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Altezza: 1.93m
Ruolo: Play/Guardia
Data di nascita: 15/12/1976 Sant'Elpidio a Mare
Le Marche, uno dei tradizionali polmoni cestistici della penisola italica, non hanno mai difettato nè di passione, nè di società che avviassero i giovani allo sport dei canestri. .. Il caso di Rodolfo Rombaldoni, marchigiano purosangue cresciuto cestisticamente in Veneto, risulta quindi abbastanza strano. Andrea Fadini, da tutti conosciuto come grandissimo americanologo ed uno dei re del mercato, ha spesso saputo pescare bene anche in casa nostra: l'ancor 15enne Rodolfo venne convinto a trasferirsi a Verona, con la prospettiva di poter crescere e maturare in una società che credeva nei suoi mezzi e, in futuro, di poterlo far debuttare in Serie A. I primi assaggi del massimo campionato Rombaldoni li assapora tra il 1994 e il '96, quando, oltre a far parte delle juniores della Scaligera, viene talvolta chiamato in prima squadra a fare il 10° uomo. Dopo l'arrivo nell'estate del '96 del nuovo head coach, Phil Melillo (che verrà sostituito in inverno da Andrea Mazzon), la dirigenza e lo staff tecnico veronese decidono che, per valutare l'eventuale futuro in gialloblù di Rodolfo, non ci sia nulla di meglio che girarlo in prestito ad altre società perchè possa fare esperienza: inizia dunque il lungo pellegrinaggio lungo lo Stivale di Rombaldoni, che nei tre anni successivi viaggia tra Pistoia (in A1, stagione '96-'97), Barcellona Pozzo di Gotto (B1, '97-'98), Napoli (A2) e di nuovo Barcellona (B1, nel '98'99). Proprio in Sicilia, dove coach Perdichizzi ha assemblato una squadra fortissima (ne fanno parte anche due futuri azzurri come Ago Li Vecchi e Teo Soragna), Rombaldoni conosce le prime responsabilità, guidando la compagine della cittadina dell'entroterra messinese ad una storica promozione in A2. Le buone prove del marchigiano nella terra dei Ciclopi inducono Fadini a riportarlo alla base, per affidargli il delicato compito di sostituire nello starting five nientemeno che Mike Iuzzolino. Fino a dicembre '99, Rodolfo si conferma pedina fondamentale oltre che motore della Mueller, ma poco prima di Natale i gialloblù, partiti per conquistarsi un posto in Korac, affondano nelle retrovie della classifica, rimanendo invischiati nella lotta per non retrocedere: viene così deciso un netto cambio di rotta, con l'esonero di Marcelletti a favore della coppia Faina-Frattin e con gli ingaggi di Misha Beric, Casey Schmidt e Louis Bullock. Proprio Sweet Lou, con le sue esplosioni realizzative, scalza Rombaldoni dal quintetto, riducendogli contemporaneamente il minutaggio. La stagione successiva, che sancisce l'approdo della Scaligera in Eurolega, si rivela altamente nefasta: la sostituzione di Beric con il cavallo di ritorno Henry Williams non sortisce gli effetti sperati e i tanti infortuni che martoriano il reparto esterni non favoriscono certo Rodolfo, dato che la società preferisce affidarsi ad americani a gettone quali Germaine Jackson e Ryan Lorthridge. La grande occasione per il play marchigiano giunge nell'estate 2001 quando la crisi societaria tra il presidente Fiorillo e l'ex azionista di maggioranza Vicenzi provoca la partenza di Bullock ed un mercato di basso profilo: la squadra, assemblata da Claudio Crippa ed affidata a Lino Lardo, è nelle mani di Rombaldoni, il quale, nonostante l'annata sia caratterizzata dalla drammatica situazione economica della Scaligera (che verrà dichiarata fallita a giugno '02), conduce la Mueller alle Final 8 di Coppa Italia ed ad una comoda salvezza, oltre a marcare la sua ottima stagione con la conquista del 6° posto nella graduatoria individuale degli assist. La sparizione di Verona non lascia Rombaldoni disoccupato: Lardo, ingaggiato da Reggio Calabria, decide di portarlo con sè (assieme all'altro ex gialloblù Titus Ivory) sullo Stretto; nei due anni in maglia neroarancio Rodolfo dimostra tutte le sue doti, guadagnandosi il richiamo in Nazionale un contratto importante da parte della neopromossa Sicc Jesi.
-Giocatore dall'atletismo modesto, è stato impostato a giocare in regia per le sue evidenti doti di ball handling e la buona capacità nella lettura delle situazioni. Alto per il ruolo, sa anche adattarsi a giocare guardia.
-Attaccante modesto e discontinuo, è un buon penetratore, ma non disdegna costruirsi un tiro in sospensione, anche da oltre l'arco.
-Difensore arcigno, sa portare pressione sul portatore di palla, soprattutto in virtù della statura che gli permette di marcare quasi tutte le tipologie di guardie.
-Dotato di un senso agonistico molto apprezzato, cerca sempre di dare il suo approto di energia in ogni parte del campo.
Dopo anni di gregariato più o meno oscuro, l'argento olimpico e l'incredibile finale ateniese contro l'Argentina hanno consacrato Rodolfo Rombaldoni ed hanno reso manifeste tutte le sue doti. Nella stagione appena iniziata, il ritorno nella terra natìa lo caricherà di ulteriori motivazioni, nella difficile sfida che l'attende: conquistare la salvezza dell'Aurora e preservare l'ambitissimo posto ottenuto in Nazionale.
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