Bianchini e l’assunto milanese di coppa: “Chi vince vive e chi perde muore”

Valerio Bianchini

Valerio Bianchini dalla pagina Facebook spiega quello che è logico, nella natura delle cose riferito all’Olimpia Milano:

“Dell’Armani sento dire:” Prima lottavano adesso non lottano più”.
Lasciatemi dire che è la cosa più “naturale”. La Natura umana ha le sue regole e alla base di una reazione forte deve esserci una motivazione forte. La competizione sportiva è principalmente lotta. Essa è la trasposizione sul piano simbolico della lotta per la vita o per la morte. Chi vince vive e chi perde muore, anche se la grandezza dello sport consiste nel fatto che chi muore resuscita il giorno dopo e si prepara a una nuova lotta. Ora, per un continuo rinnovarsi dell’energia necessaria alla lotta, occorrono forti motivazioni e soprattutto un’obbiettivo, concreto, trascinante, condiviso che di solito si identifica negli sport di squadra con una qualche posizione di classifica da raggiungere. Esaurita questa motivazione, tutte le altre come orgoglio, volontà di migliorare, responsabilità nei confronti delle tifoserie, giustificazione dei compensi riconosciuti, sono motivazioni assai labili, dettati non dalla Natura umana ma dall’Etica. E la Natura dell’Etica se ne frega.”