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Domenica, 22 Gennaio 2017 12:51

Europei di basket: Belgrado 1961

URSS imbattibile, l’Italia dà forfait

L’exploit ai Giochi di Roma faceva ancora venire i brividi al basket italiano. Erano trascorsi appena sette mesi da quel magico settembre del 1960, quando i cestisti azzurri avevano conquistato un sorprendente quarto posto olimpico alle spalle di USA, URSS e Brasile (con tante recriminazioni per il bronzo sfuggito). La dodicesima edizione del campionato europeo, di scena per la prima volta nella vicina Jugoslavia, arrivò troppo presto per avere il tempo di smaltire l’ubriacatura di quel successo e poi ripartire da zero per una nuova avventura. Quindi? Meglio restare a casa!

Venerdì, 20 Gennaio 2017 16:01

Il ricordo di … Nane Vianello

Europei di basket: Istanbul 1959
Il ricordo di ... Nane Vianello

Gabriele “Nane” Vianello è nato a Mestre il 6 maggio 1938. Cresciuto nelle giovanili della Reyer Venezia, a 19 anni venne ceduto a una società di Bologna, la Cestistica Mazzini, sponsorizzata Moro Morini, con la quale disputò due campionati nella massima serie. Il primo salto in una grande squadra a Varese, con l’Ignis allenata da Enrico Garbosi, dove conquistò uno scudetto nel ’61. Il trasferimento all’Olimpia Milano fu ritardato di un anno da parte del presidente Borghi che non volle concedere il nulla osta; poi, però, arrivarono quattro scudetti e una Coppa dei Campioni in cinque stagioni con la maglia Simmenthal. Ala di 1,91, esibiva un tiro in sospensione con la mano sinistra (e preferibilmente dall’angolo) che lo rese antipatico a molte difese. La sua carriera in Nazionale si allungò per un decennio, attraversando tre Europei (’59, ’65, ’67) e tre Olimpiadi (Roma, Tokyo, Città del Messico), oltre a un Mondiale; come allenatore sempre lui, Nello Paratore, che lo aveva fatto esordire in un Trofeo Mairano, a Bologna nel ’57, e che lo considerava uno dei suoi giocatori più fidati.

Mercoledì, 18 Gennaio 2017 23:42

Il ricordo di … Claudio Velluti

Europei di basket: Istanbul 1959
Il ricordo di ... Claudio Velluti

Claudio Velluti, nato a Cagliari il 15 aprile del 1939, divise il suo iniziale amore per lo sport tra basket e atletica leggera. Nel salto in alto fu il secondo italiano a superare i due metri, mentre il prof. Paratore cominciava a fargli la corte per la sua Nazionale. Una bigamia che si trasformò in dilemma (e poi in beffa!), perché alle Olimpiadi di Roma del ’60 aveva solo da scegliere tra le due competizioni: rinunciò lui al torneo di basket, ma dal concorso del salto in alto (dove si sentiva più gratificato) restò fuori all’ultimo momento. Lasciò la Sardegna nel ’59 per essere accolto nelle nobili file del Simmenthal Milano, dove vinse due scudetti in tre stagioni. A Cagliari giocò ancora tredici anni, con la soddisfazione di portare la Brill in serie A, ma sempre più impegnato dalla professione di ortopedico che lo accompagnò fino all’apice della carriera universitaria.

Mercoledì, 18 Gennaio 2017 23:32

Europei di basket: Istanbul 1959

Azzurri distratti, la testa a Roma

I patti erano chiari. Tutto doveva essere in funzione dei Giochi di Roma del ’60. Tutto! Collegiali, amichevoli, tornei; anche le manifestazioni ufficiali come il campionato europeo. Partecipare sì, cercare di ben figurare anche. Ma se proprio su un obiettivo bisognava concentrare sforzi e aspettative, non c’era che da rivolgere lo sguardo all’evento olimpico, per la prima volta ospitato in Italia. Dal gennaio del ’57, da quando era stata affidata la Nazionale a Nello Paratore, la missione era questa. Sicché anche il misero decimo posto di Istanbul, uguale fotocopia a quello di due anni prima a Sofia, venne accolto con una semplice smorfia di disapprovazione e nulla di più.

