| 10:50 09 febbraio | | | | | Fonte: Il Resto del Carlino - Daniele Barilli | | | Altre Fonti | | |
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La Trenkwalder lotta per risalire in serie A ma è vietato esaltarsi |
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PERCHE’ SI. C’è chi ci crede. E sono in tanti. I primi a dare l’impressione di volerci provare fino in fondo sono i giocatori. E’ un gruppo unito, pieno di gente che cerca riscatto o affermazione. Una squadra vera, con attributi veri. Tanto che ha battuto formazioni di talento e grandi potenzialità come Brindisi e Veroli. Non è un caso, insomma, che, malgrado l’infortunio a Slanina, i biancorossi siano lì, al 2° posto in classifica. Una posizione guadagnata con una serie di partite vinte in extremis. Pensate: delle 13 gare conquistate dalla squadra di Ramagli ben 9 sono arrivate con scarti esigui tra 1 e 7 punti. Solo due volte in tutta la stagione i biancorossi hanno perso gare che si sono decise sul rettilineo finale: a Udine, complice l’infortunio di Fultz, e a Pavia. Questo dimostra che siamo di fronte ad una squadra dal grande carattere e che non ci sta mai a perdere. Qualità che, spesso e volentieri, fanno la differenza in campionati tanto equilibrati. A questo, è ovvio, si aggiungono caratteristiche tecniche che non vanno sottovalutate. Reggio ha la miglior difesa del campionato e continua a soffocare tutti gli attacchi avversari. E ha pure la miglior batteria di lunghi della LegaDue: un pacchetto composto da Smith, Melli e Frosini non ce l’ha nessuno, tanto che la Trenkwalder è la formazione che conquista più rimbalzi del campionato. Tutto questo, considerando anche che sia Brindisi che Sassari dovranno passare da via Guasco, non può che indurre all’ottimismo. E far dire: sì, questa squadra può coltivare il suo grande sogno. PERCHE’ NO. Attenzione, perché in tutto questo c’è, come sempre, il rovescio della medaglia. E ci sono aspetti che non vanno dimenticati. Proprio per questo meglio volare bassissimi. Perché la Trenkwalder continua a vincere ma ogni partita è una sofferenza. Ha pochi punti nelle mani, la squadra reggiana. Ed è solo il quart’ultimo attacco del campionato viaggiando a 76,2 punti a gara. Difficile vincere un campionato se non si riesce a superare con continuità quota 80. Perché, prima o poi, troverai una domenica in cui la difesa non è più la coperta di Linus che risolve tutti i problemi. Manca, e ormai l’abbiamo detto in tutte le salse, un giocatore che dia qualche garanzia nel tiro da 3 punti e che abbia la forza di spaccare le partite al momento giusto. Non si può vincere sempre di 1-2 punti all’ultimo tiro. Provate a pensare, ad esempio, cosa potrebbe essere la Trenkwalder con un giocatore come Goss: roba da brividi... In più quella reggiana è anche una delle formazioni che perde più palloni del campionato e questo permette agli avversari, com’è successo domenica con Scafati e in altre occasioni come a Vigevano e Pavia, di rientrare in partita con troppa facilità. Infine c’è da considerare che la panchina biancorossa è corta. Tanti problemi che Ramagli dovrà nascondere e superare in queste ultime 11 giornate di campionato. Possibile farcela? Sì, possibile. Ma difficile. Forse difficilissimo. Ed è giusto non illudersi eccessivamente. Lo sport, però, è il regno dei sogni. E adesso, sotto canestro, tutta Reggio sta sognando, per cui non svegliateci... |
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