10:52 09 febbraio | Redazione BasketNet | Fonte: Il Resto del Carlino - Gianni Angelucci | Altre Fonti |
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Jesi, Bartocci rinuncia al giorno di riposo e si rimette al lavoro

Maurizio Bartocci
«Fileni, così non si va lontano»



Jesi

IL TEMPO di un saluto a casa, a Caserta, prima del rientro anticipato in città ieri pomeriggio. Contravvenendo alle abitudini della gran parte degli addetti ai lavori del basket professionistico, Maurizio Bartocci ha rinunciato al giorno di riposo, il canonico lunedì, per tornare subito a Jesi e mettersi al lavoro.

Per la seconda volta in quindici giorni — prima Reggio Emilia, domenica Latina — al tecnico non è piaciuto l’atteggiamento della squadra. Anche stavolta nel dopo gara ha parlato più di cuore che di tecnica. Non sta diventanto un giochetto troppo pericoloso? «Certamente — conferma Bartocci — a questo punto del campionato, e vista la nostra situazione, le prime cose da mettere in campo in ogni partita sono voglia, energia, intensità. Poi possiamo anche parlare di caratteristiche, e di limiti, perché tutti ne hanno, di squadra. Invece anche a Latina è successa la stessa cosa di Reggio Emilia, approccio morbido e partita in salita».

Ovvero bisogna lavorare più sulla testa dei singoli che sul resto.

«Esattamente. Neppure io mi spiego certe metamorfosi, da Sassari a Latina. Poi è vero che per quasi tutta la settimana ci siamo allenati in sei, ma questo non deve rappresentare un alibi anzi, dovrebbe servire ai giocatori per sentire più rabbia dentro».

SENZA GIRARCI INTORNO, quali i meriti di Latina e dove cominciano i vostri demeriti? «I nostri avversari hanno messo più energia, tutti pronti a prendersi le proprie responsabilità, soprattutto quelli che, in teoria, erano meno attesi, vedi Ferrero e Cutolo. Noi? Dobbiamo essere più collaborativi, lavorare tutti insieme per costruire tiri migliori». Strickland non pervenuto: cos’ha? «La settimana scorsa era nei sei, ha sempre lavorato in palestra ma senza forzare. A questo punto la caviglia dovrebbe essere a posto, un’altra settimana di lavoro e con Pistoia dovrebbe essere pronto». Tommy Adams invece sta vivendo un momento di forma strepitoso. Non sarebbe il caso di sfruttarlo meglio? «Infatti lavoreremo per metterlo in condizione di procurarsi tiri ancora migliori e per creargli le giuste alternative. Non può e non deve essere lui l’unico nostro terminale offensivo».

Con undici partite da giocare e una classifica cortissima, non si potrà più sbagliare. Soprattutto in casa. «In casa e fuori. Imposteremo il lavoro delle prossime settimane sull’intensità difensiva e sulla cattiveria. Le uniche armi per giocarsela non solo con Pistoia ma con tutte le squadre che ci attendono da qui alla fine del campionato».





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