Lunedì, 16 Gennaio 2017 21:31

Il ricordo di ... Sandro Gamba

Europei di basket: Budapest ’55 e Sofia ’57

Sandro Gamba è nato a Milano, il 3 giugno del 1932. Il suo primo contatto con il basket avvenne a 13 anni, e fu un destino avverso a procurarlo: colpito involontariamente da un proiettile mentre giocava a pallone per strada (25 aprile ’45, scontri tra partigiani e fascisti), ne uscì con una mano malconcia, e un ufficiale americano gli suggerì - vedendolo poi col braccio al collo - che la maniera migliore per riacquistarne l’uso era di prendere proprio un pallone da basket (quello americano però!), sentirne la superficie ruvida al tatto, poi schiaffeggiarlo, quindi provare a palleggiare... A 19 anni conquistava lo scudetto con l’Olimpia Borletti Milano, il primo di una lunga serie di dieci quasi consecutivi (dal ’53 al ’60, l’epopea di Cesare Rubini allenatore e delle “scarpette rosse”). In Nazionale fece il suo ingresso già nel ’51 con Van Zandt (una rappresentativa giovanile); poi fu Tracuzzi a inserirlo nella rosa della prima squadra, ma la prima partecipazione a una manifestazione ufficiale avvenne con McGregor (Europei del ’55 a Budapest, seguiti il mese dopo dai Giochi del Mediterraneo di Barcellona); con Paratore, infine, disputò in maglia azzurra gli Europei del ’57 a Sofia e, da capitano, le Olimpiadi del ’60 a Roma. Chiuse la carriera di giocatore con la seconda squadra di Milano, All’Onestà; due campionati, fino al ’65, stesso anno in cui ha iniziato la sua lunga militanza da allenatore, di club e di Nazionale.

Domenica, 08 Gennaio 2017 18:36

Il ricordo di … Giancarlo Sarti, Sofia 1957

Il ricordo di ... Giancarlo Sarti, Europei di basket: Sofia 1957

Giancarlo Sarti è nato il 22 aprile 1936, a Pontremoli, in provincia di Massa-Carrara, città quest’ultima dove cominciò a muovere i suoi primi passi da cestista. A 19 anni esordì in serie A nella vicina Livorno, e qui venne notato prima da McGregor e poi da Paratore, che lo confermò nel giro della Nazionale. Alto 1 e 90, era un’ala (alta per quei tempi) dotata di tecnica e di temperamento. Dopo una breve parentesi a Bologna, con la Fortitudo, raggiunse la sua affermazione a Cantù (sponsor Levissima, poi Oransoda), dove rimase otto stagioni, con ben cinque quarti posti. A Udine chiuse la sua lunga carriera di giocatore (a 35 anni), e aprì quella (altrettanto lunga) di general manager, culminata con la conquista dello scudetto a Caserta nel ’91.

Domenica, 08 Gennaio 2017 18:31

Europei di basket: Sofia 1957

Primi passi dell’era-Paratore

Non c’era pace per la Nazionale azzurra. Nel senso che la guida tecnica cambiava volto con ritmo, a dir poco, frenetico. Proprio i campionati europei sembravano scandire questo continuo avvicendarsi sulla panchina. Van Zandt nel ’51, Tracuzzi nel ’53, McGregor nel ’55 (senza contare gli intermezzi fugaci di Marinelli, Penzo e Ferrero); ed ecco, nel ’57, il quarto cambio in altrettante edizioni. Incarico affidato a Nello Paratore, promosso da vice a primo allenatore secondo un disegno che per lui, probabilmente, era stato già tracciato dal momento in cui aveva lasciato la terra d’Egitto per piantare radici in quella dei suoi progenitori.

