All-in (di Carlo Fabbricatore)

Esiste la giustizia sportiva? A giudicare dagli ultimi accadimenti sembra proprio che la giustizia spor-tiva sia gestita in modo approssimativo.
Cantù da mesi è in una situazione economica difficile ma per la FIP e la Lega è soltanto da monito-rare. La cordata che dovrebbe rilevare il club continua a posticipare la decisione ormai da troppo tempo. Forse le massime istituzioni del nostro sport stanno facendo come Ponzio Pilato: si stanno lavando le mani in attesa di sviluppi.
Avellino per voce del suo presidente ha reso noto di essere in grave crisi finanziaria e ha dato il via libera ai giocatori che non si sentivano di continuare l’avventura in Irpinia. Immediatamente Cole ha abbandonato la barca che si dibatte in acque tempestose. Il tesseramento irregolare di Young è stato la ciliegina sulla torta. Ormai il centro americano ha giocato diverse partite ma la giustizia sportiva si guarda bene dall’esprimersi (nella giornata di mercoledì si dovrebbe sapere qualcosa).
Il dramma è che queste due squadre stanno facendo un campionato al di sopra delle più rosee aspet-tative ed entrambe sono in lotta per accedere alla fase finale della Coppa Italia. A mio avviso stanno in eguale misura alterando il regolare corso del campionato. Brindisi per voce del suo presidente ha richiesto la penalizzazione di Avellino ma Lega e Fip continuano nel loro silenzio assordante.
Siena, quella degli scudetti in serie e poi fallita, non sta navigando in acque sicure ma anche questa situazione è soltanto da monitorare.
Questo è il momento d’oro del basket italiano! Il prossimo anno la LBA avrà un numero maggiore di squadre e sono sicuro che ne vedremo delle belle!
La Lega dovrebbe gestire in forma diretta gli arbitri e la giustizia sportiva per rendere tutto più cre-dibile: NBA e Euroleague sono la prova tangibile delle mie affermazioni. Sono convinto che la mag-giore parte degli arbitri condivida la mia idea: sanzioni certe e immediate. Ovviamente dovrebbe es-sere accettata la figura di un commissioner super partes con deleghe a operare in piena autonomia.
Ritorniamo a essere uno sport moderno!
La Fiba come la Fip sono obsolete per come sono strutturate e gestite. Il Presidente Baumann, al contrario di Boris Stankovic grandissimo politico e uomo di sport, ha voluto la guerra piuttosto che la mediazione con ECA e NBA e ha commesso un errore sportivo clamoroso svuotando le manife-stazioni Fiba di tutti i migliori giocatori.
“Giocano pochi italiani” e “Una volta il campionato con due stranieri era più interessante” sono af-fermazioni ridicole: vi consiglio di andare a vedere vecchi filmati di partite degli anni ’60/’70/’80/’90 e poi ne riparliamo.
“Le squadre italiane erano vincenti in Europa” ma ci si dimentica che nazioni come Turchia, Grecia e Russia non investivano i capitali attuali. La Spagna non aveva una lega così forte, moderna e com-petitiva. In Europa tutti i club hanno impianti di gioco che in Italia al di fuori di Milano, Pesaro, Bologna e Torino, nessuno possiede.
Purtroppo siamo nei secoli bui del Basket senza che al di là di interventi di facciata venga fatto nulla di concreto. Senza una vera interazione con la scuola si perderanno potenziali giocatori a scapito di altri sport. La Nazionale è una conseguenza del movimento, non il traino! Mi piacerebbe sapere cosa sia stato fatto dalla Fip per migliorare la situazione. Ripetere sempre che l’Eurolega è la madre di tutte le sciagure del nostro sport è semplicemente una scusa. Le squadre spagnole sono protagoniste dei tornei organizzati da ECA e allo stesso tempo la Nazionale spagnola raccoglie successi.
Siamo nel Medioevo del basket nella speranza di vivere un Rinascimento, anche se al momento è difficile ipotizzarlo.

All we need is Basketball

Carlo Fabbricatore