20:18 08 febbraio |   | Fonte: Lo Spiffero - Paolo Rosati | Altre Fonti |
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Fileni ko a Latina: salvezza tutta da conquistare!

Altro che gara del definitivo riscatto, altro che salvezza ormai in cassaforte. per sperare in un epilogo del genere sarebbe servito ben altro ardore, un atteggiamento del tutto diverso e quantomeno una grinta ed una intensità diverse. Ed invece la Fileni si è riscoperta brutto anatroccolo come al suo solito, cancellando con un colpo di spugna l’exploit contro la capolista e tornando a standard di pessima qualità, utili solo per pagar dazio contro il Latina dell’ex Ciaboco con molti assenti e ben poche certezze.

Che dire, speriamo che questa stagione si chiuda al più presto, portandosi via i mille equivoci tattici di un organico che sembra non avere ne capo ne coda anche dopo aver messo mano al portafoglio a a cui anche coach Bartocci non sembra riuscire a tirar fuori granchè. Tra Fileni e Latina è una questione di cuore, quello immenso dei pontini costretti a giocarsi la gara dell’anno dovendo rinunciare a Smith e Dalipagic (Coronini in quintetto) , quello scanzonato di una Fileni, pur priva di Waleskowski, che si è forse sentita troppo grande dopo aver battuto la capolista e se ne è ritornata a casa puntualmente con le guance rosse. Difficile capire il perchè neanche una sfida del genere possa solleticare l’orgoglio di un organico che si è invece giocato la gara che poteva significare la salvezza con una leggerezza disarmante, corertta solo nell’ultimo quarto quando ormai era fin troppo tardi per rimediare. E non può bastare il ko di Waleskowski e qualche guaio in settimana a rispondere all’interrogativo, perchè la Fileni non ha perso la gara per essere arrivata stanca alla fine ma per averla interpretata con meno intensità, giocando quasi al ritmo di un allenamento, distratta in difesa e pienamente in palla in attacco.



Rientrava Strickland ma forse la Fileni era andata meglio senza contro Sassari (appena 1 punto per lui e -10 alla voce +/-), ci si aspettava qualcosa di più da Gabini che ha messo si canestri importanti ma è anche uscito per l’ennesima volta dalla contesa per falli stavolta con 5 giri di lancette di anticipo (14 punti, 5 rimbalzi e 3 perse). Aaron Johnson ha bagnato il suo debutto con 14 rimbalzi in 30 minuti di parquet, ma alla Fileni sono forse mancati i punti di Waleskowski , considerato che oltre ai 25 di Adams e ai 13 di Ndoja poco o nulla è venuto dalla panchina (appena 9 punti in 4 con Raminelli e Basei impalpabili). Coach Bartocci ha provato in diversi modi ad alzare l’asticella della difesa, ma se la uomo ha concesso troppi spazi alla volontà di Ferrero Cutolo e Marcante, la zona ha esaltato nel terzo parziale le doti del neo acquisto Bosak , letale con una tripla ed una penetrazione a ricacciare indietro il mini recupero di Jesi. Pur giocando male la Fileni ha avuto le sue buone occasioni (segnale di un avversario tutt’altro che irresistibile) ma le ha sempre gettate al vento, toccando anche il -15 (60-45 al 29′) ma recuperando fino ad un canestro dalla parità (70-68 a 49” dalla sirena).



Per fortuna alla Fileni è riuscito il miracolo di salvare la differenza canestri (all’andata finì 94-85), in una domenica in cui, anche vincendo di 1, la squadra avrebbe compiuto un balzo eccezionale in classifica, condannando praticamente Latina, agganciando Scafati ed allungando a +4 sul duo Pavia venezia entrambe già battute. Ed invece è ancora tutto maledettamente aperto in fondo alla classifica, con la penultima piazza molto più vicina di una quota play off ormai virtualmente irraggiungibile. Il difficile match interno con Pistoia e le insidie della doppia trasferta a seguire con Rimini e Scafati, disegnano un futuro immediato a tinte fosche per una squadra cui servirà in settimana, inevitabilmente, ancora un pò di bastone. E’ vero che i risultati di questa stagione sono frutto di tanti, troppi errori, commessi in fase di costruzione dell’organico. ma è anche altrettanto sacrosanto che la società ha fatto i suoi bei sforzi economici per correggere il tiro e meriterebbe ben altre risposte dal parquet che invece non arrivano. Se dal punto di vista mentale la prova di Latina è parsa a dir poco desolante, sul piano tecnico andrà assorbito l’ulteriore innesto in corsa di Johnson, chiedendo comunque a Strickland e a Gabini contributi di ben altro spessore, tali da regalare alla squadra una leadership che invece continua a non appartenerle. Perchè è vero che perdere può succedere sempre, ma bisognerebbe farlo dando tutto se stessi, con quell’intelligenza tattica e quella fame di vittoria che stasera si è vista solo da una parte del campo, quella opposta a Strickland e soci. Era successo a Reggio Emilia, è accaduto di nuovo a Latina, ed è questa la nota più negativa di un pomeriggio di falsi sogni e tristi realtà.





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