Sabato, 07 Gennaio 2017 17:55

Il ricordo di … Sandro Riminucci

Europei di basket: Mosca '53 e Budapest '55

Sandro Riminucci è nato a Tavoleto (in provincia di Pesaro) il 26 giugno del 1935. Esempio di precocità cestistica, nel ’52 conquistò il titolo italiano juniores con la Victoria Benelli Pesaro, e nell’ottobre dello stesso anno Tracuzzi gli fece vestire la maglia della Nazionale: aveva 17 anni, non era ancora arrivato l’esordio in prima squadra! Giocò in serie A, a Pesaro, fino al ’56, poi il passaggio a Milano, dove divenne uno degli artefici del grande mito delle “scarpette rosse”, portando nella bacheca dell’Olimpia (sponsorizzata Simmenthal) ben nove scudetti, più una Coppa dei Campioni. Ala di 1,87, era amatissimo dal pubblico per la sua fantasia di gioco, il tiro in elevazione, le entrate acrobatiche, che gli valsero il soprannome di “Angelo biondo”. In Nazionale disputò due Europei (Mosca ’53 e Budapest ’55), più le Olimpiadi di Roma ’60 e il Mondiale in Brasile nel ’63. Vive attualmente in Romagna, dove lo abbiamo raggiunto, risvegliando in lui il piacere di rivivere quei fantastici anni.

Gianfranco Sardagna è nato a Gorizia, il 28 maggio 1935. Iniziò a giocare nella sua città, per poi trasferirsi a Venezia, dove vestì la maglia della gloriosa Reyer, che allora militava in serie A. Lo prelevò da là Jim McGregor, che nella sua Nazionale voleva atleti come lui: alto 1,90, aveva una grande elevazione, si adattava al ruolo di ala e di pivot. L’Europeo del ’55, a Budapest, restò l’unico da lui disputato. Ci furono poi due partecipazioni olimpiche (Roma ’60 e Tokyo ’64), che lo videro tra i protagonisti. Subito dopo Budapest emigrò a Bologna, nelle file della Motomorini; poi nel ’57 il grande salto a Milano, in forza al Simmenthal, squadra con la quale conquistò ben quattro scudetti. A Bologna ci fu ancora un intermezzo di due anni, con la Virtus, poi il ritorno definitivo e la conclusione della carriera nella Fortitudo.

Lunedì, 02 Gennaio 2017 15:15

Europei di basket: Budapest 1955

Jim McGregor nella morsa dell’Est

Il momento magico dell’Ungheria arrivò quando tutti se lo aspettavano. Era da qualche anno che il basket magiaro si era assestato ai vertici continentali, e il secondo posto negli Europei del ’53 alle spalle del colosso URSS (seppure con la complicità di una subdola differenza canestri), aveva legittimato le sue ambizioni. Giocare in casa nella edizione successiva si presentava come un’occasione talmente favorevole da immaginare che difficilmente si sarebbe ripresentata in seguito. E di fatto restò unica... Solo che per essere davvero magico, quel momento, c’era bisogno dell’aiuto di qualche strana congiuntura, che in quella circostanza si concretò nella inconcepibile altalena della Cecoslovacchia, in grado di bastonare sia URSS che Ungheria nel girone finale, ma anche di uscire sconfitta da due partite nelle quali, secondo i pronostici, avrebbe dovuto passeggiare.

Lunedì, 19 Dicembre 2016 13:54

Mosca 1953. Il ricordo di … Stelio Posar

Stelio Posar, nato a Trieste il 25 febbraio 1933, è cresciuto cestisticamente nel prolifico vivaio della Ginnastica Triestina. Play-maker di ruolo, all’età di 20 anni venne notato da Vittorio Tracuzzi, che aveva bisogno di ringiovanire la Nazionale in vista degli Europei del ’53 a Mosca. Fu quello il primo di tre Europei consecutivi ai quali Posar prese parte (lo ritroveremo a Budapest ’55 e a Sofia ’57). Nel campionato italiano si trasferì presto a Livorno, e là praticamente rimase fino alla fine della sua carriera, con un intermezzo di due stagioni (dal ’57 al ’59) a Bologna nelle file della Fortitudo. Smise di giocare a 35 anni, e intraprese poi l’attività di istruttore, sempre a Livorno, città nella quale tuttora vive.

Martedì, 06 Dicembre 2016 15:28

Il ricordo di … Giorgio Bongiovanni

Europei di basket: Parigi 1951

Giorgio Bongiovanni è nato a Bologna, il 4 marzo del 1926. E’ stato una dei primi grandi giocatori del Gira Bologna, un club fondato nel 1945, come nuova sezione di una polisportiva che era nata seguendo la passione per il ciclismo (Gira non è altro che l’iniziale del cognome di Costante Girardengo). Approdato in serie A nel ’48, il Gira fu per un decennio la seconda squadra bolognese dopo la Virtus Minganti. Nel campionato ’53-’54, con Bongiovanni nella doppia veste di giocatore-allenatore, la squadra riuscì a precedere i cugini al secondo posto (dietro la Borletti Milano). In maglia azzurra Bongiovanni ha disputato due campionati europei (Parigi ’51 e Mosca ’53), la prima edizione dei Giochi del Mediterraneo (nel ’51 in Egitto, vincendo il bronzo) e l’Olimpiade di Helsinki del ’52. Sposato con Franca Ronchetti (ex cestista azzurra, nonché sorella minore della più nota Liliana), Giorgio Bongiovanni vive a Torino, e a 90 anni compiuti è il nostro primo testimone nella storia degli Europei maschili di basket.

