Allineati e coperti? Mai! di Carlo Fabbricatore

Negli ultimi giorni la pallacanestro è stata maltrattata da avvenimenti che poco hanno a che fare con il gioco.

Affaire Pallacanestro Cantù: nessun amante del basket può ignorare la storia dei brianzoli ma purtroppo i tempi passano così come le dinamiche dello sport. Le stagioni sportive sono molto onerose e se non si è in grado di sostenere correttamente gli impegni assunti è meglio chiudere per non offuscare il ricordo di un passato prestigioso che purtroppo non esiste più. E’ evidente che in assenza di un’adeguata liquidità i giocatori potrebbero scegliere di trasferirsi in altre squadre, situazione che andrebbe a falsare la competitività del campionato. Meno poesia e più praticità.

Arbitri: nota dolente in assoluto. In campionato, in Euroleague e in tutte le competizioni assistiamo ad arbitraggi a dire poco scadenti. Purtroppo i referees sono totalmente distanti dalla filosofia del gioco e soprattutto affrontano le partite con il cipiglio dei giudici della Santa Inquisizione. Ammetto che la pallacanestro sia difficile da arbitrare, non entro mai nell’analisi del singolo fischio, ma non si può cambiare il metro delle chiamate 2/3 volte a partita. Semplicemente consiglio alle nuove generazioni di andare a vedere i video dei vecchi grandi arbitri.

Il razzismo nello sport è un argomento molto difficile da affrontare senza una precisazione: gli eroi del nostro gioco sono per la maggior parte Afro-Americani e posso affermare senza ombra di dubbio che nessuno del nostro mondo è razzista. Voglio precisare che qualche ignorante non può intaccare la capacità della pallacanestro di essere trasversale.

Il poco utilizzo dei giocatori italiani. Un report ci fa sapere che l’unico giocatore italiano con un minutaggio importante in campionato è Pietro Aradori: magari è l’unico indigeno in grado di fare la differenza ad alto livello? Non vedo questo grandissimo numero di talenti capaci di spostare gli equilibri. In Euroleague Milano per fare i break deve necessariamente schierare atleti di altre nazionalità a eccezione dell’ottimo Cinciarini che porta in dote grande equilibrio. Venezia può contare su Tonut e poi … non riesco a trovarne altri in grado di essere decisivi ad alti livelli.

Auxilium Torino: la saga continua. Larry Brown lascia Torino. Non ho reputato una scelta accorta la nomina a capo allenatore della leggenda Larry Brown per il semplice motivo che non aveva mai allenato in un campionato con le retrocessioni. Era un grande allenatore, era un innovatore, era uno stratega, … con il passato non si costruisce nulla. Torino aveva, precedentemente, fatto un grande errore mettendo alla porta Banchi e Recalcati ma sembra che nessuno abbia fatto tesoro dell’esperienza passata. Mi auguro, per non sprecare uno sponsor come la FIAT, che la società sia accorta nella scelta di un “vero” nuovo allenatore. Torino ha un impianto per partecipare alle coppe europee ma prima deve essere credibile: non basta essere appassionati.

Tifosi chiamati in causa da Kolarov: il calciatore serbo ha ammesso di essere tifoso di basket ma di non essere in grado di giudicare le scelte tecniche di allenatori e giocatori. Concordo pienamente con il pensiero di Kolarov e lo abbino ai molti tifosi che sono convinti di capire di pallacanestro per il semplice fatto di avere sottoscritto l’abbonamento per qualche stagione. Il basket è un gioco molto sofisticato e di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori e poi a partita conclusa è facile prendere le scelte giuste.

Marco in bocca al lupo e prenditi tutto il tempo necessari per guarire, ti aspettiamo più forte di prima.

No al razzismo – no alla droga – no alle discriminazioni: siamo la pallacanestro.

Noi amiamo la Pallacanestro

Carlo Fabbricatore