Trento-Venezia, finale gara 4: le nostre pagelle

ENERGIA DOLOMITI TRENTO

Shields 6.5: poche forzature, buoni numeri, è l’ultimo arrivato ma sembra giochi in questo sistema già da inizio stagione. Merito di Buscaglia ma anche merito suo.

Craft 7: altra prestazione da playmaker totale: rimbalzi, assist, implacabile in penetrazione, segna i canestri giusti al momento giusto. 

Forray 8: il solito leone in difesa, la cosa più stupefacente è che sta diventando un fattore anche in attacco. Da tre punti, spalle a canestro, in penetrazione con il floater. Plus Minus a quota 31: sissignori trentuno. 

Flaccadori 7.5: nel suo duello con Tonut fra giovani azzurri, in questa serie, si sta dimostrando il più continuo, il più pronto a giocare con la pressione addosso. Dall’angolo è una sentenza.

Hogue 7: finalmente decente anche dalla lunetta, anzi decisamente positivo con sei su otto ai liberi, a rimbalzo c’è sempre, inoltre aggiunge quattro assist e infiamma il Pala Trento tuffandosi su un pallone che ormai appare perduto guadagnando un insperato possesso. Potete chiamarlo Hulk Hogue

Lechtaler 6: due minuti, due rimbalzi, due liberi sbagliati.

Gomes 7: ormai è la versione nera di Bruno Cerella, nel senso che per lui le donne farebbero follie, ma probabilmente anche gli allenatori. Con Sutton a metà servizio dà tutto a rimbalzo e infatti ne cattura 13, record stagionale. Standing ovation già a fine terzo quarto, doppia doppia con 13 punti e pazienza le 7 palle perse e la virgola da tre punti. Vien da sorridere se si pensa che a inizio stagione era considerato il mistero dell’Energia Dolomiti. 

Sutton 6: non è al meglio e si vede, è l’unico con il plus minus negativo dell’Aquila ma dargli pochi e buoni minuti in gara 4 probabilmente era indispensabile per averlo almeno al 90% in gara 5. 

Buscaglia 7.5: stavolta azzecca tutte le mosse, e la presenza di Sutton trasmette energia e sicurezza a tutti, coach compreso. Lo dicono i liberi sbagliati: 10 su 23 senza Dom the Dog, 21-32 con lui. Ancora tante però le palle perse, di squadra, una in più rispetto a gara 3. Vince ruotando sostanzialmente sette uomini, più tre minuti totali concessi a Lechtaler e Lovisotto. 

UMANA VENEZIA

Haynes 4.5: la sua peggior partita nella serie. Se non gli entrano le bombe diventa inutile.

Ejim 5: sembra tra i più in palla tra gli orogranata, energia in difesa e a rimbalzo, meno impreciso del solito in attacco e dall’arco, poi entra a 8’ dalla fine e in fa solo danni: due palle perse, due falli di fila in meno di sessanta secondi che lo tolgono dalla partita con ancora un quarto intero da giocare.

Stone 5: torna sbilenco al tiro, la solita discreta sostanza altrove ma in partita non entra praticamente mai.

Viggiano 5: lo stesso discorso di Haynes, solo che il buon Jeff ha, giustamente, molti meno minuti a disposizione

Tonut 6: una serie finale in ottovolante, in alcune partite è un danno. In altre, come stasera, fa quello che gli viene chiesto di fare pur pasticciando in qualche circostanza.

McGee 6: il più efficace nel cambio di marcatura contro i lunghi, perché non arriva al metro e novanta ma è un toro difficile da spostare. Trova più minuti del solito, vorrebbe giocarne anche di più e si vede. 

Ortner 5: un passo indietro rispetto alla solida prestazione in gara 3, infiamma i tifosi di Venezia con una penetrazione conclusa in schiacciata partendo dalla punta dell’arco. 

Bramos 6: migliore dei suoi per valutazione, 14, ed è il giocatore orogranata a subire più falli: quattro. Aggiunge due triple e quattro rimbalzi. Anche per lui troppa poca costanza.

Peric 5: in attacco è sempre un pericolo costante ma appare nervoso, cinque palle perse.

Ress 5: otto minuti, non incide.

Filloy 6.5: potrebbe essere davvero utile per la nazionale -è tra i 24 preconvocati-. Si esalta nei momenti che scottano, unico con il plus minus positivo della Reyer, sbaglia troppo dall’arco: 5 errori che contribuiscono all’imbarazzante 6-30 di squadra.

De Raffaele 5: Come al solito cerca di mettere i suoi giocatori nelle condizioni di rendere al meglio, ma se poi non lo fanno vincere è dura. L’obiettivo minimo è raggiunto, il fattore campo recuperato, resta il fatto che lui a disposizione ha 12 titolari e, guardando i numeri, ha vinto le due partite in cui Trento ha dovuto fare a meno del suo migliore giocatore. Con Buscaglia costretto a ruotarne sostanzialmente 7.

Giacomo Iacomino