08:01 09 febbraio | Redazione BasketNet | Fonte: Il Resto del Carlino - Massimo Selleri | Altre Fonti |
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Virtus sull'altalena. Il quarto posto dà fiducia in attesa del vero Collins

Andre Collins
Il play, dopo l’infortunio, deve tornare leader



Bologna

EVITARE IL RIENTRO dell’avversario, una maggiore attenzione generale a rimbalzo e la non buona condizione psicofisica di Andrè Collins. Sono questi i tre fattori che più hanno limitato, almeno fino a questo momento, la stagione della Virtus.

Un percorso che, però, è in linea con gli obiettivi di inizio campionato: una stagione di assestamento entrando nei playoff. E, una volta conquistata la seconda parte della stagione, ripartire per fare almeno una vittima illustre.

L’attuale posizione in classifica della V nera, quarta a parimerito, non è frutto, però, solo dei meriti bianconeri, ma anche dei demeriti avversari: Treviso e Roma hanno già proceduto da tempo al cambio dell’allenatore, mentre Biella e Teramo attualmente non sono ancora riuscite a ripetere i miracoli della passata stagione.

IL PATRON Claudio Sabatini dice che finora sono state regalate ben cinque partite, il general manager Massimo Faraoni si ferma a due. Ma numeri alla mano bastava non gettare alle ortiche la trasferta di Porto San Giorgio contro Montegranaro per essere almeno sul terzo gradino, a pari punti con Caserta con cui, però, si ha lo scontro diretto sfavorevole.

La Canadian Solar ha, però, un cuore. Tutto si potrà dire di Lardo, a partire dal fatto che la sua è una pallacanestro troppo tattica e controllata, ma non che non sappia scegliere giocatori che sappiano sempre dare il massimo.

Prendiamo come esempio Hurd, domenica si è leggermente infortunato durante la gara contro Biella, poteva essere l’alibi per non rientrare viste le tante (giuste) critiche ricevute nelle scorse settimane. Invece l’ex giocatore di Pesaro ha stretto i denti e appena rimesso nella mischia si è subito reso molto utile. Merito dell’atleta e merito del gruppo che ha saputo aspettarlo. Ora si tratta di vedere se anche intorno ad Andrè Collins si svilupperà lo stesso clima. Il play virtussino è in difficoltà, anche perché attorno a sè non c’è Allan Ray con cui ha ottenuto la salvezza a Ferrara, ma l’impressione è che molto dipenda più dal morale, finito sotto i tacchi dopo l’infortunio alla mano, che l’ha tenuto a lungo lontano dal campo, e la scomparsa del fratello.

Se il gruppo saprà stargli vicino come lo è stato con Hurd in un periodo non particolarmente brillante della carriera o con Moss, anch’egli colpito a inizio stagione da un lutto familiare, e riuscirà a risollevarlo, allora la Virtus può pensare di andare lontano. Altrimenti il rischio è quello di continuare con questo andamento altalenante e inevitabilmente il testimone di play titolare passerebbe a qualcun altro.

DI CERTO SERVE un leader da affiancare a Vukcevic, difficilmente potrà esserlo Blizzard quando e se rientrerà in questa stagione. Per cui è importante che Collins riprenda la squadra per mano, magari sfatando così la maledizione che da un po’ di tempo circonda i playmaker statunitensi virtussini: dagli errori di Conroy all’eccesso di egoismo di Boykins.





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