Martedì, 29 Novembre 2016 11:59

Europei di basket: Parigi 1951

AMULETI E PROGRESSI DI VAN ZANDT!

«Parigi, o cara...» ... Da quando, nel gennaio del ’48, la Nazionale italiana aveva battuto quella francese nella sua capitale – si trattava di una amichevole ma fece tanto scalpore –, tornare nella «più romantica città del globo» le procurava sempre uno stato di eccitazione e di ottimismo. La traccia di quella fortunata trasferta era addirittura rimasta, sotto forma di simbolo ricamato, sui bianchi pantaloncini della divisa da gioco: si trattava di una... carota, come quella che il tecnico Van Zandt vide su un marciapiede, appena la comitiva uscì dalla stazione ferroviaria della Gare de Lyon, e che si affrettò a raccogliere convinto che fosse il portafortuna per vincere contro ogni pronostico – come in realtà poi avvenne – la sfida di quella fredda sera d’inverno.

Giovedì, 15 Dicembre 2016 15:41

Europei di basket: Mosca 1953

TRAC SETTIMO, MA SENZA IMBROGLI

Ne successero di tutti i colori, a Mosca, in occasione della ottava edizione dell’Eurobasket, che l’Unione Sovietica si era finalmente decisa a ospitare, dopo avere già rinunciato al diritto quattro anni prima. Colori sul campo, sotto forma di combine, ostruzionismo, trucchi di gioco (o di non gioco), tutte cose che risultarono davvero inaccettabili. Al punto da indurre la FIBA a pensare di cambiare le regole.

Giovedì, 10 Novembre 2016 10:13

Europei di basket: Il Cairo 1949

PRODEZZA EGIZIANA... DI UN ITALIANO!

Un campo costruito vicino il deserto, le Piramidi sullo sfondo. Il campionato europeo di basket indossò una veste esotica e magica per mandare in scena la sua sesta edizione, nel maggio del 1949. L’Egitto ormai faceva parte della famiglia, e il sorprendente terzo posto conquistato a Praga due anni prima gli offrì una opportunità davvero unica, grazie alla rinuncia dell’Unione Sovietica, che aveva diritto a ospitare la manifestazione per essere campione in carica, e all’impossibilità da parte della Cecoslovacchia, giunta seconda, di ricandidarsi. Il Cairo, capitale moderna del più «mediterraneo» degli stati africani, aprì le porte del suo fascino e della sua storia.

Mercoledì, 02 Novembre 2016 15:18

Europei di basket: Praga 1947

L’URSS ACCENDE UNA NUOVA ERA!

Era trascorso solo un anno dall’ultima edizione degli Europei. Sembrò una eternità. Una nuova epoca aveva avuto inizio, quella dell’Unione Sovietica, il colosso che per più di 40 anni avrebbe dominato la scena, salendo sempre – puntualmente –sul podio, fin quando in pratica cessò di esistere. E una nuova epoca cominciò a vivere anche la Nazionale italiana, affidata per la prima volta a un allenatore straniero, per dare l’impronta giusta, quella americana, a un gioco rimasto ancora allo stato grezzo. Una svolta secca, per la quale si dovette pagare un prezzo: formazione completamente rivoluzionata, gioco da reinventare, nono posto finale, il peggior piazzamento fino allora. Era trascorso solo un anno dall’argento azzurro di Ginevra; sembrò proprio un’eternità!

Giovedì, 20 Ottobre 2016 06:52

Europei di basket: Ginevra 1946

ULTIMO PODIO DELLO STEMMA SABAUDO!

