Spiro Leka: “Voglio una squadra vera con persone in gamba e più peso agli italiani”

“Le vacanze sono finite. Mia moglie è tornata a casa dopo un paio di settimane passate insieme a nostra figlia. Ora sono al college col quale collaboro da anni per la crescita cestistica e culturale dei ragazzi che vengono qua tutte le estati. Ma i ritagli di tempo sono tutti per la Vuelle e con Cioppi ci sentiamo più volte al giorno. Il 28 giugno sarò di ritomo a Pesaro. Dobbiamo sbagliare il meno possibile, non solo a livello tecnico, ma anche umano: non si tratta di mettere insieme soltanto gente che gioca a pallacanestro, ma persone con la testa giusta, elementi con caratteristiche che fanno squadra. La costruzione di un gruppo vale una bella fetta di stagione, perché non ti va sempre bene se cerchi di mettere a posto le cose a stagione in corso. Quando hai pochi soldi,a maggior ragione non devi avere fretta per fare scelte ponderate.” Così Spiro Leka, ancora dall’altra parte dell’oceano, racconta le sue prime sensazioni da capo allenatore della Vuelle, con una sostanziale differenza rispetto ai mesi scorsi che portarono alla salvezza: qui c’è da costruire una squadra, forse anche daccapo, se le risorse resteranno quelle attualmente a disposizione. Ecco l’intervista al coach albanese, realizzata “Dal Resto del Carlino”:

Dunque per Hazell non c’è posto con un’idea del genere?: “Jeremy vuol tornare, me lo ha detto chiaramente, ma dipende anche dalla chimica di squadra che avremo e se lui ci starà bene dentro o no. Hazell è un finalizzatore, allora accanto c’è bisogno di uno che crea. Poi ha delle pretese economiche alte per noi e allora gliel’ho detto chiaro io: amico, se vuoi tornare devi abbassarle.”

La situazione di Clarke?: ” C’è ancora una distanza importante tra la nostra offerta e la sua richiesta. Vedremo se la forbice si chiude.”

Sarà possibile vedere anche qualche europeo tra i cinque stranieri?: “A me piacerebbe avere qualcuno dai Balcani, o comunque dall’Europa dell’est: hanno talento, faccia tosta e in più non gli devi spiegare certe cose, tipo che cosa significa retrocedere. Inoltre fanno gruppo prima: se iniziamo la ricostruzione da zero, ci potrebbe servire qualcuno di loro.”

Gli italiani che peso avranno?: “La mia idea è di dare più importanza agli italiani di quanta ne abbiano avuta nell’ultima Vuelle. Dobbiamo essere bravi a indovinarne qualcuno da lanciare in prospettiva. Ma devono avere personalità, perché la serie A lo richiede.”

Serpilli avrà spazio?: “Ha fatto dei progressi importanti a livello fisico grazie al lavoro con Venerandi. Io non ho paura di lanciare i giovani nella mischia, nelle minors lo facevo e alla fine i rischi che corre un allenatore, in proporzione, sono gli stessi. Però voglio essere di parola con lui: l’inserimento di un 18enne va fatto gradualmente: e se la squadra gioca senza stress, anziché essere sempre ultima, diventa più facile.”