10:50 09 febbraio |   | Fonte: Il Resto del Carlino - Daniele Barilli | Altre Fonti |
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La Trenkwalder lotta per risalire in serie A ma è vietato esaltarsi

I biancorossi fino ad ora sono stati bravissimi. Per farcela, però, devono migliorare ancora tanto



VOLARE. Tenendo le orecchie basse. Evitando di fare le capriole in mezzo al cielo. Ricordandosi pure, magari, che la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare.

E’ lassù, la Trenkwalder, a due punti dalla vetta. In piena lotta per la promozione. E, ve lo stragiuriamo, se ce lo avessero raccontato a settembre, non ci avremmo mai creduto. Lo sport, però, è affascinante proprio per questo: non è una scienza esatta. Anzi, è il regno delle favole. Dove sogni e incubi convivono fianco a fianco. E se un anno fa, la Trenkwalder, era immersa nel suo peggiore incubo, dopo essere partita con enormi ambizioni, ora sta accadendo l’esatto contrario. E la domanda che un po’ tutti si pongono, a undici giornate dalla fine del campionato è una sola: questa Trenkwalder può davvero puntare alla promozione? Può davvero riconquistare la serie A perduta?

PERCHE’ SI. C’è chi ci crede. E sono in tanti. I primi a dare l’impressione di volerci provare fino in fondo sono i giocatori. E’ un gruppo unito, pieno di gente che cerca riscatto o affermazione. Una squadra vera, con attributi veri. Tanto che ha battuto formazioni di talento e grandi potenzialità come Brindisi e Veroli. Non è un caso, insomma, che, malgrado l’infortunio a Slanina, i biancorossi siano lì, al 2° posto in classifica. Una posizione guadagnata con una serie di partite vinte in extremis. Pensate: delle 13 gare conquistate dalla squadra di Ramagli ben 9 sono arrivate con scarti esigui tra 1 e 7 punti. Solo due volte in tutta la stagione i biancorossi hanno perso gare che si sono decise sul rettilineo finale: a Udine, complice l’infortunio di Fultz, e a Pavia. Questo dimostra che siamo di fronte ad una squadra dal grande carattere e che non ci sta mai a perdere. Qualità che, spesso e volentieri, fanno la differenza in campionati tanto equilibrati. A questo, è ovvio, si aggiungono caratteristiche tecniche che non vanno sottovalutate. Reggio ha la miglior difesa del campionato e continua a soffocare tutti gli attacchi avversari. E ha pure la miglior batteria di lunghi della LegaDue: un pacchetto composto da Smith, Melli e Frosini non ce l’ha nessuno, tanto che la Trenkwalder è la formazione che conquista più rimbalzi del campionato. Tutto questo, considerando anche che sia Brindisi che Sassari dovranno passare da via Guasco, non può che indurre all’ottimismo. E far dire: sì, questa squadra può coltivare il suo grande sogno.

PERCHE’ NO. Attenzione, perché in tutto questo c’è, come sempre, il rovescio della medaglia. E ci sono aspetti che non vanno dimenticati. Proprio per questo meglio volare bassissimi. Perché la Trenkwalder continua a vincere ma ogni partita è una sofferenza. Ha pochi punti nelle mani, la squadra reggiana. Ed è solo il quart’ultimo attacco del campionato viaggiando a 76,2 punti a gara. Difficile vincere un campionato se non si riesce a superare con continuità quota 80. Perché, prima o poi, troverai una domenica in cui la difesa non è più la coperta di Linus che risolve tutti i problemi. Manca, e ormai l’abbiamo detto in tutte le salse, un giocatore che dia qualche garanzia nel tiro da 3 punti e che abbia la forza di spaccare le partite al momento giusto. Non si può vincere sempre di 1-2 punti all’ultimo tiro. Provate a pensare, ad esempio, cosa potrebbe essere la Trenkwalder con un giocatore come Goss: roba da brividi... In più quella reggiana è anche una delle formazioni che perde più palloni del campionato e questo permette agli avversari, com’è successo domenica con Scafati e in altre occasioni come a Vigevano e Pavia, di rientrare in partita con troppa facilità. Infine c’è da considerare che la panchina biancorossa è corta. Tanti problemi che Ramagli dovrà nascondere e superare in queste ultime 11 giornate di campionato. Possibile farcela? Sì, possibile. Ma difficile. Forse difficilissimo. Ed è giusto non illudersi eccessivamente. Lo sport, però, è il regno dei sogni. E adesso, sotto canestro, tutta Reggio sta sognando, per cui non svegliateci...





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