15:58 07 febbraio | Daniele Ciprari | LegaBasket Serie A |
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Lottomatica-Benetton, le interviste ai due allenatori

Repesa (foto Alessio Brandolini)
Jasmin Repesa (allenatore Benetton Treviso): I nostri lunghi non hanno dato il contributo che ci aspettavamo, abbiamo mille problemi a causa della panchina corta e facciamo fatica a restare concentrati per tutta la partita. Le nostre partite sono tutte molto simili, anche oggi siamo rimasti in partita per tre quarti, prima di arrivare all'ultimo quarto senza energia, senza benzina, e siamo crollati.

Roma ha tirato bene, ma è anche colpa nostra. Non sono soddisfatto neanche dei primi 3 quarti di gara, abbiamo più volte ripreso Roma nel punteggio ma abbiamo subìto troppi parziali.

Abbiamo una situazione davvero difficile, la società non è abituata ad avere questa situazione così complicata, dove dobbiamo lottare: ci aspetta un periodo molto difficile, più di quanto si possa pensare. Importante sarà recuperare i giocatori infortunati, anche se non sappiamo quando Hukic tornerà. Dobbiamo migliorare innanzitutto l'aspetto psicologico, poi lavorare in palestra, migliorare il nostro gioco sia in attacco che in difesa. Ma prima dobbiamo mettere la testa a posto: serve maggiore responsabilità individuale. Ci sono 3 aspetti importanti per questa squadra: psicologico (dove oggi abbiamo toccato il fondo), fisico (andando avanti in partita, alla fine fisicamente crolliamo, ma giocando due volte a settimana non possiamo migliorare fisicamente) e tecnico-tattico, ma senza i primi due quest'ultimo aspetto non può cambiare.

Roma ha giocato veramente bene, è una squadra atletica e molto profonda, che può correre, difendere, giocare bene come ha fatto oggi. Dragicevic ha dato qualità in più, ma nei primi tre quarti, prima del nostro crollo, non si era visto tanto. Grazie a tutti per l'accoglienza, tutti sanno che a Roma mi sono trovato bene, è finita come è finita ma la vita va avanti.




Boniciolli (foto Alessio Brandolini)
Matteo Boniciolli (allenatore Lottomatica Roma): Sono soddisfatto se questa vittoria rappresenta la fine di un primo ciclo di reciproca conoscenza tra me e i giocatori, e l'inizio di un nuovo ciclo, di un cammino che prosegua su questa linea. Se questa vittoria dovesse invece essere un nuovo motivo per adagiarsi, per pensare di aver ottenuto chissà cosa, allora non sarò soddisfatto. I giocatori non dovranno sedersi.

Ho potuto dare un po' più di riposo a Jaaber grazie al lavoro di De la Fuente, Minard e Winston. Mancava una alternativa a Vitali come play. Sono stato buon profeta nell'individuare in Giachetti un giocatore importante, gli ho parlato e gli ho detto che abbiamo bisogno di lui: in questo contesto Jacopo ha risposto. Giachetti è stato determinante, Dragicevic ha solo 23 anni ma sa giocare a pallacanestro e non sembra sia così giovane, è un 4 perimetrale importante per aprire il campo; quando dalla panchina hai giocatori come loro e come Minard è più facile.

Per Minard non è facile accettare di partire dalla panchina. Se Giachetti continuerà su questi livelli e non vivrà di rendita per i prossimi 2 mesi ci permetterà di non tornare sul mercato; De la Fuente è stato poi importante per allungare le rotazioni ed evitare che Dragicevic avesse problemi di falli.

Abbiamo vinto senza un giocatore di notevole peso specifico come Andre Hutson, che dà consistenza a tutto il sistema. Oggi prima della gara, quando in spogliatoio ho detto che avremmo giocato senza Andre, è sceso il gelo. Ma poi una volta in campo, con l´energia e il contropiede abbiamo sopperito alla sua assenza. L'inizio è stato preoccupante ma con le nostre armi, energia e contropiede, ci siamo dimenticati dell'assenza di un giocatore così importante per noi.

Ho pensato di aver vinto quando, senza che io sentissi la necessità di chiamare nulla, con una chiamata scelta dai giocatori siamo andati a giocare in post alto per Dragicevic contro Rivers senza il mio suggerimento.

Costruendo e cambiando tutto siamo a 6 vinte su 7 giocate. Considerando questo periodo come la fine di un primo ciclo di lavoro, dobbiamo andare a vincere ad Avellino anche se non sarà facile, dobbiamo quindi sfruttare con intelligenza sia questa settimana che la pausa. Non abbiamo un secondo da perdere per consolidare questa crescita, per reinserire gli infortunati e andare avanti nello sviluppo del nostro sistema di gioco, sia difensivo che offensivo.

Va fatto capire ai giocatori che la loro carriera passa attraverso i risultati delle squadre per cui hanno giocato, attraverso il contesto in cui hanno giocato. Fare punti in una squadra dove si perde non conta nulla e Jaaber lo ha capito. Ci sono due cose frustranti per i giocatori: allenarsi male e produrre una buona prestazione individuale in un contesto perdente; segnare tanti punti quando la squadra perde, genera frustrazione nel giocatore. Jaaber oggi era contento.

Per la prima volta dopo mesi oggi saremmo nei playoff, ma essere ottavi a pari merito non è accettabile, bisogna continuare per raggiungere un obiettivo che sia all'altezza di questa società. La ferita della partita di Bologna in me è ancora viva e sanguina, ma la vittoria di Cremona è stata fondamentale per la nostra crescita, per la fiducia in noi stessi e per la partita di oggi. Siamo stati tutti contenti di aver vinto lì. Lentamente stiamo risalendo ma c'è ancora tanta strada da fare per arrivare ai nostri livelli.





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