| 08:12 09 febbraio | | | | | Fonte: Il Resto del Carlino - Massimo Selleri | | | Altre Fonti | | |
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L’Aquila da applausi, ma pagamenti in ritardo |
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Rimane il fatto che l’Aquila ha vinto diciotto gare su venti e e sebbene le due sconfitte non siano state leggere — meno 17 a Forlì e meno 12 a Verona — il gruppo si conferma solido e capace di isolarsi dalle voci non positive che circondano la società. Fino alla fine di novembre le cose sono filate via veloci, poi sono iniziati i ritardi nella distribuzione dei compensi. Il 26 gennaio è stato saldato dicembre con la promessa che di lì a pochi giorni tutto sarebbe tornato regolare. NON È ANDATA COSÌ: la data per la consegna dell’ultimo stipendio è stata posticipata a domani. Ma difficilmente la società potrà essere puntuale dal momento che si è impegnata formalmente a estinguere i ritardi cronici accumulati con staff medico, allenatori e dirigenti del settore giovanile. Va detto che in questa parte della stagione — in un campionato dilettantistico che non dovrebbe prevedere stipendi ma semplici rimborsi — il ritardo è una condizione fisiologica. Ma incombe lo spettro dell’anno scorso quando l’Aquila retrocesse prima in LegaDue poi nella A dilettanti avendo pendenze con l’erario. Il motivo principale lo si deve ricercare nelle difficoltà finanziarie che hanno impedito alla società di essere puntuale nei pagamenti. Il rischio che la cosa si ripeta in questa stagione è dietro l’angolo, anche perché la lezione non è stata del tutto digerita. L’INGAGGIO di un nuovo giocatore (che formalmente incide per circa 20mila euro sul bilancio) nonostante il parere contrario di chi, all’interno del club, si occupa di conti, ha dato l’impressione che si stessero percorrendo gli stessi binari. Non è un segreto che parecchi tra fornitori, dipendenti e altri operatori abbiano chiesto ragione di quanto avvenuto, costringendo Sacrati a fissare a fine mese la scadenza per sistemare buona parte delle situazioni. Facendo finta che la questione aperta degli oltre 6 milioni di euro da restituire al Comune non esista, e che i lodi con Strawberry e Papadopoulos siano rimandati a luglio, per chiudere la stagione solo la prima squadra ha bisogno di circa 600mila euro. Una bella cifra per una club che dalla sponsorizzazioni «Amori» ne ricaverà circa un sesto, mentre dagli abbonamenti, al netto delle tasse, ne ha incassati circa 300mila, già utilizzati per i primi mesi di gestione. Qualcosa potrebbe arrivare dall’organizzazione della Coppa di Lega, ma il club biancoblù non è disposto ad assumersi alcun rischio imprenditoriale se non quello derivante dall’organizzazione delle due gare di semifinale e della finale di A dilettanti. Mentre la Lega Nazionale Pallacanestro vuole un evento unico per tutte e tre le categorie nazionali. Il resto dovrebbe mettercelo Sacrati. Ma che sia LegaDue o A dilettanti, al momento di iscriversi alla prossima stagione bisognerà avere nuovamente i conti in regola. Ecco spiegato perché l’ambiente non è tranquillo, anche se oggi la squadra è prima in classifica. |
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