La neutralità della Svizzera offriva lo sfondo più rassicurante al ritorno dell’Eurobasket dopo la lunga pausa imposta dal conflitto mondiale. Qualsiasi altro luogo – con le ceneri ancora calde – avrebbe facilmente potuto scatenare incidenti diplomatici e mettere a rischio il regolare svolgimento della manifestazione. Si giocò nuovamente a Ginevra, la città della prima edizione. Di rinunce importanti, alla fine, se ne registrò solo una, ma trattandosi di quella dell’Unione Sovietica, che nel ’40 aveva occupato i paesi baltici, il tabellone venne alquanto stravolto: all’appello, infatti, mancavano la Lituania, la Lettonia e l’Estonia, le rappresentative che (soprattutto le prime due) si erano fino allora messe più in luce. Sarebbe trascorso quasi mezzo secolo prima che l’alternarsi delle vicende politiche restituisse i loro nomi alla mappa cestistica.

Martedì, 11 Ottobre 2016 10:20

Europei di basket: Kaunas 1939

BIS LITUANO, E I NOSTRI A GUARDARE!

Lo chiamavano fin da allora «girone all’italiana». Ogni squadra incontrava tutte le altre, e alla fine chi aveva più punti vinceva. Il Campionato Europeo di basket, appena alla sua terza edizione, manifestava già una certa insofferenza nella modalità di svolgimento: aveva iniziato con l’eliminazione diretta, nel ’35 in Svizzera; due anni dopo in Lettonia era passato al sistema dei gironi di qualificazione (semifinali incrociate e finali); in Lituania, nel ’39, si volle cambiare ancora («girone all’italiana», appunto), prima o poi la formula giusta si sarebbe trovata. A fare le spese di questo cambiamento – ironia del nome – fu proprio l’Italia, che per aggiudicarsi la medaglia d’argento nella edizione precedente si era limitata a vincere due sole partite sul campo, mentre stavolta lo stesso bottino non le permise di andare al di sopra del sesto posto. L’appellativo «discontinua» avrebbe da allora accompagnato la nostra Nazionale nella sua lunga avventura fino ai nostri giorni.

BasketNet ha inaugurato recentemente una nuova rubrica, La Storia degli Europei di Pallacanestro. La nuova rubrica sara' curata da Nunzio Spina. Siamo partiti con Ginevra 1935 (leggi articolo) e Riga 1937 (leggi articolo). Sara' un'appuntamento settimanale che ci accompagnera' fino ad EuroBasket 2017 che sara' la 39esima edizione della competizione continentale e che, a partire da questa edizione, diventera' quadriennale.

Buona letture.

Giovedì, 29 Settembre 2016 10:31

Europei di basket: Riga 1937

UN ARGENTO AL GUSTO DI VODKA!

La prima medaglia conquistata dal basket italiano valeva bene una sbornia. Non c’era altra maniera di consumarla che a base di vodka, dal momento che ci si trovava in un albergo di Riga, capitale della Lettonia, la nazione che ospitava la seconda edizione dell’Eurobasket, dopo essersi aggiudicata quella inaugurale in Svizzera. La medaglia era d’argento, e avendo ceduto in finale per un solo punto alla Lituania (che si permise questo smacco in casa dei cugini baltici), non si capì bene se a prevalere fosse la rabbia per il trionfo mancato o la soddisfazione per un traguardo inatteso.

Mercoledì, 28 Settembre 2016 09:39

Europei di basket: Ginevra 1935

I primi eroi, sportivi e non solo!

Possiamo tutti considerarli degli eroi. Erano in nove (otto giocatori più l’allenatore) coloro che nel maggio del 1935, a Ginevra, rappresentarono l’Italia nella prima edizione del Campionato Europeo maschile di basket. Uno di questi, però, eroe lo sarebbe diventato davvero, cadendo per la Patria su un campo di battaglia.
Si chiamava Ezio Varisco, era nato a Trieste, ed era cresciuto in uno di quei pochi vivai cestistici che alimentavano, a quei tempi, lo sport della palla al cesto. Con la Ginnastica Triestina aveva vinto i campionati del ’32 e del ’34 (gli anni della continua alternanza degli scudetti con la Ginnastica Roma), e già nel ’31 – a soli 17 anni – aveva vestito la maglia della Nazionale (azzurra con scudo crociato sul petto, lato cuore) in una partita contro la Cecoslovacchia.

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