Basket e dintorni: il Medio Oriente di Giorgio Gandolfi

Lino Lardo

La mia conoscenza del basket nei paesi del Medio Oriente, dopo le consulenze alle Federazioni di Kuwait ed Oman ed inviti ad assistere ad eventi in Qatar ed Emirati Arabi, si amplia con la mia recente visita a Beirut, invitato dalla Federazione Libanese, per la quale organizzerò un clinic ed un seminario di marketing internazionale a febbraio.

“Da sempre il basket è lo sport nazionale in Libano ed i derby tra le squadre di Beirut sono infuocati, in campo e fuori.” racconta Tony Khalil, Segretario Generale della Federazione, che con il nuovo Presidente Akram Halabi ed un nuovo direttivo, stanno cambiando volto alla Federazione ed ai suoi programmi. Un nuovo, modernissimo Palazzetto da 8 mila posti, che ha già ospitato diverse manifestazioni internazionali per squadre nazionali e di club, altri da 5 mila, sempre gremiti, sono la prova della popolarità di questo sport nel Paese dei Cedri, come è conosciuta questa nazione. Le sue squadre di club hanno vinto spesso la  FIBA Asia e la l’Arab Club Championship e quando Sagesse, che è stata anche l’unica squadra asiatica invitata al prestigioso McDonald’s Open della NBA, vinse la prima Arab Club Championship nel 1998, il giorno seguente fu proclamata festa nazionale e chiusero le scuole. Molti giocatori americani, che hanno giocato in Libano sono anche passati in Italia, tra cui Jumaine Jones a Napoli e Caserta o LeRoy Hurd  tra Montegranaro, Rieti, Pesaro e  Virtus Bologna, mentre il più famoso giocatore americano in Libano è stato Hassan Whiteside, ora a Miami ed uno tra i top centri dell’NBA. Tra gli allenatori stranieri  anche Lino Lardo, già a Milano e Virtus Bologna, vi ha allenato brevemente. “Dopo alcune traversie, da un anno” continua Khalil, “ abbiamo individuato le priorità e stilato un progetto per continuare sulla strada dell’affermazione del basket libanese a livello internazionale – siamo ad un passo dalla terza qualificazione ai mondiali –  come anche del miglioramento a livello locale, tra cui il coinvolgimento dei libanesi nel mondo. Siamo 6 milioni in Libano, ma ben 13 milioni nel mondo tra cui molti in Brasile, Argentina e USA (tra cui  la famiglia Maloof, per anni proprietaria dei Sacramento Kings ed un ex giocatore NBA Rony Seikaly) e vogliamo coinvolgerli con una grande torneo ogni due anni, come anche avendo i più rappresentativi al nostro fianco”. Un’altra nazione dove il basket regna sovrano, troppo poche, purtroppo.

Giorgio Gandolfi