Alessandro Abbio e il Piemonte che torna nell’elite della pallacanestro

Fonte: La Repubblica

Alessandro Abbio parla con soddisfazione della rinascita piemontese nella pallacanestro:

«Sono contentissimo, un risultato che arriva dopo anni di lavoro e di crescita, a livello senior e giovanile. Torino, Biella e Casale rappresentano la tradizione piemontese».

Fiat…di corsa

«L’ho vista giocare spesso, anche se dal vivo solo con Sassari. Mi ha impressionato per il roster lungo. Patterson mi ricorda Jay Vincent, un americano “vero”, Garrett è strepitoso, Mbakwe è belluino e potenzialmente devastante. Ma non bisogna dimenticare Jones, Mazzola, Iannuzzi, Poeta, Washington. Impressionanti».

Colpito da?

«Mi ricordo che Vujacic, quando io giocavo l’ultima stagione con la Virtus Bologna nel 2002, era a Udine. A Torino l’ho visto maturo, “sbattersi” in attacco e difesa come un cavallo, come si dice in gergo. Strano vedere una stella proveniente da Hollywood così coinvolta».

Giovani

«I progressi di Okeke sono sotto gli occhi di tutti. Ha sfruttato lo scorso anno gli infortuni per ritagliarsi spazio: può diventare un’ala di altissimo livello europeo».

Casale e Biella

«La continuità deve essere il filo logico di qualunque sistema. Bisogna dare ragione a Biella e Casale che hanno continuato nella strada intrapresa, anche quando hanno avuto battute a vuoto. Non hanno pensato a tagliare allenatori, a ingaggiare giocatori: la continuità è fondamentale».

Federico Danna

«Non lo scopro di certo io, anzi quasi il contrario… E stato mio allenatore in Serie A, un maestro nel giovanile, mi ha cambiato la vita. Sta facendo un gran lavoro a Biella: puoi amarlo o odiarlo, ma se lo vedi lavorare capisci la pallacanestro».