Armani Milano, in Eurolega o adesso o mai più (di Oscar Eleni)

Pianigiani Simone

Fonte: Il Giornale a cura di Oscar Eleni

Buon viaggio alla Milano del basket che questo pomeriggio camminerà sul ponte del Millennio della vecchia Titograd per la sua corsa in Eurolega. Dalla vecchia fortezza di Podgorica, capitale del Montenegro, ci aspettiamo notizie buone per l’Armani nella più importante manifestazione per club dove siamo estranei da troppo tempo: l’ultima finale a quattro la giocò nel 2011 la Siena del Pianigiani che oggi guida le scarpette rosse, l’ultima coppa alzata è quella della Virtus di Messina 18 anni fa. Per ironia dei calendari in questi 14 giorni, forse i più complessi per la squadra milanese, l’Armani dopo la sfida di oggi (ore 18.45, visibile su Eurosport player) dovrà andare domenica proprio a Bologna contro la Virtus, uscita bene dal suo esordio europeo nella coppa Champions della Fiba rimontando in casa contro il Klaipeda. Non sembrano due ostacoli difficili per lo squadrone di re Giorgio: il Buducnost, tornato in Eurolega dopo 15 anni, sembra la squadra più debole delle iscritte a questa corsa che l’anno prossimo vedrà aumentare, come il nostro campionato, a 18 squadre il torneo delle società più famose e più ricche.Cerchiamo una squadra che ridia prestigio al movimento, anche se di italiano ha soltanto l’allenatore e tre giocatori (il neo acquisto Della Valle, Cinciarini e Fontecchio), ma la stessa cosa si potrebbe dire delle grandi favorite, dal Cska dove gioca l’azzurro Hackett, al Real Madrid detentore del trofeo che ha perso Doncic il prodigio reclutalo dalla Nba, al Fenerbahce dei nostri Datarne e Melli e del manager Ghirardini. Siamo in un mondo diverso e non è sbagliato dire che dopo la grande vetrina americana questo è il torneo con più talento anche se nessuno rappresenta davvero la scuola del proprio paese. Milano alla ricerca del nuovo mondo con una squadra costruita bene e rinforzata rispetto a quella che ha vinto il 28° scudetto, dando credito a molti degli uomini dell’ultimo titolo. Anche nel Buducnost, fiore del Montenegro, i giocatori slavi faranno da contorno a parte il colosso bosniaco Omic, un 2.16 acquistato dalla Stella Rossa Belgrado, perchè gli uomini chiave saranno Earl Clark del New Jersey, l’anno scorso a Saratov, e Aaron Craft che Milano ricorda bene quando era regista della Trento che la eliminò dalle finali del campionato due anni fa, reduce da una stagione modesta a Montecarlo. Un quintetto tutto nuovo in un arena dove non mancherà la spinta del pubblico come sogna l’allenatore Dzikic. Per Milano, dicevamo sette giorni di fuoco: questo esordio di oggi che sembrerebbe in discesa, poi trasferta a Bologna domenica in campionato aspettando mercoledì 17 ottobre il Real Madrid al Forum e due giorni dopo trasferta ad Atene contro l’Olympiakos dell’eterno Spanoulis. Fare meglio delle ultime due stagioni, ultimo e penultimo posto in Euro-lega, è il minimo. Questa Armani ha uomini e squadra per puntare ai primi otto posti, ma anche per sognare qualcosa di più come le finali a quattro che si giocheranno a Viteria, nei Paesi baschi, a metà maggio. Proprio Vitoria, il Khimki, il Barcellona e il Panathinaikos saranno gli ostacoli da saltare per stare con le grandi favorite. Si può fare. Partire bene oggi sarebbe già un segnale forte.