Appunti del Direttore: la morbida concretezza di Orelik, Reyer sempre all’attacco

Gediminas Orelik

Il primo appunto guardando la sfida fra la Reyer Venezia e la Vanoli Cremona è che Michele Ruzzier ha finito l’ultima seduta di analisi, dopo la stressantina stagione con lo zio Boniciolli in quel di Bologna. La visione di gioco non gli è mai mancata, la serenità sul parquet però è figlia della paterna cura Sacchetti. In generale e con tutto il rispetto la sfida del Taliercio è rappresentativa della sbiadita versione della massima serie italiana: difese relative e accondiscendenti nell’attesa di una più comoda versione offensiva, tanti fondamentali dimenticati (tagliafuori ndr.), troppi tiri da tre punti, riserva indiana italiana. Dominique Johnson è un attaccante mostruoso, fa tantissime cose con la naturalezza di un cannoniere vero; questa è la competenza che eleva il nostro campionato ma che potrebbe avere un senso nell’ottica di importare punti di riferimento per gli italiani. Se l’attacco reyerino fa dormire sonni tranquilli, la difesa non è adeguata al tentativo di bissare la vittoria tricolore. La Vanoli Cremona, al di là di una sconfitta che ci poteva stare, non avrà problemi a rialzarsi e ad uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione; dispiace solo registrare la favola stonata dei Diener, al momento una minestra riscaldata insipida e…fredda. Per il rispetto che nutro nei confronti dei due, sarò il primo tifoso augurandomi di vederli rinascere quanto prima. La chiosa finale è sempre per quel manifesto umano al secolo Gediminas Orelik: uno stuolo di appesantiti giocatori delle minors non può che portarlo come vessillo, idolo incontrastato. La sua mano da oltre l’arco sta risolvendo molti problemi a De Raffaele…

Direttore Raffaele Baldini