scatenati di Salieri ha dell’incredibile.
Si dirà: in fondo Trieste di partite ne aveva già perse diverse e il Pentagruppo, al contrario, ha dimostrato a più riprese di valere i piani alti del girone A della serie A dilettanti. Concetti sacrosanti, manca però un appunto, le condizioni in cui il Gira si è presentato al Chiarbola. Perego a letto con l’influenza si sapeva, all’elenco degli assenti si aggiungono poi Casella e Sanguinetti. E pure l’altro baby Buscemi che avrebbe dovuto finire nei dieci. Quattro assenti, Spizzichini a referto ma di fatto indisponibile, Rosignoli alle prese con la fascite e Stojkov febbricitante.
CHE COMBINA Stefano Salieri? Invece di trincerarsi dietro alibi di comodo, che in fondo tutti avrebbero accettato, chiede ai suoi l’ennesimo sacrificio. E quel che è bello — soprattutto per i tifosi arancionero — è che i ragazzini lo seguono. Rosignoli, quello con la fascite, resta in campo 40 minuti facendo il lavoro per due (8 punti, 14 rimbalzi, 4 recuperi e 7 falli subiti), capitan Ranuzzi ne gioca 39, così come il febbricitante Stojkov (5 recuperi e 3 assist). Prandin si «riposa» perché Salieri gli chiede solo 34 minuti e lui risponde con 26 punti, 3/6 da due, 4/6 da tre, 8/11 ai liberi. Metteteci Diviach e capirete che il capolavoro è confezionato. Con l’aggiunta di dieci minuti di Corsaletti che entra in campo e spara una tripla senza paura.
PER RITROVARE una squadra capace di vincere con soli cinque giocatori forse bisogna ritornare agli anni Settanta, quando c’era un altro basket, meno veloce e meno fisico. Miscelate tutti questi ingredienti e otterrete la vittoria di Trieste. Il difficile per il Pentagruppo, forse, comincia ora. Cosa fare di meglio dopo l’incredibile successo a Trieste? Anche perché non va dimenticato che, per completare l’opera, nell’ultima azione della gara Stojkov riporta una distorsione alla caviglia destra.
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